Le 100 migliori canzoni italiane del 2018 scelte tra i singoli lanciati – Parte 1

100 migliori canzoni italiane del 2018

Le 100 migliori canzoni italiane del 2018

C’è voluto qualche giorno, ci siamo seduti ad un tavolo con il nostro critico musicale, abbiamo ripreso tutte le sue pagelle dei singoli del 2018, abbiamo dato un ordine seguendo il voto espresso per centinaia di canzoni per poi riascoltarle e stilare una lista delle 100 migliori canzoni italiane uscite come singoli quest’anno.

In questa prima parte troverete ben ottanta brani che non hanno un’ordine preciso, impossibile stabilirlo, ma che secondo noi meritano di essere ascoltate con attenzione, tutte.

Una lunga lista di canzoni in cui c’è spazio per brani molto noti di artisti cosiddetti mainstream, ma anche molte canzoni che le grandi radio hanno snobbato. Una buona occasione per conoscere e ascoltare qualcosa di nuovo.

Complimenti poi ai Tiromancino, Motta, Liberato e Jack Jaselli, presenti con due canzoni nelle 80, e ai Kutso che piazzano ben tre brani su tre singoli lanciati.

Appuntamento a domani con la classifica, questa volta numerata, delle prime venti classificate ne Le 100 migliori canzoni italiane del 2018 secondo All Music Italia. Qui trovate per la Top 20.

A

Alessandra Amoroso – Trova un modo
Parte come uno dei suoi classici lenti, ma poi evolve seguendo una melodia trascinante.Timbro indubbiamente riconoscibile, cosa che vale tantissimo, e poi la scrittura di Casalino sempre scorrevole e piacevolmente memorizzabile.

All The Time – This is life
Ballata ispirata che celebra la ripartenza con le sue paure che però sono alla fine parte della vita stessa. Richiamano a situazioni d’oltremanica alla Pet Shop Boys.

Andrea D’Alessio – Un altro mondo
Curato l’arrangiamento vocale, su base elettronica accattivante ed incalzante.

Artù & Rino Gaetano – Ti voglio
Brano lasciato nel cassetto di Rino Gaetano e che la sorella Anna ha ritrovato ed affidato ad Artù. Lui ci ha messo le mani e gli ha dato una luce che ben s’incastona nei giorni nostri.

Audio 2 & Tony Esposito – Mediterranea
Fusione di due stili, quello pop melodico degli Audio 2 e quello del percussionista partenopeo che interviene con il suo caratteristico sound pieno di riferimenti raccolti in giro per il mondo. Piacevole l’ensemble.

B

B. – Berretti
C’è qualche sentore vintage in questo brano che poi sfocia invece in una forma moderna di canzone, molto internazionale e con l’assenza di un vero e proprio inciso. E’ una sorta di effetto synth a sostituirlo.

Bucha – Capodoglio 216
E’ un combattimento a metà tra il cantauotorato ed il rap in cui si sfida la voglia di scappare e cosa invece ci trattiene. Bella la variazione netta tra strofe ed inciso.

Bungaro – Le previsioni della mia felicità
Tenue dedica d’amore per serenate notturne estive, condite dalla luna che si specchia nel mare. Una canzone che da sola è già scenografia.

Bussoletti – E’ finita la crisi
Una scrittura intrigante ed intelligente, che rivela che almeno le idee e la maniera di dire cose non ha solo la strada del rap per arrivare precisa.

C

Calcutta – Kiwi
Musicalmente sempre interessante. Poche parole, una storia completa.

Carmen Consoli – Uomini topo
L’ironia tipica di Carmen che racconta del quotidiano vivere e delle sue difficoltà, il tutto in chiave acustica e poco altro, pur senza perdere un piglio rock.

Caterina – Non ti ho detto mai
Voce particolarissima e ben usata, a servizio di un brano originale sia come arrangiamento vocale che come testo.

Cesare Cremonini – Kashmir-kashmir
Modalità anni 70/80, con basso in prima linea a supportare allegramente un concetto tutt’altro che allegro.

Cor Veleno, Giuliano Sangiorgi & Roy Paci – Niente in cambio
Un racconto ipnotico, che comunica scenografie specifiche già mentre lo ascolti. Paci interviene con un ottimo assolo, rafforzando il senso nostalgico del pezzo.

D

Danti & Colapesce – Marginale
Base decisamente 80’s ma connubio vocale ed artistico che funziona decisamente e produce un brano godibilissimo, per nulla scontato anche nel testo.

Delmoro – Filippiche
Melodie geometriche ispirate a band transalpine ma non prima di riferimenti tutti italici. Testo intelligente, musicalmente gode di parecchie incursioni che rendono sempre varia la proposta che resta però pregevolemente lineare.

Diodato – Essere semplice
Brano arrangiato in chiave semplice, che sembra quasi prendere spunto da classici degli anni 60. Ne viene fuori una leggerezza piacevole per descrivere anche problematiche che non lo sono affatto.

E

Eleonora Damizia – Falling in love
Un brano che non passa per italiche concezioni ma che sembra proprio figlio di terre anglosassoni. Pieno sia nel sound che gode di stop e ripartenze efficaci che vocalmente, con riprese e raddoppi degni delle migliori produzioni.

Elisa Rossi – Chiedilo a Dio
La sua voce controllata e cristallina arriva precisa nelle parole. Il tutto tra cambi di tempi, intenzioni e modalità interpretative. Brava, brava.

Emma – Mi parli piano
Canta con passione e pienezza, senza dosare le forze. Una ballata funzionale con un preciso racconto dell’incomunicabilità che subentra tra due persone che iniziano ad allontanarsi.

Era Serenase & Dutch Nazari – Fossili
Progetto ben inquadrato tra rap ed elettropop 80 che farebbe invidia ai tanti producers dell’ italo disco dance dell’epoca. Il pezzo, che parla d’immigrazione ed accettazione degli estranei, ha una buonissima forza d’impatto.

Eugenio In Via Di Gioia – Altrove
Questo brano è qualcosa che li allontana da qualsiasi forma canzone che abbia sentori di già sentito. Sono originali e come loro il brano è in continuo movimento, qualcosa di nuovo che però non suona astruso per le orecchie.

Ex Otago – Tutto bene
Sound che abbraccia un po’ tutta la dance degli anni 90. Il risultato funziona sia come tormentone radio con quel “tutto bene” che ti entra nel cervello che come insieme per non essere dimenticato esattamente 5 minuti dopo.

F

Federica Abbate – Finalmente
Brano con una struttura molto forte, con inciso facile da memorizzare, che però non scade nella banalità, né per testo, né per intenzione interpretativa.

Fefè – Lei non ama
Un reggae che arriva a sorpresa dopo un intro che profuma di soul senza mai toccarlo davvero. E’ un piacevolissimo alternarsi tra mid tempo, reggae appunto, e la forma ballad.

Frah Quintale – 8 Miliardi di persone
A metà tra rap e cantautorato il giovane Quintale rivela anche in questo brano una sua personalità non soltanto vocale, ma proprio di scrittura, che ha questa capacità di avere aperture pop in una struttura canzone che invece è decisamente vicina di più alla modalità rap.

Francesca Michielin – Tropicale
Ritmica elettronica però calda, tropicale appunto, ed il testo che parla di fughe, quelle a cui tutti ambiscono dopo un anno d’impegni. Firma Calcutta e Francesca esegue con giusta intenzione.

Francess – Follow me
La scelta di cantare sia in inglese che in italiano, intervallando le frasi tra loro, crea curiosità ma anche un po’ di confusione. Fisarmoniche alla Gotan Project, cantato suadente alla Maysa, prima vocalist degli Incognito. Funziona.

Franco 126 – Frigobar
Cattura la capacità di riuscire a dare una linea melodica anche cantata alle tracce proposte, grazie ad una scrittura molto più vicina al momento cantautorato che al rap fine a se stesso.

G

Giovanni Block & Flo – Core mio
Block rinuncia a tutta quella ludica ironia ed alla solita ritmica per un pezzo che è racconto della vita del cuore, che affronta le sue croci, i suoi dolori. Il tutto con Flo, una delle voci più interessanti del nuovo panorama partenopeo.

J

J-Ax – Tutto sua madre
Anche Ax, come tanti, ha dedicato un brano al suo figlioletto. Non è una ninna nanna, ma è un vero e proprio racconto delle difficoltà incontrate. Sensibile, accorata senza tralasciare lo scorrere sulla pelle, la sua, e si sente.

Jack Jaselli – Balla
Brano che sembra figlio inizialmente di una dance anni 70 e poi invece si riaggiorna con elementi elettronici e più contemporanei. Voce centrata tra echi e filtrini ed un finale con chitarra funky.

Jack Jaselli – Nonostante tutto
Sound internazionale e composizioni che sono sempre interessanti e si discostano da quello che ci si aspetta dalla maggior parte dei prodotti radiofriendly.

Jack Savoretti – Candlelight
C’è qualcosa di “JamesBondiano” in questa ballatona, almeno nell’arrangiamento musicale ed intenzione interpretativa di intro e strofe. E’ intima ma anche potente.

Jacopo Ratini – Quando meno te l’aspetti
Scrittura intelligente ma piacevolmente pop proposta con linguaggi musicali sempre freschi ed interessanti.

Jovanotti – Chiaro di luna
Arriva dritto e vero. Qui c’è una delicatezza…

K

Kaufman – Macchine volanti
Sound squisitamente pop in perfetto supporto alla voce che è caratteristica pur non dotata di particolari accenti. Anche per essere pop ci vuole un’intelligenza musicale.

Kutso – Che effetto fa
Corsi e ricorsi storici proposti con una forza d’impatto da far invidia ai tormentoni tanto amati dai grandi network che però l’hanno ignorata.

Kutso – Manzoni alieni
Una piccola genialata up tempo, che ha del retrò nella melodia e molta originalità nell’esecuzione e nell’arrangiamento.

Kutso – Uno + una
Originali pure nella forma ballata soprattutto grazie alla voce che ha un vibrato potente che arriva inaspettato e colpisce.

L

Leonardo Malaguti – Invisibile
Scanzonata e allegra per finta,  ricorda da vicino alcune atmosfere “carboniane” .

Liberato – Intostreet
Un pezzo che gioca con la musica e i suoi stili fino a cadenzare in reggae che poi quasi apre a tematiche jungle, restando poi al fine confinata nel mondo stilistico del suo autore/interprete in maniera piena, efficace e soprattutto ipnotica.

Liberato – Me staje appennenn amor
Liberato si veste di una base clubbing per accompagnare un testo dal titolo emblematico. Ispirata e contemporanea.

Luca Barbarossa – La dieta
Questo Barbarossa popolare ha una sua credibilità forte.

Lucio Dalla – Starter
Una perlina non pubblicata fatta di essenzialità elettronica ed una capacità di raccontarci sopra una storia che vivi assieme a lui.

M

Mahmood – Gioventù bruciata
Racconto personale sia a livello di testo che a livello musicale. La voce è sempre particolare con quella vena malinconica che crea ghirigoro naturale attorno al colore black. Bello il finale che lo vede duettare delicatamente con una chitarra.

Maldestro – Spine
Geniale nell’arrangiamento che non ha riferimenti già sentiti. Nel frattempo anche stando fermi, il cuore si muove.

Malika Ayane – Quanto dura un’ora
Una melodia d’altri tempi, con un sound super moderno ed internazionale. Indubbiamente una linea melodica forte che la sua particolarissima voce regala momenti di autentica magia.

Maneskin – Torna a casa
Brano assolutamente centrato. Bello nel testo, nell’arrangiamento che ha possibili crescendi orchestrali e che mette in mostra anche una buona qualità interpretativa rimanendo comunque rock.

Maria Antonietta – Vergine
Originale sia come arrangiamento, quasi essenziale e punterellato di soluzioni evocative ed originale anche nel testo.

Marsica – Te cerco ancora
Funziona la linea melodica del brano, funziona la nostalgia di qualcosa che è stato e che lei ci rende qui precisa, funziona l’arrangiamento minimal che poi diventa ipnotico nella variazione.

Max Dedo – Un posto vero
Clima di originalità sia stilistica che di racconto.

Mecna & Fabri Fibra – Hotel
Duetto rap d’atmosfera, una ballad di stile che può piacere anche a palati che non fanno proprio dell’hip hop la loro ragione di vita musicale.

Miriam – Da domenica a Sabato
Pop/rock con piccoli interventi elettronici convincente e ben integrato in una contemporaneità che non tradisce la parte suonata di un pezzo. L’inciso funziona anche grazie all’intelligenza stilistica finale che integra nella ritmica dei suggestivi fiati.

MirkoEilCane – Gusti
Canta di più in questo nuovo singolo rispetto al brano di Sanremo. Ed è il suono di chitarra che si prende il peso di fare da inciso.

Motta – Chissà dove sarai
Apertura melodica impressionante, Chitarre che fanno molto Le vent nous porterà dei Noir Desire. Ed il racconto arriva completo.

Motta – La nostra ultima canzone
Brithpop condito di atmosfere melodiche che arrivano dagli anni 60. Centrato.

La Municipal – Italian polaroid
Siamo vicini ad un mondo ’70 rivisitato con una propria personalità con un racconto che risulta piacevole e per nulla corrivo.

N

Negramaro – La prima volta
Pop arioso con voce in primissima linea, molto vicino alle cose artistiche con cui si son fatti amare i Negramaro degli albori.

Noemi – Porcellana
Suoni elettronici che Noemi domina con la sua voce sporca.

P

Paola Turci – Eclissi
Tenue racconto del dove finisco io e cominci tu, con punte di elettronica ad impreziosire una melodia ariosa su cui Paola si muove in maniera vocalmente sinuosa, graffiando nell’inciso che dona forza.

Patrizia Cirulli & Mario Venuti – Un altro posto nel mondo
Cover di un brano di venuti già d’atmosfera nel 2006 che qui guadagna magia grazie alle due voci e un accompagnamento scarno ed essenziale.

R

Renzo Rubino – Custodire
Un inciso con melodia senza tempo, molto 60’s, riesce ad arrivare.

Riccardo Sinigallia – Ciao cuore
Originalissima produzione. Un cantautore raffinato che dà nuova prova delle sue abilità mai troppo incensate.

Roberta Finocchiaro – Leaf in a hurricane
Brano che va di diritto in quel pop non pop elegante, molto femminile, stile Norah Jones, Katie Melua e artiste del genere.

Romina Falconi – Le 5 fasi del dolore
Le sue canzoni che hanno sempre alla base una forte passionalità, rapporti di coppia irrisolti. Il linguaggio diretto è la sua forza, non si può non riconoscerle una personalità artistica forte, un distinguersi dalla massa netto e preciso. E’ proprio una cosa a sé.

La Rua – Alla mia età si vola
Pop molto prezioso che riesce a ritagliare dello stile più inflazionato di sempre, un angolo preciso e originale che sia loro.

S

Samuel Storm – Begging
Brano avvincente, anche nell’arrangiamento vocale che lascia i giusti spazi sia alla sua bella voce in solitaria che a raddoppi vocali che impreziosiscono. Potrebbe tranquillamente finire nel repertorio di giovani hitmaker d’oltremanica, tipo Sam Smith.

La Scelta – Alieno
Sound felicemente up, senza scadere mai nel solito. Hanno uno stile, personalità, suonano molto e non cantano mai banalità.

Skelters – Attività paranormali
Il brano funziona nella sua matrice nettamente 80 strappata da concetti e mode di allora.

Sonohra – Ciao
Atmosfere rarefatte per questo brano, corale in alcuni punti e decisamente acustico nella sua linea base. Un’eccezione nel mondo musicale giovane.

Stragà – Debole
Bel vibrato naturale ed inaspettate, rispetto a quanto proposto fino ad oggi, aperture vocali. Colto l’arrangiamento.

T

Tiromancino – Noi casomai
Bella l’apertura dell’inciso che dona forza improvvisa alle delicate strofe.

Tiromancino – Sale, amore e vento
La melodia è regina ed è piacevolissima culla per la voce sempre delicata di Zampaglione che qui mischia sentimento e fughe, vento leggero e pericoli da affrontare.

U

Ultimo – Ti dedico il silenzio
Brano a dimostrazione di una scrittura pulita e diretta che utilizza un linguaggio attuale ed allo stesso tempo non banale e comunicativo a sufficienza. La canzone cresce nel finale.

 

V

Le Vibrazioni – Così sbagliato
Un po’ loro storicamente, un po’ U2, ma sempre sul pezzo, con questo brano funzionale ed incisivo.

Virginio – Rischiamo tutto

Sound elettronico su cui Virginio si poggia gentile, giocando di espressività e meno d’irruenza. Un piacevole mid tempo lavorato quasi tutto in doppia linea vocale che ne potenzia la forza d’impatto, sostituendo appunto un acuto, con un accento musicale più potente.

W

Wrongonyou – Prove it
C’è internazionalità nella sua musica nelle melodie, le aperture e le intenzioni. Un brano che potrebbe far parte tranquillamente della discografia di una grande star, tipo Robbie Williams.

Z

La Zero – Nina è brava
Questa canzone è in realtà due occhi che raccontano un mondo, cose che osservano o che hanno visto. Originalissima.

Zic – Stavo apparecchiando
Il giro armonico che regge la melodia è un po’ abusato nel mondo del pop, ma va detto che Zic ha concepito un brano molto personale, proprio partendo da qualcosa che poteva risultare già sentito. Bella l’evoluzione finale ed il senso di solitudine che pervade il brano tutto.

 

 

 

 

  
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