Festival di Sanremo: i vincitori delle nuove proposte esclusi e quei no immeritati
Da questo approfondimento una proposta: intitolare a Valentina Giovagnini il premio della Critica


Festival di Sanremo: i vincitori della categoria nuove proposte esclusi e quei no che hanno cambiato per sempre le loro carriere. Un articolo di approfondimento che ci porta anche ad una proposta: quella di intitolare a Valentina Giovagnini il premio della critica per le Nuove Proposte.
Il 1984, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, fu l’anno che vide per la prima volta l’arrivo di una categoria dedicata ai nuovi artisti, le Nuove Proposte. Non che negli anni passati i giovani non trovassero spazio ma, un po’ come nelle edizioni di Baglioni (2019) e Amadeus (2022, 2023 e 2024), venivano scelte per partecipare direttamente nella categoria Campioni/Big.
Festival di sanremo e La regola non scritta del passaggio tra i Big
Questa prima edizione delle Nuove Proposte, categoria voluta da Gianni Ravera, vide il trionfo di Eros Ramazzotti. Negli anni successivi molti artisti dalla lunga carriera, da Laura Pausini a Syria, da Andrea Bocelli ad Arisa, avrebbero trionfato tra i cosiddetti “giovani”.
Fin dalla prima edizione esiste una regola non scritta che vede il vincitore di categoria tornare l’anno successivo tra i Big del Festival per consolidare o accertare il proprio successo. Una tradizione che ha trovato negli anni guidati da Pippo Baudo il suo massimo exploit.
I vincitori delle Nuove Proposte promossi tra i Big
Non trattandosi di una vera e propria regola scritta i direttore artistici nel corso degli anni hanno deciso autonomamente se tenerne conto o no. Per esempio nel 1985 vengono promossi da Nuove Proposte a Big dall’anno precedente Eros Ramazzotti e Marco Armani.
Tra i vincitori delle Nuove Proposte tornate l’anno successivo tra i Big troviamo:
- 1984/1985 Eros Ramazzotti
- 1986/1987 Lena Biolcati
- 1987/1988 Michele Zarrillo
- 1989/1990 Mietta
- 1990/1991 Marco Masini
- 1991/1992 Paolo Vallesi
- 1992/1993 Aleandro Baldi & Francesca Alotta
- 1993/1994 Laura Pausini
- 1994/1995 Andrea Bocelli
- 1995/1996 Neri per Caso
- 1996/1997 Syria
- 1997/1998 Paola & Chiara
- 2000/2001 Jenny B
- 2001/2002 Gazosa
- 2002/2003 Anna Tatangelo
- 2007/2008 Fabrizio Moro
- 2009/2010 Arisa
- 2015/2016 Giovanni Caccamo
- 2016/2017 Francesco Gabbani
- 2018/2019 Ultimo
Le edizioni senza la categoria Nuove Proposte
Dalla nascita della categoria Nuove Proposte la stessa non è stata presente nel 2004, 2019, 2022, 2023 e 2024, annate in quanto era presente un’unica categoria. Nel 2004 per il boicottaggio delle case discografiche all’edizione di Tony Renis, e in seguito per scelta dei direttori artistici Claudio Baglioni e Amadeus.
Un unicum lo rappresenta il 1998, anno in cui l’intero podio delle Nuove Proposte, Annalisa Minetti, Lisa e Luca Sepe, otteneva la promozione alla finale Big dell’anno stesso. L’edizione fu vinta proprio da Annalisa Minetti con Lisa terza classificata.
Come potete vedere nei 41 anni dall’introduzione della categoria Nuove Proposte, su 35 edizioni in cui la stessa era presente e senza regole particolari, la regola non scritta è stata seguita per più della metà delle volte, venti.
Pippo Baudo è stato il maggior estimatore di questo meccanismo avendo portato il vincitore di categoria, e non solo il vincitore, nei Big dell’anno successivo in tutte le sue otto edizioni condotte dal 1991 al 2008. La scelta di Baudo di rendere praticamente una regola questo passaggio si basava su una logica fondata, quella che ci ha permesso di ricordarci ancora oggi delle sue “Nuove Proposte” (oltre ai vincitori anche Giorgia, Carmen Consoli, Marina Rei, Silvia Salemi etc…), ovvero il permettere a dei validi talenti di consolidare la notorietà raggiunta tramutandola in successo partecipando di diritto all’edizione successiva in veste di Big.
Insomma l’esatto opposto di quanto avviene nei talent show.
Ed è quando questa tradizione, questa regola non scritta, viene ignorata, che assistiamo all’esclusione di alcuni talenti che, in diversi casi, proprio per questa scelta non riescono ad affermarsi vedendo le loro carriere cambiare per sempre.
Sanremo: in vincitori delle nuove proposte esclusi
La prima volta che volontariamente un vincitore della categoria Nuove Proposte venne escluso fu nel 2004. L’anno precedente, edizione di Pippo Baudo, Dolcenera aveva trionfato tra i giovani con Siamo tutti là fuori.
Nel 2004 la direzione artistica del Festival viene affidata a Tony Renis (assistito da Gianmarco Mazzi che, già dall’anno successivo, diventerà una figura molto importante per la kermesse). Renis non solo riesce a litigare con quello che sarebbe dovuto essere il conduttore artistico di quell’edizione, Paolo Bonolis (subentrerà in corsa Simona Ventura), ma ha forti dissapori anche con le case discografiche. Così le major decidono di non partecipare al Festival e Renis si ritrova in gara solo artisti indipendenti tra cui molti debuttanti, ben 16.
Nonostante Dolcenera fosse un’artista indipendente, oltre che la vincitrice della categoria Nuove Proposte nell’anno precedente, non viene scelta con la sua Un Mondo Perfetto, canzone che poi darà il titolo a un suo disco. Ci riproverà anche nel 2005, direttore artistico Mazzi (conduce Bonolis), ma nemmeno in questo caso verrà scelta. Il brano presentato, Mai Più Noi Due, diventerà poi un grande successo e le permetterà di vincere Music Farm e di tornare ad affermarsi nel panorama discografico e, soprattutto, di tornare da Big a Sanremo nel 2006.
La stessa sorte di Manuela, questo il nome di Dolcenera, avviene alla vincitrice della Nuove Proposte del 2005, Laura Bono. Quell’anno Bonolis introduce la divisione per categoria nella gara (Uomini, Donne, Band, Classic e Nuove Proposte) e la Bono, vincendo, si guadagna la possibilità di concorrere con gli altri alla vittoria dell’intera edizione durante la finale, classificandosi però quinta.
L’anno successivo, direzione artistica sempre Mazzi, conduzione di Giorgio Panariello, proverà a tornare all’Ariston ma la sua canzone, la splendida Che Bel Vivere, non viene accettata in quanto troppo simile per tematica a un’altra canzone già scelta: Com’è Straordinaria la Vita di Dolcenera.
Anche Laura Bono deciderà di partecipare a Music Farm nel 2006 ma nel suo caso non arriverà né la vittoria nel programma, né il ritorno a Sanremo. Dall’anno del trionfo, il 2005, la cantautrice ha presentato diverse canzoni al Festival, da sola o con Le Deva, praticamente ogni anno, senza mai ottenere una nuova possibilità.
Anche il vincitore delle Nuove Proposte del 2006, il cantautore bresciano Riccardo Maffoni, non verrà selezionato per tornare al Festival nel 2007 (conduce e dirige Baudo) e finirà nel dimenticatoio, pubblicando, dal 2006 ad oggi, solo due album.
Sarà proprio Gianmarco Mazzi, al suo ritorno, e a partire dal 2010, a iniziare per primo a ignorare in modo continuo il vincitore della categoria Nuove Proposte. E così Tony Maiello, vincitore nel 2010 con Il Linguaggio della Resa, non verrà scelto con 200 Note (brano poi affidato a Laura Pausini anni dopo, vedi qui) non riuscendo più a trovare la via del grande successo.
Lo stesso accadrà al vincitore del 2011, Alessandro Casillo, giovanissimo proveniente da Io Canto, che anni dopo, e con una forte depressione affrontata, rivedremo ad Amici di Maria De Filippi. Anche in questo caso una partecipazione sfortunata.
Anche Casillo, in tutti questi anni, ha presentato diversi brani a diversi direttori artistici senza mai riuscire a tornare al Festival (tra questi Si lo So e Io Scelgo Te, ma anche un brano con il suo nuovo nome d’arte, ARCO, in duetto con BigBoy, ovvero Sergio Sylvestre).
Nel 2013 a vincere la categoria giovani del Festival di Sanremo sarà Antonio Maggio con Mi Servirebbe Sapere. Fabio Fazio, direttore artistico e conduttore di quell’edizione, sceglierà però di non portare nei Big il cantautore ma punterà su Renzo Rubino, terzo classificato quell’anno nelle Nuove Proposte.
Una decisione anomala che, purtroppo, come per tanti altri prima e dopo di lui, rallenterà considerevolmente la carriera di Maggio.
Nel 2015 e nel 2016 Carlo Conti prende in mano il Festival e sceglie di portare avanti la vecchia tradizione “Baudesca” e così il vincitore del 2015, Giovanni Caccamo, torna tra i Big nel 2016 in duetto con Deborah Iurato, mentre quello del 2016, Francesco Gabbani, è in gara nel 2017, gara in cui tra l’altro trionfa mettendo a segno il record di due vittorie in due categorie diverse in due anni.
Nel 2017, guida sempre Carlo Conti, a vincere sarà Lele, talento che il pubblico scopre ad Amici di Maria De Filippi. Lele non sarà scelto dal nuovo direttore artistico, Claudio Baglioni, nel 2018 e, dopo qualche anno di tentativi andati male, sceglierà di diventare principalmente un autore per altri artisti.
Baglioni avrà la fortuna nel 2018 di avere in gara Ultimo, che trionferà nelle Nuove Proposte e, di ritorno tra i Big nel 2019, si classificherà secondo, dando il via a una carriera di grandi successi e stadi sold-out.
Ad oggi, il 2018 rimane l’ultima volta in cui un vincitore della categoria Nuove Proposte viene promosso tra i Big. Nel 2019, infatti, Baglioni abolirà la categoria, nel 2020 Amadeus la reinserirà, ma porterà nei Big del 2021 non il vincitore, Leo Gassmann, bensì Fasma (trionfatore nelle vendite di quell’edizione). Nel 2022 vincerà Gaudiano, che l’anno successivo, quando a sua volta Amadeus abolirà la categoria come fece Baglioni, non verrà promosso tra i Big.
Con Conti le Nuove Proposte, seppur dimezzate a quattro, sono tornate al Festival e non resta che aspettare di scoprire cosa accadrà.
In conclusione: il peso di un no per i vincitori delle nuove proposte esclusi
Quel che ci sentiamo di dire è che, a parte alcuni vincitori delle Nuove Proposte che, secondo le nostre informazioni, scelsero di non tornare l’anno successivo (Alex Britti, Rocco Hunt, Raphael Gualazzi), la mancata conferma di un vincitore delle Nuove Proposte tra i Big ha determinato in negativo la carriera di alcuni artisti, da Laura Bono a Tony Maiello, da Alessandro Casillo ad Antonio Maggio, da Lele a Riccardo Maffoni, cambiandone per sempre le sorti.
Pippo Baudo, in fondo, ci aveva visto giusto nel portare avanti questa regola non scritta.
la proposta: intitolare il Premio della Critica a Valentina Giovagnini
Tra tutti questi nomi citati, ci sentiamo anche di menzionare lo splendido talento di Valentina Giovagnini, che, vincitrice del Premio della Critica Nuove Proposte nel 2002, non riuscì mai più a tornare in gara a Sanremo, ricevendo il no di Baudo nel 2003 (la sua L’amore non ha fine fu scartata all’ultimo) e nel 2009, di Tony Renis nel 2004 e da Gianmarco Mazzi nel 2005 (anche se si dice che la sua Sospesa fosse piaciuta molto a Bonolis, che conduceva quell’edizione).
Valentina, di cui potete ascoltare nuovamente la musica in digitale e in formato fisico a partire dallo scorso anno grazie a un’iniziativa di ADA/Warner (vedi qui), perse la vita nel 2009 in un incidente stradale e da allora non è mai stata ricordata nemmeno una volta sul palco del Festival di Sanremo.
Ecco, a nostro parere, sarebbe bello e anche giusto, viste le storie di tanti artisti raccontate in questo articolo, che a lei fosse dedicato il Premio della Critica per le Nuove Proposte, così come quello per i Big porta il nome di Mia Martini.




