DA OGGI IN RADIO… 3 novembre: le pagelle dei nuovi singoli di CESARE CREMONINI, GIULIA PENNA, DIEGO MANCINO e…

nuovi singoli

Da Oggi In Radio, l’attesa rubrica (anche dagli addetti ai lavori) che ogni venerdì recensisce i nuovi singoli italiani in radio.
Come sempre a valutare i brani il nostro critico musicale Fabio Fiume… qualcuno sarà felice, qualche altro scontento, di sicuro il nostro critico ci da la sua versione dei fatti, che si ricorda essere sua opinione e non quella dell’intero staff di All Music Italia.

Si ricorda altresì che i voti espressi al termine delle mini recensioni non mettono in relazione alcuna artisti diversi tra loro. Il voto è attribuito in base alla valenza che il nostro Fabio da al brano inserito nel repertorio di chi lo propone.
Pronti?

Afterhours & Carmen Consoli – Bianca

Rifacimento di uno dei pezzi più famosi della band che qui si avvale di una Consoli molto vicina ai suoi esordi musicali che alle attuali scelte. E’ da sempre uno dei brani che maggiormente funzionava anche radiofonicamente per Manuel Agnelli e soci ed ovviamente l’innesto di Carmen facilita ancor di più questo tipo di resa. Voce di Agnelli più morbida rispetto a diciotto anni fa.
Sette

Jack Anselmi – Bye

Lo swing veste quest’ironico racconto di una separazione, fine di una storia che addirittura lascia invadere la radio dalle messe di Radio Maria. Apre poi ad una parte più recitata che però la stacca dal concetto canzone e la trasporta sul mondo teatrale. Da ascoltare quindi in contesti precisi.
Cinque

Simone Barotti – A cuore spento

Canzone che racconta la difficoltà di sopportare una perdita o una malattia che ci prepara ad una perdita di una persona cara, che ha anche un’originalità nella scelta del suono portante, quello che devi ricordare, della base. Tuttavia è cantata senza un pathos giusto, un sentimento che avrebbe meritato, e resa quindi in maniera fredda, senza trasporto alcuno. Scrivere e dare ad un’interprete no?
Cinque =

Beatrice Campisi – Avò

Riprendere dignità dopo una violenza non è certamente facile. Qui viene raccontata da una voce molto bella per quanto classica. Non è quello il problema, ma lo è la classicità di un brano che difficilmente può passare oltre la considerazione dell’importanza che racconta, restando per resa troppo fuori da qualsiasi contesto che ne faciliti la divulgazione. Anche i messaggi vanno resi fruibili altrimenti restano inascoltati.
Senza voto

Cesare Cremonini – Poetica

Ecco il brano che vince Sanremo senza farlo. Cesare non prende in considerazione l’idea ma il brano lanciato in anticipo del suo disco, con queste atmosfere cantautorali su arrangiamento internazionale molto anni 70, avrebbero avuto una presa importante sia su pubblico che critica. Peccato al nostro più importante Festival servirebbero i veri big e le belle canzoni soprattutto.
Otto

Diaframma – Giorni

L’unico inedito dalla collezione in uscita stesso oggi, è una ballata rock tenuta volutamente tenue, sfruttando il suono esclusivo di chitarre che sembrano dialogare tra loro donando un non so ché di caldo che invece è caratteristica completamente assente nella voce, che sembra esterna per quanto fredda. Non ha grosse aspettative radio, se non in circuiti tematici.
Cinque ½

Inigo & Francesco Baccini – Mai fermarsi

Leggero divertissement per due voci molto simili. Baccini dimostra anche con questa nuova ( altra dopo quella con Caputo ) collaborazione che è tutt’altro che fermo. Mi ha in alcuni punti ricordato il Carboni più scanzonato. Non necessarissima ma comunque piacevole.
Sei

Luca Madonia – Il tempo è dalla mia parte

Facendo finta di non conoscere alcune “liturgie”, non si capisce perché Madonia, a differenza dell’altro ex-Denovo Venuti, ha difficoltà ad essere inserito nelle playlist radiofoniche. Anche adesso infatti l’artista siculo ha un brano ispirato, racconto pulito e spiegato con eleganza e attenzione quasi maniacale su alcuni passaggi nell’arrangiamento.
Sette

Diego Mancino – Avere paura

Partenza del brano e pensi subito a Nek per assonanza vocale, basterebbe inserire un po’ di echi. Anche l’evoluzione a dire il vero porta su quei binari li, come ballad che ha sia sentimento che punti di forza ritmica che non la rendono prevedibile. L’inciso melodicamente si lascia seguire.
Sei ½

Giulia Penna – Dietro di me

Arrangiamento molto sinth per una voce interessante e piacevolmente colorata. Il brano è il racconto di un amore che sfugge, di un altro re che se ne va, il tutto usando echi internazionali, facendo cadere anche la metrica della canzone stessa, in equilibri non proprio soliti per la nostra melodia.
Sei ½

Davide Petrella – Skyline

Buon sound, un filo monocorde l’espressione vocale, qui molto chiacchierata e poi lamentosa quando si tirano giù due note cantate una dietro l’altra. C’è l’idea di una proposta ricercata, ma ci vuole maggior convinzione nella forma canzone, per altro qui brevissima.
Cinque

Reiban – Questa è la notte per te

Pop senza alcuna pretesa, pure abbastanza stereotipato per la scelta arrangiamentale ed un testo banale e molto infantile, fatto di rime baciate e non, tutte rigorosamente gestite con te, perché, me, te… ci manca solo tiè… Ed abbiamo fatto!
Tre

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.