INTERVISTA a SHADE: “Essere un rapper buono in Italia? Fattibile, ma scomodo.”

shade

È uno dei rapper più amati, ma anche controversi della scena italiana. Shade, ironico, competente, disponibile ma mai scontato; freestyler, doppiatore, stand up, con un unico filo conduttore, il suo pubblico, vero motore portante di quella macchina azionata poco più che sedicenne. Poi One Mic, le Lavanderie Ramone, MTV Spit, gli Shaday, Clownstrofobia […].

In occasione dell’uscita del brano ironico, in pieno stile Shade, Odio le Hit Estive, lo abbiamo intervistato per capire come è nato il pezzo, quali sono i tormentoni della sua estate, i progetti futuri e tanto altro.

INTERVISTA a SHADE

Ciao Shade, bentornato su All Music Italia! Come sta andando la tua Odio le Hit Estive a due settimane circa dall’uscita ufficiale del singolo?

Ciao ragazzi! Fortunatamente alla grande, per una volta una gioia! :) Aldilà dei numeri, è bello vedere che c’è un riscontro live e che tutti la cantano.

Odio le Hit Estive è una canzone ironica accompagnata da un video altrettanto divertente, in pieno stile Shade, ma da cosa è nata la volontà di scriverla? Pressing esterno dato da case discografiche ed artisti che ormai puntano tutto sul tormentone estivo, o semplice divertimento personale?

Entrambe le cose, ero stanco di sentire l’ennesimo remix italianizzato di Lean On, sempre con le stesse sonorità.
Ho deciso di prendere in giro tutti quelli che partecipavano alla rincorsa al singolo estivo. Mi piace dire che siamo una graziella che sfida le ferrari… fa ridere ma è così!

La produzione è stata affidata ancora una volta ai Drops to Zero, come è nata la collaborazione con Daniele Giuggia e Giacomo (Jack) Sapienza e come si è consolidato il vostro rapporto nel tempo?

Sono i miei fratelli, loro come tutti all’RKH studio. Tutto nasce sempre con il massimo della spontaneità. Abbiamo gusti molto simili, anche se loro hanno un background molto diverso dal mio. Sono veri e propri musicisti e ogni giorno in studio ascoltiamo roba nuova che ci da’ l’ispirazione, e nel 99% dei casi non è rap!

Hai ribadito chiaramente il tuo pensiero riguardo ai tanto agoniati tormentoni estivi, ma con un occhio al passato e con il senno di poi, c’è stata una hit che ha condizionato in modo particolare una tua estate, alla quale sei legato per ricordi (una vacanza con gli amici, un’estate in famiglia o più semplicemente un flirt)?

Mi piace tantissimo SING dei Travis, il video era una bomba. Ricordo che mettevo MTV sperando di beccarlo per poterlo registrare con la videocassetta. Chiamarlo tormentone è quasi offensivo, è un pezzone.

Mentre guardando al presente, cosa pensi realmente delle hit estive di questa stagione – dalle italianissime Vorrei ma non Posto di Fedez ed Ax ad Andiamo a Comandare di Rovazzi, passando per le più latine Duele el Corazon di Enrique Inglesias e Sofia Alvaro Soler?

Vorrei ma non posto è un bel pezzo che funziona moltissimo, poi Fedez e Ax mettono sempre un messaggio all’interno dei loro pezzi e le rime sono sempre fresche. Quella del cornetto nel mio video è proprio una citazione più che uno sfottò, per Rovazzi invece credo che sia diverso essendo lui più una webstar che un cantante. Sicuramente la sua è stata un’operazione di successo ben strutturata.
Le ultime due non me ne vogliate ma non posso sentirle!

Sei stato definito King del Freestyle intaliano dal tuo amico e collega Ensi, titolo più che meritato, ma ascoltando nuovamente Clownstrofobia, ho potuto appurare come il freestyle abbia lasciato molto spazio alla tua vena più personale ed intima, quanto peso hanno questi due lati di Shade? Quanto influisce Vito in tutto ciò?

Il freestyle è un gioco, mettere te stesso nelle canzoni è ben altra cosa… cerco di far convivere entrambi i lati di Shade senza far si che uno si mangi l’altro. Vito è un ragazzo molto insicuro che spesso si butta giù troppo facilmente, Shade invece si sente quasi invincibile sul palco. I due lati si compensano.

Allargando un attimo la visuale, cosa pensi della scena rap italiana attuale? C’è un album che ti ha colpito particolarmente o un artista con il quale ti piacerebbe collaborare? E un artista non della scena, magari un cantautore o un BIG della canzone italiana?

Penso che ci sia tanta roba, forse troppa. Un po’ di saturazione è inevitabile. Mi piacciono moltissimo i dischi di Coez e di Salmo. Fortissimi e originali. Come cantautore il sogno sarebbe di collaborare con Neffa. Lo ascolto sin da quando ero ragazzino, è un vero e proprio ARTISTA.

Rimanendo in tema BIG, nell’ultima edizione del Festival di Sanremo abbiamo visto alternarsi sul palco diversi tuoi colleghi, da Clementino a Rocco Hunt, a Fred De Palma al fianco di una piatra miliare quale Patty Pravo; ad oggi, saresti pronto per un palco come quello dell’Ariston? È un’esperienza che ti incuriosisce o sei più attratto da altri palchi, da un altro tipo di pubblico?

Penso che l’Ariston non sarebbe pronto per me più che altro! Scherzi a parte, sicuramente è un palco che m’incuriosisce ma non penso che sia fondamentale per la carriera di un artista passare da Sanremo.

Il pubblico. Oltre a King del Freestyle potrei definirti King delle buone Maniere, sei un rapper un po’ atipico, soprattutto per l’ambiente superficiale e paiettato dal quale sei circondato: il vero motore della tua macchina sono loro, i tuoi fan, tu ti “limiti” a fornire la benzina migliore, quella di qualità, e non per finta, a favore di telecamera o per convenienza, lo fai proprio con il cuore, con la volontà, e questo è lampante.
Ma quindi mi confermi si può essere rapper anche senza fare il bullo di quartiere? Si può essere rapper anche usando parole come grazie, scusa e per favore ormai troppo vintage per la maggiore? Si può essere rapper senza sputare continuamente sulla qualunque, su chiunque? Addirittura si può essere rapper rimanendo fedeli a se stessi? Incredibile!

La verità è che si può fare, ma è scomodo.
Il mio quartiere per esempio, specialmente ora, è veramente brutto e vedo tante cose che mi fanno male al cuore pensando alle generazioni future che vi cresceranno. Ma non ho mai parlato di strada, spaccio etc… non le ho mai vissute e me ne sono sempre tenuto lontano, sarebbe incoerente parlarne.
A molti rapper però la coerenza non interessa quindi non possiamo fargliene una colpa.
Credo di essere molto più “real” io che parlo di ospedali e poi li visito insieme a Patch Adams di loro che parlano di strada ma vivono in quartieri tranquillissimi con mamma e papà che li aspettano a casa.
I miei fans sono tutto e meritano la mia sincerità, la mia disponibilità e tutto il mio impegno.
In ogni mia rima c’è una parte di loro, ed è quella che mi spinge a dare il meglio per stupirli ogni volta.

Cambiando registro, non sei nuovo alla cinepresa, dal doppiaggio, ai videoclip musicali, ma com’è stata l’esperienza di Zeta il Film? Per un amante della “pellicola” come più volte hai dichiarato essere com’è stato trovarsi nel dietro le quinte di questo meccanismo?

È stato divertente, specialmente considerato che recitavo al fianco di Salvatore Esposito, una vera star del cinema italiano a cui auguro tanti grandi successi!
Quando sono andato a vedere il film a torino, ero in sala in incognito ma molti si sono accorti della mia presenza. Durante la mia scena è partito un applauso generale di tutta la sala e mi sono commosso come un bambino.

Due singoli ufficiali: Se i rapper fossero noi e Stronza Bipolare, una chicca in chiave acustica Sogni d’Odio accompagnato dalla chitarra di Jack Sapienza, un brano, Patch Adams, largamente apprezzato da critica e pubblico ed ora Odio le Hit Estive, se dovessimo parlare del futuro, del prossimo singolo, o perché no del prossimo album, cosa c’è in cantiere? 
Un tormentone invernale, da ballare a Capodanno, girato a Cortina? Rigorosamente low budget, mi raccomando!

Sicuramente vogliamo chiudere in bellezza il capitolo Clownstrofobia con un ultimo estratto, per il resto siamo già al lavoro su tante novità! Qui all’RKH non ci si ferma mai, aspettatevi di tutto :)

OUT OF TOPIC: grazie ancora una volta per la disponibilità e per l’educazione che dimostri non solo al tuo pubblico, ma anche a noi “addetti ai lavori”.
In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Crepi il lupo Jenny, grazie a voi per l’intervista! Vi abbraccio
Vito

  Una mente intuitiva e razionale per un corpo istintivo e cosmopolita. Italo-tedesca trapiantata a Milano since 1991, imparo a scrivere prima ancora di camminare: inizio ad usare di nascosto la macchina da scrivere di mia nonna e battuta dopo battuta capisco che quel tic-tic-tic sarebbe diventato il mio suono preferito. Intraprendo la carriera universitaria in ambito comunicativo-giornalistico per perseguire il mio sogno. Cresciuta a pane e rock'n'roll da una mamma hippy approdo ad All Music Italia nel maggio 2015. Una biondina cinica e determinata un po’ Carrie Bradshaw, un po’ Miss Fletcher.
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