Intervista a SUOR CRISTINA: “Sanremo? Mi piacerebbe molto cantare al Festival…” (e ci proverà!)

sister-cristina

Abbiamo raggiunto Suor Cristina per realizzare un’intervista nella quale facciamo insieme a lei il punto sul suo percorso artistico e umano: un confronto nel quale risponde ai rumors che la vedrebbero tra i big papabili per il prossimo Festival di Sanremo, raccontandoci con quale spirito affronterebbe il palco dell’Ariston.  Un’occasione per dire la sua anche sull’Eurovision Song Contest, evento che potrebbe guadagnarsi proprio grazie attraverso la partecipazione alla kermesse in scena il prossimo febbraio.

Spazio anche alle emozioni vissute dopo la vittoria a The Voice, agli aspetti del successo che l’hanno leggermente destabilizzata e alle sue passioni musicali, tra le quali quella per Mika e per alcuni nomi della scena musicale italiana con i quali duetterebbe molto volentieri…

Benvenuta Cristina, dopo la vittoria a The Voice la tua attività musicale è stata sicuramente dettata più dai tuoi ritmi che non dalle logiche dello showbiz. Hai dichiarato di aver sofferto la mancanza di privacy e di essere stata comprensibilmente destabilizzata dall’ondata di popolarità.

Oggi come la vivi? Hai imparato a convivere con gli effetti collaterali del successo?

Effetti collaterali del successo? Non la metterei così drastica! Gesù e il Papa che dovrebbero dire… (ride ndr) Scherzo! Ammetto che inizialmente è stato un meccanismo strano e nuovo da gestire e soprattutto da capire. Che potrà mai interessare ai fotografi se vado a fare la spesa e cosa compro al super mercato..? Erano ovunque! Per il resto non considero mio questo successo, ma solo del messaggio che la musica ha portato in tutto il mondo. Devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino e che son state bravissime a creare ordine intorno a me.

Tu hai trionfato alla seconda edizione di The Voice, mentre alla terza non hai partecipato come ospite (cosa che hai fatto invece nella versione francese) È stata una tua scelta?

Semplicemente non c’è stata occasione… mentre mi ha fatto molto piacere poter partecipare a The Voice France, conoscere Mika che seguivo anche in Italia e rivivere tutte le belle emozioni che hanno caratterizzato il mio scorso anno.

Il tuo primo disco – Sister Cristina –  è stato una sorta di passaggio tra quello che hai mostrato a The Voice – con le molte cover – e quello che vuoi comunicare in musica attraverso i primi inediti. Immagino che tu abbia una gran voglia di proseguire con nuovi brani, è così?

Si, non vedo l’ora di poter affrontare nuove tematiche e ho tanta voglia di farlo attraverso la musica.

Ascolteremo pezzi scritti interamente da te? Hai del materiale già pronto? Quando potremo ascoltare qualcosa di nuovo?

Sì, ho dei brani pronti che ho realizzato grazie all’aiuto di professionisti. Quando? La verità è che non lo so neanche io!!  (ride ndr)

Qual è il luogo dove ti senti più a tuo agio per scrivere?

Preferisco scrivere in camera mia o all’aperto dove il contatto con la natura e quello che ci circonda diventa fondamentale.

BLESSED BE YOU NAME – SUOR CRISTINA – VIDEO

Se dovessi scegliere un personaggio come spunto per una tua canzone, oggi chi sceglieresti? Perché?

Non sceglierei forse un personaggio… Mi piace prendere spunto dalla strada o dalla metropolitana per esempio! Si incrociano tantissime realtà diverse contemporaneamente, proprio come il mondo in cui viviamo.

I rumors ti vedono pronta a partecipare al prossimo Festival di Sanremo. La stessa cosa accadde l’anno scorso, per poi scoprire che non avevi presentato alcun brano. Quest’anno rientra realmente nei tuoi piani?

Mi piacerebbe molto cantare al Festival della Canzone Italiana! Per adesso ti dico solo questo!!

Ragionando a livello puramente teorico, il Festival di Sanremo potrebbe aprirti le porte alla partecipazione all’Eurovision Song Contest. Un evento che simboleggia in musica l’incontro di culture diverse che potrebbe avvicinarsi molto alla tua “missione” musicale. Lo segui? Ti sentiresti a tuo agio in un contesto simile?

Si, mi è capitato di vederlo. Penso sia splendido che esista un Festival in cui diverse nazioni multietniche portano la loro esperienza e la loro realtà in comune con le altre. Adoro che si faccia tutto questo attraverso la musica! Mi piace un po’ meno la questione della gara, a meno che non venga sempre vista solo come modo di poter partecipare a un bel momento interculturale come questo!

A livello di interpretazione, nei vari pezzi che hai pubblicato sinora si alternano un animo intenso e un’indole energica. Se avessi l’occasione di presentarti davanti ad una platea tanto vasta, quale credi sia l’attitudine migliore per veicolare il tuo messaggio?

Un animo intenso e un’indole energetica… (ride ndr) Nei momenti musicali che mi capita di vivere nei vari paesi del mondo, mi piace che le persone possano avere uno spazio per riflettere ma anche per ritornare tutti bambini: felici e spensierati! L’animo intenso non esclude l’indole energetica ma credo che questi aspetti debbano completarsi a vicenda.

Se volessi dare mai vita ad un duetto con un artista italiano, quale sarebbe il primo nome al quale penseresti?

Non riesco a citarne uno perché mi vengono in mente Elisa, Giorgia, Marco Mengoni e Nek. Artisti che apprezzo molto a livello artistico e stimo nelle loro doti e nel percorso musicale che attraversano.

Il Christian Rock è un genere semisconosciuto nel nostro paese (quasi un paradosso dato il legame tra la nostra cultura e la fede cristiana). In molti altri paesi ha dimostrato di non avere nulla di inferiore né come carica né come qualità al rock tradizionale. Cosa ne pensi?

Penso che il nostro paese dovrebbe essere più elastico ad accettare la musica cristiana e concepirla non soltanto come “musica di Chiesa o di ghetto” . In America ci sono cantanti e gruppi musicali di musica cristiana che riempiono gli stadi cantando l’Amore; artisticamente sono davvero fortissimi e suonano ad alti livelli, anzi ti invito ad andarti a vedere Horizonte Vivo Distante dei Rosa de Saron; è così che immagino l’inizio dei miei concerti e come loro voglio parlare di Amore, quello con la A maiuscola, senza nessun riferimento specifico, così che ognuno possa cantarlo a squarciagola e farlo suo nella forma che vuole!!

Qualche altra realtà che ti va di consigliare a chi volesse avvicinarsi a queste atmosfere?

Ah beh! Allora mi sfogo!! Consiglierei di ascoltare anche gli Hillsong United, un gruppo di musica rock cristiana originaria di Sydney, dei quali ho scelto un brano che ho inserito nel mio disco Sister Cristina…(trattasi di I surrender ndr).

Ecco, già che ci siamo colgo l’occasione per rispondere ad alcune critiche ricevute in merito al fatto di aver scelto un pezzo di questo gruppo, che fa parte della chiesa evangelica pentecostale australiana. Posso dire che tantissimi brani del Rinnovamento dello Spirito Santo provengono principalmente da loro e avendo fatto un’esperienza come quella del Brasile che mi ha arricchita sotto tutti i punti di vista, ogni musica che parla di Amore e/o di Amore per Dio, può solo essere un regalo per l’anima di ogni persona di qualsiasi orientamento religioso, soprattutto in una realtà nella quale si insiste tanto sullo scambio inter religioso. Le influenze degli altri non devono assolutamente spaventarci poiché la diversità completa e potenzia.

Un anno fa auspicavi un tuo incontro con Sua Santità Papa Francesco. È avvenuto? Ti va di raccontarcelo?

Si!!! L’incontro con Sua Santità Papa Francesco è stato indimenticabile: una stretta di mano sicura, uno sguardo intensissimo e una tenerezza disarmante. Gli ho consegnato la prima copia del mio primo disco chiedendogli di benedire il mandato speciale che ho vissuto meravigliosamente in quest’anno. Ho chiesto preghiere per me, per la mia famiglia religiosa e per tutte le anime che ne han bisogno.

Nei momenti liberi ti dedichi ai bambini dell’Asilo delle Orsoline, ho visto anche che hai cantato alla loro recita di Natale. Lo senti come un dovere o è un modo per restare ancorata alla realtà dalla quale non vuoi alienarti?

Se si agisce col cuore, nulla è un dovere! Canto a scuola, in parrocchia o sotto la doccia come in qualsiasi altro luogo o palco, perché sento di condividere e donare agli altri!

Da quando ti conosciamo hai sempre risposto alle critiche con un sorriso, c’è qualcosa che invece ti ha fatto davvero arrabbiare in questo periodo?

Ma va! Io non mi arrabbio mai!! (ride ndr) Non è vero… Le critiche dovrebbero essere costruttive. Diciamo che quando arrivano quelle distruttive che non aiutano a costruire, la miglior “arma” resta quella di sorridere e prenderne atto senza prendersela! Poi ci sono volte in cui è più facile e altre in cui lo è meno..

Nell’ultimo anno hai letteralmente girato il mondo. Quali saranno i prossimi impegni internazionali che ti vedranno protagonista? Puoi anticiparci qualcosa su quanto hai realizzato in Argentina o sull’uscita del disco annunciato in Brasile?

Ho tanti progetti in calendario e posso anticiparvi che a Dicembre avrò un mini tour benefico in Vietnam e stiamo cercando di concordarne un altro con la Caritas di Malta. Ce n’è uno molto bello per la scuola italiana in Australia di cui non ho però ancora informazioni precise. Ho in progetto di lavorare ad un disco per il mio adorato Brasile (previsto per inizio 2016 ndr) e tanti progetti come quello in Argentina di cui ancora non posso anticiparti molto.. Posso però dirti che sto vivendo delle esperienze così magiche e profonde che di certo resteranno sempre nel mio cuore e non potranno che produrre del bene.

Non ci resta che aspettare i frutti di questi progetti e di scoprire se realmente Suor Cristina sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Festival di Sanremo, palco dal quale potrebbe partire un nuovo percorso artistico e prova determinante per dimostrare di meritarsi a pieno merito uno spazio nella scena musicale italiana.

Una sfida coraggiosa combattuta sul campo della musica, che siamo certi porterà avanti con il suo immancabile sorriso e la forza di un pubblico che si è affezionato in breve tempo a lei: le “armi” con le quali dovrà affrontare i detrattori che l’aspetteranno numerosi al varco, guidati da chi l’ha ormai catalogata come fenomeno puramente mediatico per via del clamore e della visibilità che hanno avvolto il suo debutto in seguito alla partecipazione a The Voice.

Ringraziamo Roberta Giucastro di Universal Italia per la realizzazione dell’intervista.

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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