MARCO MENGONI: conferenza stampa “Parole in circolo” (aggiornamento)

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All Music Italia oggi si trova alla conferenza stampa del nuovo album di Marco Mengoni, per raccontarvi tutti i dettagli di Parole in circolo, il nuovo progetto discografico del giovane artista che uscirà ufficialmente domani, martedì 13 gennaio.

Nella nostra pagina Facebook ufficiale di All Music Italia potete trovare video esclusivi girati durante l’evento. Qui di seguito il resoconto dell’incontro con la stampa e le canzoni del disco raccontate da Marco.

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Con la conferenza stampa di Parole in circoloMarco Mengoni conferma di essere senza dubbio il più innovativo fra gli artisti italiani. Il suo team sa bene quanto sia importante far credere al pubblico che Marco sia il più originale, il più futurista, il più al passo coi tempi.

E sebbene le dieci tracce del nuovo disco non vadano sempre in questa direzione, legandosi più che altro alla tradizionale musica italiana, per quanto riguarda le melodie, Mengoni non finge. La composizione è impreziosita da un produzione decisamente rivolta al mercato internazionale, grazie agli arrangiamenti che rendono ogni pezzo dell’album una potenziale hit radiofonica.

L’innovazione è viva, reale, si può toccare con mano. Progetti creativi, de-brief, brain storming, basi visual. Parole che aleggiano nelle cartelle stampa, fra i giornalisti approdati all’Open more than books di Milano, per l’occasione vestito “a festa”, sui bancali dei locali adibiti a “mostra aperta”, dedicata al giovane cantante ronciglionese.

Dando uno sguardo al workshop, fa pensare la scelta di citare il passato di Mengoni partendo da L’essenziale, con la vittoria al Festival di Sanremo e l’Eurovision Song Contest seguito subito dopo, come se la sua carriera partisse da lì (anche a Marco capita di dire, durante la conferenza “In questi due anni“, per poi correggersi con “In questi sei anni“). E se ci pensiamo è effettivamente così.

La rinascita di Marco avviene nel 2013, dopo un periodo di oblio immeritato, causato dai risultati sotto le aspettative di Solo 2.0. La delusione per quell’imprevisto freno si avverte ancora nelle dichiarazioni di Marco. Parole in circolo si presenta invece come un tassello complementare a #PRONTOACORRERE, ne rappresenta l’evoluzione, la maturazione.

Il ragazzo che vinceva X Factor nel 2009 oggi è un’altra persona. Rimangono in lui segni indelebili caratteriali, come l’apparire schivo e un po’ stralunato, ma quando ha la possibilità di esprimersi a 360° diventa una macchinetta difficile da fermare, e fa capire parola dopo parola di sapere il fatto suo.

Ad aprire la conferenza è un orgoglioso Andrea Rosi, presidente della Sony Music Italy. Spende parole d’elogio per Parole in circolo, definito un progetto non convenzionale per il mercato italiano e non a caso scelto come primo disco del 2015 targato Sony. Rosi svela, come detto d’altronde altre volte dallo stesso Mengoni, che la gestazione del progetto è iniziata molto tempo fa ed è ancora work in progress. Marco la definisce “una playlist in divenire“, perfettamente calata nell’era della digitalizzazione. Aspettative importanti per questo terzo album in studio, un disco fondamentale sia per l’azienda che per la carriera del cantante, che cresce ascolto dopo ascolto.

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Marco prende la parola e ci trasporta all’interno di Parole in circolo. Il giovane cantautore, da poco 26enne, spiega che la musica è in transizione e questo potrebbe essere uno degli ultimi dischi fisici che vedremo in vendita. Una playlist che non si chiude con l’uscita della prima parte, ma quest’ultima fa capire bene quali siano le strade che Mengoni intende percorrere, con il pensiero sempre rivolto alla sperimentazione e alla voglia di modificare la propria scrittura.

C’è chi pensa che Guerriero sia diverso da ciò che offrono le tracce dalla 2 alla 10 e potrebbe essere in realtà un aperitivo per la parte 2. Marco ironicamente lo etichetta come “un grande buffet” e spiega che con la scrittura di questo singolo di successo ha voluto creare un sunto di tutto ciò che è presente nell’album. Testo importante, sonorità diverse rispetto a tutto ciò che ha fatto fino ad oggi. E non nasconde la paura che ha attanagliato lui in primis, ma anche la major, nel sceglierlo come primo singolo. Rivela che vi sono state lotte interne e discussioni, ma alla fine l’ha vinta lui, che ha sempre portato in alto “lo stendardo di Guerriero“.

Il pubblico ha dimostrato di saper apprezzare questo grande cambiamento, che lo vede alle prese con un testo pregno di significati e difficile da approcciare, oltre a un cambio di vocalità che ora “scende negli abissi rispetto agli orpelli del passato“. Per non parlare poi della costruzione del pezzo, al quale si aggiungono “frequenze, piani sonori e strumenti” man mano che si prosegue nell’ascolto.

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Mengoni spiega che sin dall’inizio della sua carriera ha sempre difeso la diversità e anche in Parole in circolo ha voluto tutelarla, con la ferma intenzione di non seguire un filo logico musicale: “Non ho voluto creare una tracklist con lo stesso suono dall’inizio alla fine“.

Ampio spazio prende poi la seconda traccia dell’album, Esseri umani (secondo singolo in vista?). Per Marco uno dei brani più importanti: “Mi metto a confronto con il mondo in cui vivo, con la società. (…) Siamo mortali, con una vita a disposizione e perdiamo troppo tempo davanti allo schermo invece di pensare alla carne“.

Con il pezzo il cantautore manda “un messaggio fondamentale, il più possibile positivo, in un momento storico importante“. E dal testo si evince l’importanza del verbo, d’altronde il titolo dell’album è stato scelto per sottolineare un concetto molto caro al rinnovato Marco: “Bisogna essere molto attenti a quello che si dice, da una parola si scatenano movimenti“.

La canzone analizzata dà lo spunto a Marco per parlare dei suoi estimatori: “I fan sono gli essere umani che mi permettono di aprire un capitolo come questo. Persone che si alzano e vanno a comprare il disco o vengono ad ascoltarmi in concerto“.

Si passa alla collaborazione con Luca Carboni, che firma la nona traccia Se io fossi te. Mengoni rivela l’aneddoto che lo ha portato a conoscere il collega bolognese: “Ci siamo conosciuti in un hotel. Mia cugina Claudia Carboni, per omonimia, aveva avuto per sbaglio le chiavi della stanza di Luca” e prosegue esaltandone le doti: “Una persona incredibile. Mi sembrava di parlare con un ragazzo appena uscito dal conservatorio“, senza nascondere qualche intoppo nella collaborazione: “Gli ho mandato i miei pensieri e all’inizio non siamo riusciti a entrare in simbiosi, non è nato nulla. Dopo alcuni mesi si è presentato con un pezzo, lo abbiamo provato e suonava bene“. “Un piccolo tassello mancante al disco, c’è più favola e meno pragmatismo” conclude Marco, speranzoso di poter continuare la collaborazione con Carboni.

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A chi gli chiede se sia soddisfatto del disco, il cantante risponde che non lo sarà mai del tutto: “Abbiamo modificato suoni, testi, parole e messaggi fino a poco prima del missaggio“. Promette però che ci sarà tempo nel secondo disco per aggiornare ciò che forse è rimasto incompiuto nella prima parte, anche se afferma con chiarezza: “Non ci saranno risposte a domande poste nel primo disco, è una playlist e nelle playlist ci sono brani diversi“.

L’attenzione si sposta proprio sulla parte “due di due”. Andrea Rosi riprende la parola e dichiara che potrebbe uscire entro la fine del 2015. Al momento non vi è una data certa poiché sono tante le attività da pianificare, in Italia e fuori dall’Italia. Il titolo sarà lo stesso ma tante sono le novità in vista, al momento tutte non svelabili.

Vista l’importanza data ai testi, c’è chi giustamente si chiede perché non siano presenti nel disco. Marco sincero e schietto ribatte: “Nei booklet non ho mai letto i testi, sono scritti troppo piccoli. Per questo ho preferito inserire una galleria grafica“. E al proposito dichiara sorridendo: “Vengo da un istituto d’arte, mi sarebbe piaciuto fare design industriale, il mio destino però non me l’ha permesso“.

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L’innovazione e la complementarità del progetto Parole in circolo viene tutta fuori quando Mengoni espone la sua idea: “Credo che in un disco debba esserci di più, non è un mero cosetto di plastica. Sono sempre stato molto attento al design, alle immagini. Mi piace contornarmi di persone giovani, miei coetanei. Ad esempio Shipmate (un gruppo creativo indipendente composto da Luca Paternoster OmodeiGiuseppe Muschio Schiavone e Riccardo Bellei, ndr), i ragazzi dello Ied, di altre università grafiche. Tra l’altro avevo già collaborato con costumisti e grafici giovani grazie ai miei vecchi dischi, la preistoria!“.

Si parla anche del Marco Mengoni Live 2015, il tour che lo vedrà sul palco dal prossimo maggio (qui tutte le date) e che proprio in mattinata ha visto aggiungersi una nuova data al Mediolanum Forum di Assago, prevista per l’8 maggio, dopo il sold-out della prima (7 maggio). Marco ammette che vive tutto come un grande flusso creativo: “Quando penso ai pezzi, penso già a cosa voglio sul palco, a come voglio renderli live“. La creatività che lo contraddistingue si va a scontrare a volte con la realtà più critica: “Il presidente Live Nation, Roberto De Luca, dopo la firma del contratto è rimasto spiazzato dai bozzetti del tour che gli ho portato (…) Ma c’è molto confronto, discussione. Si ragiona sulle idee che pongo“.

Ed ecco che torna l’agitazione tipica mengoniana: “La prima parte del tour vuole essere un test. Torno nei palazzetti a quattro anni da Solo. Sono un po’ in ansia. Quando ho scoperto del sold out ho detto  – Ok, aprite la seconda data ma… calmi! –“. A chi chiede se vi è già una scaletta: “Non ancora ma i pezzi più o meno sono stati scelti“.

Per chiudere, dopo aver tanto parlato di playlist, viene chiesto a Marco quali sono gli artisti presenti nella sua playlist: “Stromae la fa da padrone“, cita poi Franco Battiato: “Ho sentito l’esigenza di tirare fuori la sua musica e prendere ispirazione da lui“, infine le Haim, un trio di sorelle statunitensi fondamentali per la nascita di Parole in circolo, spesso chiamate in causa dal cantante durante l’incontro: “La loro è una musica semplice, organica, a cui non siamo più abituati, ormai pieni di elettronica“.

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Di seguito le canzoni del disco raccontate da Marco Mengoni:

GUERRIERO
testo e musica: Marco Mengoni/Fortunato Zampaglione/Michele Canova Iorfida
“Guerriero” è una ballad intensa che evidenzia la crescita di Marco come interprete e come autore e mostra una forte maturità artistica nel testo e nella produzione musicale. Il canto, profondo e consapevole, accompagna con delicatezza ogni momento del brano, scritto dallo stesso Mengoni che per la prima volta collabora con Fortunato Zampaglione.
162 tracce in un pezzo solo, un brano che ad ogni frase del testo aggiunge e toglie rif e strumenti musicali, fino al minuto 3. Un susseguirsi di evoluzioni armoniche e strumentali; Dai cori quasi sempre presenti che danno una demarcazione epica al pezzo, insieme ai fiati che diventano sempre più importanti dalla metà del brano in poi. I sinth e i campionamenti vocali drumming set, i rif di chitarra che intervengono sono in evidenza ad accompagnare alcune parti del testo e a rafforzare il significato, per poi sparire all’arrivo di altri riff e momenti musicali, tutte fotografie diverse di un arrangiamento che compongono un puzzle enorme come a sottolineare l’importanza e il messaggio del testo.
“Guerriero” è la nostra emotività. “Guerriero” è l’anima che ci permette di decidere, è la forza che destiniamo agli altri e alle situazioni del nostro cammino. “Guerriero” è la parte migliore di noi, quella che a volte impieghiamo una vita a conoscere e a fare affiorare tutti i giorni.
A poco più da un mese dall’uscita, “Guerriero” è multiplatino e il video la cui regia è per la prima volta firmata dallo stesso Marco insieme a Cosimo Alemà ha avuto il record di views: 9 milioni in sole 8 settimane di programmazione.

ESSERI UMANI
testo e musica: Marco Mengoni/Matteo Valli
Uno dei brani più significativi di questo primo volume di “Parole in circolo”, che mostra attraverso una scrittura cantautorale inedita la sensibilità di un uomo adulto, consapevole, a cui non basta “mostrarsi invincibile, collezionare trofei”, ma che forte dei propri limiti e di una forte conoscenza di se stesso è felice di essere riuscito ad amare le proprie fragilità. “Ma quando piangi in silenzio scopri davvero chi sei”. Il testo è contemporaneo al momento che vive la nostra società. E’ il racconto di una storia d’amore universale. La convinzione nel ribadire di non fermarsi all’apparenza, di tendere la mano per combattere insieme i lati oscuri di una società sempre più nascosta dietro a uno schermo e poco protesa verso il prossimo, che
pian piano tende a dimenticare la verità dei rapporti e l’importanza di essere animali razionali=uomini=esseri umani. Un brano intenso, che rappresenta la parte più suonata di “Parole in circolo”, privo di arricchimenti elettronici, e che mostra un uomo che ha imparato dalla vita che “ha vinto vince e sempre vincerà” e che apprezza l’essere umano nella sua interezza con tutti i suoi pregi e difetti
“Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani. “

INVINCIBILE
testo e musica: Marco Mengoni/Ermal Meta/Matteo Buzzanca
Una ballad intensa e romantica “tu sei con me e io mi sento invincibile” che si arricchisce della presenza di alcuni elementi elettronici come i pad. La forza benefica di un sentimento, che per la prima volta viene raccontato in positivo dal cantautore di Ronciglione e che ti fa sentire davvero invincibile. Invincibile fa parte del mondo “pezzi pop melodici” o “essenziali” proprio come il suo arrangiamento privo di barocco ma dritto e preciso, un suono clean per contrastare l’aria del testo e quella melodica. Presente qui come fosse “psicoacustica” –come l’ha definita lo stesso Mengoni- un pad basso sinusoidale che da corpo alle frequenze, che per tonalità non chiudevano la palette armonica.
Con “Invincibile”, Mengoni rinnova la sua collaborazione con Ermal Meta (La fame di camilla) con il quale ha firmato alcuni tra i maggiori successi della sua carriera e propone un brano che rappresenta un ponte con la produzione musicale di #prontoacorrere
Un arrangiamento importante che esplode in un inciso avvolgente e invincibile. “Anche se il mondo è un gran casino tu respirami vicino e mi vedrai spiccare il volo”.

IO TI ASPETTO
testo e musica: Marco Mengoni/Ermal Meta/Dario Faini
io ti aspetto fa parte di un mondo che Mengoni ha sempre amato, una fusione di stili che comprendono la musica dance pop soul. In questo brano dalle varie influenze di stile, troviamo l’elettronica che si unisce già dal primo inciso ad uno degli strumenti ai quali Marco è più legato, la tromba (e a tutti i fiati in generale), dando più energia e più “botta” al pezzo anche per rimarcare il messaggio dell’inciso “Io ti aspetto e nel frattempo vivo”. Uno dei versi che rimane in testa dal primo ascolto come un tormentone, uno slogan destinato a tutti. Il canto gioca con un testo importante e traccia da solo la linea melodica di un brano dal Ritmo serrato, ballabile arricchito della direzione dei fiati di Marco Tamburini e dello stesso Mengoni.

LA NEVE PRIMA CHE CADA
testo e musica: Marco Mengoni/Ermal Meta/Dario Faini
Una ballad sincera. “Per sempre può durare solo un’ora a volte un po’ di più, quel che mi dirai non lo sentirò, perchè l’amore è sordo se ha paura o se è pieno di se”
La fragilità di un accompagnamento volutamente scarno all’inizio, lascia spazio ad un crescendo musicale che accompagna l’intensità della voce ed un testo pieno di riflessioni. Mengoni per la versione definitiva ha scelto di mantenere la prima voce registrata, quella del provino, per preservare la freschezza e l’intensità con la quale l’aveva provinata al primo take, come ha fatto altre volte ad esempio per L’Essenziale.
“non siamo quelli che promettono l’eternità perché si può cambiare direzione”

COME UN ATTIMO FA
testo e musica: Marco Mengoni/Norma Jean Martine/Adam Argyle/Martin Brammer
Una ballad cofirmata da Mengoni con Norma Jean Martine (talentuosa artista ventiduenne di New York trapiantata a Londra, già autrice della musica di “Quando Una Stella Muore” di Giorgia), Adam Argyl e Martin Brammer, uno dei più grandi songwriter europei, autore tra gli altri di hit di James Morrison, Tina Turner e Olly Murs.
“Come un attimo fa” è la prima collaborazione internazionale di Parole in circolo, proposta, solo per iTunes anche nella versione originale inglese “Time of my life”.
Il testo in italiano invece è per la prima volta interamente firmato da Mengoni. Un clima elettronico per una riflessione disincantata su una storia sospesa in cui si sviluppa un testo carico di tensione. Il ritornello “io non ho mai smesso di crederci” è l’epilogo per una storia che al di là di come sia andata, qualunque sia il finale, resta positiva.

ED E’ PER QUESTO
testo e musica: Marco Mengoni/Fortunato Zampaglione
Il secondo brano cofirmato con Fortunato Zampaglione che dopo il successo del Guerriero affronta un brano UP, dove le sonorità del mondo elettronico sembrano strizzare l’occhio al pop dance anglosassone. Un’introduzione su pochi semplici accordi prelude ad una ritmica serrata che rende il brano particolarmente orecchiabile, “e invece io volevo te , sempre cercato solo te, ed è per questo che ti cerco dentro ad ogni persona.

SE SEI COME SEI
testo e musica: Alessadro Raina/Matteo Buzzanca
Uno dei due brani in cui Mengoni presta la sua voce da grande interprete ad un brano scritto da giovani autori del panorama italiano con cui aveva già collaborato per la fortunatissima Non me ne accorgo di #prontoacorrere
Il brano è stato rilasciato in anteprima per iTunes il primo giorno dell’anno conquistando immediatamente la prima posizione dei brani più scaricati. “Se sei come sei” è il ritornello indimenticabile di un brano, che sembra aprire ad una nuova linea melodica, dove i fiati entrano a rendere una ballad elettronica un pezzo mosso ed estremamente articolato. Il canto con una divisione testuale molto particolare, a tratti quasi “parlata”, parte leggero come in una ballad tradizionale e si irrobustisce con la presenza dei fiati di Marco Tamburini e Roberto Rossi, fino a diventare strumento pirotecnico per seguire la linea melodica.
“Se sai cosa vuoi Se sei come sei Io non ti copro le spalle”

SE IO FOSSI TE
testo e musica: Luca Carboni/Coffee/busbee
Un regalo di Luca Carboni per una favola moderna il testo di Se io fossi te “dove ad un tratto si rimane senza parole”. E parte il gioco del se io fossi te, se tu fossi me. Questo brano di “Parole in circolo” musicalmente composto da autori di fama mondiale, come busbee uno dei più importanti autori americani dell’ultima generazione (“Try” di Pink, “Don’t Stop” dei 5 Seconds of Summer e “If We Ever Meet Again” di Timbaland- Katy Perry) e Coffee membro losangelino dei The Monsters and The Strangerz ,team di produttori e autori vincitori di un Grammy, che hanno scritto e prodotto dal 2009 ad oggi brani per artisti del calibro di Rihanna, Maroon 5, Kanye West.
La penna felice del cantautore bolognese traccia un affresco di un
“c’era una volta una bella storia erano tutti e felici e contenti…” Il sound moderno è scarno e la ritmica sembra l’unico appoggio per la voce su sonorità vagamente anni ’80 in pieno stile Carboni.
Il brano, nella sua versione inglese For I will è stato proposto in anteprima su Tim Music.

MAI E PER SEMPRE
testo e musica: Marco Mengoni/Matteo Valli
Tenera e consapevole autocritica “Mai e per sempre” chiude il primo volume di “Parole in circolo” con delle sonorità classiche e con un quadro scritto dallo stesso Mengoni con Matteo Valli come per “Esseri umani”. Spietata riflessione sulla fine di un’intesa, “hai perso con gusto la nostra partita per darmela vinta per farla finita” dove la voce racconta con dolcezza “E io di me non ho mai capito niente” che si risolve con la scrittura, la composizione, con la musica “in caso scordassi la combinazione la scrivo su un foglio è questa canzone”.

  
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  • Grazia

    Letto tutto e ringrazio per il resoconto. Unico neo la frase “il suo team sa bene quanto sia importante FAR credere al pubblico quanto sia innovativo. .. cioè spero di aver letto male o interpretato male. Ma ci prendete per scemi? Qui signori miei non si può discutere del suo pubblico come fossimo pecoroni …Noi ogni giorno scegliamo cosa aecoltare e fare entrare nella nostra vita e poco ci frega se sia barocco o innovativo… noi non proveniamo dalle taverne della musica. Alcuni di noi spaziano da opere classiche al cantautorato alla musica rock e nessuno può pensare, tantomeno voi, che perché seguiamo Mengoni ci facciamo abbindolare. … Mengoni piace per la sua vocalità per il suo essere artista e il suo coraggioso tentare di far qualcosa per la musica. Se riuscirà lo dirà solo il tempo. Intanto è un giovane che ha le carte in regola per farlo eci sta provando ….. nonostante questo mondo della “musica”. Lo ammiro per questo e largo ai giovani guerrieri e coraggiosi.

    • Cristian Scarpone (Caporedattore)

      Signora Grazia, quanto astio davvero immotivato. Chi scrive è un grande estimatore di Mengoni, ho assistito a svariati concerti da lui tenuti e sono stato acquirente di tutti i cd da lui prodotti. L’ho sostenuto come fan dal primo provino di X Factor e vederlo oggi in conferenza stampa, per la prima volta in veste di “giornalista” e non semplice estimatore, è stato un grande onore oltre che piacere.

      Lungi da me considerare lei e il pubblico in generale “scemo” o parte di un gregge di pecoroni. C’è stato un fraintendimento di base. Quello che intendo dire è che il team che circonda Mengoni fa di tutto, dal punto di vista della pubblicità e della promozione, per legare Marco all’idea di innovazione, tecnologia, futuro. Applicazioni per smartphone, visual art e quant’altro, tutto descritto nel resoconto ma già noto ai fan, per ovvie ragioni.

      Se legge più avanti ho scritto anche che “Mengoni non finge” e “L’innovazione è viva, reale, si può toccare con meno”. Cosa vuol dire questo? Che chi si occupa della promozione deve promuovere l’artista, e lei che scema non è, sa bene quanto spesso ciò che ci viene propinato viene ingigantito e fatto passare per quello che non è. Con Marco non serve, perché ciò che ci viene “rifilato” è ciò che effettivamente è, è la realtà, non c’è finzione. Non c’è possibilità di rimanere delusi, perché Marco è il fulcro dell’innovazione del suo progetto, come ampiamente spiegato in conferenza stampa. Ha le idee di base, sa come svilupparle e farle crescere, rendendole reali quindi c’è assoluta buona fede nella mia dichiarazione. Ma mi rendo conto che potesse essere fraintesa, spero di aver chiarito la mia posizione e aver fugato tutti i dubbi perché credo onestamente di aver descritto in maniera molto positiva quanto emerso dall’incontro con la stampa quest’oggi.

    • Grazia

      Sono contenta della sua risposta, tengo a precisare che il mio non è astio ma una risposta seccata a quanto letto in principio. Certo cue ho letto tutto e mi pare che nel commento precedente ho esordito con letto tutto e ringrazio . Il vostro racconto mi è piaciuto molto analitico e preciso. Ci ha dato una conosce migliore del progetto. Ma quella frase scritta (quasi sfuggita…) mi ha indisposto parecchio e nel chiedervi naturalmente ho anche scritto spero di aver frainteso. Comunque la ringrazio per la sua precisazione davvero. La ringrazio anche della vostra celere risposta. Felice di essermi sbagliata, buon lavoro.