TOTO CUTUGNO: “L’italiano” diventa un inno antirazzista in Finlandia

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Il destino delle canzoni a volte segue percorsi strani e decisamente lunghi. Ci sono brani italiani che diventano degli evergreen in tutto il mondo superando spesso e volentieri il successo ottenuto in Italia.

Nei primi anni 80 Kari Tapio, stella della musica finlandese scomparsa nel 2010 dopo una carriera trentennale, lancia Olen suomalainen la versione finnica de L’italiano, brano che solo pochi mesi prima Toto Cutugno aveva presentato al Festival di Sanremo.

Sotto la stella polare. Su questa terra che è casa mia. canto la mia vita. Sono finlandese“. Questa la traduzione dell’incipit della canzone. Il brano diventa subito una hit… un vero e proprio inno nazionale.

Succede poi che che qualche settimana fa, a distanza di trent’anni, Olen suomalainen torni ad essere una hit grazie ad una cover che ha la particolarità di essere stata incisa da 12 kansalaiset, ovvero “cittadini” comuni che, pur avendo il passaporto finlandese, sono tutti di origine straniera. In poche settimane il brano diventa un vero e proprio inno antirazzista ottenendo migliaia di visualizzazioni su YouTube.

Quello che volevamo era spingere la gente a riflettere su cosa voglia dire essere finlandese. Per far questo le strofe di “Olen suomalainen” erano perfette” hanno spiegato gli ideatori del progetto.

Sicuramente è motivo di vanto per il nostro paese che lo storico brano, scritto da Toto Cutugno e Cristiano “Popi” Minellono, venga utilizzato all’estero per portare avanti la cultura dell’integrazione razziale. L’italiano si conferma così un brano senza tempo che spesso in molti hanno proposto come alternativa all’attuale inno nazionale italiano.

Questa canzone fu scritta nel 1981 per Adriano Celentano che però si rifiutò di inciderla. Nel corso degli anni è stata tra l’altro cantata in portoghese da Josè Augusto e proposta in una particolare versione strumentale da André Rieu e dalla sua Johann Strauss Orchestra oltre ad essere inserita in diverse pellicole cinematografiche. Tra gli artisti che l’hanno reinterpretata nel corso degli anni anche Simone Cristicchi nel 2007, Albano nel 2010 e lo stesso Toto Cutugno  che, per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, torno a Sanremo nel 2011 presentandone una versione riarrangiata in duetto con Tricarico.

Sempre a Sanremo, precisamente nel 2013, il brano ha ottenuto un premio ufficiale. In quell’occasione Cutugno ha dichiarato che la canzone era ancora attuale ma, visti i cambiamenti del nostro paese, probabilmente oggi avrebbe cambiato alcune strofe e accenno: “Buongiorno italia, italiani vari che noi chiamiamo extracomunitari, che hanno la pelle di un altro colore ma per bandiera hanno il tricolore“.

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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