Hachiko pubblica SUPERHYPERTROIA, la deluxe di HYPERTROIA, l’album uscito a febbraio 2026. Fuori ovunque per La Crème Records, la riedizione amplia l’immaginario del disco originale con nuovi brani e una lunga lista di collaborazioni. Ma per capire perché se ne parla, conviene partire da una domanda che in molti si sono fatti: chi è davvero Hachiko?
Chi è Hachiko: il progetto mascherato che nessuno sa identificare
Hachiko è uno dei casi più particolari della scena italiana recente. Dietro il nome non c’è una sola persona, ma un progetto: una performer che rappa e canta e il produttore Twink, che insieme costruiscono un’identità volutamente segreta. I due si presentano mascherati, l’anagrafe resta nascosta, e la stessa stampa di settore ha più volte ammesso di non sapere chi ci sia sotto. Rolling Stone Italia ha definito Hachiko una cantante di cui non si sa nulla, ma che sembra sapere tutto del proprio pubblico.
L’unico dato certo sulla provenienza è la città: Hachiko è fiorentina. Il resto è costruzione, una creatura presentata come una fata cibernetica delle feste, che compare dove c’è una cassa dritta in quattro quarti e si muove tra rap, hyperpop ed estetica rave.
Di cosa parla Hachiko: il ribaltamento degli stereotipi di genere
Il meccanismo che ha reso riconoscibile il progetto è semplice e provocatorio: Hachiko parla degli uomini come la trap maschile parla delle donne. Disfunzioni erettili, daddy issues, dinamiche tossiche raccontate dal lato opposto rispetto a quello a cui il rap italiano ci ha abituati. È un rovesciamento di prospettiva che usa la volgarità come strumento, non come fine, per dare voce a esperienze di donne e persone LGBTQ+ che raramente trovano spazio nelle canzoni d’amore del mainstream.
Già con il primo album memorie di una troia (2025) il progetto aveva attirato l’attenzione della critica indipendente, e HYPERTROIA ne ha alzato l’ambizione, trasformando la provocazione in un concept dichiaratamente politico e generazionale: una distopica repubblica immaginaria da cui osservare il presente e provare a immaginare un futuro diverso.
Cosa cambia con SUPERHYPERTROIA
Se HYPERTROIA era il messaggio spedito da quel futuro distopico, SUPERHYPERTROIA ne è il passo successivo. La deluxe trasforma il discorso individuale in qualcosa di collettivo, aprendo il disco a nuove voci e collaborazioni. La libertà rivendicata nell’album originale, raccontano gli artisti, si espande e si moltiplica fino a diventare una festa condivisa.
Lo dice Hachiko stessa, presentando il progetto: l’idea era tornare a quel futuro sognato e farne uno spazio aperto, vissuto insieme alle persone che hanno seguito il progetto fin dall’inizio. Una festa, quindi, ma con una cornice che resta politica: il futuro che il disco continua a raccontare nasce, nella sua lettura, ogni volta che si sceglie di essere liberamente sé stessi.
La tracklist di SUPERHYPERTROIA
| # | Titolo |
|---|---|
| 1 | HYPERTROIA |
| 2 | KAMPAGNOLA |
| 3 | LECCATA DI FIGA |
| 4 | SOTTONA |
| 5 | SFONDATA |
| 6 | COCKLOVER |
| 7 | LA DROGA feat. Lorenzo_BITW |
| 8 | 90 MILA feat. Elena Romano |
| 9 | SESSO GAY feat. Sarabamba |
| 10 | APOLOGIA DI UNA TROIA |
| 11 | PODOLOGA feat. Jimmy Penthotal |
| 12 | TT RGZZ feat. Camilla PNK |
| 13 | AMORE NELLA DARKROOM feat. Ethan |
| 14 | HYPERTROIA (Orchestral Version) |
Hachiko dal vivo: i festival estivi e gli HACHIKORAVE
La dimensione live è centrale per il progetto, che sui palchi diventa rave e performance. Chi lo ha visto di recente, dallo Sherwood Festival di Padova al MI AMI, lo descrive come uno degli atti più sovversivi dell’urban contemporaneo, tra accelerazioni techno, ritmi electrofunk e momenti più intimi. Dopo le date nei festival estivi, in autunno tornano gli appuntamenti firmati HACHIKORAVE.
| Data | Evento e luogo |
|---|---|
| 10 luglio | Let’s Festival, Castelfranco di Sotto |
| 11 settembre | Circolo Magnolia, Milano (HACHIKORAVE) |
| 16 ottobre | I Candelai, Palermo (HACHIKORAVE) |
| 17 ottobre | Mercati Generali, Catania (HACHIKORAVE) |
Il calendario è in continuo aggiornamento, con il booking affidato a Monksta. Tra deluxe e nuove date, Hachiko conferma di essere uno dei progetti più discussi e divisivi della scena italiana del 2026: amato da chi ci vede un’operazione culturale, contestato da chi la legge solo come provocazione. Quasi sempre, però, impossibile da ignorare.











