13 Novembre 2016
di Direttore Editoriale
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13 Novembre 2016

CRANIO RANDAGIO la vita di un ragazzo, di un giovane artista era lì, tutta in un testo… e non ce ne siamo accorti

Piangiamo la scomparsa di Cane randagio. Eppure la sua storia, la sua rabbia, quella di tanti giovani artisti era già lì, in una sua canzone.

cranio randagio
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Ieri un giovane musicista è venuto a mancare, ormai lo sapete tutti, si chiamava, anzi no si chiama perché voglio credere ancora che la musica renda eterni, Cranio Randagio.
Un rapper di 22 anni… come se ne andato non è qualcosa che mi interessa, perchè quello che conta, quello che definisce chi siamo è quello che facciamo da vivi, non come moriamo.

Aveva fatto X Factor Cranio randagio e questa sembra essere l’unica cosa che ha importanza oggi insieme al fatto che non c’è più.
Se ne scrive per questo, il Tg1 ne ha parlato per questo, i social hanno cominciato a diffondere e condividere le sue canzoni anche per questo.
E proprio per questo siamo tutti colpevoli di qualcosa, dell’incapacità di trovare il valore nelle persone anche se non ce lo fa notare qualcuno o qualcosa, della non curanza verso la musica di chi non ha fatto un talent show passando per la televisione. Perché oggi è la televisione a rendere un’artista tale. O questo almeno vogliono farci credere.
Ma dobbiamo uscire da questo pensiero malato.

La tv non fa l’artista, a volte può trovarlo, magari dargli visibilità, raramente valorizzarlo… la tv spesso distrugge il talento. E a volte anche la persona.
Perché in tv ci sono dei canoni per cui puoi andare bene o non andare bene. Canoni di bellezza, di presenza, di fotogenia… e di quanto sei disposto ad adattarti e ad adattare la tua musica.
Ma non è la tv che sta insegnando ai giovani ad arrendersi, alle mamme che se non appari allora non hai successo, non vali… questo non lo sta facendo la televisione, perché la televisione fa solo il suo (a volte sporco) lavoro.

Siamo noi che ci stiamo arrendendo, siamo noi che ci stiamo vendendo, siamo noi che stiamo cambiando noi stessi, a volte la nostra musica. Siamo noi la causa e l’effetto di tutto questo.
E siamo noi che ascoltiamo che stiamo uccidendo musica e artisti.

Tutto questo nel testo di Petrolio di Cranio Randagio era già scritto da un po’ e oltre 340.000 persone nell’ultimo anno, 340.000 valorosi romantici amanti della musica, lo hanno ascoltato. Molti altri no.
La sua rabbia, il suo bisogno di fare musica, il suo talento nel farla, il suo non voler cambiare sentendo allo stesso tempo la pressione di chi attorno a te ti fa sentire un fallito… queste sono tutte sensazioni racchiuse nella sua canzone, ma noi non abbiamo voluto ascoltare.
Che poi lo dovremmo sapere che spesso chi grida di più è chi in realtà è più fragile…
Ma ogni giorno continuiamo a non ascoltare l’urlo o il bisbiglio di un’artista che vorrebbe solo poter comunicare, avere anche una sola possibilità di essere ascoltato senza per forza essere cambiato. O la va o la spacca.

No, non abbiamo più voglia o tempo di ascoltare. Abbiamo perso la necessità di cercare fino a quando le cose non ci appaiono da sole davanti, e così ci ritroviamo in un giorno triste ad ascoltare tutti insieme, contemporaneamente, una canzone. Non mi capaciterò mai di tutto ciò, della morte che fa più eco della vita.

Ecco il testo di Petrolio, non serve aggiungere altro.
Ciao Cranio Randagio, e scusami perché anche io sono tra questi stronzi, anche io ti ho ascoltato distrattamente.
…..

PETROLIO – CRANIO RANDAGIO – TESTO

Ho tolto i sassi dalle scarpe
e levigato i calli
da Roma nord fino alle Ande
diventando grande,
ho fatto passi in queste lande
degni dei giganti
per ritrovarmi in ogni caso
a casa fra le carte
e “cantami il tuo nuovo pezzo”
mi diceva mamma
mentre singhiozzava nella stanza
mi chiedeva di portarle il testo
che non mi capiva poverina
aveva testa altrove
affitto e la benzina
io che mi detesto perché ho perso anche le tracce di me stesso
faccio tracce su me stesso non vedendo mai una lira
ci litigavo ma è normale,
lei mi vuole ai talent
dice che il talento vale doppio quando è in copertina
non ci arriva che mi dovrei ricoprire di mantelli come Harry fino a scomparire
qua la fama è fieno nel fienile
e se il fattore arriva infilza col forcone fotte tutte le tue aspettative.
È facile perire

Io volerò, io volerò via
come un gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul dorso smorzando la scia
io volerò via, io volerò via
perché nel cielo c’è molto di più
che in questa terra sbranata da gru
che in questo oceano sempre meno blu.

Dammi un motivo per restare
per mollare l’ancora
qui dove tutto è un detestare
ciò che l’altro fa
ci hanno oppressi per testare
quanto è forte l’anima
per quanto a pezzi possa amare
un giorno spirerà
cammine fra le spighe come Russel
slacciando le corazze perché non mi serviranno, casa mia è sicura
ma quanto può far male dopo anni di battaglie
ritornare a casa e ritrovare gli affetti in cenere scura?!

Eh? Eh? Ma quanto cazzo è dura?

In questa stanza sono tutti
il nuovo Ed Sheeran,
la bella voce, la chitarra, la faccia pulita
io che stavo ribaltato fino al giorno prima
triturato, sopra un marciapede a rifiutar la vita
guarda mamma sono in tv come molti divi
fra chi sta senza obbiettivi tranne il flash di un obbiettivo
ma tra sti morti vivi c’ho trovato qualche amico
adesso suona insieme a me
accompagnato da buon vino
eh ho fatto buon viso a cattivo gioco
riso del maremoto che mi limitava l’aria
mo intanto fra 50 mila
sto tra i primi 24
ma non sarà certo X Factor
a firmi quanto valgo.
La gente si dimentica
si scorda in un secondo
anche soltanto che tu possa stare al mondo
ma come disse un sommo dall’alto del suo intelletto
non puoi fermare il vento,
solo fargli perder tempo

Io volerò, io volerò via
comeun gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul dorso smorzando la scia
io volerò via, io volerò via
perché nel cielo c’è molto di più
che in questa terra sbranata da gru
che in questo oceano sempre meno blu.

Dammi un motivo per regnare
mica una corona
voglio spiccate tra la gente
dirgli che funziona
quando dai tutto per qualcosa
fino alla psicosi
prima o poi si esulta,
te lo giuro si
ci spero ancora
dai spalancami le porte
parlo con te il vero sovrano
di sta roba, quello che ascolta e diffonde
io ho qualcosa di importante
da dovervi raccontare
Nussun non ce la farai
vale quanto un non mollare