L’EUROVISION contro il FESTIVAL DI SANREMO, un po’ come mandare un tirannosauro a combattere contro un Transformer

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L’Italia si è svegliata dal suo lungo torpore e, almeno musicalmente, si è ricordata di essere in Europa.

Si, perché ieri sera è andata in onda in diretta su Rai 2 la finale dell’Eurovision Song Contest, manifestazione musicale europea per tanti anni bistratta nel nostro paese. E a guardarla sono stati 3.292.000 spettatori, quasi il doppio rispetto allo scorso anno quando davanti alla tv di spettatori ce ne erano circa 1.700.000.
Per la prima volta ci siamo sentiti parte di una grande gara che non fosse una partita di calcio e abbiamo tifato Italia. Meritevoli o no della vittoria.
E probabilmente molte di queste persone si sono rese conto di cosa voglia dire assistere ad un vero spettacolo di musica con all’interno una gara, e il povero Festival di Sanremo è sembrato una puntata di un qualsiasi varierà nostrano, anche un po’ datato magari.

Ma parliamo solo per un attimo dagli ascolti, L’Eurovision ieri ha portato a casa, con il 16,35% di share, il terzo posto come programma più visto della serata battuto dalla corazzata Amici di Maria De Filippi (4.681.000 spettatori con il 21,88% di share e dal film di Rai 1 con 4.336.000 persone collegate e  il 17,73 % di share).
Un ottimo terzo posto in una serata molto difficile televisivamente parlando, quella del sabato sera. Se contiamo che le semifinale di The Voice of Italy settimana scorsa è scesa sotto i due milioni di telespettatori e poco più del 9% di share, stiamo parlando un risultato importantissimo.

Premettendo che il sottoscritto (mea culpa) non ha mai seguito in modo attentissimo l’Eurovision, ma cercherò di dare una mia impressione su quello che è accaduto e che ho visto.
Credo innanzitutto che per quel che concerne la gara siamo riusciti a portare a casa un onorevolissimo terzo posto, miglior piazzamento del nostro paese dal 2011, anno in cui Raphael Gualazzi arrivò a sorpresa al secondo posto. Davanti a noi solo Polina Gagarina della Russia con il brano A Million voices e il vincitore, lo svedese Mans Zermerlow.

POLINA GAGARINA – A Million voices

Entrambi sono brani dallo stampo meno classico di quello dei nostri rappresentanti de Il Volo.
Meno moderno nel sound e un po’ più paraculo nell’arrangiamento e nel tema trattato del nostro quello di Polina, per la Svezia invece un sound più moderno, molto vicino allo stile di Avicii, caratterizzava la canzone del vincitore Mans Zermerlow.
Un brano quasi da concerto con un buon uso della voce, ma soprattutto con un esibizione scenografica di grande impatto visivo: Mans, aiutato dagli effetti speciali della scenografia, ha dimostrato di essere un buon performer e ha stupito nel complesso per la somma di tutte queste cose.
Brano fresco, voce giusta, gran bel ragazzo (il che non guasta mai ricordiamocelo), e una performance degna delle popstar americane di nuova generazione.

MANS ZERMERLOW – HEROES

Mentre lo scrivo non può che tornarmi in mente il mio editoriale di qualche mese fa, lo so, ora divento anche autoreferenziale… ma rileggendo le impressioni che da spettatore ho avuto su Mans, mi sono accorto di aver usato le stesse parole che usai mesi fa per spiegare perché Nek secondo me sarebbe stata la scelta giusta per l’Eurovision Song Contest (per chi volesse rileggere, trova qui l’articolo).

Ovviamente queste rimangono solo parole, i fatti sono che i ragazzi de Il Volo hanno ricevuto numerose standing ovation, si sono portati a casa il premio della sala stampa e sono risultati primi in classifica per quel che riguarda il televoto. Insomma a penalizzarci sono state le giurie. Quindi sicuramente la nostra proposta musicale, che io sia d’accordo o no, ha convinto.
Paolo Giordano qualche giorno fa ha scritto su Facebook: “il piazzamento de Il Volo all’Eurovision ci dirà quello che l’Europa musicalmente si aspetta dall’Italia“. Appunto…
Nulla contro i ragazzi de Il Volo, grandi voci, talenti veri, impatto scenico di sicuro effetto, una canzone monumentale nel suo classicismo, quasi epica direi… ma il problema rimane sempre lo stesso, davvero questo è l’unico genere musicale con cui possiamo far breccia in Europa? I piazzamenti freddini di Marco Mengoni (settimo), Nina Zilli (nona) e quello disastroso di Emma (ventunesima) l’anno scorso ci suggerirebbero di sì… mi chiedo se sul quel palco a rappresentarci ci salissero star internazionali come Tiziano Ferro o Laura Pausini quale sarebbe il nostro posto in classifica e, soprattutto, come ci voterebbe il resto d’Europa… ho il dubbio che non avremo molto presto risposta a questa domanda.
Ma Nek avrebbe fatto di meglio? e chi può dirlo… sicuramente come Mans è un eccellente performer, una voce potente e radiofonica e, anch’esso, indubbiamente un bel ragazzo… qualche dubbio potrei averlo sulla canzone di Sanremo… ottimo sound, musica a presa immediata, ma non si può certo dire che sia il pezzo migliore che Nek avrebbe potuto giocarsi all’Eurovision.

Ma in realtà tonando a parlare della  manifestazione vi confesso che sono una brutta persona… inizialmente ho tifato da bravo patriota per Il Volo e con molta foga, ma più andava avanti lo show e più ero convinto che no, non è il momento giusto per portare l’Eurovision Song Contest nel nostro paese.
Voi avete visto lo show ieri sera? Cosa ne pensate?
Io l’ho trovato moderno, veloce, intrigante e carico di pathos al momento delle votazioni e con una scenografia da grande evento d’oltreoceano…
L’ho guardato e non ho potuto non pensare al nostro amato Festival di Sanremo… e mi è sembrato di vedere un Transformer fare a botte con un tirannosauro (oggi c’ho in testa la parola tirannosauro, sarà che mi sento un po’ più figo nel saperla dire tutto d’un fiato dopo aver scoperto che la De Filippi riesce al massimo a dire Tissannosauro…).

Sanremo con il suo teatro e la sua platea di gente in giacca e cravatta, età media seduta tra il pubblico 50/70 anni… il massimo dell’entusiasmo per un esibizione è rappresentato da qualche urlo di approvazione o disapprovazione qua e là…
Presentatore vestito tutto elegante a celebrare quasi un rito affiancato da donne che gli fanno da contorno parlando e ridendo qua e là. Per far sentire 28 canzoni al Festival di Sanremo servono 3 giorni di tempo… in mezzo un calderone comici, ospiti super e meno super, siparietti e un sacco di altre cose che distolgono l’attenzione dall’obbiettivo, la musica.
All’Eurovision per far ascoltare 27 canzoni basta una prima serata e riescono a trovare anche il tempo di far votare paese per paese tutti in diretta creando pathos e suspence.
All’Eurovision presentano tre giovani e belle ragazze che fungono semplicemente da collante a questo enorme puzzle musicale, che si mettono a disposizione dello spettacolo. A Sanremo quasi è la musica che fa da contorno al presentatore di turno.

Mi sono perso nel guardare la platea di questa manifestazione europea… un pubblico di ogni età in piedi a far letteralmente festa ed ho ripensato al pubblico di Sanremo e confesso che mi è calata una certa depressione e mi sono detto “No!… lasciamo che ancora per un po’ questa manifestazione musicale la ospitino paesi che ci tengono, che sanno darle il giusto valore e soprattutto sappiamo costruire uno show anche visivamente spettacolare, noi al momento non ne siamo in grado“.
Siamo sinceri da noi non c’è mai stato nulla del genere che io ricordi…. uno spettacolo così, da Sanremo al Festivalbar, dai Wind Music Awards per finire ad Amici e X-Factor (che per assurdo a livello di spettacolo visivo sono molto più vicini all’Eurofestival di quanto lo sia mai stato il Festivalone) da noi non lo abbiamo mai visto. E il problema non sta nel fatto che paragoniamo un evento di musica “nostrana” ad uno europeo. Sta proprio nel modo di concepire, ideate e vestire un grande evento.
Parliamoci chiaramente, l’Italia in questo momento sta ospitando un evento mondiale, l’Expo, e vi assicuro che dalle prime visite fugaci che ho avuto modo di fare a questo evento posso affermare che no, non eravamo pronti nemmeno per questo, eppure eravamo consapevoli di doverlo ospitare con parecchi anni di anticipo.

Quindi mi spiace per tutti quelli che ci speravano, ma per ora L’Eurovision Song Contest io personalmente preferisco vederlo in tv da casa trasmesso e organizzato dalla Svezia.
Però spero che chi organizzerà il prossimo Festival di Sanremo abbia prestato particolare attenzione a questo show e capisca che per svecchiare una manifestazione non basta portare in gara i cantanti amati dai giovani e freschi di talent… no… serve creare uno spettacolo agile, snello, adatto per ogni tipo di pubblico ma incentrato sulla musica… serve rivoluzionare il format che comunque ha già delle buone basi… serve spettacolizzare un evento che purtroppo di spettacolare per ora ha solo l’anno di nascita. Serve un po’ di coraggio… rimettere al centro la musica e togliere un po’ di contorno.
Appunto serve un po’ di coraggio… magari la scelta non sarà premiata nell’immediato e avremo alcune edizioni di rodaggio dove gli ascolti tenderanno a scendere ma sono certo che alla lunga, tra qualche anno, potremmo dire che il Festival di Sanremo è salvo. E secondo me il gioco vale la candela.

Il Direttore

  Cresciuto con la passione per la musica dopo l'adolescenza inizia a frequentare il Music Business. Le sue prime esperienze avvengono nel campo dei fan club, nel corso degli anni ne crea e porta al successo diversi. Col tempo affina le sue capacità in vari settori del campo musicale. Tour manager per Barley Arts, Personal Assistant per Syria, Niccolò Agliardi e, per sette anni, con Gianluca Grignani. Di quest'ultimo scrive anche la biografia Rokstar a metà. Dopo essersi cimentato come produttore con l'ex "Amici di Maria De Filippi, Eleonora Crupi con cui incide quattro singoli portandola a duettare al Mediolanum Forum con Laura Pausini a febbraio del 2014 crea e lancia il sito All Music Italia che, in pochi mesi, diventa una realtà consolidata del panorama dell'informazione musicale sul web, tra i siti leader del settore. Da diversi anni è giudice in diverse manifestazioni musicali tra cui il Coca Cola Summer Festival, in onda su Canale 5.
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  • Concordo in pieno. Tuttavia la questione è ancora più interessante se si considera che l’Eurovision è nato basandosi sul formato del Festival di Sanremo. Interessante notare l’evoluzione dell’Eurovision per molti decenni imbalsamato come Sanremo (basti vedere una delle edizioni di Madrid negli anni ’70 mi pare) in teatro con ospiti in smoking. Poi la grande evoluzione. Interessante anche notare i voti: da che mondo e mondo (soprattutto da che l’URSS si è dissolta) si è notato un sistema di voto che molte volte, invece che prendere in considerazione la canzone di per sé, guardava ai vicini, spostando i voti più sostanziosi verso destinatari ben definiti. Così, ad esempio la Bielorussia, darà sempre 12 voti alla Russia anche se questi cantassero la lista della spesa, un paese scandinavo sarà sempre più favorevole a un paese scandinavo (e sembra che le gelosie tra di loro all’Eurovision non siano importanti, forse perché hanno gusti e sensibilità simili), un baltico un baltico, un latino o mediterraneo idem. Ho sempre seguito l’Eurovision sin da tempi non sospetti (inizio degli anni 2000) ma ho sempre pensato che le canzoni fossero al centro sino a un certo punto. E questo fu uno dei motivi (forze fittizio) per cui la RAI non andò per tanto tempo.