SELVAGGIA LUCARELLI mi insegni ad essere come te?

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Tutti hanno un personaggio a cui vorrebbero assomigliare, a cui si ispirano nella propria vita, professione o nel tempo libero. E questa settimana io voglio scrivere al mio: Selvaggia Lucarelli.

Ciao Selvaggia.

Ti scrivo questa lettera non per farmi compatire, non ne ho bisogno. Infondo la mia vita non ho di che lamentarmi: arrivo da una famiglia con genitori che hanno appena festeggiato 40 anni di matrimonio, che mi hanno mantenuto fino alla fine dell’università senza che ci fosse bisogno che lavorassi, ho un lavoro che mi piace ed è lo stesso da 9 anni, inoltre mi permette di pagare il mutuo, fare le 2 o 3 vacanze all’anno, avere anche una macchina e mettere pure qualche soldino da parte. La salute tutto ok, anche se ho dovuto ricominciare a fare colazione coi bastoncini di crusca, mi si spezzano le unghie e mi incricco sempre più spesso. Sì, non ho un fidanzato e neanche una fidanzata, ma non siamo perfetti e non si può avere tutto.

No, non ho niente di cui lamentarmi!

E allora ti chiederai perché ti sto scrivendo, ai personaggi famosi si scrive per lamentarsi o almeno per raccontare qualcosa. Io non ho neanche niente di sufficientemente interessante da raccontarti… sono di quelli che si alzano al mattino, vanno alla fermata del bus, arrivano a lavoro, timbrano 4 volte, riprendono metro e bus per tornare a casa, palestra, cena e poi a dormire, così da essere pronti a replicare la propria routine il giorno successivo. Fa più schifo da leggere che da vivere, te lo assicuro.

Ah, mi stavo dimenticando di dirti perché ti sto scrivendo: io ti voglio conoscere perché voglio imparare a diventare come te! Non che nel mio animo io non sia pungente come te, lo sarei pure, ma davanti alla pagina bianca del mio pc penso che i miei quattro soldini da parte siano troppo pochi per pagarmi un avvocato… e quindi finisco per… lasciare una puntura da zanzara alcolizzata, piuttosto che andare a fondo con il mio pungiglione soporifero.

Quindi ho avuto un’idea: io e te ci beviamo un te insieme (se vuoi, tu puoi prenderti un caffè, a me non piace), offro io, e mi dai delle lezioni di acidità. Tieni conto che zitella lo sono già, quindi non dovrei fare fatica ad essere pure acida… cosa ne dici? Mi aiuti anche se non ho i riccioli di Giorgio Rocca?

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Tua speranzosa e volonterosa
Mosca Tze Tze

Quindi

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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