LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: “Ti vendi bene” è il nuovo singolo (VIDEO e TESTO)

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Sta per concludersi in bellezza – con due concerti sold-out il 26 e il 27 marzo al Magnolia di Milano – il Firmamento Tour, la tournée de Le Luci della Centrale Elettrica legata all’ultima fatica discografica della band, Costellazioni (fuori nel marzo 2014 per La Tempesta Dischi): quale migliore occasione per lanciare un nuovo singolo!

È infatti arrivato nelle radio italiane il brano Ti vendi bene, ottava traccia di Costellazioni, a riguardo della quale il leader Vasco Brondi ha affermato: “Ti vendi bene è una canzone dedicata a questi anni disillusi e allo stesso tempo pieni di desideri da avverare. Una canzone che quando iniziava durante i concerti faceva scatenare una festa, quell’idea di ballare sotto i bombardamenti che c’è in tutto il disco. È un saluto e contiene un augurio: è una notte buia e meravigliosa, l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa“.

Ad accompagnare il lancio del pezzo non poteva mancare un videoclip realizzato ad hoc dalla regista Annapaola Martin, che ha seguito personalmente gran parte del tour, documentandone l’atmosfera, l’energia e la magia che hanno contraddistinto ogni singolo concerto.

Per questo video – ha raccontato Brondic’era l’idea di raccogliere un anno di concerti, migliaia di chilometri e di incontri in quattro minuti di immagini. Rendere l’idea di questi concerti che sono stati dei riti liberatori”.

Il cantautore ha poi, riferito che la conclusione del tour segnerà l’inizio di un periodo di sosta per Le luci. “Mi fermerò per un bel po’ – ha scritto di recente sui suoi canali social – L’ultima volta mi sono fermato un paio di anni fino all’uscita di questo disco. Adesso non lo so, scriverò, viaggerò, suonerò ma senza fare concerti”.

Ed ecco infine, il videoclip ufficiale di Ti Vendi Bene: come sempre, trovate il testo a seguire. Buona visione!

TI VENDI BENE – LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA – TESTO

I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda
questa volta il somigliare agli altri non la salva
i ragazzi si erano dispersi nella notte fredda
questa volta il somigliare agli altri non le basta

Bandiera rossa sventolerà, ma solo sulla costa del mare in tempesta
qualcuno gridava la luna al popolo
poi la mattina fa il rumore di una saracinesca che si alza
e Debussy caduto nella Senna

ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene
ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene

è una giornata fredda e luminosa
l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa
è una notte buia e meravigliosa
l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa

una nuova ondata di freddo è attesa anche in questa strada
che ha il nome di una santa in questo aprile che sembra dicembre.

3 operai, 4 camerieri, 5 studenti, 6 nullafacenti
tra aspirazioni e delusioni
un grande amore qualsiasi e un…
di poeti di navigatori satellitari di fiori solo dai fiorai,
goodbye new economy, goodbye
goodbye new economy, goodbye

sei una discoteca vuota nell’anima
sei senza paura, cammini di notte sul bordo di una strada
bella come una grande città quando la gente è addormentata, agitata
come la bandiera scolorita e che in qualche modo ce la farà
immenso smarrimento, immensa libertà
immensa libertà

Bandiera rossa trionferà, ma solo sulla costa del mare in tempesta
qualcuno gridava la luna al popolo
poi la sera fa il rumore di una saracinesca che si abbassa
e Mozart a letto con la febbre alta

ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene
ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene
ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene
ti vendi bene tu, ti vendi bene tu, ti vendi bene

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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