INTERVISTA a ELEONORA CRUPI: “Ho DueAnime e sto per cantarvele”

Photo di MICHELANGELO L. CECILIA Copyright: Massimiliano Longo per Edizioni Molecola

Eleonora Crupi ha partecipato ad Amici di Maria De Filippi  nel 2005-2006, quando il talent non era ancora prerogativa delle case discografiche, e allo stesso tempo lo show non prevedeva ancora la nascita di stelle del canto bensì di performer di musical.

Da allora ha portato avanti la sua carriera, ottenendo diverse soddisfazioni, e confermandosi come una delle interpreti uscite dal programma di Canale 5 di maggior talento, e con un’identità precisa e coerente.

Ha vinto Area Sanremo e duettato con Laura Pausini con Bastava, ha cantato contro l’omofobia con Perfetti, e fra qualche mese pubblicherà finalmente il suo primo progetto di inediti. Eleonora ha scelto proprio All Music Italia per svelarci il titolo del suo album e confessarsi in una lunga e profonda intervista…

Ciao Eleonora, allora, cercheremo di dividere la tua carriera in diverse tappe fondamentali. Ovviamente partiamo da “Amici di Maria De Filippi”, argomento su cui ti avranno chiesto ormai qualsiasi cosa, quindi vogliamo darti carta libera. Raccontaci tu quello che vuoi di questa importante esperienza…

È un’esperienza che ho rincorso ed inseguito con tutta me stessa.

Il canto era la mia passione ma non avevo avuto occasioni per prendere lezioni, però sentivo che era quello che volevo fare e quindi mi esercitavo da sola a casa… prendevo una canzone di una delle grandi voci, spesso erano di Giorgia o di Whitney Houston, e mi esercitavo finché non riuscivo a salire fino a prendere le loro stesse note.

Amici per me rappresentava una prima vittoria. Ho iniziato a fare i provini ancora minorenne ed ho fatto tutta quell’interminabile trafila per 3 lunghi anni. A Maria De Filippi e alla redazione devo essere rimasta impressa perché il terzo anno furono loro a richiamarmi per una sfida, e con quella sono entrata.

All’inizio non ero ben vista da tutti, alcuni non capivano il mio carattere, si chiedevano “Ci è o ci fa? “, la stessa Maria in una pausa pubblicitaria del serale avvicinò mia madre e glielo chiese: “Signora, ma Eleonora ci è o ci fa dica la verità ” mia madre inizio a ridere e le rispose: “Ci è… ci è!!! “.

Io al contrario di quel che pensavano alcuni ero tutt’altro che furba, mi comportavo naturalmente come se non ci fossero le telecamere, piano piano la gente ha iniziato a capirlo e per una settimana mi ha portato addirittura prima in classifica oltre a traghettarmi direttamente alla finale.

Avevo 19 anni ed avevo realizzato il mio primo sogno e lo vivevo così. Non avevo esperienza né nessuno che mi seguisse o consigliasse su cosa fare o non fare.

È stato il mio periodo di sana follia. Lo ricordo per quello che mi ha dato, mai per quello che mi ha tolto.

Quali sono gli artisti lanciati dal programma che più ti hanno colpito in questi anni?

Sicuramente Pierdavide Carone di cui adoro il modo di scrivere e che mi piacerebbe incontrare, lo trovo Geniale. 
Alessandra Amoroso ha sicuramente una marcia in più rispetto alle altre, canta benissimo, ci mette il cuore e ha questo timbro molto riconoscibile.

Poi mi piace la classe e alcune cose del repertorio di Annalisa Scarrone e, dopo averla ascoltata live, mi ha colpito molto Loredana Errore. Ha un modo di cantare viscerale… quasi fisico, sicuramente unico.

Ammiro la tenacia e la crescita costante di Valerio Scanu. È uno che merita di rimanere perché ha le spalle forti. Se avessi ricevuto la metà degli attacchi che ha ricevuto lui, spesso ingiustamente, non so se sarei riuscita a uscirne indenne come fa lui e nonostante le critiche il suo disco lo ha portato avanti e ha anche venduto bene.

Tornando indietro negli anni sicuramente Amara (Erika Mineo), che è anche una delle mie migliori amiche, meriterebbe di arrivare al successo. Ha un modo di comporre fantastico e un timbro caldo che non ho sentito in altre voci italiane.

Come sei arrivata ai Musical, “Lungomare” e “Ad un passo dal sogno”?

In entrambi i casi mi ha voluto Maurizio Costanzo, un uomo per cui provo un grandissimo affetto. Era sempre attento a tutto, se qualcuno di noi stava male alzava il telefono e si informava di ogni cosa che accadeva. Sono state due esperienze che sicuramente hanno arricchito il mio bagaglio artistico e umano, il teatro è fatto di studio ma anche d’improvvisazione per problemi dell’ultimo minuto e diciamo che, soprattutto nel secondo spettacolo, di questi momenti non ne sono mancati.

Platinette. Parli spesso di lui, che rapporto vi lega?

Al di là di Amici ho avuto modo di conoscerlo meglio nel lunghissimo tour di Ad un passo dal sogno.

È una persona con un cuore enorme ed un professionista geniale nel fare tv e nel riempire la scena col suo carisma, meriterebbe molto più spazio di quello che gli viene concesso. E poi ha un enorme cultura musicale… passerei delle giornate intere insieme a lui solo per apprendere da lui come una spugna. Recentemente abbiamo anche cantato insieme.

Uno dei miei sogni è un tour con lui che ripercorre la storia e gli aneddoti delle grandi dive della musica italiana ed io che con umiltà al suo fianco provo a mio modo a render loro omaggio ricantandole.

Lo confesso, vorrei essere presa per mano da Mauro e guidata nel percorso artistico che ho intrapreso.

Nel 2009 su etichetta Poci One lanci il tuo singolo “Negroni”, un brano fresco, ironico e certamente diverso da tutto ciò che si è sentito cantare dai tuoi colleghi di talent in quegli anni. Come è nato questo brano?

Ero in macchina con quello che poi sarebbe diventato il mio manager e lui ascoltava questi provini di cantautori che gli erano stati spediti. Ad un certo punto parte questo pezzo che inizia con “Non mi ricordo niente dovuto probabilmente ad un eccesso di Negroni nel mio digerente… ” appena ho sentito questo attacco mi sono innamorata della canzone, che era scritta e cantata da Alfredo Serafini, un cantautore romano che ritengo tra i più bravi che abbiamo in Italia. Io e Massimiliano abbiamo fatto carte false per convincerlo a cedermela perché vi era molto legato… ma alla fine è stato contento del risultato.

La sua versione era molto pop-rock, io con Umberto Iervolino, che ha prodotto il pezzo, ho preferito dargli una chiave più elettronica, quasi dance, perché in quel momento credevo fosse giusto presentarmi così. Oggi sicuramente la inciderei e canterei diversamente.

Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 lasci la tua etichetta e succedono cose molto importanti per il tuo percorso… Per prima cosa incidi un brano di Niccolò Agliardi, “Bastava”, che presenti ad Area Sanremo. Il brano ti fa vincere la manifestazione ma non ti porta sul palco dell’Ariston, ci racconti come è andata?

Niccolò un giorno mi invita a casa sua e mi fa sentire questo brano, che per l’appunto era Bastava, in una versione cantata da lui. Rimango folgorata. Rivedo in ogni parola la storia d’amore che mi sono lasciata alle spalle. Lui mi dice “Provinala, fammi vedere come la fai…“.

Qualche giorno dopo gliela porto a sentire e lui se ne innamora e questa volta mi dice “Presentala a Sanremo “.
 Così mi iscrivo ad Area Sanremo, supero tutte le selezioni, arrivo in finale e vinco la manifestazione, questo nonostante l’ostracismo nei miei confronti di una soubrette che era in giuria e a cui proprio non stavo simpatica e non voleva firmare e convalidare la lista dei vincitori.

Arrivano quindi Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi a scegliere quali brani portare a Sanremo e viene deciso di affidarsi al brano Un pezzo d’estate di Gabriella Ferrone e a Roberto Amadè. La delusione è tanta, ma non mi do per vinta e ripresento il brano nel regolamento standard per Sanremo… anche qui supero tutte le selezioni e su oltre mille brani arrivo nei 50 finalisti. Vengo riascoltata all’Auditorium della Rai di Roma. Ricordo perfettamente la scena con Morandi che cantava a memoria la mia canzone ma, nonostante questo, il brano non viene ugualmente scelto nemmeno questa volta.

È stato sicuramente un peccato, ma la vita e la musica va avanti… non sta a me esprimere dei giudizi, la gente le canzoni dei giovani di quellanno le ha sentite o può andarsele ad ascoltare su YouTube e farsi un idea se Bastava meritasse o no quel palco.


In ogni caso grazie a Laura Pausini questo brano ha avuto la visibilità che meritava.
 Come ha dichiarato più volte Laura nelle interviste quando è uscito il suo album che la conteneva, Bastava è una canzone di due bravissimi autori (Agliardi e Massimiliano Pelan) che due interpreti hanno cantato, una di queste sono io; per questo a fine anno conto di farla tornare a casa e inserirla nel mio disco con un nuovo arrangiamento… è un pezzo emotivamente importantissimo per la mia carriera e anche per la mia vita personale.

Nel 2011 vieni selezionata da Maria De Filippi, Platinette e Mara Maionchi, su oltre 60 cantanti partecipanti delle vecchie edizioni di “Amici”, come una delle più meritevoli nel concorso “Io ci sono”, dove presenti nuovamente un brano di Niccolò Agliardi, “Perfetti”, una canzone che parla dell’amore tra due ragazzi di vent’anni. Come mai questa scelta e non quella di un tuo brano inedito?

Mi hanno convinto il mio manager e Niccolò Agliardi a presentare questo pezzo. Io all’inizio pensavo di presentare per l’appunto un mio inedito. Oggi posso dire che avevano ragione loro. Ho sempre amato questa canzone, perché tratta di un amore gay con delicatezza, garbo e sensibilità. E sopratutto lo tratta per quello che è, nient’altro che “semplice” amore. Che poi è tutto all’infuori che semplice come tutti i grandi amori.

Ma la bellezza di questa canzone sta proprio in questo, tutti hanno provato quelle sensazioni e, nonostante sia esplicitamente una canzone che parla di un amore tra due uomini, chiunque può rispecchiarsi in lei… controprova che in amore non esistono differenze. La diversità è solo un concetto ignorante che l’uomo ha generato per paura ed arroganza.

Niccolò penso mi comprenderà se dico che ormai dopo tanti anni sento questa canzone un po’ “mia”.

Il tuo percorso si è spesso legato negli anni passati a quello di Agliardi, che rapporto avete?

Siamo amici. A volte ci sentiamo via sms o telefono per sapere come va. Lo stimo come persona e come artista e gli sono grata per avermi affidato dei brani così belli.

Lui è uno schietto e diretto, non è facile ricevere complimenti da parte sua. So che apprezza le mie doti interpretative. Una volta mi disse “se ti applichi con tanta tenacia potresti diventare la nuova Fiorella Mannoia “… sapendo quanta stima prova per Fiorella Mannoia, capirai che un complimento del genere ti arriva addosso in tutta la sua bellezza, ma ti genera anche un senso di responsabilità molto grande.

Per un certo periodo ho avuto paura di deluderlo, volevo essere quello che lui vedeva in me, ma la vivevo male perché so che devo studiare, applicarmi, assorbire come una spugna, ma devo anche rimanere coerente con quello che sono… cioè una giovane donna dalla grande sensibilità ma che convive con la sua follia interiore che alterna malinconie a stati di euforia quasi adolescenziali.

Voglio essere apprezzata per quello che canto e per come lo faccio. Penso che noi cantanti dovremmo parlare il meno possibile. Rischiamo solo di togliere pathos alla musica a volte. In ogni caso Niccolò mi ha dato e insegnato tanto, io lo ritengo il “mio” Ivano Fossati.

Ora penso di dover dimostrare io qualcosa a lui e spero di riuscire a farlo e, forse, quel giorno le nostre strade artistiche torneranno ad incrociarsi e sono convinta che nascerebbero delle belle canzoni.

Da “Perfetti” in poi non hai mai nascosto le tue battaglie su Facebook contro l’omofobia, tramite post, messaggi, video… qualche mese fa hai addirittura fatto guerra pubblicamente ad un gruppo omofobo facendolo chiudere. In un paese come l’Italia, non hai paura di ricevere critiche per questo?

No. Nessuna paura.
 Io sono stata cresciuta così. Non vedo la diversità, anzi, a volte se la scorgo la trovo un valore aggiunto. Penso sia ora di smetterla di nascondersi e di far finta che non esiste un problema, basta vedere quello che sta accadendo in Russia in questi mesi, ma non solo.

Ogni giorno c’è un giovane ragazzo/a che vive male la sua vita, che pensa al suicidio e, purtroppo, a volte arriva a questo gesto estremo… e tutti sembrano dimenticarsene finché non succede qualcosa di terribile. No, io non ci sto… non bisogna aspettare che succeda il peggio, bisogna parlarne e farlo ora!

Se qualcuno pensa che essendo una cantante io non possa avere una mia sensibilità che mi spinge a gridare che l’omofobia è una malattia dannosa e ignorante che va combattuta duramente, beh, quel qualcuno non ha capito nulla di me e lo invito a seguire alcune mie colleghe che usano Facebook solo per pubblicizzare il loro singoli/video etc etc.

L’unica nota di rammarico che ho è che le associazioni gay hanno ignorato il brano anziché trovare il modo di utilizzarlo, io mi sarei messa a completa disposizione perché credo che questa sia una canzone con un testo che può aprire molte menti, me lo dimostrano i commenti su Facebook e le mail private che ricevo. Invece nelle manifestazioni per i diritti gay si preferisce sempre puntare su brani “leggeri” come Comprami per fare un esempio a caso, ed io questa cosa fatico a comprenderla onestamente.

Per questo uso voi per lanciare un ennesimo appello all’Arcigay e a tutte le associazioni che difendono i diritti degli omosessuali: Io e Perfetti  siamo qui al vostro servizio se lo riterrete utile.

Il 2011 si conclude con una grande sorpresa per te. Laura Pausini, che ha re inciso la tua “Bastava” nel suo disco “Inedito”, dopo aver elogiato pubblicamente le tue doti, ti invita a cantare con lei nel suo concerto al Forum di Assago il 26 dicembre. Che rapporto avevi con la musica di Laura e come è stata questa esperienza?

Ho sempre seguito la carriera di Laura Pausini. Lei è la numero uno in Italia e non serve certo che venga a ribadirlo io. È una che ha “due palle così”. Ha studiato nel corso degli anni per migliorarsi, ha imparato un sacco di lingue per essere in grado di comunicare col suo pubblico in qualsiasi parte del mondo. Non ne esiste un’altra come lei in Italia, né vedo sue possibili eredi all’orizzonte.

Ci sono alcune sue canzoni che amo moltissimo. La mia preferita tra tutte è Mi tengo ma ce ne sono un sacco di altre che canticchio spesso.

Duettare con lei, l’ho detto spesso, è stato un momento unico e indimenticabile della mia carriera. 
È stata dolcissima, mi ha messo a mio agio. Ed io nonostante mancassi da un palcoscenico da oltre un anno ho cercato di vincere le mie paure e il mio poco allenamento restituendole quel che potevo su palco e penso di esserci riuscita.

Non ho voluto strafare né prendermi uno spazio che non era il mio, era il suo concerto, la gente era lì per vedere lei… io ho voluto semplicemente starle accanto.

Mi sono divertita ed emozionata, poi il pubblico di Laura è unico… mai visto dei fan così. La amano, amano la musica, hanno grande rispetto per tutto quello che riguarda la musica e sono spinti da un enorme passione. Mi hanno conquistata e spero di aver conquistato anche solo qualcuno di loro in quell’occasione. Non so se le nostre strade si incroceranno ancora, mi piacerebbe chiederle dei consigli, farle ascoltare i miei brani, ma so anche che il suo calendario è decisamente più pieno del mio :)

Sempre nel 2011 presenti a Sanremo Social il brano “Questa sono io”, scritta per te da Alfredo Serafini che già aveva firmato “Negroni”. In pochi giorni il video della canzone diventa uno dei tre più visti tra quelli degli aspiranti cantanti che si sono candidati al Festival, il brano però non viene preso nemmeno questa volta. Cos’è per te Sanremo e perché è così difficile arrivarci per un artista?

La risposta più ovvia. Sono solo 8 posti che si contendono migliaia di persone. A volte arrivi col pezzo giusto l’anno sbagliato, altre volte con quello sbagliato nell’anno giusto.

Qualcuno mi dice che sono un po’ ingenua a pensare che sia tutto così pulito. Ma io onestamente non voglio preoccuparmene, il mio lavoro è cantare, non posso anche riempirmi la testa di questi pensieri.

Continuerò a tentare di arrivare a quel palco finché avrò dei brani che troverò adatti, mal che vada un giorno pubblicherò un disco e ci appiccherò sopra l’adesivo “Contiene tutti brani scartati a Sanremo “ :-)

Ad ottobre del 2011 vivi quello che definisci il più bel dono che la vita ti ha dato. Nasce infatti tua figlia Beatrice. Dopo questo evento decidi di allontanarti per un lungo periodo dalla musica. Com’è stato questo momento?

Faticoso ma bellissimo. In passato mi avevano detto che per un problema alle ovaie forse non avrei potuto avere figli, quindi per me Beatrice è stato un miracolo. Ho deciso di concentrarmi su di lei e mettere in un angolo la musica per un po’. È stata una scelta voluta e dovuta. Lei in quel momento era la mia priorità. E lo è ancora.

Torni sulle scene sul finire del 2012 e lo fai con una lunga lettera di sfogo su Facebook che, in poche ore, fa il giro del web e finisce anche su TgCom. Uno sfogo molto lucido in cui ti sei anche messa seriamente in discussione. Cosa ti ha spinto a farlo?

Ho avuto molto tempo da passare con mia figlia assaporando le cose belle e genuine della vita. Questo mi ha spinto a guardare con occhi più lucidi tutto quello che mi circondava ed ho avuto una crisi di rigetto verso tutto quello che ruotava attorno alla musica. Ero arrabbiata perché vedevo il mio percorso, ricordavo i complimenti di gente che di musica ci capisce come per esempio Platinette e Paolo Giordano che mi hanno sempre sostenuta, e non capivo perché arrivavo sempre ad un passo dalle cose ma poi mi sfuggivano come sabbia tra le dita.

Sono un istintiva, così ho deciso di scrivere questo lungo sfogo fregandomene che per qualcuno sarei potuta sembrare una che faceva la “vittima”. Io ne avevo bisogno, era il mio modo per ricaricarmi e mi è servito. Inoltre dovevo delle risposte alle persone che avevano continuato a sostenermi fino a quel momento.

Ho voluto infrangere quel muro di finzione in cui devi sempre dire che “tutto va bene e che stai facendo mille cose ed hai mille progetti in cantiere che non riveli per scaramanzia ” quando in realtà sei a casa a non far nulla. Onestamente non credevo che avrebbe avuto tutta questa rilevanza. Mi ha fatto piacere ricevere messaggi di stima da tante persone, uno tra tutti Paolo Giordano de Il Giornale, un uomo che stimo molto.

A fine 2013 hai cambiato produzione affidando tutto al tuo manager e inizi a lavorare al tuo album in uscita a fine del 2014. Cosa dobbiamo aspettarci?

Ad un certo punto dopo quello sfogo abbiamo deciso di fare tutto da soli senza preoccuparci di logiche di mercato e senza condizionamenti.

CI siamo dati un anno per preparare il disco, tutto il 2014 affidandoci alla produzione artistica di Tony Pujia che tra gli altri lavora con Samuele Bersani, un professionista umanamente e artisticamente eccelso.

Il disco prende forma… c’è una ballata molto commovente scritta da Gigi Giancursi dei Perturbazione insieme a Giovanni Bruno, c’è un regalo immenso della mia amica Laura Bono, grandissima persona, artista e rocker; penso ci saranno un paio di brani scritti da me, qualcosa di Alfredo Serafini (che da poco è diventato papà e con cui ci siamo persi di vista ma che spero abbia voglia di scrivere ancora per me perché trovo la sua scrittura di una poetica unica in Italia)… 
Ho anche deciso di chiedere dei pezzi a dei giovani autori di Muovi la musica, l’associazione “salva musica” fondata da Alberto Salerno… ne ho ricevuti tantissimi e sto cercando di ascoltarli tutti con la dovuta calma che meritano. Ne ho già individuati un paio che mi piacciono molto.

E poi nonostante le (solo) apparenti “diversità” è nata una splendida sintonia con Romina Falconi, un’artista che si è sudata tutto quello che ha ottenuto, un po’ come me, e che ultimamente ha pubblicato due EP, secondo me bellissimi e al passo coi tempi, che dovete assolutamente acquistare. Con lei abbiamo già dato vita ad un brano che considero un piccolo gioiellino che arriva come un pugno nello stomaco… ma conto di incontrarla presto perché ho voglia di scrivere con lei. Sento che è la persona giusta. Ha questo modo di scrivere senza freni, viscerale… lo senti che mentre compone si strappa l’anima e la trasforma in musica. Il suo è un dono immenso.

In ogni caso tornando al disco sarà particolare, probabilmente, e lo dico per la prima volta, si chiamerà “DueAnime“. Ci sarà un motivo specifico per questo titolo, che solo quando il disco uscirà sarà chiaro.

Come vedi ci sono tante cose in pentola… ma non voglio fretta. È il mio disco. Non voglio sbagliare nulla né lasciare nulla al caso visto il momento di crisi nera della discografia italiana.

Quando lo avrò tra le mani andremo a bussare alle discografiche italiane e, anche se so che non vivono un bel momento, spero almeno mi ascoltino. Ti confesso che per come lavorano e per l’impegno che mettono nei loro progetti mi piacerebbe molto che mi aprissero la porta alla Carosello Records per esempio, ma non è sicuramente l’unica. Nel frattempo sto partecipando al Tour Music Fest perché in me rimane immutata la voglia di rimettermi sempre in gioco come se fosse il primo giorno.

Ti definisci innanzitutto un interprete. Da chi vorresti ricevere un brano?

In primis Ivano Fossati che recentemente ha dichiarato di volersi dedicare ai giovani. Ecco non voglio apparire presuntuosa ma credo che un suo pezzo sarebbe un grande regalo e che anche lui rimarrebbe soddisfatto del risultato.

Poi oltre a quelli che ho già citato, e con cui ho già collaborato in passato, mi farebbe piacere ricevere un pezzo da miei amici, i Ministri, che sono davvero bravissimi… una canzone da Pierdavide Carone… un brano da Tiziano Ferro e uno da Ligabue, anche se questi ultimi due li trovo al momento un po’ delle “mission impossible”. Ah, mi piacerebbe molto poter fare un featuring in un pezzo di Emis Killa. non lo conoscevo molto bene ma poi mi hanno regalato il cd e… è davvero bravo. Punto.

Chiudiamo con qualche domanda tra quelle che alcuni tuoi fan ci hanno inviato…

Luca Senatore chiede: “Hai pensato ad una data per incontrare il tuo fan club?”
Ci stiamo pensando. Voglio farlo però quando potrò farvi sentire in anteprima un po’ di canzoni per sapere cosa ne pensate.

Eleonora Magico chiede: “Hai ancora contatti con Rita Comisi? Se sì avete pensato di poter fare qualcosa insieme visto che siete due belle voci?”
Con Rita ci siamo risentite quando anche lei è diventata mamma. È una gran voce ma a dir la verità non abbiamo mai pensato di far qualcosa insieme.

Zecchi Antonacci chiede: “Dove ascolti le canzoni che ti mandano? Hai un posto tutto tuo dove farlo con intimità?”
Sì. Il divano di casa mia. Spengo le luci, mi ci sdraio, metto le cuffie, accendo qualche candela e mi lascio trasportare dalle note.

Grazie per la disponibilità Eleonora e per la voglia di condividere che, credimi, non hanno tutti gli artisti che ci capita di intervistare.

Grazie a voi, è stato un piacere immenso.

Sostieni la Musica Italiana e AllMusicItalia acquistando la copia originale dei singoli di Eleonora Crupi in formato digitale su iTunes o su Amazon.

Photo di MICHELANGELO L. CECILIA
Copyright

  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
segui su: