Le 100 migliori canzoni italiane del 2018 scelte tra i singoli lanciati – Parte 2 – la Top 20

100 migliori canzoni italiane del 2018

Le 100 migliori canzoni italiane del 2018. Si conclude oggi il nostro viaggio nelle 100 migliori canzoni italiane lanciate nel 2018 come singoli. I brani sono stati selezionati dal nostro critico musicale, Fabio Fiume. Nei prossimi giorni invece scopriremo le canzoni preferite di alcuni dei componenti della redazione di All Music Italia.

Dopo aver visto le 80 canzoni messe a pari merito in questo articolo, oggi andiamo a salire nella Top 20 dalla ventesima posizione alla prima. Buona lettura e buon ascolto!

 

20. Nitro – Lucifero
Il rapper racconta qui la ribellione di Lucifero, il suo andare contro Dio, di aver avuto il coraggio di proporsi come anti. In realtà un modo per raccontare le battaglie interne di ognuno di noi.
Affascinante la base che ha diversi cambi, da momenti clubbing ad altri passaggi quasi dub, fino a svuotarsi in altre situazioni riuscendo così a dare maggior peso alle liriche.

19. Laura Pausini – Non è detto
Raramente negli ultimi dieci anni Laura Pausini è stata più centrata di così. Un singolo che riesce a rinnovarla pur ancorandola alla tradizione, a permetterle di vantare il bel canto, ma non a stupidire l’ascoltatore con mugolii o strillini vari, a raccontare una storia ed a comunicarne l’esatta forza, come la grande cantante che è deve sempre saper fare. Qui è da applauso.

18. Little Pier – La natura ride
Il progetto parallelo di Pier Cortese, in collaborazione con Martino Corti e Camilla Salerno, prosegue dando soddisfazione ad un pubblico nuovo, quello che ha bisogno di storie serene, di bel tempo, di favole da portarsi dietro per la vita. Siamo di fronte ancora una volta ad un brano centrato e che gode di una potenza che vince il tempo che passa.

17. Rita Zingarello – Ballo ferma
Arrangiamento interessante perché mette assieme un’attinenza pop/rock con strumenti più classici che rendono il tutto articolato e curioso da seguire. Rita interpreta il tutto con distacco tecnico, come se stesse recitando la parte di quella che si scoccia di ciò che vede. E le viene bene, anzi benissimo.

16. Grazia Di Michele & Ivan Segreto – Folli voli
Che classe in questo pezzo, che bell’amalgama vocale. Il pathos cammina sulla pelle e la delicatezza spinge via ogni rumore di fondo.

15. Salmo – 90 min
Partenza quasi epica e poi via ad una base elettronica che pompa, per raccontare l’Italia, le sue finte speranze attaccate magari ad un mondiale e che servono a nascondere problemi che vedono tutti ma fanno finta di non vedere.

14. Cesare Cremonini – Nessuno vuole essere Robin
E’ una delicata disamina del fatto che nella vita nessuno vuole essere l’eroe spalla, quello che poi va in difficoltà e deve essere aiutato o che pur collaborando attivamente alla riuscita di una prova, non riceve mai il merito.

13. Urban Strangers – Non so
Prima volta in italiano, riescono a restare sempre molto personali e non era poi così facile o scontato. Non da ultimo riescono a rifuggire dalla banalità anche come testo, restando eterei ed originali con la loro elettronica essenziale eppur ricercata.

12. Martino Corti – Chicco e Simona
La storia di un bimbo che s’annuncia nella vita di due genitori quando nemmeno si conoscono e quindi non lo vedono, non lo immaginano e poi quando invece lui è realtà continuano a non vederlo, a non accorgersi in preda alle loro nevrosi personali, al loro non amarsi più, che quel bimbo voleva solo essere notato. Eppure è cresciuto e li ha perdonati…  Poco potere radiofonico, ma tanto merito alla scrittura, sensibile e cruda nella sua innocenza… come sanno essere i bambini.

11. Mina – Volevo scriverti da tanto
Ha sapore delle sue cose di metà anni 70. Mina ritrova un testo giustissimo per lei e lo interpreta con la classe e maestria che le compete.

TOP 10

10. Giacomo Ghinazzi – Touch me
Dance prodotta con grande personalità , che pesca dal passato e si unisce ad un sound contemporaneo senza cadere nel tronfio, restando alto per girare in club più eleganti e non nelle ultime delle discoteche da villaggio vacanze.

9. Maurizio Fabrizio – Nuova vita
Originariamente interpretata da Rossana Casale Maurizio la ripropone semplicemente piano, voce e poco altro in tutta la sua bellezza.

8. Arisa – Vasame
Promossa in napoletano la lucana Arisa, che in ambientazioni del genere rende sempre al meglio. E’ la sua voce che proprio sembra richiamare arrangiamenti caldi e indubbiamente. Suadente e sentito.

7. Alessio Caraturo – Si me vuò bene
Una piacevolissima sorpresa in dialetto questa di Caraturo. Il brano è particolarissimo perché sembra di sentire un classico della canzone napoletana su una base synth anni 80.

6. Subsonica – Respirare
In questo brano sembra particolarmente riuscita la contaminazione tra il sound che è proprio dei Subsonica da sempre, e l’approccio melodico e meditativo espresso dal frontman Samuel nel suo momento solista. Basti ascoltare con attenzione il sound proposto nelle strofe ed il crescendo elettronico a cui propende l’inciso dopo però essere passato attraverso un cantato molto più italiano e melodicamente inappuntabile.

5. Negramaro – Amore che torni
Title track di un album davvero centrato nonché ballata piena di pathos.

4. Ermal Meta – 9 primavere
Romanticissima ballata con cui l’artista da il graffio sentimentale che lascia il segno nel suo ultimo album. In alcuni momenti sembra quasi un rap, che però mantiene un’eleganza base fornita dalla base soffusa che accompagna il mesto rendersi conto che certe bellezze sono passate.

IL PODIO – TOP 3

 

3. Malika Ayane – Stracciabudella
Sound, completamente nuovo per l’artista italo/marocchina. In particolare sono le strofe ad avere una ritmica particolare, prima che l’inciso tracci invece la linea melodica, quella che le brave aspiranti cantanti si aspettano per poterla provinare. Originalissima.

2. Cesare Cremonini – Possibili scenari
Bella già nella versione originale, in quella piano e voce succede che un uptempo melodico ed arioso, diventa una ballad che anziché farsi canticchiare si lascia ascoltare, capire, interpretare e fare propria.

1. Elisa – Se piovesse il tuo nome
E’ una di quelle canzoni talmente riuscite che fatica a farsi odiare nonostante sia da mesi ormai suonatissima. E pare che ne sia convinta pure Elisa se decide di rilanciarla in versione duetto con il suo autore, quel Calcutta che ormai è una bellissima realtà del nuovo cantautorato. Si tratta quasi di una prova di studio, con poco lavoro attorno, tanto che ci sono persino delle imprecisioni vocali e le parti non sono così ben divise. E’ più una chicca insomma che un vero e proprio lancio. Ma la canzone resta bellissima.

 

  
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