INTERVISTA a RKOMI: Io in Terra, “un viaggio tutto mio, brano dopo brano…”

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Oggi vi proponiamo un’intervista ad uno dei volti capaci di spiegare al meglio il successo che la musica trap sta avendo nel nostro paese. Lui è Rkomi e venerdì 8 settembre ha visto la luce Io in Terra, album che condensa la storia di un ragazzo che nell’arco di pochi mesi ha saputo raccogliere eccezionali consensi da pubblico e addetti ai lavori, diventando la promessa più concreta della scena attuale.

In pochi mesi Rkomi è riuscito a rendere cult la sua precedente produzione Dasein Sollen, a calcare numerosi palchi in tutta Italia e ad entrare in Roccia Music di Marracash.

Un sodalizio che ha portato a Io in Terra. 14 tracce distribuite e promosse da Universal che in poche ore hanno fatto propria la vetta della classifica degli album più venduti di iTunes.

Lo abbiamo raggiunto per parlare del disco e per sapere come ha affrontato questo percorso. Abbiamo trovato un artista carico di energia e tranquillità, componenti che coesistono solo in chi sa di aver fatto tanto e di averlo fatto bene.

Rkomi ha condiviso con noi le sensazioni di un momento musicale ed umano così importante. Vi proponiamo quindi il racconto di un nuovo modo di vivere le cose che si riflette nella sua musica. Una musica che porterà sicuramente il giovane verso importanti traguardi, forte di un talento cristallino e della serenità di chi davvero sa quello che sta facendo.

Rkomi

Rkomi

L’INTERVISTA

Nella titletrack Io in terra ripercorri le tappe di un anno fatto di enormi cambiamenti. Il tema del cambiamento – tra luci ed ombre – torna al centro di Mai più, singolo che ha anticipato l’album. Questo cambiamento più ti spaventa o più ti carica?

Sono stranamente non spaventato. Sono invece carichissimo e felice dell’uscita dell’album. Fiero delle scelte intraprese e delle persone di cui mi sono circondato.

Hai già quindi metabolizzato il grande cambiamento che c’è stato nella tua vita?

Sto ancora metabolizzando. A molte cose ci sono arrivato, per molte altre ci vorrà più tempo. È il bello di tutto questo.

Immaginando di prendere in mano una copia del tuo disco e guardarla… chi è la prima persona che ti senti di ringraziare?

Simone (dell’agenzia Thaurus ndr), il mio manager e la persona che mi è stata vicina al massimo sin dal primo momento. Direi lui.

Arrivi ad Io in terra con un carico di grandi aspettative, dovute anche ai molti apprezzamenti che hai ricevuto da artisti come Salmo e Calcutta, Gemitaiz  che hanno espresso pubblicamente enorme stima nei tuoi confronti. Come la vivi?

Ho lavorato molto e forse questo mi rende tranquillo nonostante percepisca queste aspettative. Nel disco c’è molto di me e questo mi rende sereno.

A differenza di molti tuoi colleghi sembra che tu sia quasi immune alle critiche. Si fa davvero fatica a trovare commenti negativi su di te. Sembri avvolto da un’inspiegabile aura di benevolenza. Non è strana? Come te la spieghi?

Sicuramente è strana. Sicuramente mi fa piacere. Forse non arriverò mai a capire il perché. Resta che è una grande soddisfazione, anche motivante. In realtà inizia ad esserci un po d’odio, ma la media rispetto ai miei colleghi è veramente bassa…

Credi che la differenza possa stare nel modo che hai di porti? Si percepisce la sicurezza, ma ti proponi sempre con un certo garbo…

Esatto anche se ultimamente questa cosa sta venendo un po meno. Capisco che posso sembrare pacato ed educato ma sto notando che riesco a mettermi in discussione solo nel momento in cui viene fatto anche dagli altri. Se mi accorgo di essere da solo a farlo non ci sto a fare la figura dello “scemo” ed è un attimo ridimensionare la persona che ho davanti. È una cosa molto brutta e superficiale, ma purtroppo inevitabile.

In passato non  hai nascosto un certo disagio dopo le prime esperienze live. Viste le date e i palchi che hai affrontato negli ultimi mesi direi che il problema è rientrato. Avevi sottovalutato la cosa? Ti mancava l’esperienza sul palco?

Non avevo esperienza e non mi sentivo pronto. Però sapevo che quei live andavano fatti. Senza quella gavetta e quei problemi non esisterebbe quella parte, che oggi posso dirti esiste ed è forte. Sono proprio affamato al riguardo.

Quale brano di Io in terra non vedi l’ora di proporre dal vivo?

Tutti. Hanno un’impronta difficilotta, qualcuno più, qualcuno meno. Forse l’unico meno azzeccato – ma solo per una questione di musicalità – è l’intro. Una sorta di monologo, una poesia. In realtà nella  testa ho una gran voglia di portare anche quello dal vivo…

Come racconteresti il tuo disco in poche parole?

Ogni traccia è un colore. Si tratta di un disco scritto di getto. Sono riuscito a semplificare un po la mia scrittura, nonostante io sia complicatissimo e fiero di esserlo. La complessità viene spesso vista male, in realtà è una ricchezza.

C’è stato un momento difficile durante la lavorazione del disco?

In realtà no. Ed è strano. Io sono sempre stato uno da blocchi. Dopo un tot canzoni, dopo un tot cose mi sono sempre bloccato. Non so spiegarti il perché ma in questo caso non ce ne sono stati. Probabilmente è dovuto al fatto che sto conducendo una vita motivante. Sto a posto, sto proprio bene e credo che questo influisca sulla parte scrittura e sulla parte ispirazione.

Sicuramente ha influito anche il contesto nel quale hai lavorato. Questo progetto è frutto del tuo ingresso nella famiglia Roccia Music e della direzione artistica di Marrakech.  Com’è stato lavorare con lui?

Marra è stato fantastico. Più che una direzione artistica è stato un continuo confronto. Io ascoltavo cose sue e soprattutto lui ascoltava cose mie. Molti ascolti, molte chiacchiere, molti “questo sì…questo no…” tutto molto semplice, tutto molto bello. Un bellissimo scambio di energie dalle quali sono nati i colori di queste canzoni.

Io in Terra è un disco sudato. In primis da me e da Marra, da Shablo, da Nebbia… ci tengo a sottolinearlo perché magari alla gente non arriva.

MAI PIÙ – RKOMI – VIDEO

A livello di featuring, data la tua storia e la tua vicinanza a molti artisti ci si sarebbe aspettati più collaborazioni. Ne troviamo solo due (Marracash e Noyz Narcos). Perchè?

Nell’ultimo anno ho già collaborato con tutti quelli che reputo più vicini a me. Non volevo ripetermi e volevo che il disco fosse molto improntato su di me. Con molti featuring lo avrei visto meno come un Mio disco.

Nella tracklist non troviamo Rossetto che, presentato l’inizio cantiere del disco, avevi annunciato come prima traccia ufficiale. Perchè questo ripensamento?

Per dare una linearità alla tracklist. C’è un viaggio nel disco, dalla prima all’ultima traccia. Lavorandoci si è fatto chiaro ogni passaggio, brano dopo brano. Rossetto come apertura, per quanto io sia legato al brano in sè, sarebbe stato una forzatura. Non mi è più sembrata una buona idea. Ho reputato Io in terra molto più coerente col tutto. Questo disco è un viaggio mio, brano dopo brano.

Con l’uscita del disco sarai impegnato in una serie di date Instore. Come vivi questo tipo di contatto col pubblico?

Ultimamente da Dio. Mi sono aperto molto e questo si riflette anche nel modo di vivere queste cose.

Ringraziando Rkomi per la disponibilità, vi ricordiamo che dopo l’uscita di Io in Terra sarà protagonista di un Instore Tour.

Ecco le date.

RKOMI – IO IN TERRA INSTORE TOUR

Rkomi

11 settembre Mondadori – Padova ore 15.00   Feltrinelli – Verona ore 18.00
12 settembre Galleria del Disco – Firenze ore 15.00   Discoteca Laziale – Roma ore 18.00
13 settembre Feltrinelli Stazione – Napoli ore 15.00   Mondadori – Salerno ore 18.00
14 settembre Feltrinelli – Bari ore 14.00   Feltrinelli – Lecce ore 18.00
15 settembre Feltrinelli – Genova ore 17.00
16 settembre Feltrinelli – Bologna ore 18.00
17 settembre Feltrinelli – Latina ore 17.00
18 settembre Feltrinelli – Palermo ore 17.00
19 settembre Feltrinelli – Catania ore 17.00
21 settembre Mondadori – Saronno (VA) ore 15.00   Mondadori – Brescia ore 18.00

 

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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