Le Pagelle ai nuovi singoli in uscita Venerdi 8 Aprile: a stupire sono Galeffi e Angelina Mango
Non convincono Fasma e Willie Peyote con i nuovi singoli
di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · (ultimo aggiornamento il )

Pagelle nuovi singoli italiani in uscita l’8 aprile a cura del critico musicale Fabio Fiume.
Nonostante non sia questa una settimana di uscite eccezionali, non sono mancate comunque una manciata di canzoni che meriterebbero una buona attenzione mediatica. Si tratta per lo più di emergenti o, in qualche caso, di nomi che sarebbero in circolazione già da qualche annetto ma a cui manca ancora la consacrazione popolare. Che sia questa la volta buona? Scoprite chi con le nuove pagelle settimanali.
Partiamo subito.
Aliperti – Isola
Proposta pop basata sostanzialmente sul giro di chitarra elettrica che la sostiene e sulla ritmica che incalza. La parte vocale si bea di un arrangiamento spesso raddoppiato nelle linea, cosa che dona colore ad una voce altrimenti piuttosto monocorde. Nell’insieme carina, ma quell’accento stravolto sulla parola “piangere”… miiii ( come direbbe Aldo di Aldo Giovanni & Giacomo ) ma che fastidio!
Sei=
Bianca Atzei feat. Virginio – Collisioni
In anticipo ad un nuovo album per cui ha atteso diversi anni, arriva un altro singolo ed un nuovo duetto nella carriera della Atzei. Stavolta è Virginio l’artista che arriva ad aiutarla a tenere la macchina su strada. E la strada è in discesa grazie ad una ballata che è giusta nelle corde di entrambe. Mi piace molto ad esempio il fatto che il cantautore di Fondi, che pur ha una voce che sa andare di potenza, sappia mettersi al servizio della sua compagna di traversata, così come lei stavolta abbia saputo piegarsi a qualche delicatezza interpretativa, lei che arriva sempre piuttosto tosta nel suo modo d’interpretare. C’è un accento ( uno ) da vera e propria sindrome di prurito da orticaria però! E che diamine!
Sei+
Biondo – Tutto sbagliato
Ballata in chiave trap dove l’amore è raccontato come un’ammissione di colpe di quel che si è stati, di come ci si è posti. Nel finale interviene una voce femminile che procura un risultato “addolcente” rispetto alla voce invece effettata in maniera metallica del nostro, che chiaramente arriva più fredda. L’artista risulta comunque credibile in questa nuova veste più intima che, al fine, potrebbe rivelarsi una strada concreta da seguire.
Sei+
Cimini – Limone
L’inciso del pezzo è arrangiato in maniera un po’ troppo chiassosa, facendo arrivare difficile seguirne il testo. E’ in particolare colpa di un effetto, una specie di filtro che risulta fastidioso ad orecchio perché invade tutto il resto. I ricordi riempiono la mente con immagini di un vissuto che non è facile dimenticare e sono alla base di questa ballata che poteva risultare più incisiva con qualche accorgimento nell’arrangiamento.
Cinque
Cordio – Hey Vittoria
Inizio con le chitarre alla Summer Night, celebre brano di Grease. A parte però l’intro, la canzone che pur mantiene un sapore retrò, scorre verso un’irruenza meno sofisticata dal punto di vista dell’arrangiamento vocale. E’ tutto più istintivo e liberatorio, come quel è stato meglio così tanto ribadito nel finale, che suona come un fosso scansato. Incisivo e simpatico.
Sei 1/2
Giuliano Crupi – L’amore è inopportuno
E’ questo un pezzo un po’ obsoleto oggi. Si badi, non ho detto brutto, solo un po’ fuori troppo tempo massimo. Sembra una di quelle cose scritte ad inizio nuovo millennio per arrangiamento, di cui apprezzo l’utilizzo degli strumenti veri, un po’ meno la prevedibilità. Cosa questa, la prevedibilità, che mi arriva anche in alcune rime baciate delle strofe.
Cinque
Effenberg – La crisi del mio tempo
In maniera musicalmente elegante questo pezzo non le manda a dire. All’interno si puntualizza su quanto la crisi di questo tempo sia la mancanza delle emozioni più che qualsiasi altra e lo si fa rispettando una metrica che ti cattura e conduce verso un inciso corale dove si sottolinea che il non è essere sempre perfetti, stare in prima linea a meritare l’applauso o l’attenzione. Qualche volta bisogna anche saper accettare di non essere sempre i primi. Buona
Sette
Eugenio In Via Di Gioia – Terra
Alto il messaggio ecologico che gli Eugenio In Via Di Gioia continuano a portarsi dietro. Il loro linguaggio musicale è sempre a metà fra il serio, mai troppo serio, ed il faceto, troppo pensato e suonato per bene per esser preso come tale. In generale qui il risultato non è radiofonicissimo come altre cose, ma resta fedele al loro percorso, ci s’incastona lo stesso. E, tra l’altro, viene fuori con maggiore convinzione la parte vocale.
Sei 1/2
Fasma – Ma non erano te
La sua trap si contamina di influenze rock, di quello tendente al punk di fine anni 90, stile Blink 182 piuttosto che Offspring. La storia è finita, ma non si capisce se per qualche inciucio riportato e non vero o se il nostro se la spassa ma è un bugiardo cronico. Non mi piace per nulla l’affermazione dopo che t’ho sbattuta poi mi sbatti per strada, che svilisce un po’ il discorso che, per quanto crudo e realistico, è pur sempre qualcosa che devono ascoltare i più giovani e magari, esprimersi in un modo diverso non guasterebbe. E se non fosse questa invece la frase, non chiedo scusa per non aver capito, che qui fra un effetto e l’altro, capire un testo è diventato complicatissimo. Puliamo, puliamo ste voci!
Quattro
Galeffi – Divano nostalgia
Grazioso pezzo, arrangiato in maniera easy ma non banale, a metà fra un vintage sessantottiano ed un passo tanghero. L’inciso aperto aiuta la possibilità di un bel canto oggi messo spesso da parte. E l’orizzonte è come il primo caffè fra di noi, cioè una storia che ha un futuro da guardare assieme. Per certi versi “celentanesca” ed il senso con cui lo dico è con accezione assolutamente positiva.
Sette 1/2
Hu – Avec moi
Perfettamente a suo agio con queste tematiche elettroniche su cui la sua voce riesce a viaggiare con la giusta intensità. Anche la propensione al falsetto trova il giusto tappeto sonoro grazie al quale essere percepita nella maniera giusta. Idea utile è stata tenere le linee basse preponderanti nella base; esse riescono a bilanciare la sua voce sottile, a conferire più omogeneità all’ascolto. Direi bene, proprio bene.
Sette
Angelina Mango – Walkman
Continuo a trovare la piccola Mango un’interessantissima nuova proposta italiana. E’ il suo proporsi in maniera modernissima senza però assomigliare alla massa. E poi mi piace la voce e la maniera di modularla quando sale, pur se non ha il pallino di farlo a tutti i costi, riuscendo a destreggiarsi bene anche sulle medie /basse, con un vibrato naturale e con un colore particolare che dona al tutto calore.
Sette 1/2
Willie Peyote & Michela Giroud – Fare schifo
Sempre efficace come racconta storie Willie qui si ritaglia una strofa puramente rap, anche se la sua voce tende sempre ad armonizzare anche già mentre parla. L’inciso è invece cantato ma ho trovato che manchino un po’ di bassi a bilanciare la voce del nostro, che comunque non ha nelle note gravi la sua miglior caratteristica. Michela interviene con due pezzetti ( credo ) di repertorio ad inizio e fine. La storia è si efficace, come dicevo, ma a livello di canzone Peyote mi ha fatto ascoltare tanto meglio.
Cinque 1/2
Rhove – Shakerando
E’ già un successo certificato, tanto che, proprio per questo, solo adesso hanno deciso di spedirlo in radio. C’è qualcosa di nuovo in Rhove, pur facendo un genere che per la sua generazione è quello predominante. E’ l’arrangiamento del pezzo, con la cassa in 4, con la tonalità tenuta volutamente bassa, o forse il racconto che non cede, almeno per questo pezzo poi chissà, ai soliti vezzi dei suoi colleghi coetanei… e peggio ancora quelli col doppio dell’età. Da seguire per capire.
Sei
Nicola Siciliano – Ombrello
C’è un effetto fastidiosissimo sulla voce ( quello con cui parte il pezzo ) che fa proprio muggito di mucca. Slang napoletano veloce, voce che cambia intenzione interpretativa più volte, anche grazie ai tanti effetti usati sulla stessa. E’ una corsa ad ostacoli fra gli effetti effettivamente e una base da studio che non regala momenti da ricordare.
Cinque
Peppe Soks – Na criatura
Canzone sostanzialmente d’amore, di quelli nascosti che non si possono vivere alla luce del sole, proposta in napoletano e con i linguaggi musicali attuali, con voce effettata in vari modi, talmente vari che non sempre sembra stia cantando la stessa persona. Melodicamente la canzone invece segue la sua strada, con un inciso ben definito e fra l’altro facilmente memorizzabile, nonostante la scelta di proporsi con il proprio dialetto e non in lingua per tutti. Comunque piuttosto identificativa, che per un giovane rapper non guasta.
Sei
Tancredi – Isole
Nel Ti parlo di me, fidarmi di te, magari le “e” devono essere un po’ chiuse giacché suonano quasi come delle “a”. La costruzione del pezzo rivela una certa sapienza di scrittura, come del resto già dimostrato. Parlo proprio nelle proporzioni delle parti, nella strofa che si evolve prima di sfociare nell’inciso, dello special, della ripetizione dell’inciso stesso che rende più facile l’empatizzazione ad orecchio col pezzo. Ci sarebbe voluta però qualche parola in più.
Sei






