TIMMUSIC realizza 5 playlist speciali per ricordare Fabrizio De André

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Oggi, nel giorno del ventennale dalla scomparsa di Fabrizio De AndréTIMMUSIC, la piattaforma di TIM dedicata alla musica in streaming che permette di ascoltare milioni di brani di tutti i generi e creare playlist personali disponibile su tutti gli store come App, omaggia il grande cantautore dedicandogli cinque playlist esclusive con i brani più rappresentativi della sua carriera.

Dagli esordi dei primi anni ’60, passando per i concept album degli anni ’70 con i capolavori che lo hanno reso immortale, fino alle cover delle sue canzoni più famose interpretate da alcuni dei più celebri artisti italiani. Infine una playlist interamente dedicata alle influenze musicali che hanno ispirato i suoi brani durante tutta la sua carriera per un totale di 102 brani.

Ecco a seguire le playlist realizzate per l’occasione da TIMMUSIC per omaggiare Fabrizio De André.

Fabrizio De André, gli esordi negli anni ‘60

16 brani, dal suo vero e proprio esordio (La ballata del Michè), fino alle canzoni che lo hanno reso celebre, da Bocca di Rosa a La Guerra di Piero e soprattutto La Canzone di Marinella interpretata da Mina nel 1967.

Canzoni “scarne”, chitarra, voce e qualche arrangiamento orchestrale con testi profondi, impegnati e narrativi che saranno la sua caratteristica principale.

L’impegno sociale degli anni ‘70

In questo periodo, esattamente dal 1968, De André si affianca ad arrangiatori affermati, tra i quali Reverberi e Piovani, che porteranno alla creazione di concept album completi come E tutti morimmo a stento, La Buona Novella, Non al denaro non all’amore né al cielo, ispirato dalle poesie di Edgar Lee Masters e Storia di un impiegato. Questi ultimi due nati dalla collaborazione con Giuseppe Bentivoglio.

Nella seconda metà del decennio iniziano le collaborazioni con Francesco De Gregori (Volume 8) e un giovane Massimo Bubola (Rimini) con sonorità più pop-rock.

I capolavori della maturità

Dagli anni ‘80 in poi De André raggiunge l’apice della sua carriera artistica pubblicando in successione Fabrizio De André noto anche come l’Indiano (con sonorità americane) sempre con la collaborazione di Massimo Bubola, Crêuza de Mä il capolavoro interamente in dialetto genovese precursore della World music scritto e co-prodotto da Mauro Pagani, quindi Le Nuvole (con il successo Don Raffaè) e l’ultima grande opera, Anime Salve, scritta con Ivano Fossati, con le denunce sociali sull’emarginazione di vari generi dell’umanità.

Omaggio a De André

Una playlist di 27 cover formata dai brani più originali del cantautore genovese, interpretati da alcuni dei più celebri artisti italiani: da Franco Battiato con Inverno, a Vasco Rossi con Amico Fragile; da Fiorella Mannoia con Khorakhanè, a Loredana Bertè con Fiume Sand Creek.

Le influenze musicali nell’opera di De André

Partendo dalla scuola francese (Brassens, Brel, Montand) al cantautorato americano (Cohen, J. Browne, Dylan, Baez), il Prog inglese, oltre alla musica algerina (in Crêuza de Mä), le Child ballads britanniche dell’Ottocento, i canti sardi, la scuola napoletana e i troubadour medioevali.

 

  
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