INTERVISTA a DENNIS FANTINA: “The Voice mi ha chiamato e io ho accettato per ritrovare visibilità” (VERSIONE INTEGRALE)

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Venendo a questa tua nuova avventura a The Voice of Italy. Il talent di Rai 2 è molto diverso dagli altri, per tanti motivi. La scorsa settimana ad esempio abbiamo visto Chiara Iezzi, che ha fatto molto scalpore…

Aspetta, devo ancora andare in onda io, magari faccio più scalpore (ride, ndi).

Staremo a vedere! Dicevo che è un talent diverso perché apre le porte anche a chi ha già avuto esperienze importanti nel mondo della musica. E a dir la verità non ce la vedo Chiara Iezzi a telefonare al centralino di The Voice per fare il provino, sarà stata chiamata, no?

Non lo so se è stata chiamata. Posso dirti che io sono stato chiamato, per due anni.

Questa è una notizia inedita! Come mai non hai partecipato lo scorso anno?

Non ho partecipato perché innanzitutto io non seguo la televisione italiana, e di conseguenza non seguo The Voice e non so come funziona. Ero appena rientrato dopo 8 mesi a Sharm, durante i quali non avevo visto la mia famiglia e avevo perso tante cose. Sinceramente non mi andava di stare via altro tempo e non passarlo con loro.

Tutto questo non sapendo che non c’è l’obbligo di rimanere là. La prima parte del programma, come è noto, è registrata. Ad esempio il provino della blind audition l’ho sostenuto un mese fa, l’8 febbraio per la precisione.

Quest’anno invece hai preso “il treno”, rischiando anche parecchio mi verrebbe da dire, e con coraggio. Cosa ti ha spinto ad accettare l’invito di The Voice?

Nel mio lavoro è fondamentale la visibilità. Ne avevo bisogno per lavorare e mi sono rimesso nuovamente in gioco. Io non posso dire che vivo di musica, semmai sopravvivo di musica. Sai, partecipare ad un programma di questo genere significa che in estate invece di fare 20-25 concerti ne fai… 50? 60? Poi ovvio, dipende da come vanno le blind.

Proprio qui ti volevo. Chissà se sei riuscito a passare oppure no il primo step…

Io lo so! Ma non posso proprio dirlo (ride, ndi).

Si può sapere almeno cosa hai cantato?

Neanche. Ti posso dire però che il brano è in italiano e lo hanno scelto gli autori. Io avevo portato 14 pezzi ma alla fine mi è stato chiesto di cantare un altro brano. Un pezzo che non è nelle mie corde e non mi piaceva. Non che sia brutto ma non lo sentivo bene addosso a me, però non volevo fare la parte dell’artista rompiballe, quindi ho accettato di cantarlo, ho scelto di esibirmi fra gli ultimi provinati e… il resto lo vedrete in tv!

Cosa ne pensi dell’audizione di Chiara Iezzi?

Non mi è piaciuta come al solito. Lei canta sempre bene ma non era precisissima, poi guarda, non so come mi sarei comportato fossi stato nei panni dei giudici. Siam sempre là, come la musica anche le vocalità colpiscono la soggettività. A quanti ad esempio piace la voce di Marco Mengoni e a quanti non piace?

A te piace?

Mi piacciono le canzoni che canta, non mi fa impazzire come le canta. Però ad esempio Guerriero mi piace un casino e la canta nel modo che a me piace. Mi prefiguro la scena di me in giuria, girato di spalle, arriva Marco Mengoni e canta uno dei suoi pezzi, probabilmente non mi girerei, per una semplice questione di gusto personale. Nel caso di Chiara Iezzi parliamo del gusto di 4 persone su tot milioni di italiani.

E tra l’altro due, Noemi e Piero Pelù, non si sono neanche girati. Parlando proprio dei giudici, conosci qualcuno di loro al di fuori del programma?

In questo mondo ci si conosce un po’ tutti. Tramite la mia esperienza a Radio Italia, a parte Noemi che non conoscevo, avevo già incontrato tutti. J-Ax tra l’altro ha scritto un pezzo per me.

Mi cogli alla sprovvista, non ne ero a conoscenza!

Sì, ha scritto il testo di un brano del mio terzo album (Buone sensazioni del 2007, ndi). Si intitola Pagherai ed è un gran bel pezzo.

Arriva una domanda canonica. Cosa ne pensi della vincitrice della scorsa edizione, Suor Cristina?

Non ho un’opinione e non voglio avercela (ride, ndi). L’ho vista solo una volta, per caso.

Ti saresti girato per lei?

Bah… forse mi sarei girato perché non cantava male.

Chiudo l’intervista riportandoti l’opinione di molti nostri lettori, lamentatisi per la scelta di far partecipare al programma te e la Iezzi. Secondo loro i talent dovrebbero essere un’occasione per voci nuove, emergenti e non una sorta di Music Farm 2.0. Cosa rispondi a queste critiche?

Rispondo per me. Non mi sono posto il problema perché sono stato contattato. In ogni caso posso dirti che il programma non richiede che una persona sia o meno conosciuta ma soltanto che sia un cantante e che abbia dai 16 (mi sembra) ai 60 anni, e che in altre versioni all’estero del talent ogni tanto sono saliti sul palco cantanti già conosciuti, è un aspetto di questo programma in particolare non di tutti i talent. Quindi perché far polemica?

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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