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Vasco Rossi denuncia un utente che lo accusa di aver fatto l’infame nel 1984: “È successo esattamente il contrario”

L'eventuale risarcimento, ha annunciato, andrà a chi si trova ingiustamente in carcere.

Vasco Rossi di profilo con occhiali scuri, al buio, con le luci sfocate di uno stadio alle spalle
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Vasco Rossi denuncia un utente che lo accusa di aver fatto arrestare, nel 1984, il suo spacciatore per uscire prima di prigione. Lo ha annunciato il 17 agosto, e ha colto l’occasione per tornare una volta per tutte su quella vicenda.

Cosa successe nel 1984: 22 giorni a Pesaro e la visita di De André

L’arresto di Vasco Rossi risale all’aprile del 1984, un anno dopo l’uscita di Bollicine, il disco che aveva portato il rocker in cima alle classifiche di vendita.

Secondo la ricostruzione del Riformista il Blasco viene fermato il 20 aprile dopo il ritrovamento di 26 grammi di cocaina e viene rinchiuso nel carcere Rocca Costanza di Pesaro, una scelta fatta per tenere lontani i fan dell’artista.

Vasco Rossi resta in carcere per 22 giorni, cinque dei quali in isolamento. Il successivo processo lo vede prosciolto dall’accusa di spaccio e lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale per detenzione.

In quei giorni gli unici colleghi ad andarlo a trovare in cella sono Fabrizio De André e Dori Ghezzi.

A quarantadue anni di distanza è a questo episodio che si collega il commento dell’utente denunciato oggi dal cantautore.

Vasco Rossi: “Sono stato denunciato da un infame, io non ho fatto arrestare nessuno”

L’accusa arriva da un commento lasciato sotto un suo post: “Quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anche io, vorrei sapere perché uno come te sarebbe uscito in pochi giorni, hai fatto arrestare quelli che te l’hanno venduta per risparmiare un giorno di carcere? Mi farebbe piacere che tu mi rispondessi spiegandomi perché hai fatto l’infame? Anche se su queste cose non c’è scusante, quando ti guardavi allo specchio non ti sentivi un verme?”

La replica di Vasco Rossi arriva nelle storie di Instagram: “Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà. Io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al pubblico ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina.

“Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi mandato di cattura e perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato”.

Vasco Rossi nega poi di essere uscito prima grazie a una delazione: “Quindi no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera”.

Il rocker chiude il suo messaggio preannunciando azioni legali: “Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti, trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa”. L’eventuale risarcimento, ha aggiunto, non lo terrà per sé e andrà a chi si trova ingiustamente detenuto in un carcere.