DA OGGI IN RADIO… 6 ottobre: le pagelle dei nuovi singoli de LE DEVA, ARISA, GEMITAIZ, NEGRAMARO e…

nuovi singoli

Eccoci come di consueto al venerdì, pronti con le pagelle dei nuovi singoli un radio. È il nostro critico Fabio Fiume ad avere ascoltato in anteprima per noi tutte le novità ed a raccontarcene.

Si ricorda come sempre che si tratta dell’opinione solo del nostro Fabio e non di tutta la redazione.
Inoltre i voti espressi al termine di ogni mini recensione non mettono in alcun modo in relazione brani di artisti diversi tra loro, ma sono attribuiti in base al peso che quel brano ha nella carriera di chi la propone.
Cominciamo subito…

 

Arisa – Ho cambiato i piani

Lo avrà capito finalmente Arisa che quando si concede canzoni ariose che concedono forza all’interpretazione non ce n’è per nessuno? Dopo una serie di pezzi sbagliati, arriva quello giusto, a conferma della virata di Ho perso il mio amore, che ce la riconsegna splendida cantante quale è . La voce inizia un po’ a sporcarsi però ( notare gli acuti ); attenzione prima che sia tardi.
Sette ½

Stefano Artiaco – Ti regalo un sorriso

Tutto troppo vecchio, talmente tanto che lo sarebbe sembrato pure vent’anni fa. La melodia potrebbe pure andare perché è italico marchio di fabbrica, ma è proprio l’assemblaggio tra musica e voce appoggiata sopra, l’arrangiamento degli archi che fa tanto Sanremo 1981. Potrebbe essere un successo… in Russia!
Quattro

Frances Alina Ascione – Follia indolore

Quasi un anno dopo averla presentata in quel delle selezioni di Sanremo Giovani 2016, la Ascione pubblica il brano con cui si candidava, che la portò fino alle audizioni live. Un pop carino, molto femminile. Nulla di nuovo sotto i cavoli, però gradevole.
Sei

Alex Baris – Dopo l’estate

Ma quanto c’è di già sentito in questo brano? Influenze di tutta quella musica che ha dominato l’estate e che però quando la bella stagione finisce non vedi l’ora di dimenticare. Baris invece ci presenta il conto ma è troppo salato da pagare.
Tre

Eugenio Bennato – No logic song

Nonostante il mood abbia sempre il suo perché ed il concetto del testo in generale è apprezzabile, Bennato ha forse scordato di aver già fatto Grande Sud che ha praticamente la stesso arrangiamento, la stessa battuta ed anche le incursioni in altra lingua. Strano per lui.
Quattro ½

Matteo Markus Bok – Sunshower

Continua il percorso del giovanissimo italo tedesco, sulle orme dei vari Bieber e Mendes. Il pezzo ha forza e possibilità d’impatto importante se ci crede qualche network, però a livello artistico c’è da trovare qualcosa in più che gli permetta di sfuggire dal deleterio effetto clone.
Sei

Carla Bruni – A perfect day

Il progetto cover dell’ex first lady di Francia procede con questa versione del brano di Lou Reed. Sarà che nella versione originale puzzava di vita vissuta che qui annaspa invece in un’atmosfera da tavolino in giardino col sole leggero dei pomeriggi di Settembre, e la settimana enigmistica tra le mani. Resta solo il gran pezzo.
Quattro ½

Simone Cocciglia – Cercavo un senso

Buon midtempo chitarra bel canto e poco altro. Voce piena ed espressiva per una canzone leggera ma non futile. Buona partenza
Sei ½

Barbara Cola – A mezz’aria

Certo tanto tempo d’assenza non ha insegnato nulla. Barbara era già brava negli anni 90 e da quel punto di vista non aveva nulla da imparare; semmai il problema è che già allora faceva la stessa musica che propone adesso. Non se ne sentiva sinceramente il bisogno ne la mancanza.
Quattro =

Diego Conti – Non finirà

Schiaffo rock alla sua forma cantautorale, pugno alla pancia delle notti da dormire preferendo vivere la vita. Strofe troppo più forti per l’inciso ripetitivo e che avrebbe meritato almeno una frase in più. Avrebbe giovato anche al brano in generale che termina troppo presto, sembrando incompleto.
Cinque +

Giulia Costa – Senza te

Atmosfere jazz molto mature a dispetto della giovane età dell’interprete, che quasi sembra strano sia attaccata a queste sonorità. I falsetti sono controllati anche nel vibrato e rivelano una tecnica impeccabile. Chiaramente il mondo radio se ne terrà a distanza e purtroppo anche molti giovani o quasi tutti.
Sette

Elodie – Semplice

Quanto puzza della prima Noemi questa canzone? E nelle strofe ancor più che nell’inciso. Non è una brutta ballata questa ma è fortemente impersonale, per confermare una carriera e soprattutto per una voce che meriterebbe di trovare autori più giusti che le cuciano un vestito che non sembri preso al mercatino dell’usato.
Cinque

Luigi Gar – Siamo tutti artisti

Siamo tutti artisti…. E quello è il problema se poi nel contesto inserisci preti, ladri e per convenienza usi la rima con tristi e musicisti. Nemmeno un bambino nel tema per l’esame di quinta elementare.
Tre

Gemitaiz – Oro e argento

Tutto secondo le mode del momento, quelle trap, s’intenda. Tanti effetti sulla voce, slang contemporaneo, e vita quotidiana di periferia fatta di consumazioni non proprio lecite, pizze da asporto ed il problema del tempo che ci mettono per consegnartele. Nessuno motivo per lodare, altrettanto per abbattere.
Sei

Germanò – San Cosimato

Racconto di quei momenti comuni a tanti, di vita da raccontare, o volere evitare di raccontare, successivi alla fine di una storia importante. Bello il mood pacato che inizia a prender sempre più piede trai giovani della nostra musica. Forse diversificare musicalmente un po’ l’inciso avrebbe dato qualche punto in più, ma lo start è positivo.
Sei ½

Ghost & Enrico Ruggeri – Il senso della vita

Title track dell’ultimo lavoro e virata abbastanza netta sulla loro solita strada, lastricata di mattonelle rock di matrici andate, verso un’elettronica che li rende però più contemporanei. “Intelligenze arrangiamentali” spruzzate lungo la via ed il cameo di Ruggeri che dona peso ad alcune liriche rendono questo probabilmente il brano più valido nella carriera del duo.
Sei ½

Jeffrey Jey – Sabbia

Si cresce… ma solo come età. Jeffrey resta ancorato alla sua idea di dance, qui appena un filo più clubbing, ma soprattutto in fatto di testi, a discorsi fattibili vent’anni fa; non per i discorsi che sono sempre attuali, ma per lui che non ha certo più vent’anni.
Quattro

Le Deva – Semplicemente io e te

Puntano all’impatto le quattro ragazze con questo singolo firmato tra gli altri da Zibba, che ha una bella propulsione e, nonostante il testo non impegnato e più versato a ragionamenti di cuore, di gran lunga in termini di resa canzone la cosa migliore ad oggi realizzata. Unico neo? Sentori di Negramaro qui e là. Comunque in crescita.
Sette

Liberato – Gaiola portafortuna

Il particolare progetto ( dall’identità nascosta ? ) cade alla terza prova con questa canzoncina elettronica e modaiola nei suoni che non ha la potenza evocativa delle precedenti uscite e rende anche meno curiosa la caccia alla faccia. Anche la suggestione qui diventa questione solo per chi è napoletano e sa esattamente cosa è e dove è la Gaiola. E gli altri? Cercate pure…
Cinque =

Aniello Misto – Guard’ o’ mare

Cultura musicale partenopea che arriva forte, dialetto a parte, ed in cui riecheggiano tanti mondi, quello di Avitabile, di Gragnianiello, fino agli Almamegretta di Raiz. Convincente ritmica e capacità evocativa.
Sei ½

Gianni Morandi – Dobbiamo fare luce

Nonostante Ligabue sia uno che marchi a fuoco le cose che scrive e che difficilmente chi le interpreta riesce a togliergli la sua aura imperante, Gianni Morandi dall’alto delle sue sette decadi sulle spalle, gli da un colpo di spugna, fornendo al brano una positività che è invece tipicamente sua. La luce insomma lui la fa.
Sette

Mr Rain & Osso – Superstite

Hip hop con tanto mondo Linkin Park dentro per questo nuovo singolo di Rain. Oggi, con il trap di moda, questo tipo di hip hop può sembrare obsoleto, eppure quando è ben fatto si prende prepotentemente la scena.
Sette

Nameless – Holograms

Ballata dal sapore internazionale, che è esattamente il territorio in cui sono proiettati i Nameless e dove riescono a non sfigurare nonostante la giovanissima età. La ballata mette però in mostra anche la non maturità della voce, cosa giustificata per l’età, ma che nei pezzi più uptempo si nasconde con più facilità
Sei +

Negramaro – Fino all’imbrunire

Giuliano abbassa toni e spinte vocali che ultimamente non rendevano troppo piacevoli le canzoni pur buone che però una dietro l’altra non superavano la prova ascolto del quarto d’ora. Qui il rock salentino sposa una sincopata base elettronica ed il matrimonio porta pace casalinga per il vocalist della band, dopo tanto girovagare che ne aveva un po’ disperso i semi.
Sette ½

Netri e i Laredo – Per niente facile

Funzionale pop rock proposto con tonalità a metà tra il registro maschile e femminile. La ritmica fa la parte del leone e dona energia ad una voce forse troppo pulita per lo stile proposto.
Sei

Niko Noise – Paradise

Dance conforme alle mode, voce molto simile a tante altre in giro, canzoncina carina sul momento ma che non resta e forse non ha nemmeno quell’ambizione. Se ce l’avesse avvertite che non resta!
Cinque ½

Piotta & Il muro del Canto – 7 Vizi capitali

Ode a Roma, santa e dissoluta, che è indubbiamente di una bellezza sconvolgente ma oggi avvolta in una serie di problematiche forse troppo grandi da sopportare per la sua storia ed importanza. Canto crudo e vero fatto da chi la ama.
Sette

PopForZombie – Bianco

Pop leggerino con qualche buona intuizione più strong nella base, scorre piacevole nella sua coralità, non lasciando tuttavia granché motivi validi.
Sei =

Rum – Settembre

Cover di Ivano Fossati, resa qui solo piano e voce. Bella nella versione originale mantiene la forza di un testo ispirato anche in questa versione che chiaramente pone accento sull’immortale melodia. L’interpretazione è sentita e giusta. Chiaramente la missione radio è pressoché nulla, altrimenti si andava su voti di perfezione.
Sette

Lele Scotto & BB & Gray – Losing control

Dance italiana piena di rifermenti internazionali molto di moda. Il pezzo è funzionale ma non aggiunge nulla di nuovo a quanto giù dj molto famosi fanno. La si ascolta con piacere ma non regala un particolare da ricordare.
Sei

Terramadre – Nadia non si diverte più

Rock fm abbastanza standard, voce che ricorda in alcune cadenze il primo Pau dei Negrita. Non c’è grande novità ma solo buona preparazione generale e mestiere nella resa.
Sei

Ultimo – Pianeti

Indubbiamente viene in mente Tiziano Ferro e la sua arte di cantare e parlare restando estremamente musicale anche senza tenere nota. Non c’è però copia ma solo esempio, strada da seguire e se ci si unisce una capacità di scrittura non banale forse abbiamo trovato una nuova prossima star.
Otto

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.