Latin Grammy 2014: BOCELLI nominato, la PAUSINI… quasi! (AGGIORNAMENTO)

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Per i cantanti italiani, la nomination al premio Grammy è da sempre il termometro in grado di misurare la propria internazionalità, limitato ai pochi nomi in grado di macinare numeri importanti anche oltre confine.

Nell’albo d’oro dei Grammy tradizionali, oltre ai molti successi in campo operistico, classico e delle colonne sonore (specie tra gli anni ’60 e ’70), ad ora sono solamente due i cantanti pop che hanno avuto l’onore di ricevere l’ambito grammofono d’oro: Domenico Modugno nel 1958 ne vinse 2 (registrazione dell’anno e canzone dell’anno con Nel blu dipinto di blu) e Laura Pausini che nel 2006 trionfò nella categoria miglior album pop latino con Escucha, versione ispanica dell’album Resta in ascolto, vittoria che contribuì ad accelerare l’esplosione latina della cantante italiana.

I Latin Grammy Awards sono riconoscimenti assegnati dalla stessa Accademia, a partire dal 2000, agli artisti latini che hanno contribuito a diffondere la propria musica nel mondo intero.

Nella recente storia dei Latin Grammy il medagliere italiano si fa più corposo grazie proprio a Laura Pausini con le vittorie nel 2005, 2007 e del 2009 delle versioni spagnole degli album Resta in ascolto, Io canto e Primavera in anticipo, mentre tra i compositori Ennio Morricone si è aggiudicato il premio alla carriera.

Mercoledì 24 settembre a Miami, in diretta streaming sul sito ufficiale dell’accademia, sono state annunciate le attese nomination.

Per Laura Pausini non ci saranno speranze di replicare i passati successi e per quest’anno,  nonostante il grande successo di 20 – Grandes Èxitos (versione spagnola del suo greatest hits in occasione del ventennale di carriera) abbinato ad un tour internazionale, si dovrà accontentare  delle soddisfazioni latine regalatele dall’attuale ruolo di coach nella versione messicana di The Voice.

In realtà la cantante potrebbe rientrare nella vittoria di un Grammy, seppur indirettamente, grazie alla nomination ottenuta dal produttore Sergio George, nella categoria Produttore dell’anno, per il brano Se fué, versione spagnola di Non c’è lanciata in duetto tra Laura e Marc Anthony.

Ma le speranze italiane sono tutt’altro che spente, grazie alla presenza tra i nominati di un artista italiano tra i più amati all’estero.

Il rappresentante del Belpaese sarà infatti Andrea Bocelli, che ha già vissuto l’emozione della nomination ben tre volte (una nel 1999: miglior artista emergente, doppietta nel 2000: miglior voce maschile e miglior collaborazione pop per il duetto con Celine Dion in The Prayer)

Il cantante toscano concorrerà della categoria “miglior album pop tradizionale“, con il suo album Amor en Portofino.

Ora non resta che aspettare il 20 novembre, quando durante la cerimonia di premiazione ospitata alla MGM Gran Garden Arena di Las Vegas, scopriremo se Andrea Bocelli riuscirà a portare a casa l’ambito premio e portare così un nuovo riconoscimento internazionale, utilissimo contributo a tutta la musica italiana.

AGGIORNAMENTO DEL 21/11/2014

Bocelli non vince, il produttore della Pausini si.

Nella notte si è tenuto lo show di premiazione  ospitata alla MGM Gran Garden Arena di Las Vegas, trasmessa dall’emittente via cavo Univision  (colosso televisivo per la popolazione americana madrelingua spagnola) con 30 minuti di ritardo per lasciare spazio all’atteso discorso del Presidente Obama sull’immigrazione. Per le speranze italiane una delusione anche se non totale.

Andrea Bocelli non è riuscito ad aggiudicarsi il premio come Best Traditional Pop Vocal Album con Amor en portofino, strappatogli da Fonseca, album omonimo dell’artista colombiano, accompagnato dall’orchestra sinfonica nazionale in questo progetto.

Se Bocelli è rimasto a bocca asciutta, la rivalsa coinvolge ancora una volta la regina italiana dei Latin Grammy, Laura Pausini, protagonista ancora una volta di una vittoria, seppur indirettamente: il titolo di produttore dell’anno è andato ancora una volta Sergio George, che concorreva grazie al il brano Se fué, versione spagnola del successo della Pausini  Non c’è,  brano prodotto da George e realizzato da Laura Pausini in duetto con Marc Anthony, di cui Sergio George è lo storico produttore.

Un’altra speranza “italiana” era legata alla nomination del gruppo italo-brasiliano degli InventaRio, candidati in collaborazione con l’artista brasiliano Ivan Lins nella categoria miglior album musica popolare brasiliana, InventaRio incontra Ivan Lins nel quale hanno collaborato anche nomi noti della scena musicale italiana come Chiara Civello e Tosca, ma purtroppo anche in questo caso non è stato raggiunto l’ambito traguardo della vittoria.

Restando tra i nomi noti al pubblico italiano, la serata ha sancito il trionfo di Enrique Iglesias, canzone dell’anno con Bailando e di Juanes (protagonista in passato di un duetto con i Negrita), album rock dell’anno, soffiando il premio ad un gruppo che in Italia è di casa, gli Jarabe de Palo. Tra le esibizioni live, si è distinta quella del “quasi italiano” Miguel Bosè che si è esibito in due pezzi La Ley del Monte e  Siempre En Mi Mente, duettando con Pepe Aguilar, noto cantautore messicano.

 

 

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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