Intervista SOGNANDO SANREMO: GUIDO MARIA GRILLO

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La nostra serie di interviste lampo continua: protagonisti sono alcuni degli artisti che si giocano un posto nella sezione Giovani del Festival di Sanremo scelti tra i 40 finalisti di Area Sanremo e i 60 finalisti del regolamento Rai.
Sei degli otto posti saranno assegnati dalla Commissione Rai entro il 3 dicembre (le selezioni si svolgeranno il 1° dicembre), i restanti due verranno selezioni il 4 dicembre tra gli otto vincitori di Area Sanremo.
Sei domande dirette, le stesse per tutti i candidati per scoprire qualcosa di più sul loro mondo e sui loro sogni.

È la volta del cantautore Guido Maria Grillo!

GUIDOMARIAGRILLO

Vincitore di concorsi nazionali (Bologna Music Festival e MusicaControCorrente), già semifinalista nelle edizioni 2013 e 2014 al Festival di Sanremo nella categoria “Giovani”, ha aperto concerti di Battiato, Avion Travel, Renga, Gazzè, Il Teatro degli Orrori, Marlene Kuntz, Musica Nuda ed altri.

Ha pubblicato due album, nel 2009 e nel 2011 (AM/AbuzzSupreme) per la cui promozione è stato ospite di Radio Rai 2 e Radio Rai International. Nel 2011 è stato ospite del Premio Tenco al Teatro Ariston di Sanremo per la promozione di una compilation dedicata a Tenco a cui è stato chiamato a partecipare. Laureato in Filosofia con una tesi su Fabrizio De Andrè, ha approfondito il pensiero, oltre che l’opera dell’artista genovese, a cui ha dedicato spettacoli e approfondimenti. Ha suonato e collaborato con artisti come Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Paolo Benvegnù, Onorato e altri.

Ed ecco cosa ha risposto Guido Maria Grillo ai nostri semplici quesiti…

INTERVISTA A GUIDO MARIA GRILLO

Con quale spirito affronti quest’ultima selezione che ti separa dal palco di Sanremo? Cosa potrebbe darti quel palco?

La affronto con la determinazione che mi contraddistingue, con la passione che fa di me un musicista che nella musica vive ogni giorno della sua vita. È una tappa, prestigiosissima tappa, presso la quale sono lusingato e orgoglioso di fare sosta, sperando possa essere lunga e proficua. Il palco di Sanremo sarebbe, certo, il coronamento di un sogno, la mia passione per la musica e per il canto risale all’infanzia (registravo in VHS tutte le serate del Festival, poi le riguardavo per mesi, imparando a menadito le canzoni). Oggi, il Festival di Sanremo rimane, senza dubbio, l’occasione più importante che un musicista, nella musica leggera italiana, possa sperare di avere: per chiunque, anche per uno come me che ha dietro le spalle anni di “militanza” nel circuito indipendente.

Come si chiama e di cosa parla il tuo brano di Sanremo? Chi lo ha scritto? 

Così sia è un mio brano, nato come tutti nella mia cameretta-studio, ma sviluppato in studio con il mio produttore, Luca Mattioni, che ha saputo dare una chiave di volta sul piano musicale. Quella singolare commistione tra epico ed elettronico, che ne caratterizza il sound, è frutto della sua intuizione. Parla di consapevolezze, di coscienza di ciò che è e di ciò che non c’è più. Di perdite e vuoti, ma anche di maturità, dell’età della rassegnazione, seppur non dell’abbattimento. Dell’età in cui non si reagisce più per istinto ma con la piena coscienza di sé. E si accetta, come il titolo suggerisce.

Se anche per i Giovani ci fosse la possibilità di duettare con qualcuno come avviene il venerdì per i big, chi porteresti con te su quel palco?

Avrei l’imbarazzo della scelta nel dover decidere di portare una qualche star internazionale: Antony Hegarty (& the Johnsons), Anna Calvi, James Blake, ma anche Jack White (ex White Stripes) o Florence and the machine. Tra gli italiani, sceglierei Battiato, anche perché credo che il mio brano gli piacerebbe.

Conosci qualcuno degli altri candidati? Se sì, chi ritroveresti con piacere sul palco dell’Ariston?

Conosco qualche nome, anche se, come dicevo, ho alle spalle anni di “militanza” nel circuito indipendente italiano e, in questa edizione, mi pare siano in pochi ad avere questo background. Vorrei, intanto, fortemente salire su quel palco e, nel caso in cui dovessi riuscirci, mi piacerebbe condividerlo con qualcuno in grado di stupirmi ed appassionarmi con il proprio talento.

C’è bisogno di innamorarsi dell’arte, di recuperare la meraviglia al cospetto della bellezza, di non pensare alla musica soltanto come “gioco”, distrazione, sottofondo, ma come sublimazione e coinvolgimento emotivo. Chiunque sia in grado di generare forti emozioni con la propria voce, le parole, la musica, merita di salire su quello e su altri palchi.

Tra i giovani che sono passati negli ultimi 10 anni al Festival chi ti è rimasto nel cuore?

Per la verità, non sono stato particolarmente colpito da giovani artisti negli ultimi anni. Ascolto musica leggera ma, spesso, straniera. Ho, comunque, sempre seguito con curiosità il Festival di Sanremo, seppur trovandoci, dal mio punto di vista, di rado cose particolarmente interessanti. Non dico che siano mancati i talenti, assolutamente no, anzi, credo che l’Italia ne sia fucina inesauribile; dico, piuttosto, che mi sembra sia mancato il coraggio, la voglia di osare, di scrivere canzoni “nuove”, di uscire dal “provincialismo” italico, di guardare oltre i confini e confrontarsi. Ecco, secondo me si è peccato di immobilità, è mancato il coraggio, dunque, la forza innovatrice delle canzoni e, si sa, a colpire è soprattutto ciò che non si conosce già.

Come passerai la sera prima dell’audizione del 1° dicembre?

A casa, a riposo, in un’apparente serenità casalinga. Sarà la mia terza audizione consecutiva (sono approdato a questa fase anche nelle edizioni 2013 e 2014 del Festival) e l’ “abitudine” acquieta i tormenti. Ho un discreto controllo dei miei stati emotivi, almeno in superficie, cosa accada nel mio inconscio non è dato saperlo. Nella serata precedente all’audizione dell’edizione 2013, passeggiai per il centro di Roma sotto un pioggerella sottile, in quella dell’edizione 2014 feci un concerto a Firenze, in quella del 2015 proverò la soluzione casalinga. Così potrò dire di averle provate tutte!

Guido, sei stato esaustivo e puntuale come pochi, grazie davvero. Un grosso in bocca al lupo per l’audizione!

ASCOLTA QUI COSI’ SIA, il brano di GUIDO MARIA GRILLO proposto a Sanremo

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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