DA OGGI IN RADIO… 3 febbraio: POVIA, RIDILLO, ROSMY, DORIAN GRAY e…

fabri fibra

Settimana magra di uscite radiofoniche quella del 3 febbraio in vista dell’invasione dei brani del Festival di Sanremo la prossima settimana. Tra gli altri arrivano Povia, i Ridillo e Rosmy. Ecco le consuete pagelle…

Vi ricordiamo che le votazioni espresse al termine della minirecensione sono relative alla carriera dell’artista in questione e non sono da intendere come paragone tra brani di artisti diversi.
I voti inoltre non rappresentano il parere di tutta la redazione di All Music Italia ma di Fabio Fiume, autore dell’articolo.

Artika – Solo un nome

Apertura rock con chitarre che traggono ispirazione da un certo periodo degli U2, resa però alquanto vana dalla voce arrangiata in maniera “flat” . Non c’è mai esplosione; quando la canzone guadagna potenza la voce si appiattisce e non prende vigore. A volte, e per un certo tipo di canzone, un po’ di chiasso farebbe bene.
5=

Dorian Gray – Dimenticare Borrough

Band indipendente con già oltre 20 anni di carriera sul groppone, i Dorian Gray tornano sulle scene restando abbastanza fedeli al loro esser fuori dal coro. Questa Dimentiare Burrough , racconta di quanto “la sofferenza sia una scelta geniale per chi non teme più la concorrenza”. Ed effettivamente loro hanno poco da temere, mantenendo uno standard di originalità che trova punto di forza nella variazione che spacca la seconda strofa. Le radio però se ne terranno ancora a distanza.
6 e mezzo

Luca Lastilla – Sogna la realtà

Stile un po’ confuso, testo un po’ solito, voce un po’ monocorde, senza particolari sfumature. Il tutto poi concepito come se si fosse nel 1992 e quindi cosa altro dire?
4=

Christian Marchi & Barbara O’Neil – Your loving arms

Aggiornamento di un brano che nel 1995 ottenne un’importante ribalta sia in contesti pop, che dance, che da club sofisticati. Era la voce di Billie Ray Martin a fare differenza ma quella che oggi ha chiamato Marchi a sostituirla, Barbara O’Neil, ha quasi le stesse cadenze ed inflessioni ed è pertanto centrata. D’altronde è già cambiata la base…
6 e mezzo

Luca Marris & Tony Esposito – Luna e sole

Prendere questa canzone, estrapolare il tocco magico delle percussioni di Tony Esposito e accartocciare tutto il resto. Dalla voce inconsistente e senza colori, al testo sull’uguaglianza affrontato a tarallucci e vino ed un titolo che è urticante già da leggere, poi ascolti e fa anche peggio. Tony torna con un qualcosa di tuo che abbiamo nostalgia… ma di te!
3

Martix – E’ ritornato il sole

Quando ascolto un brano del genere penso sempre che il reggae non è un genere italiano. Da noi è sempre superleggero e condito di altre cose, per cercare di “demarleyzzarlo” . In questo caso la batteria pop 80 in sottofondo nell’inciso è più fastidiosa del gesso strisciato su una lavagna. Ricordate?
4=

Franco Nocchi – Tashi Delek – Fuoco e fiamme in Tibet

Avevo quasi dimenticato Mario Castelnuovo! Scherzi a parte, Nocchi si rifà molto a quel filone, quei racconti di sensazioni, spazi, atmosfere, luoghi. Ma sfido chiunque, non strettamente obbligato, a sentire due volte di fila questo brano, senza preferire la sala di aspetto del dentista.
3

Povia – Stare bene

Tra polemiche e discussioni varie Povia ha sempre cercato di dire la sua nei testi, toccando gli argomenti più disparati possibili. In questa Stare Bene si parla di tutto ciò che ci fa male in maniera un po’ schizzata, confusa ( confusione che è tra ciò che ci fa male tra l’altro ) e superficiale, volando da una parte all’altra, dalle armi, ai proiettili, dalle parole, al degrado fino ad internet. E lui? Vuole solo stare bene. E per farlo si concede dei passettini nel video che… stiamo male noi però.
4

Ridillo – Paura di un bacio

Atmosfere anni 90, che sono poi quelle da cui il duo arriva. Il funky stavolta si appoggia su un misto tra rap e clubbing che magari uno può chiedersi se la band sia rimasta ibernata fino ad oggi. Effettivamente c’è un ventennale da festeggiare e probabilmente questa Paura di un bacio arriva a farlo guadagnandosi subito il posto di cosa migliore mai fatta… se ti piace il genere.
6+

Rosmy – Trema pure la città

Brano molto classico ma che non lascia particolari segni per cui essere ricordato o lanciare una carriera in cerca del suo posto al sole. Non è brutto, non mi si fraintenda, ma suona come uno scarto di Laura Pausini da dischi del periodo, per intenderci, di Tra te e il mare. Anche il super cantato amore ha bisogno di una sua originalità per non risultare indigesto.
4 e mezzo

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.