INTERVISTA ad IRAMA, il cantautore che unisce il rap ai cantautori degli anni 70

irama

Il livello delle nuove proposte arrivate quest’anno sul palco del Festival di Sanremo è stato decisamente alto.
Tra i talenti più interessanti che si sono esibiti all’Ariston c’è un giovanissimo cantautore al suo debutto musicale che riesce a miscelare ritornelli pop scanzonati a testi incisivi in chiave rap che arrivano dritti in faccia come un pugno… parliamo del giovanissimo Irama.

Massimiliano Longo, lo ha incontrato il giorno dopo la sua esibizione sul palco del festival dove ha presentato il brano Cosa resterà.

Irama, questo il titolo del primo progetto discografico del cantante uscito lo scorso 12 febbraio, unisce efficaci ballate d’amore, canzoni auto ironiche e generazionali (Non ho fatto l’università) e brani riflessivi come Per un poco di cash dove il cantautore si cimenta in un brano dal ritmo apparentemente scanzonato in netta contrapposizione al testo, un’intensa riflessione scritta dopo i tragici fatti avvenuti a Parigi.

Nel corso della nostra intervista Irama ha parlato della sua partecipazione al Festival di Sanremo, delle canzoni che compongono il suo primo album, dell’origine del suo nome d’arte e, perché no, anche delle piume che indossa e che non sono semplicemente un vezzo estetico, ma un prolungamento del suo modo d’essere e di vivere.
Buona visione!

  
segui su: