X FACTOR nobilita VERONICA MARCHI o VERONICA MARCHI nobilita X FACTOR?

veronica marchi

Ieri sera nella seconda puntata di audizioni di X Factor in onda su Sky è arrivata sul palco una ragazza con la sua chitarra ed ha intonato Walk dei Foo Fighters.
Esibizione intensa, perfetta, vissuta. Talmente bella che ha scatenato la standing ovation del pubblico presente in sale e commosso i giudici del programma. Quattro sì.
Tutto regolare insomma, tutto nella norma.

Se non fosse che quella ragazza si chiama Veronica Marchi ed è una cantautrice, classe 1982, il cui talento è stato riconosciuto dal pubblico (quello più attento, quello che va a cercare la musica e che non aspetta che gli sia servita su un piatto dalla tv) e dalla critica.
Ma questo poco conta perché ora Veronica Marchi potrebbe diventare Veronica di X Factor ( si sa che nei talent i cognomi cadono come foglie in autunno).

Chi mi conosce sa benissimo che io non sono per nulla contro i Talent; certo servirebbero delle modifiche, andrebbero valorizzati gli artisti e le canzoni a discapito delle logiche televisive (cover con tagli di un minuto e mezzo addio), ma il male della musica italiana non sono certo loro, al massimo la televisione in generale, perché se abbiamo Gieffini e Tronisti che diventano star vuol dire che il problema sta in quello, nella scatola televisiva e nella totale sudditanza che l’italiano ha sviluppato nei suoi confronti. Non a caso due aspiranti concorrenti di X Factor ieri si sono presentate affermando di voler lavorare nello spettacolo… cantanti, showgirl ma anche televendite, andava bene tutto… nel frattempo perché non provare a cantare? Per fortuna Fedez è stato molto duro con loro dicendo che la tv non è la porta per arrivare alla musica, ma è la propria musica che, con anni di sacrifici e gavetta potrebbe portarti un giorno in tv. Musica e notorietà sono un connubio che può svilupparsi, non una diretta conseguenza.

Ma torniamo a Veronica Marchi
La cantautrice ha studiato chitarra e pianoforte fin da bambina e successivamente come molti altri ha tentato un primo approccio a random nei confronti del mondo della musica, esperienze sicuramente lontane da quelli della cantautrice di spessore che diverrà.
Nel mercato discografico debutta nel 2005 con un album che porta il suo nome prodotto da Mauro Magnani. Il disco riceve la nomination alla Targa Tenco e in seguito si aggiudica diversi premi. Qui di seguito potete vedere il video del singolo Bambina uscito nel 2005 quando veronica aveva 23 anni.

La ragazza ha stoffa e questa la porta ad aprire i concerti di Cristina Donà, Niccolò Fabi, Nada, Antonella Ruggiero, Teresa De Sio, Laura Bono, Davide Van De Sfroos ed Eugenio Finardi tra gli altri.
Passano gli anni e Veronica incide altri due dischi, sempre osannati dalla critica e vincitori di diversi premi prestigiosi…. dal Premio d’Autore al Festival di Ghedi nel 2007 al Premio Bianca D’Aponte per finire al Premio della critica al Giffoni Music Concept.
Nel frattempo collabora nei dischi di altri artisti come Mondo Marcio, Enrico Nascimbeni, Marian Trapassi, Ruben… ma la sua musica rimane sempre incastrata in quello che in Italia ci piace chiamare “circuito Indie” e che una volta stava ad indicare gli artisti indipendenti, quelli che non uscivano con l’appoggio delle major discografiche, quelli che non piegavano la propria musica a logiche commerciali. Oggi onestamente cosa sia un’artista indie è un concetto un po’ più confusionario rispetto al passato al punto che nemmeno sarei in grado di spiegarvelo.

In ogni caso ieri Veronica è salita con la sua chitarra sul palco di X Factor, ad undici anni dal suo disco d’esordio… dopo undici anni di “gavetta”, e ha conquistato tutti facendo quello che ha sempre fatto, cantando nello stesso modo in cui ha sempre cantato eppure… potenza della tv, in tre minuti scarsi riceve tutti gli applausi che avrebbe meritato in undici anni di carriera. E questo è un bene sia chiaro.
Però è anche un ennesimo brutto segnale per la musica.

Le domande che mi faccio sono tante…

Veronica è a X Factor perché è il percorso che sognava, perché ama la tv e i talent show, o è lì perché dopo tanti anni di musica si arriva ad un punto in cui o si abbandona la musica o si tenta qualsiasi cosa pur di non dover spegnere il talento che ci arde dentro?

Perché chi ascolta musica ha bisogno di un inesistente “sigillo di garanzia” che conferisce la televisione per ascoltare, riconoscere e premiare il talento?
Veronica dentro X Factor riuscirà a mantenere la coerenza che la sua musica ha sempre avuto o dovrà cedere alle logiche televisive? La lasceranno libera di restare Veronica Marchi o diventerà Veronica di X Factor?

In cuor mio spero che il programma le lasci la liberta di essere se stessa, di cantare le cover che realmente ama e di esprimere il suo essere artista come meglio crede. Perché questa è la sua occasione e comunque ne uscirà, dovrà essere coerente con quella che è la sua natura artistica.
In cuor mio spero che Veronica vada avanti in questo percorso arrivando fino in finale sapendo che in caso di vittoria uscirà con un disco di un major che sicuramente esalterà le sue qualità e il suo talento in tutti i comunicati stampa, ma mi rimarrà comunque quel retrogusto amaro perché sono consapevole che se Veronica Marchi si fosse presentata ad una major discografica (come probabilmente ha fatto), le avrebbero risposto: “ragazza mia, ma sono undici anni che ci provi, se in undici anni non è successo nulla forse bisogna farsi delle domande…

E´vero dobbiamo farci delle domande… ma sarebbero sempre le stesse…
Perché il talento musicale oggi può arrivare al grande pubblico solo attraverso la tv?
Perché è talmente evidente la mancanza di alternative ai talent show che anche artisti lontani per indole da queste realtà devono costringersi a partecipare per non dover mettere via il proprio talento?

Il problema non è nemmeno trovare delle risposte, ma trovare delle alternative…
Far tornare alle persone la voglia di andare nei locali ad ascoltare la musica (ma per farlo prima dovrebbero esserci ancora locali di musica live in Italia e sono sempre meno.. e questo è un altro problema).

Trovare nuovi spazi e nuove formule musicali in tv che non siano per forza la gara fratricida e lo scontro a suon di cover dei talent show… serve un’alternativa insomma… tu ti senti portato per il talent show, per quel tipo di meccanismo? E allora è giusto che tu ci vada del resto Mengoni, Emma, Noemi, Alessandra Amoroso, Giusy Ferreri giusto per citare qualche nome, non sono certo privi di talento, anzi… ma se tu non ti senti portato caratterialmente per quel mondo, per le telecamera addosso 24 ore su 24, per la chiusura forzata in un loft o quel che è, è giusto che tu abbia uno spazio adatto a te, dove semplicemente suonare…

Se X Factor saprà valorizzare Veronica Marchi senza snaturarla sarà una vittoria e tanto di cappello, ma per me avrà comunque quel retrogusto amaro di chi meritava una possibilità concreta prima.

 

  La Musica si può averla dentro anche senza saper suonare uno strumento o cantare e a volte diventa parte di te al punto da influenzare la tua intera vita. Ho cominciato a camminare da fan gestendo due Fan Club, ho avuto l’occasione di imparare di più diventando Personal Assistant (di Gianluca Grignani, Niccolò Agliardi e Syria). Ho voluto anche provare l’esperienza on the road del Tour Manager (Barley Arts).Tutto questo per conoscere l’ambiente musicale sotto ogni aspetto e per saper affrontare una nuova sfida: portare avanti interamente un progetto discografico in qualità di produttore ed editore (Eleonora Crupi, Voyeur, Kianka). Recentemente ho voluto anche cimentarmi nella scrittura dando alle stampe per Chinaski Edizioni la biografia non autorizzata "Rockstar (a metà) - Gianluca Grignani". Anni fa, con la chiusura della rivista “Tutto musica”, mi sono sentito orfano di un’oasi in cui la musica veniva raccontata, recensita e approfondita con passione, così mi sono ripromesso che un giorno avrei ricreato un oasi simile per la musica italiana. Da quest’idea nasce All Music Italia.
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  • Cinzia

    PS: l’esempio lampante di come ormai i talent influenzino la musica, anzi dettino legge, sono i casi gente come Paola Iezzi o Alessandra Drusian, che han cercato di rinverdire la carriera presentandosi a The voice… A me questa cosa ha fatto una gradne trisitezza. Al di là del giudizio o del gusto su un’artista, ma vedere chi ha vinto Sanremo, come Alessandra, farsi giudicare come una principiante da Noemi, che, brava o meno, è l’ultima arrivata rispetto a lei, e per di più proviene a sua volta da un talent, significa che c’è qualcosa che non va nel mondo della musica.

  • Cinzia

    Ho trovato questa analisi molto giusta e vera. Seguo poco i talent (e affatto i reality! anche se a volte i talent assomigliano troppo ai reality anche se dovrebbero essere altra cosa).
    Come dici non sono sempre una cosa negativa se fatti con i giusti criteri, perchè se da un lato non è giusto sia solo l’arena televisiva a scegliere chi diventerà famoso, con il rischio di far diventare star delle mezze calzette, dall’altro, se un programma è davvero genuino e non manipolato da logiche di spettacolo (come le storie pietose dei cantanti raccontate prima dell’audizione),,può anche ovviare a delle ingiustizie di gente scartata da produttori ottusi magari.Però è vero che è triste pensare che talenti come quello di Veronica (ho visto dei suoi video su youtube e oltre a cantare benissimo, scrive anche bellissime canzoni, molto meglio di certe canzonacce urlate e sguaiate, senza vera melodia e banali che propinano certi autori agli artisti famosi in questo periodo) rischiano di venire sprecati e rimanere sconosciuti e sono costretti a partecipare a dei talent televisivi per emergere, nonostante il valore già riconosciuto dalla critica! rischiando oltretutto pure di non sfondare lo stesso perchè non abbastanza personaggio “cool” per ragazzini incolti armati di telecomando e televoto, oppure di doversi snaturare appunto per diventare papabili per una massa di pubblico lobotimizzato dai reality. (ci sono anche i casi inversi di gente bravissima che aveva raggiunto le grandi platee,ma sparita negli anni perchè non adatta a certe logiche dello spettacolo… mi viene in mente una voce eccezionale come quella di Irene Fargo). E mi chiedo anche che valore possano avere i premi della critica se poi i produttori non ne tengono assolutamente conto!
    Tu dici che la gente dovrebbe ritrovare il gusto di andare ad ascoltare musica nei locali, ma io dico che per primi dovrebbero essere i vecchi “talent scout” ad andarci, oppure farsi semplicemente un giro su youtube e prendersi il rischio di scommettere su qualche talento e promuoverlo, come si faceva un tempo. Ma la verità è che è molto più comodo e facile lasciar fare ai talent.