INTERVISTA a BRUNORI SAS: tra dialogo, domande e disillusione, il nuovo album “A casa tutto bene”

brunori sas

Oggi, 20 gennaio, esce nei negozi e su tutte le piattaforme musicali A casa tutto bene, il quarto album in studio di Brunori Sas, anticipato dal singolo La Verità.
Brunori ha presentato alla stampa questo nuovo disco di cui vi parliamo qui di seguito e, per l’occasione, abbiamo realizzato una video intervista con l’artista che potete guardare in fondo a questo articolo.

Il disco, che si muove metaforicamente sulla tratta aerea Lamezia-Milano, ha come punto di partenza lo spettacolo teatrale di cui Dario Brunori è stato promotore e dove ha iniziato a trattare argomenti di attualità nella forma della canzone, attraverso il filtro dell’ironia per mezzo del monologo.
A casa tutto bene nasce così dall’attrito fra le necessità di uscire di casa e la naturale tendenza al rifugio domestico. “Nell’affrontare la stesura del disco ho avvertito la necessità di abbandonare l’isoletta felice delle mie vicende private e di occuparmi di qualcosa che riguardasse maggiormente il mondo fuori”.

In questo disco emerge il coraggio di affrontare diverse tematiche, dall’attualità alle paure e sconforti quotidiani in maniera diretta e lineare. “Se c’è una forma di amarezza vera che mi ha scosso, è giusto parlarne” – dice Brunori, intento a rappresentare la sua condizione di spaesamento. Attraverso un intenso lavoro con i suoi musicisti di sempre – “ho lavorato singolarmente con ciascuno di loro, a casa mia” – Brunori rompe lo schema della “sala prove” e non si limita perciò ad un’unica visione complessiva e comunitaria, bensì coglie da ciascun incontro il meglio. Uno scrittore “all’italiana” si unisce così a musicisti influenzati dalla musica internazionale, in un equilibrato connubio tra suoni contemporanei ed elettronici e l’utilizzo di strumenti antichissimi quali mandolini e chitarre anni ‘30. “Abbiamo trascorso quindici giorni in campagna, alternando momenti d’ispirazione a momenti di noia; non è stato facile, ma il risultato è ottimo”.

L’intento di Brunori Sas era quello di realizzare un disco maturo, forte, che si occupasse del presente, della realtà, del senso di responsabilità; un disco sentimentale, che gioca poco con le parole per arrivare più diretto alla gente, “di cuore e non di testa”. Uno sguardo e un’anima intenti a cogliere dall’esterno, calandosi nei panni di un’umanità che spesso viene etichettava come “altro da me”.
Brunori ci racconta A casa tutto bene, una frase banale a tal punto da assumere un semplice significato di cortesia. Un disco ricco di domande e privo di risposte, adorno di canzoni in forma dialogica, “in un’eterna altalena tra ciò che credo di essere e ciò che sono. Tra ciò che sono e ciò che vorrei essere”.

Ora ripercorriamo l’album canzone per canzone, mettendone in luce gli aspetti principali delle 12 tracce.

1. La Verità: l’ultimo brano scritto per il disco diventa il primo singolo. L’elemento centrale è quello della paura per antonomasia: la paura della fine, della morte, la caducità della condizione umana. Non è un brano di disillusione, ma di presa di coscienza, di risveglio. Un invito a guardarsi allo specchio, a mettere in discussione se stessi e le proprie certezze, abbandonando il porto sicuro.

2. L’Uomo nero: il pezzo più politico in assoluto della carriera di Brunori, non tanto con l’intento di parlare del fenomeno in sé, quanto del fenomeno “in me”. Il fenomeno in questione è quello stare di fronte all’involuzione dell’uomo e chiedersi cosa sia possibile fare. Traspare un grande senso di amarezza, tra denuncia e, in un certo senso, inquietudine.

3. Canzone contro la paura
Che importanza ha oggi una canzone? Può una canzone cambiare davvero il mondo? Me lo sono chiesto mille volte in questi ultimi anni – afferma Brunori – La mia risposta sta tutta qui: tre strofe, tre ritornelli e una manciata di “tuttù-tururù”.

4. Lamezia Milano rappresenta una tratta metaforica adatta a tracciare lo spaesamento di chi è cresciuto in un piccolo paese di Provincia, come la sua San Fili (in provincia di Cosenza), e che al contempo vive l’esperienza e il fascino della metropoli, nella quale già si scorge nettamente il mondo che sarà.

5. Colpo di pistola è una classica murder ballad, ispirata a vicende di cronaca, viste e vissute dal punto di vista distorto del “mostro”.

6. La vita liquida: titolo e concetto di base si rifanno all’opera del sociologo polacco Zygmunt Bauman. Un nuovo percorso sperimentato da Brunori sia dal punto di vista musicale sia sul fronte testuale; è la condizione di un uomo diviso fra mondi diversi, “figlio di un mondo di pietra, padre di un mondo d’aria, che si trova costretto a diventare liquido per adattarsi a contesti in continua mutazione”.

7. Diego e io, scritta a quattro mani con Antonio Di Martino, è una sorta di missiva amorosa di Frida Kahlo all’indirizzo del pittore Diego Rivera, suo compagno di vita e personaggio di spicco dell’intellighenzia di sinistra messicana. “una ballata romantica, piano e archi … come un intervallo fiabesco fra il primo e il secondo tempo del disco”.

8. Sabato bestiale è la voce dell’animale che ci portiamo dentro e che spesso reprimiamo, che giudichiamo male quando lo incontriamo negli altri, ma che ogni tanto urla a tal punto da non poter non essere ascoltato.

9. Don Abbondio: “Don Abbondio sono io affacciato alla finestra, a guardare le macerie, a contare quel che resta”. Si parla di attualità, della condizione di una maggioranza silente, che pur sapendo da che parte stare, rimane immobile, non solo per paura e codardia, ma perché forse non ha più parole, idee, energia e che forse, in fondo, non crede più nella possibilità del cambiamento.

10. Il Costume da torero è il brano che rappresenta maggiormente l’artista. Un eterno altalenare tra la disillusione sempre dietro l’angolo e la necessità di un cambiamento. Una lotta in filastrocca fra l’uomo adulto e il fanciullino. Da qui il desiderio di far cantare ad un coro di bambini: “La realtà è una merda, ma non finisce qua”.

11. Secondo me è saggezza e compassione, uno sguardo che riesce a cogliere nell’uomo la sua miseria e, allo stesso tempo, la sua essenza divina, scorgendo il lato ironico e quello tragico della vita.

12. La vita pensata: un dialogo dal tono sereno, disteso, affettuoso e familiare, in cui emerge il desiderio di uscire di casa e la necessità di farvi ritorno. “C’è la ricerca di significato e la consapevolezza a che non c’è risposta che si possa dare solo con la testa”.

VIDEO INTERVISTA a BRUNORI SAS


Barbara Rocchelli per All Music Italia

 

  
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