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_resetfestival compie 18 anni e porta i selezionati fuori Torino: l’edizione 2026 dal 5 al 10 ottobre

Le candidature sono chiuse: alla call si sono presentati oltre 600 progetti e il programma esce dopo la selezione.

_resetfestival 2026 a Torino: il pubblico seduto per terra durante un incontro del festival
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_resetfestival 2026 si tiene dal 5 al 10 ottobre a Torino, all’Hiroshima Mon Amour, ed è la diciottesima edizione. La novità dell’anno è un circuito live nazionale costruito con Glocal Sound: i progetti selezionati suonano sul palco torinese e poi su altri palchi italiani.

_RESETFESTIVAL · TORINO 2026
Data Città Ingresso
5-8 ott 2026 TORINO
Hiroshima Mon Amour · _reHUB e Music Innovation Hub
Gratuito
9-10 ott 2026 TORINO
Hiroshima Mon Amour · _resetSTAGE feat. Glocal Sound
Gratuito
Laboratori, talk e showcase sono ad accesso libero. Alcuni eventi speciali sono a biglietto e la membership del festival dà un pass per tutte le attività.

_resetfestival 2026: quando arrivano line up e nomi

Il programma esce dopo la fase di selezione, ancora in corso, e le candidature sono chiuse. Alla call si sono presentati oltre 600 progetti, fra indie, rock indipendente, pop, hyperpop, elettronica sperimentale e club culture.

Nelle prossime settimane arrivano i nomi dei mentor e dei tutor che seguono i percorsi formativi, e dei quattro artisti che affiancano i progetti di produzione creativa.

La settimana di _reset: formazione dal lunedì, live il venerdì e il sabato

Da lunedì 5 a giovedì 8 ottobre il festival lavora sui quattro percorsi di _reHUB, riservati a chi passa la call: produzione creativa, management, new media e crew.

Il primo porta quattro progetti a scrivere un brano inedito con il produttore Ale Bavo e la scrittrice Valentina Farinaccio. Gli altri tre guardano al management, alla comunicazione di un progetto musicale e al backstage dei palchi, dai piani di produzione ai contratti.

Accanto ai percorsi c’è Music Innovation Hub, con speed date, showcase A&R e incontri con manager, etichette, booking ed editori. Venerdì 9 e sabato 10 ottobre tocca ai live sul palco _resetSTAGE feat. Glocal Sound, con serate aperte al pubblico fra concerti e dj set.

_resetSTAGE feat. Glocal Sound: si suona anche fuori Torino

Glocal Sound è la vetrina promossa dai circuiti multidisciplinari di dieci regioni e sostenuta dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Chi viene selezionato suona a ottobre a Torino e poi su altri palchi italiani.

I due anniversari cadono insieme: diciotto anni per il festival torinese, dieci per Glocal Sound. Nel 2026 la commissione di valutazione riunisce per la prima volta tutti i circuiti regionali multidisciplinari.

“I progetti emergenti non solo vivranno l’esperienza formativa e il palco di _resetSTAGE feat. Glocal Sound a Torino, ma potranno successivamente portare e programmare la propria musica in tutta Italia grazie alla nostra rete di partner”, dice Matteo Negrin, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo.

Hiroshima Mon Amour, la sede per il secondo anno

Il festival resta all’Hiroshima Mon Amour, in via Carlo Bossoli 83, dopo essere partito dai Murazzi e aver attraversato diversi spazi di Torino. Nel 2024, alla sedicesima edizione, il programma contava oltre cinquanta appuntamenti.

Da Levante ad Anna Castiglia: chi è passato da _resetfestival

Sul palco torinese hanno suonato Willie Peyote, Diodato, Niccolò Fabi, Margherita Vicario, Marina Rei, Cristina Donà, Andrea Laszlo De Simone, Giovanni Truppi, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Ghemon. Levante ci è passata nel 2010.

Fra chi ci ha mosso i primi passi ci sono Anna Castiglia, Francamente, Alessio Bondì, Queen Of Saba, Eugenio in Via Di Gioia, Little Pieces of Marmelade, Fusaro e Rosita Brucoli.

Dal lato del lavoro sono passati da _reset Roberto Genovese (Warner Music Italy), Emiliano Colasanti (42 Records), Roberto Trinci (Sony Music Publishing) e Sara Potente (Dischi Numero Uno/Sony Music). Secondo gli organizzatori le figure professionali formate in diciotto anni sono oltre mille.

Chi produce _resetfestival

Il festival è ideato e diretto da Daniele Citriniti e Annarita Masullo, cofondatori di The Goodness Factory, che lo produce insieme all’Associazione Culturale Verve, formata da operatori culturali e musicisti e attiva come incubatore artistico.

“In un periodo storico nel quale la distanza tra i piccoli palchi e quelli giganti è abissale, continuiamo a credere nelle micro-culture musicali che arrivano dal basso”, dicono i due. Il contributo arriva da Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo.