INTERVISTA a GRETA MANUZI

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Giunta al successo attraverso la partecipazione e la medaglia d’argento ad Amici 2013, Greta Manuzi, classe 1990 e originaria di Longiano (in Emilia Romagna), è una delle voci più amate provenienti dal popolare talent show di Canale 5 e ha pubblicato lo scorso 28 gennaio il primo album dal titolo “Ad ogni costo” (etichetta Carosello Records).

Greta, bentrovata! Grazie per essere qui con me e con i lettori di All Music Italia. Pronta per rispondere a tutte le mie domande?La giovane interprete si è sottoposta ad un’intervista a tutto tondo, in cui ci parla dei suoi progetti , del tour estivo e della fortunata avventura in TV, attraverso la quale si è fatta apprezzare e conoscere dal pubblico per quella che è: una ragazza allegra e fuori dagli schemi!

Grazie a te! Vai, son carichissima!

Incominciamo subito… Dunque, il tuo è il percorso di tante nuove voci del panorama italiano, da alcuni anni a questa parte. Spesso chi viene da un talent viene automaticamente etichettato come un prodotto mediatico e, quindi, un progetto confezionato ad arte per riscuotere un successo pronto e tangibile. Cosa c’è di vero in questo e quali giudizi ti fanno più arrabbiare? Ti sei mai sentita “confezionata” e condizionata?

Sì, guarda, a chi pensa ciò, anzitutto rispondo che non sputerei mai nel piatto dove ho mangiato. L’esperienza di Amici è stata come un grande riscaldamento prima di una lunga corsa, mi ha preparato a quello che sto facendo ora. Io sono Greta, non mi sento un prodotto, faccio il mio lavoro per una casa discografica come tutti i cantanti e in più ho fatto Amici, ma non trovo che questo debba rappresentare una differenza con gli altri. Sto cantando in giro, sto facendo il mio tour come normalmente fa un artista ed è ciò che davvero volevo fare… le critiche ci son sempre, ma non sto facendo cose diverse dagli altri.

Sappiamo che, tra le altre, una cantautrice che ti piace molto è la grande P!nk. Lei è americana e partendo dalla sua città Doylestown in Pennsylvania, ha realmente conquistato il mondo con i suoi dischi. Quanto ritieni siano importanti le origini di un artista che ha grandi ambizioni, e quanto conta il background musicale su cui ci si appoggia per formarsi? Ci parli un po’ a braccio, degli stimoli che ha ricevuto e della musica che ha ascoltato Greta Manuzi da piccola?

Certo che è importante, tutta la musica che ascolti e che hai ascoltato sin da quando sei nata, quella che rappresenta il tuo paese e la tua storia… è fondamentale. A me piace ancora cantare “Romagna mia“! (ride) Ad ogni modo, sono cresciuta e mi sono formata con i Deep Purple, i Kiss e via dicendo: metallo e rock’n’roll!

Quando ci si presenta ai primi casting di Amici, le varie canzoni tra cui è possibile optare, sono per lo più super impegnative vocalmente e con acuti pazzeschi. Ciò riflette anche la scelta degli autori durante il programma, di assegnare agli allievi quasi sempre brani in cui il canto esplode, tendendo in alcuni casi al sensazionalismo. Quanto pensi che questa circostanza di fondo, che a mio dire hai sfruttato al massimo del potenziale, ti abbia avvantaggiata per arrivare fino al secondo posto in finale? Quali sono i lati, forse più miti e delicati, che di Greta non sono emersi completamente o affatto ad Amici?

Sì, diciamo subito che ad Amici ci davano la possibilità di giostrare la canzone nel miglior modo e a nostro favore, la tonalità poteva cambiare per essere nelle nostre corde. Il brano da interpretare non per forza doveva essere rifatto così come l’originale! Eravamo molto agevolati in questo senso: potevi trasformarlo a tuo modo, io ho sempre avuto la possibilità di mettermi in gioco in tutto e per tutto. Non mi han mai privato di nulla e così cercato di dare sempre il massimo che potessi. Credo, in definitiva, che i miei aspetti più dolci e sentimentali siano emersi persino maggiormente rispetto all’esplosività.

Vieni molto apprezzata per il modo in cui ti relazioni con i fan, tutti ti descrivono come una ragazza molto genuina e affettuosa, che non si prende troppo sul serio nonostante la grande popolarità. Oltre alla superbia, che proprio non ti appartiene, quali altri peccati non deve assolutamente commettere una cantante che si trova nel momento del successo come te? Quali consigli a volte dai a te stessa, adesso che cammini con le tue gambe nel mondo della musica e dello spettacolo, mondo tanto incantevole quanto insidioso?

Il consiglio che posso dare è di rimanere sempre coi piedi per terra, non atteggiarsi, ma soprattutto essere sempre se stessi, penso che ciò ripaghi più di tutto e in ogni caso. Ed è lo stesso che ripeto a me stesso. Ho 23 anni, faccio la cantante ed è un lavoro, mi piace farlo, ma non mi privo mai delle mie libertà, dei miei divertimenti… così, per gli amici e la famiglia, non sono cambiata molto, anche se sono consapevole, a livello lavorativo, di avere delle responsabilità e degli impegni, pertanto sono diventata più inquadrata.Però la mia ‘pazzia’, quello che sono… non ho perso nulla, anzi mi permette di esprimermi al meglio sul palco.

Il peccato più grande per i cantanti? Confermo, il più grave è la superbia senz’altro, anzi userei proprio il termine “tirarsela”. E aggiungo: non dare ai fan il valore che hanno è pessimo, perché sono loro il motore di tutto e sono essenziali. Il non voler veder nessuno dopo i live, il non prestarsi a fare la foto, il non autografare il disco a chi te lo chiede… ecco, queste cose qua a me non piacciono per niente. Questo è parte integrante del nostro lavoro: quando una persona viene a vederci, ha pagato il biglietto e quant’altro per essere lì per noi, bisogna che poi rientri a casa contenta! E questo a me interessa più di essere soddisfatta io stessa della serata, è necessario trattare bene le persone che ci sostengono, al di là del fatto che, nel mondo dello spettacolo, accontentare tutti a volte non è facile. Fosse possibile, inviterei uno ad uno tutti quelli che vengono ai miei concerti per prendere una caffè a casa mia, però… (ride ancora).

Il 28 gennaio 2014 è stata una data memorabile per te e i tuoi sostenitori, perché esce finalmente il tuo primo vero album “Ad ogni costo” per Carosello Records, prodotto da Luca Chiaravalli (nome molto importante nel tuo ambiente, in quanto ha scritto, tra gli altri, alcuni pezzi per Eros Ramazzotti e Laura Pausini). Come hai vissuto la realizzazione di questo progetto tanto desiderato? Com’è cambiato e maturato l’ approccio con la tua più grande passione, ora che sei sotto migliaia di occhi puntati e che canti a tempo pieno, con alle spalle una casa discografica e un team che lavora per te?

Mi sono trovata benissimo con Luca, Andrea Bonomo, Roberto Casini, Gianluigi Fazio. Sono stati davvero bravi: prima di lavorare insieme in studio, abbiamo fatto una lunga chiacchierata seduti sul divano per mettere a fuoco quella che sono realmente, i miei 23 anni, che cosa mi piace fare, le mie esperienze…Dentro c’è molto di me, si potrebbe dire quasi che sia autobiografico. Inoltre, era tutto nuovo per me, ho capito molte più cose di questo mondo, al quale mi approccio come se stessi a scuola, cioè impegnandomi ad assorbire e imparare un po’ da tutti e per come è possibile.

Il lavoro in studio è durato circa due mesi: ero affascinatissima e mi sentivo molto presa. Proprio all’inizio era nata come una sorta di timidezza, dopo un po’ sono riuscita a sbloccarmi e questo anche grazie al team che avevo dietro, fatto di persone dolcissime, coinvolgenti, super professionali… Abbiamo trovato quasi subito la giusta intesa e da lì abbiamo iniziato a produrre il disco.

Nella seconda traccia dell’album, offri una visione piuttosto negativa della fiducia in amore, a partire dal titolo “L’amore non è fidarsi” e dicendo poi nel testo, che fidarsi no, non fa per me, è una bugia che ci raccontano e che poi le promesse sono fragili e si rompono. Non ti sembra che sia un messaggio un po’ pesante e caustico per il tuo pubblico, che conta innumerevoli teen-ager? Hai davvero questa visione pessimistica dell’amore, considerate anche le parole del tuo singolo Due come tutti e degli altri brani presenti in tracklist? Nella settima traccia, rivolgendoti a quello giusto per te, canti nientemeno: sei tutto il male che mi merito, un buon contratto con il diavolo…

Sai, a noi donne gli uomini ci piacciono sono quelli che ci fanno arrabbiare di più. Quando troviamo il ragazzo che fa il carino, il dolcino… non ci piace, è inutile! Nel caso del brano “Giusto“, in cui uso molta ironia, il testo dice in sostanza: ti baci tutte, fai tutto quel cavolo che ti pare, mi tratti malissimo …e comunque sei quello giusto per me! Per quanto riguarda “L’amore non è fidarsi“, trovo che molte volte sia vero che da ragazzine si vivano delusioni, non solo in amore ma anche in amicizia, che poi nel tempo ti rimangono nel cuore e compromettono la capacità di riuscire a fidarsi ancora. L’Amore del quale canto, è quello universale, non solo quello verso il partner, ma anche verso gli amici; inoltre, se da un lato riporto un po’ ciò che è successo a me, dall’altro sono convinta che ogni persona abbia vissuto le sue esperienze e che fortunatamente no, non saranno mica tutte negative! (ride)

Ti salverò da me” è il sesto pezzo di “Ad ogni costo“: il titolo mi ha colpito molto ancor prima di ascoltarla. Ci sono degli aspetti della Greta donna (o della Greta artista) dai quali ti sei salvata nel corso del tempo?

Beh sì, tanto per cominciare ho imparato che prima di parlare è meglio contare fino a 10, mentre prima magari contavo fino a 3! (ride) Sono cresciuta e soprattutto l’esperienza di Amici mi ha sbloccata nelle relazioni: prima facevo più fatica ad avere un approccio con persone che non conoscevo, adesso mi sento più tranquilla. In breve, posso dire di essermi salvata, almeno in parte, dalle mie insicurezze.

La nona traccia è una piacevole sorpresa: “Sono miracoli” regala una visione piena e benedetta della realtà, perché c’è sempre un motivo per ricominciare, c’è il giorno migliore che deve arrivare, c’è il bene e c’è il male… e tu non lo sai, sono miracoli! Che emozione ti ha suscitato registrarla per il disco? Come lo immagini il “giorno migliore”? Che caratteristiche deve avere?

Fortunatamente credo di averne vissuti tanti di “giorni migliori”, anche coi miei primi concerti prima di andare in TV. Ho avuto la possibilità di duettare poi, con tanti artisti… sono i giorni più belli …”per adesso”! Spero ce ne saranno tanti altri! Registrare “Sono miracoli” è stato stupendo: già soltanto l’idea di interpretare un brano scritto da Roberto Casini, uno degli autori del mio idolo Vasco Rossi, mi emozionava tantissimo! L’ho vissuto come un grande regalo.

E’ stato un piacere lavorare con Roberto e trovo che questo sia un brano meraviglioso, perché è vero che ogni giorno, anzi ogni cosa bella (o brutta!) che ci viene data è sempre un miracolo: è importante, ti fa crescere e ti aiuta nella vita. Solo passando attraverso le cose che ti fanno sentire bene e così, attraverso quelle brutte, che non vorresti e che ti fanno star male, arrivi a comprendere pienamente il Miracolo che sei.

C’è un genere musicale in particolare che ti piacerebbe sperimentare in futuro, magari già col prossimo progetto discografico? Oltre naturalmente a Vasco Rossi che ami moltissimo, con chi ti piacerebbe collaborare o anche duettare prima o poi, sognando in grande? Per quali motivi?

A livello di genere musicale… sono già un po’ un casino! (ride) Mischio l’elettronica col pop e il rock, sperimentare è bello… Penso di continuare sulla scia di questo mix, mi sento bene e per il futuro… chi lo sa! Sogno di duettare con Vasco, non è un mistero, per me sarebbe il massimo… già ho duettato con Skunk Anansie e altri grandi artisti, mi sembra di aver fatto così tanto, ne sono felicissima e senza la pretesa di chiedere di più, spero che succeda ancora.

Sei sempre in contatto con Maria De Filippi, madrina del tuo successo? Che rapporto si è instaurato con lei? Con chi ti senti degli altri colleghi della tua edizione?

Incontro Maria quando vado a Roma, con molto piacere: abbiamo un rapporto bellissimo. Evito di telefonarle, perché non vorrei disturbarla, avrà sempre tante cose da fare… Quando invece capito nella Capitale, passo sempre a salutarla! In più, ho mantenuto i rapporti con più o meno tutti i ragazzi della mia squadra, naturalmente con ognuno di loro è diverso… ma non ci siamo persi.

Quali cambiamenti hai accolto nel tuo stile di vita, da quando la tua agenda ti tiene sempre impegnata e ti vuole al 100% in ogni occasione? Curi l’alimentazione, fai allenamenti serrati…? Raccontaci! Si sa che non è esattamente la cosa più semplice, ma è di fondamentale importanza essere sempre in formissima ad ogni performance, per chi fa il tuo mestiere.

E’ vero, occorre essere in forma! Allora lo dico subito, sono una grandissima “forchettomane”, mangio tantissimo …da buona romagnola che sono! Però faccio anche molta attività fisica: vado a correre, vado in palestra, faccio nuoto. E ogni giorno, alleno il canto almeno per 2 o 3 ore.

Anche l’ultima edizione di Amici sta volgendo al termine. Impegni permettendo, hai seguito il programma quest’anno? Avevi qualche preferenza? Quale dritta daresti ai ragazzi che tentano i casting?

A dire il vero, poco e niente: vuoi perché lavoro spesso, vuoi perché non guardo granché la televisione; inoltre, Amici è stato un bellissimo capitolo della mia vita, ma nessuna nostalgia: tutti diventano grandi e tutti devono camminare con le proprie gambe, via! Si va avanti! Agli aspiranti che tentano i provini dò il consiglio di sempre, più di tutto vale essere coerenti con se stessi, cantare ciò che piace senza inventarsi un personaggio, tenendo i piedi per terra e prendendo ciò che arriva con molta leggerezza. E’ giusto tenerci e dare tutto, ma rimanendo concreti.

L’ultima domanda viene da un tuo fan @KekkoDiFranco, tramite Twitter: Ciao Gre’, nei tanto attesi live inserirai nella scaletta anche cover di grandi successi?

Beh i live sono già iniziati e proseguiranno quest’estate, in effetti ho inserito in scaletta brani di Lady Gaga, P!nk, Vasco Rossi… e basta! Bocca chiusa, non dico nient’altro. Per saperne di più, dovete venire ad ascoltarmi, vi aspetto tutti!

Solitamente chiudiamo le nostre interviste con un giochino, simile al classico “Chi butti dalla torre?”
Il nostro si intitola proprio: “A chi rompi il disco?” ..buon divertimento!
P.S. : sì, è un filino perfido, ma giusto poco poco… si fa per gioco!

Allora Greta, a chi lo rompi il disco?? Ma noooooooo… ma non si può! Uff, proprio perché è un gioco…

Gianna Nannini o Emma Marrone? Lo rompo a Gianna, dai.

Moreno o Fedez? A Fedez.

Marco Mengoni o Noemi? A Noemi, dai… anche se mi piace moltissimo…

Ligabue o De Gregori? Maaaa… non si fanno ‘ste domande!!! Okay, facciamo De Gregori…

Fiorella Mannoia o Laura Pausini? Adoro Laura… e mi dispiace moltissimo dire Fiorella!

Francesco Renga o Zucchero? Renga… sono costretta, Zucchero ha fatto la storia della musica italiana.

Bene… pare sia davvero tutto, purtroppo l’intervista è terminata. Greta, sei stata simpaticissima, grazie della tua disponibilità e della bellissima chiacchierata… a risentirci! All Music Italia ti fa un forte “in bocca al lupo!” per tutti i tuoi prossimi impegni!

 

(Un ringraziamento a Federica Moretti, ufficio stampa di Carosello Records)

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  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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