Da oggi in radio 19 gennaio…le pagelle dei nuovi singoli di LORENZO FRAGOLA, SFERA EBBASTA, ANDREA MAESTRELLI e…

nuovi singoli

Sbaglio o è Venerdi? Siete pronti per le puntuali pagelle del nostro Fabio Fiume ai nuovi singoli in uscita in radio da oggi? Tanti artisti famosissimi ed emergenti nella sua disamina odierna, da leggere come sempre tutta d’un fiato.

Si ricorda che si tratta del parere del solo Fabio e non di tutta la redazione di All Music Italia e che i voti espressi alla fine delle minirecensioni non mettono in relazioni artisti diversi tra loro. Essi sono solo il valore attribuito al pezzo in base alla carriera di chi lo propone e non quella degli altri.

LE PAGELLE DEI SINGOLI IN USCITA IL 19 GENNAIO

Giuseppe Anastasi – Ricominciare

Anastasi ha una capacità di scrittura semplice, diretta , chiara e non da ultimo piena di sfumature, come un romanziere che sa che frase usare per rendere ciò che scrive emozionale. Per la voce di Arisa è stato sicuramente indovinatissimo tanto che adesso c’è da capire se il tutto può funzionare anche con lui come protagonista. Al momento ci sono due bei singoli.
Sei ½

Astol – Ritornerai

Effetti vocali che sanno di trap per un pezzo che trap non è! Ed allora mi si dovrebbe dire perché si deve ascoltare uno che canta, ma che non può contare sulla sua vera voce e deve propormela artefatta. Pezzo poi di suo innocuo, anche se frasi come quella sul succhiotto possono facilmente fare proseliti tra gli adolescenti.
Tre

Simona Cancian – L’amore guarisce

Arrangiamento a due linee vocali che “sclassicizza” una voce altrimenti un po’ troppo classica. Brano quasi epico per arrangiamento ma molto ben inquadrato in una modalità racconto che l’attenzione te la strappa.
Sei ½

Nicola Cavallaro – Monster

Italiano ma con delle belle idee artistiche tutte improntate su una modalità ballad che profuma di America. Il pezzo è assolutamente centrato e la voce è quella che può conquistare e diventare a suo modo identificabile.
Sette

Thomas Cheval – Due calamite in affitto

Ballata molto flebile, sia per motivo che per presenza vocale. In alcune sfumature mi ha ricordato in un certo senso Michele Bravi, ma a differenza dell’altrettanto giovane collega, gli manca quella vena di profondità ed in un certo senso malessere che lo rendono in qualche modo evidenziabile. Qui emerge solo la fragilità del tutto.
Quattro

Rosa Chiodo – Vasame

Atmosfera intima che è possibile toccare ascoltando questo brano e questa voce così piena e corposa, che avrebbe meritato un film a cui fare da soundtrack. E chissà che qualche regista non se ne accorga. Ops! Già fatto per l’interpretazione di Arisa e per Ferzan Opzetek!
Sette

Alex Dattilo & Willie Key – Waiting for your love

Divertissement pieno di echi e fischietto facilmente memorizzabile ed ecco che hai una possibile hit che probabilmente potrebbe arrivare fino all’estate. Il producer calabrese regala leggerezza e 3 minuti che passano col sorriso.
Sei ½

Grazia Di Michele & Ivan Segreto – Folli voli

Che classe in questo pezzo, che bell’amalgama vocale. Grazia è, scusate il giro di parole, in uno stato di grazia ed Ivan riesce a portare se stesso nel suo mondo, simile ma non uguale. Il pathos cammina sulla pelle e la delicatezza spinge via ogni rumore di fondo.
Otto

Elys – Gli occhi bruciano

Base che nasce dalla chitarra che difatti resta la cosa più addentro e meno dissociata dall’incisione vocale. Per il resto suoni elettronici abbastanza inflazionati presi dal vituperato mondo dance. Tuttavia è carina l’interazione con la voce femminile ed anche la leggere presenza campione dei fiati nel finale. I giovani li stanno riscoprendo.
Sei

Lorenzo Fragola – Bengala

Funzionale e molto radiofonica, forse un po’ impersonale, richiama un sound internazionale ma sembra sempre che ad un momento all’altro subentri la voce di Tommaso Paradiso, visto che fa un po’ Pamplona. Tuttavia è un piacevole disimpegno per riempire 3 minuti e poco più di vita senza pretendere altro. Tra l’altro il brano apre le porte al nuovo disco ma non è un singolo per le radio, esce infatti in vendita e streaming.
Sei

Ivan Granatino – Fatte ‘a croce

Pitbull s’impossessa di Granatino che mostra un’ulteriore sua pelle. Su ritmi urban/dance il nostro canta e rappa tra italiano e napoletano, fornendo un sound internazionale alle sue liriche, rendendolo estremamente contemporaneo. Uscirei però dai discorsi basati sempre su Napoli e la sua realtà non semplice.
Sei ½

Andrea Labanca – Ardo

Starlunato racconto che pure nasce da una serata specifica di vita reale. E si parla di ricerca continua per uscire dalle nostre solitudini personali, finanche travestendosi per trovare un po’ di compagnia. Sound giusto sia per ambientazioni mainstream che per piacere alle più chiuse nicchie con la puzzetta sotto al naso. Belli i suoni finali con vocalizzi di sottofondo.
Sei ½

Ralph Lautrec – Magari domani

Trap senza particolari guizzi di originalità. Non ci sono particolari motivi in sostanza per preferire Ralph a tanti altri, magari pure più affermati. E’ una canzoncina con sound romantico che si presta anche come sottofondo per momenti intimi… solo che in quei momenti magari non vuoi sentir parlare!
Cinque =

Aldo Losito – Per amore

Delicata ballata con ampia melodia che però cede di tanto in tanto il passo ad una voglia di spinta vocale che forse, per la tipologia del pezzo, andava lasciata tra le velleità da non seguire. A volte provare a stupire non giova alla quadratura del pezzo.
Cinque ½

Andrea Maestrelli – Non è vero

Proposta all’Accademia di Sanremo, risultando trai vincitori dell’annata, ma non conquistando l’accesso al festivalone, questo pezzo di Maestrelli è sapientemente pop, con quella piacevolezza della cantabilità, che ti fa aspirare a giornate di sole e finestre aperte.
Sei ½

Matia Bazar – Verso il punto più alto

Tornano in nuova formazione gli storici Matia, col solo Fabio Perversi dalle tante e varie formazioni passate. Nuova voce, tra le altre cose, che vira sull’angelico, limpida e cristallina. Il sound torna molto pop, con sirene di elettronica che però nulla hanno a che vedere con le favolose sperimentazioni 80.
Sei

Meganoidi – Accade di la

Belle orchestrazioni e soprattutto idea d’arrangiamento originale. Forse, nonostante sia parecchio cantabile, l’inciso non è forte quanto le strofe, o per lo meno avrebbe meritato un paio di righe di testo in più.
Sei

Negramaro – La prima volta

Pop arioso con voce in primissima linea, molto vicino alle cose artistiche con cui si son fatti amare i Negramaro degli albori, quelli di metà anni 2000. E’ anche la registrazione di rapporti che cambiano, dei ricordi da riportare alla mente per capire che quelli che siamo adesso non somigliano a quelli che eravamo.
Sette ½

Fabrizio Nitti – Una ragione per essere qui

Fa molto Sanremo anni 90, quelli alla Massimo Di Cataldo per intenderci. Non disdicevole dal punto di vista vocale sembra però davvero troppo figlio di un periodo in cui io ad esempio avevo ancora i pantaloncini corti.
Cinque

Paki G – Come il cattivo

Giovanissimo, davvero troppo per essere credibile in questo pezzo che malvagio non è, se lo si confina allo stile a cui appartiene. Purtroppo fa sempre un po’ orticaria sentire parlare ragazzini del passato, o di un presente fatto di canne e sesso visto con terminologie animalesche. Sarà pure la realtà di alcune situazioni ma avrei un po’ di fastidio pensare alla curiosità morbosa che certi discorsi possono creare in giovani menti che li ascoltano.
Quattro

Paletti – Nonostante tutto

Scrittura pop strutturata in maniera molto classica. Forse manca qualcosa nell’arrangiamento, che crei una diversificazione da questo sentore di tastierina che senza la quale il pezzo è praticamente vuoto. Peccato.
Quattro ½

Gatto Panceri – Un qualunque posto fuori o dentro di te ( 2018 vers. )

Nuova versione del classico dell’artista lombardo, che lo rivisita tutto in doppia traccia vocale e addolcendolo, togliendogli quella spinta rock che magari a 30 anni era più giusta. Il pezzo resta bello e compiuto però… la versione originale era un’altra cosa.
Sei +

Willie Peyote – Le chiavi in borsa

Carino ma ennesimo esempio di nuovo cantautorato, che si pone a metà tra rap e canto che non bada certo alla qualità dell’emissione ma più ad arrivare preciso tra le generazioni attuali che mostrano sempre più di non avere particolare attenzione ai dettagli. E’ comunque progetto valente nel suo.
Sei

Maurizio Pirovano – Il tempo perduto

Impostazione rock d’altri tempi, alterna momenti vetusti, ad interessanti passaggi musicali più moderni. Però non aiuta la scelta dell’interpretazione, che sa di Danilo Sacco dei Nomadi alla loro seconda vita, che fa quindi propendere più sulla cosa passata che con possibilità future.
Cinque

Sercho & Ultimo – Tenebre

Sercho fa passi importanti verso il rap più mainstream passando da questa collaborazione con uno dei cantautori più interessanti dell’ultimo periodo, quell’ Ultimo che vedremo pure a Sanremo tra qualche settimana. E per conoscersi davvero bisogna veramente fare un viaggio nelle tenebre dell’altro. Tutti ne hanno. Peccato perché troncata in maniera troppo veloce.
Sei +

Sfera Ebbasta – Rockstar

La stella del trap è già pronta con un nuovo lavoro. Nel suo stile è pure sensato ma non riesco a non provare un fastidioso prurito nel sentirlo proclamarsi una rockstar. Sarà che il mio senso del termine è completamente diverso… Inciso che sembra cantato da Pezzali dopo aver bevuto 4 birre a forte gradazione.
Quattro

Statuto & Max Giusti – Va tutto bene

La butto li: secondo me questo brano è nato con l’idea di proporlo a Sanremo. Magari non è vero, però profuma di quelle operazioni che servono a portare su quel palco sia la band che di suo magari non viene presa perché di nicchia ed allora si sfrutta il volto tv noto con la passione per le sette note. E’ comunque una simpatica mascalzonata farcita di varie intuizioni musicali, ma che ha bisogno necessariamente dell’esecuzione live per essere apprezzata davvero, quindi…
Senza Voto

Lorenzo Summa – Io sono qua

Mistura di stili, nessuno però affrontato in pienezza. Ci sono elementi pop, altri funk, e persino momenti r’n’b . Nel finale c’è persino un sentore corale di gospel, però poi il pezzo finisce e tutto sommato non hai capito dove vada… nonostante il testo compiuto, il che è dire.
Cinque

Tamuna – Accussì

Il siciliano Tamuna si produce in un brano pacato ma molto evocativo, che ti fa vivere il racconto, si lascia seguire pure nella parte dialettale. Ti sembra di poter condividere il suo testo che pure viene reso davvero con poco, qualche arpeggio di chitarra, un filo d’accompagnamento ritmico ed una voce, bella e piena di sfumature.
Sette

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.