“Cazz Boh”: ILARIA PORCEDDU con i NASODOBLE per cantare lo sdegno dei Sardi

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Quest’anno la Sardegna, meta vacanziera per eccellenza, ha un tormentone estivo tutto suo. Stiamo parlando di Cazz boh, brano nato dalla vena compositiva della Band sassarese Nasodoble.

Cazz Boh, del classico tormentone estivo ha solo il facile ascolto ed il brio, in realtà è una canzone impegnata e di denuncia. Il testo, infatti, non racconta la Sardegna turistica, tutta mare azzurro e sabbia bianca, bensì parla del disastro politico, sociale, mafioso dell’isola e dell’inquinamento delle acque causato dalle multinazionali che gettano benzene nelle falde acquifere.

E’ toccato proprio ad Ilaria Porceddu essere la portavoce canterina dell’avvelenamento del territorio sardo e del suo mare. Senza mezzi termini nei versi cantanti dalla pianista e cantautrice sarda (X Factor prima edizione, Sanremo 2013), viene tirata in ballo anche l’Eni.

Che male c’è se ti avvelenano la terra, in fondo il cibo è più sicuro se è prodotto in una serra e cosa fai se c’è il benzene nella falda, in fondo l’Eni dà lavoro e viene male processarla… cazz boh, cazz boh“.

Un progetto di cristallo fatto di realtà mischiata alla follia di questo genio che è Alessandro Carta. Che parla di noi, dei sardi, della nostra terra e alla fine di tutto della dignità che nessuno potrà mai toglierci“, queste le parole usate dalla Porceddu per descrivere il brano.

Oltre ad Ilaria Porceddu, Cazz Boh ospita altri interpreti sardi, quali il rocker Joe Perrino, leader di Joe Perrino & the Mellowtones e dell’Elefante Bianco, Beppe Dettori, ex cantante dei Tazenda e Francesco Piu, affermato chitarrista blues.

Girato dalla regista Laura Piras, anche il videoclip del brano che, come le musiche, risulta molto originale, quasi teatrale. Inusuale la tecnica di ripresa: un virato b/n con isolamento del colore su singoli particolari, come gli occhiali del cantante, le mutande del chitarrista sdraiato sul letto o la bocca rossa e sensuale di Ilaria.

Di seguito il testo di Cazzo Boh:

Che male c’è
Se questa gente è disunita
In fondo siamo cento personaggi in cerca di berritta
E cosa fai se ti rubano la terra
In fondo è solo un modo come un altro di valorizzarla
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è
Se ti avvelenano la terra
In fondo il cibo è più sicuro se è prodotto in una serra
E cosa fai se c’è il benzene nella falda
In fondo l’Eni dà lavoro e viene male processarla
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è se la tua azienda è andata all’asta
e se la compra a un prezzo indegno un prestanome della banca
e cosa fai se poi la vende a prezzo pieno
in fondo adesso non hai debiti e puoi ucciderti sereno
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è se per l’Italia vai a morire
In fondo i nostri nonni sono celebrati con onore
E via Bogino non mi dà nessuna noia
In fondo i Sardi che impiccava non gradivano i Savoia
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è se la mia lingua non la parlo
In fondo in Sardo non puoi esprimere concetti di livello
E d’altra parte questa Limba è obsoleta
Meglio parlare in Italiano che è la lingua del Pianeta
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è se parla il General Molteni
In fondo non ha prove che la colpa è dei nanoveleni
E come è bello far l’amore tranne a Quirra
Attenti, i bimbi malformati son dovuti ai coiti tra parenti
Cazz boh, Cazz boh

Che male c’è se il vento lo sfrutta la Mafia
In fondo è troppo e può bruciare i nostri boschi come rafia
Speriamo che ci diano fuoco e che sia un bel falò
Ché tanto ai Sardi per principio in culu l’intrat et in conca no
Cazz boh, Cazz boh

  Laureato in “Arti e Scienze dello spettacolo”, attualmente frequento il Corso di Laurea Magistrale “Professioni dell’Editoria e del Giornalismo“. Grande appassionato di TV e Musica non mi perderei un Festival di Sanremo per niente al mondo. Prediligo il pop italiano e mi appassionano gli artisti emergenti. Domani vorrei essere un giudice di X-Factor. Scrivere è quello che mi riesce meglio. Segretamente aspirante paroliere.
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