INTERVISTA a GIUSEPPE ANASTASI: “Una bella canzone attinge a piene mani dalla vita reale”

Giuseppe Anastasi

E’ un momento d’oro per Giuseppe Anastasi. Dopo anni in cui ci siamo limitati ad ascoltare le sue composizioni cantate da altri artisti, ora l’artista si è messo in gioco in prima persona nelle vesti di cantautore con il brano 2089, canzone che sta ottenendo un buon riscontro da parte dei media.

Ma non solo, infatti potremo vedere Giuseppe anche in televisione visto che quest’anno sarà uno degli autori presenti nella nuova edizione di Amici di Maria De Filippi.
Visto questo momento di grandi cambiamenti lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più.
Buona lettura.

Ciao Giuseppe, come mai hai deciso di esordire in prima persona e di pubblicare 2089?

E’ un’esigenza comunicativa. Avevo bisogno di comunicare in maniera diversa rispetto a come il pubblico conosceva le mie canzoni. Tutto nasce da un bisogno di dire delle cose. I live li ho sempre fatti. In pratica ho messo il live in un disco. 2089 è una canzone che mi piace ed è un tentativo di farmi conoscere con brani diversi rispetto a quelli per cui il grande pubblico mi conosce che sono canzoni più romantiche.

In 2089 abbiamo avuto la conferma che risulti credibile anche come cantautore. Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto decidere di proporti in questa nuova veste?

In tanti mi stanno dicendo che sono credibile e mi fa piacere, ma in realtà sono semplicemente me stesso. Mi piace scrivere e mi piace insegnare e ho dedicato tutta la mia vita a queste due passioni. Dopo ogni live in tanti mi chiedevano di uscire con un progetto discografico e così ho deciso che questo era il momento giusto anche se non è stato facile, non sono abituato.
Quando ho girato il video ero imbarazzatissimo e anche quando l’ho visto, ma poi mi sono reso conto che era vero quel che dicevano, mi sentivo credibile e coerente con quello che dice la canzone. Quindi mi sono detto ‘perchè no? Facciamolo uscire!

Quanto questi anni di insegnamento e confronto con i ragazzi ti hanno aiutato a crescere e a diventare consapevole dei tuoi mezzi?

Paradossalmente quando si insegna si impara tanto. I ragazzi ti danno tanti spunti dal punto di vista umano e professionale. Scrivere è una conseguenza del vivere e il confronto con i ragazzi mi ha aiutato. Dopo aver analizzato i loro pezzi mi chiedono spesso di far ascoltare miei brani che non sono i classici La Notte o Controvento. Così succede che prendo la chitarra e faccio ascoltare qualcosa di mio che ho nel cassetto e dal quel momento il rapporto cambia: capiscono che si possono fidare non solo dell’insegnante, ma anche dell’artista. La credibilità non è altro che la consapevolezza di quello che si fa. Ho quarant’anni e oggi sono pienamente consapevole di ciò che faccio.

Giuseppe Anastasi

Sono passati vent’anni dalla prima volta che sei entrato al CET. Quali sono state le parole più importanti che Mogol ti ha detto da quando hai iniziato il percorso nella sua scuola?

Mogol mi ha insegnato tutto quello che so. Un po’ di mio già lo avevo, ma stando con il maestro si impara tanto e ogni giorno. Mi ha dato la forza di credere in me stesso e mi ha fatto capire l’importanza di studiare sempre. Infatti ora quando esce un nuovo disco cerco di cantarlo, ascolto i testi con attenzione e poi ne parlo con i ragazzi. In questi giorni sto analizzando il nuovo di Caparezza.
Il talento di base ce lo possiamo avere tutti e poi sono la volontà e lo studio che fanno la differenza e ti fanno credere in ciò che fai.

Qual è il segreto per scrivere una bella canzone?

Non ci sono segreti. Una bella canzone è quella che attinge a piene mani dalla vita. Le canzoni ti raccontano quello che già sai, ma che hai bisogno di sentirti dire. Le canzoni sono degli almanacchi nella memoria di ognuno. Quando racconti una storia in una canzone, sai che qualcuno ha già vissuto quel momento e ascoltandola gli ricorderà per sempre un momento della vita. Alla fine le canzoni sono come degli album, non fotografici, ma uditivi. Non li vedi, ma li senti.

Quando uscirà il tuo primo disco da cantautore? Ci puoi già svelare qualcosa?

Questa è una sorpresa anche se 2089 già può dare delle indicazioni. Per il momento posso solo dirti che il disco uscirà a gennaio e ci saranno 11 tracce. E’ ancora in lavorazione, ma verranno trattati diversi argomenti…

Ci saranno delle collaborazioni o duetti?

No, no, nessuna collaborazione. Saranno 11 inediti e canterò solo io. E’ la prima volta che faccio un disco e ci tenevo a creare qualcosa di mio e soltanto mio.

 

Foto di Marta Lispi

 

  Musicista, speaker e direttore artistico di Radio Due Laghi e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali