29 Gennaio 2026
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29 Gennaio 2026

Lorenzo Cantarini: guida all’ascolto del nuovo album “Mi Amor”

Il disco rivendica una soggettività emotiva autentica, imperfetta e viva: un amore che non chiede di essere idealizzato, ma attraversato

Lorenzo Cantarini Mi Amor
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LORENZO CANTARINI, “MI AMOR”: GUIDA ALL’ASCOLTO

Così vengono raccontati i brani contenuti nel nuovo album di Lorenzo Cantarini, Mi Amor

UGUALE A ME

Il disco si apre con un’introduzione intima e dichiarativa, un vero e proprio atto di lucidità emotiva, caratterizzato da sonorità acustiche e sperimentali, semplici e spaziali.

Uguale a Me è un dialogo diretto e fragile, che segna l’inizio di un percorso di consapevolezza e mette a fuoco il tema dell’identità, dell’auto-narrazione e del rapporto conflittuale con il tempo e con le aspettative.

MA T’IMMAGINI

Ma T’immagini attraversa l’assenza come spazio emotivo totalizzante. Ed ecco che l’amore viene evocato attraverso immagini quotidiane e stagionali, mentre il pensiero dell’altro diventa mancanza, ossessione e perdita di orientamento.

Il brano racconta così lo smarrimento che segue una decisione già presa e la difficoltà di riconoscersi quando l’altro non c’è più. Nonostante il dolore, però, il brano conserva una sensazione di bellezza, verità e speranza, sostenuta da sonorità cantautorali essenziali e potenti, tra chitarre acustiche e orchestra.

NUDA

Nuda è un brano rock ironico e sensuale, che racconta il desiderio e la libertà, ma anche la necessità di maturare e prendere distanza da ciò che ferisce. Il gioco erotico e la vicinanza convivono così con fragilità e auto-consapevolezza, dando vita a un’ammissione che può essere svelata soltanto a se stessi e che si chiude con uno sguardo lucido sui propri limiti emotivi.

LIVIDO

Livido ci consegna un ritratto lucido e disarmato di un legame disfunzionale. Tra ironia amara e vulnerabilità, il brano descrive infatti la difficoltà di sottrarsi a un amore che lascia segni, anche quando il pericolo è evidente. Il “livido” diventa così la traccia fisica ed emotiva di un sentimento che ferisce ma continua ad attrarre.

La struttura in loop accompagna un crescendo emotivo: da intimo e caldo a rock esplosivo, come un sentimento che si alimenta da solo fino a esaurirsi.

ADDOSSO

Addosso è un brano intimo e quotidiano dal sound indie/funk, costruito su gesti minimi e ricordi concreti. È il pezzo più leggero e catchy del disco e racconta l’ambivalenza emotiva di chi vorrebbe essere migliore ma continua a perdersi, vivendo senza difese un amore imperfetto, in cui il contatto fisico si fa rifugio e contraddizione.

MI AMOR

Mi Amor è un brano dedicato al mare, inteso come presenza viva e totalizzante: luogo di immersione e ritorno, di calma e vertigine.

Nel ritornello, inoltre, emerge una nostalgia anticipata, un sentimento che nasce prima della separazione. Con una narrazione musicale articolata e a tratti psichedelica, Mi Amor racconta così l’abbandono totale come unica possibilità di restare.

FAREWELL

Farewell è una canzone di separazione matura e dolorosa, una ballad pop/rock che affronta il momento in cui lasciare andare diventa l’unico atto possibile, anche se non privo di rimpianto. Tra memoria condivisa e consapevolezza della fine, l’addio non cancella però ciò che è stato, ma lo custodisce con rispetto.

00:00

00:00 mette a fuoco il disordine interiore come condizione permanente. Ed ecco che l’amore diventa una costante che destabilizza ogni certezza, mentre il racconto si muove tra autoconsapevolezza, senso di colpa e desiderio di perdono, affrontando la difficoltà di restare in piedi e l’accettazione della propria fragilità, sostenuto da un sound solido e noir rock.

VERDE ACQUA (Interludio)

Questa breve traccia strumentale funge da passaggio emotivo verso il finale del disco. Suoni sospesi e stratificati accompagnano così l’ascolto verso una zona di quiete e consapevolezza. È il momento dell’approdo, quando il mare cambia colore e l’orizzonte smette di essere distante.

DIAMANTI

Il brano di chiusura del disco segna un cambio di prospettiva. Lo sguardo si alza e il corpo si apre al mondo. Con un sound minimal, caldo e sereno, il finale diventa così un mantra solenne di accettazione e responsabilità.

Dopo aver attraversato mancanze e ferite, il racconto torna dunque all’origine: non all’altro, ma a sé. La figura del ladro diventa  così una dichiarazione d’identità: non è chi possiede, ma chi attraversa, ruba senso alle esperienze e le trasforma in vita.


Foto di copertina a cura di Margherita Cafagna

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