Com'e' arrivata SUOR CRISTINA a The Voice?

Suor Cristina Scuccia

Un bel giorno Suor Cristina, tra una preghiera e l’altra, torna a sognare il palcoscenico. I canti liturgici durante le celebrazioni non le bastano e così decide di alzare la cornetta e comporre il numero della redazione di The Voice of Italy. Si presenta ai provini e supera la trafila come tutti gli altri, dopo di che arriva sul palco, il pubblico si esalta, la sua voce fa girare tutti i giudici e diventa in fretta un fenomeno mondiale.

Ok, adesso cancellate parzialmente quello che avete letto, poiché le cose non sono andate proprio così. Proviamo a ripercorrere la strada che ha portato la suora dalla Chiesa al palco del talent show.

Nel 2013 Suor Cristina partecipa al Good News Festival, il festival romano della canzone d’ispirazione cristiana, trasmesso da TV2000 (emittente televisiva di proprietà della CEI) e diretto da Padre Raffaele Giacopuzzi, e trionfa con il brano Senza la tua voce, da lei stessa scritto assieme a Paolo Migani.

È proprio quest’esperienza ad aprirle le porte di The Voice of Italy, a quanto afferma proprio Padre Giacopuzzi ad Aleteia, network cattolico d’informazione:

Precisiamo subito: suor Cristina è a The Voice perché ha partecipato a Good News Festival e per nessun altro motivo. Nel senso che io sono stato chiamato e mi è stato proposto di chiamarla e di convincerla a iscriversi, poi ovviamente ha dovuto passare i provini facendo la trafila come tutti i partecipanti. Ma prima di tutto lei era già stata notata in quanto vincitrice del Good News Festival“.

Insomma, la storia della Suora che vuole sbarcare il lunario e si presenta di spontanea volontà alla mattanza dei provini è fasulla. Agli autori del talent andrebbe il premio Miglior autore televisivo dell’anno per aver pescato senza dubbio il personaggio italiano di punta del 2014. Evidentemente si è capito che la Voce non basta per assicurare il successo del programma, c’era bisogno di qualcosa che catalizzasse l’attenzione ed ecco spuntare la carta della sorella.

Chiariamo: ormai lo scouting via internet è prassi di qualsiasi talent o reality che dir si voglia, basti pensare a Cixi di X Factor o Mia Cellini del Grande Fratello, entrambe reginette di YouTube promosse al grande media televisivo.

E se pensate che alla chiamata di Padre Giacopuzzi le sorelle Orsoline si siano fatte pregare, pensate male. Il padre rivela infatti che al di là delle prassi “burocratiche” e di qualche piccolo ragionevole dubbio, la proposta è stata accolta con entusiasmo:

Quando mi è arrivata la richiesta ho contattato le sue superiore, mi sono fatto tutta la “trafila ecclesiale” per rispettare tutto e tutti e per non creare false aspettative. La cosa bella è che le orsoline di Suor Cristina gestendo questa accademia di artisti cristiani, dove lei stessa è cresciuta e ha maturato addirittura la sua vocazione, sono state fin dall’inizio propense anche se mi hanno chiesto “ma secondo te vale la pena?” e io gli ho risposto “vale la pena per una serie di motivi, il primo è che non mandiamo una allo sbaraglio soltanto perché ha il velo ma mandiamo una che ha studiato, ha fatto un’accademia di canto, e sa il fatto suo. Inoltre ha avuto a che fare anche con gente che viene dal mondo dell’arte e dello spettacolo quindi sa come andrà a combattere, in che ring si trova“.

Suor Cristina è senza dubbio l’esempio più concreto del nuovo corso della Chiesa 2.0 inaugurato da Papa Francesco. Mario Giordano dalle pagine di Libero ha provato a spiegare perché la giovane sorella abbia avuto tutta questa eco. Per chiudere questo articolo abbiamo estrapolato la frase più emblematica della sua analisi: “Tutto ciò succede perché c’è una reale fame di Dio, un bisogno di spiritualità, l’esigenza di guardare oltre i limiti angusti del nostro mondo, foss’anche ballando come forsennati insieme a suor Cristina“.

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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