"Sarà perché ti amo" alle 2 di notte

ricchi e poveri

Nel mezzo di una festa brasiliana in un noto locale milanese, il DJ, probabilmente aiutato dal tasso alcoolico dei clienti che seguiva una parabola fortemente ascendente, verso le 2 del mattino, ha deciso di sfruttare l’onda anomala e iniziare a mettere su i dischi del passato italiano, ed una delle prime canzoni che è passata, con grande ovazione del pubblico, standing ovation direi, se non fosse che i pochi posti a sedere erano diventati una succursale del guardaroba, è stata la hit dei Ricchi e Poveri (un articolo a parte lo meriterebbe la foto con le pettinature anni ’70 dei due ometti), “Sarà perché ti amo”, classe 1981, nella top ten per 8 mesi e 10 settimane al primo posto!


Tutti la conoscono, io ero alla scuola materna in quel periodo e la ballavo sempre facendo fare la campana alla mia gonna gialla preferita (ok, ora sapete la mia età!). Ma avete mai ascoltato il testo?
“se cade il mondo… allora ci spostiamo”
“cade una stella, ma dimmi dove siamo, che te ne frega, sarà perché ti amo”
“Stringimi forte e stammi più vicino, e così bello che non mi sembra vero”
e va avanti così fino alla fine, con una serie di banalità alle quali segue sempre il titolo “Sarà perché ti amo”… in pratica: oggi piove? Sarà perché ti amo. Ho mal di pancia? Sarà perché ti amo. Aumentano le tasse? Sarà perché ti amo! Capito il senso?

Finita questa, parte “Tu” di Umberto Tozzi che quasi mi fa rimpiangere la profondità dei testi dei Ricchi e Poveri… iniziamo con un bel “dabadan” reiterato per un bel pezzo (devo ricordarmi di accettare tutti i drink che mi offrono, e piuttosto tornare a casa in taxi, ma non posso fare queste riflessioni mentre la gente intorno salta sui tavoli, balla e puzza di sudore!). “Tu siamo qui, siamo là” prima di tutto se il soggetto è “tu” il verbo non può essere alla prima persona plurale, perché tu è uno e siamo no… e se siamo qui, non siamo là. Oppure siamo onnipresenti, ma quella sarebbe una prerogativa celestiale, non umana. “c’è l’amore a cena e tu” io preferisco un bel piatto di pastasciutta o la lasagna della mamma di M., non so voi… “il mio letto è forte e tu pesi poco di più”… parliamone: mi stai dicendo che sono grassa? mi stai dicendo che il tuo letto, compresa la struttura, la rete, il materasso e tutte le coperte pesa meno di me!?!?!? No, non ci siamo. “della gomma piuma” ah, ok, ti riabilito… “perché tu non ci sei e mi sto spogliando” quindi? chissenefrega!! “baci da un minuto, tu non ne dai” datemi gli smile, datemi gli smile!!! cosa vuol dire!?!?!? non ne dai MA CHE COSA?!?!?!?! “come lei non sei mia” e quindi c’hai l’amante e dillo subito!!! “se mi fai l’amore ti canterò”… cioè, tu vuoi che lei ceda in cambio di una canzone da sbandierare ai quattro venti? ci credo che poi “tu non ne dai non ne dai” e “tu non ci sei”!!! Qua stiamo peggio di Nek in Laura non c’è!!!

Ecco, questo è quello che succede nei discopub milanesi quando la serata volge al termine, o meglio, quando il clou della serata, ormai lo sappiamo, è Pupo con la sua intramontabile “Su di noi!”

  Sono una mosca. Sono una mosca che ronza sulla musica e sono qui per disturbare. Perché nella musica mica si possono fare solo complimenti… e perché l’ironia ci sta un po’ su tutto. Vivo a Milano da sempre, ma volo ronzando per tutto lo stivale… e pungo! Tze Tze
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  • lion

    questa canzone è molto frizzantina, e semplice, ma non ho mai capito il nome del vostro gruppo. Questi brani sono antiquariati, potevono essere dei tormentoni negli anni indietro, ma adesso sono nel dimenticatoio. Il vostro è un gruppo che è rimasto semplice nel tempo. bravi

  • Graziella

    Oddio, se ti mettono “Su di noi” di Pupo anche se hai il tasso alcolico che fa esplodere l’etilometro ti passa tutto, fugge pure l’alcool da dentro il corpo……
    Figuriamoci con “Laura non c’è” …….è andata via…….
    Ciao, complimenti per il flash di vita milanese……

  • Ivy

    Bell’articolo! Tanto alle 2 si è già mezzi andati e non capisci nemmeno che canzone stanno dando :D