NEW MUSIC FRIDAY 4 SETTEMBRE 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI
I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
ANNA CASTIGLIA – NIENTE DI ME
Avete presente Max Gazzè nel suo prime? Ecco, la sensazione è che Anna Castiglia ne abbia tratto tanta ispirazione per costruire questo ottimo brano e se prendiamo in considerazione le musiche, l’arrangiamento, il paragone viene ancora più facile.
Sul testo si potrebbe scrivere un trattato ma, per sintetizzarne l’essenza, potremmo dire che la cantautrice siciliana abbia scelto un tema tutt’altro che semplice, cioè quello dell’autoanalisi all’interno di una società che ci vuole sempre più animali sociali, pur magari avendo insito un carattere che vira verso la direzione contraria.
Bisogna fermarsi, allontanarsi dai rapporti umani e, in particolar modo, mettere da parte quegli elementi tossici che li contraddistinguono in qualche caso per valorizzare più se stessi.
Il problema è che la società, come una rappresentazione sempre attuale della maschera pirandelliana, ci impone una grande dose di finzione per riuscire a reggere ogni singola giornata su questa terra, dunque diventa difficile riuscire a fermarsi ma, con un po’ di sforzo, magari ci si potrebbe riuscire per evitare di continuare a non sapere più niente di noi.
Bella riflessione, ottimo arrangiamento, canzone di grande spessore. L’ennesima per Anna Castiglia.
Voto: ★★★★★★★★
8
ARIETE E ANGELINA MANGO – CHE BELLA VITA
Sì, questo è un grande Sì.
La collaborazione inedita tra Ariete, al suo comeback dopo anni, e Angelina racconta una storia semplice, nulla di particolarmente elaborato o che racconti chissà quale storia intensa, ma nella sua semplicità cattura e convince.
Ariete non ha perso il suo tocco indie/emo nella scrittura e unisce le sue parole a quelle di una totalmente ritrovata Angelina che, da Caramè in poi, non ha più sbagliato un colpo.
Se il pop portasse in dono ogni settimana canzoni leggere di questo tipo, la musica italiana sarebbe indubbiamente un posto migliore.
Voto: ★★★★★★★½
7½
WELO, ALVARO SOLER, ROY PACI – IL SOLE
Qui il discorso è semplice: se questa canzone fosse stata pubblicata a giugno sarebbe diventata, senza il minimo dubbio, la canzone dell’estate.
Ha tutto ciò che serve, dal ritmo e arrangiamento giusti, un perfetto mix tra le due voci di Welo e Alvaro Soler (che è tornato nel suo ambiente naturale), un Roy Paci in grande spolvero e anche i bambini che hanno reso un gigante Mr Rain. Magari sono gli stessi, chissà.
Da Sanremo in poi, tra l’altro, Welo è cresciuto moltissimo. La Notte della Taranta lo ha confermato dal vivo, questo brano lo conferma discograficamente. Se continuerà a muoversi così, potrebbe fare davvero grandi cose ma dipenderà solo da lui.
Ripetiamolo con forza: questa è la hit mancata dell’estate 2026.
Voto: ★★★★★★★½
7½
FABRI FIBRA E PINGUINI TATTICI NUCLEARI – GOYA
Uno dei migliori singoli estratti dall’ultimo album di Fibra, in questo caso con il feat dei PTN, in cui si susseguono le solite rime taglienti che uniscono musica, arte, attualità e mondo crime.
E’ il Fabri Fibra ispirato che in un paio di occasioni del recente passato è sembrato smarrito e poco ispirato, dunque ottima notizia. Riuscire a rendere pop tutto l’universo delle crime stories italiane, da Garlasco ad Anna Maria Franzoni, è un colpo di genio che farebbe appassionare, e magari è successo davvero, anche Elisa True Crime.
Zanotti ha il compito di rendere gradevole il ritornello e ci riesce, sfruttando il nome di Goya per far comprendere all’ascoltatore che la vita può essere, anzi è, come i suoi dipinti e quindi un ordinatissimo caos umano e sovrumano allo stesso tempo.
Grande testo, buona produzione e feat azzeccato.
Voto: ★★★★★★★
7
GIANNA NANNINI – MERAVIGLIOSO ERRORE
Non è la Nannini di America, è quella di Sei Nell’Anima e, in tutta sincerità, va bene così in questo caso.
Gianna Nannini torna con una ballatona romantica che, se non si legge nessuna spiegazione della sua autrice, potrebbe essere sia un brano per un compagno, compagna ma anche un brano per un figlio o una figlia.
E’ un testo che racconta un amore universale che non si ferma alle solite storie che ascoltiamo, c’è più un racconto dell’anima che supera ogni avversità ed è un ottimo messaggio di ottimismo in un momento storico pieno di pessimismo.
Tra l’altro, più passano gli anni più Gianna Nannini resta uguale e, anzi, sembra anche ringiovanire. Fenomeno vero.
Voto: ★★★★★★★
7
MALIKA AYANE – DETTO TRA NOI
Siamo nel prime di Malika Ayane, è ufficiale e questo brano lo conferma.
Animali Notturni aveva aperto le porte a ritmi nuovi, Una Possibilità li ha fatti proseguire per l’estate e, adesso, Detto Tra Noi è il terzo indizio che costruisce la prova definitiva.
Il ritornello di questa canzone è molto forte, radiofonicamente parlando questa è una di quelle canzoni che ogni editore sogna di avere in playlist perché ha identità, ritmo, forza per stare in qualsiasi punto della programmazione.
In streaming non ne parliamo neanche, Spotify non è nemmeno da prendere in considerazione per artisti come Malika che devono muoversi su terreni diversi.
Nella base si sente l’influenza della french touch, di un compianto Kavinsky, ma c’è anche quel tocco di Germania che ormai la cantante conosce bene.
Il testo è semplice, classica canzone con una storia d’amore che nulla pretende e nulla insegna ma è costruita attorno a una melodia, un arrangiamento molto molto forte.
Ottimo pre lancio dell’album, davvero ottima scelta.
Voto: ★★★★★★★
7
LIL JOLIE – VOGLIO I MONEY
La parte davvero figa del brano è la composizione, l’arrangiamento che mescola elementi rock con altri punk ma anche alcuni della vecchia new wave figlia dei Joy Division e dei successivi New Order.
Lil Jolie ha creato un bellissimo mischione sonoro che rende felici, senza dubbio, gli amanti degli anni 80 e 90 ma senza risultare ‘vecchia’, anzi ci sono tanti elementi di freschezza a partire proprio dall’impatto di una voce femminile come la sua su un tipo di musica che, per la stragrande maggioranza della collettività, significa solo e da sempre ascoltare uomini.
Da quando questa ragazza ha unito il proprio percorso con quello di Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista ha decisamente cambiato marcia e alzato i giri del motore con una maggiore identità e un percorso che, adesso, sembra molto più a fuoco rispetto agli esperimenti passati.
Per quanto riguarda il testo ci lavorerei ancora ma è interessante notare come non si parli di sole, cuore e amore bensì di rapporto con i soldi e della loro tossicità nelle nostre vite.
Lil Jolie, a poco a poco, sta ricalibrando le proprie convinzioni ed è una cosa molto bella dato che è anche un’ottima musicista. Se l’avessimo persa nei meandri dei venerdì senza ascolto sarebbe stato un gran peccato.
Voto: ★★★★★★½
6½
FRED DE PALMA – RAGAZZINO
Attenzione, allarme qualità per Fred De Palma.
Certo, è una copia ideale di quello che ha fatto Bad Bunny negli ultimi due anni ma comunque sempre meglio della cover dei Los Locos che ha proposto questa estate e che, incredibilmente, ha avuto un successo clamoroso ma ci sta, la new gen non sa chi siano i Los Locos quindi per loro non è mai esistita El Dueno Del Swing.
Quello che stupisce in questa nuova canzone è il testo in cui parla della sua infanzia e della sua evoluzione artistica tra cadute e risalite di questi anni, ricordando amici di vecchia data e situazioni di varia natura che lo hanno visto protagonista.
Sulla tendenza di imitare quello che arriva dall’America latina ormai non vale neanche più la pena dire una sola parola, FDP ha deciso che deve essere così e che la sua vera voce non dobbiamo più ascoltarla ma, per fortuna, in questo brano alla fine decide di abbandonare la versione ‘wannabe Bad Bunny‘ per essere se stesso.
Pochi secondi, certo, ma almeno anche lui si è ricordato come sia il suo timbro e anche questo è un bene. Adesso l’ultimo step da fare è convincerlo di nuovo che lui sia storicamente uno dei migliori freestyler italiani e che debba anche tornare a quello ogni tanto, perché lo meritiamo noi da ascoltatori e lo merita la sua grande tecnica che sembra essere stata accantonata ormai da tanto tempo.
Voto: ★★★★★★½
6½
GIUSE THE LIZIA – LOS ANGELES
Questo ragazzo non ha mai fermato la propria crescita da anni, artistica e umana (ricordiamo che di recente si è laureato, stoppando per un periodo la sua carriera che adesso è ripartita a mille), quindi ci sta una piccola battuta d’arresto che, però, non si trasforma in un effetto boomerang negativo.
Spieghiamo per bene: Giuse The Lizia ha sempre proposto qualcosa che andasse fuori dai binari di ciò che la discografia, il mercato chiedeva e lo ha sempre fatto con lena e ottimo giudizio.
Capita, durante un percorso, di tornare in quei binari che però risultano un po’ noiosi se si è abituati a toccare le stelle con un dito mentre si spicca il volo come dei Peter Pan.
Il problema di questa Los Angeles è esattamente questo, è una canzone normale creata da un ragazzo che ci aveva abituato fin troppo bene. Qui siamo in un territorio già esplorato dai vari Frah Quintale e compagnia cantante, Giuse ha scelto la via più semplice per tornare sul mercato e può anche essere comprensibile, però diventa inevitabile notarne i punti critici.
Intendiamoci, la canzone non è brutta e se la consigliamo è perché nel suo campo fa egregiamente il proprio lavoro con quelle venature itpop, indie puro che tanto bene fanno sempre ai millennial, ma di certo non possiamo mettere da parte che da lui ci si aspetta sempre il coupe de theatre.
Nel testo si cita la sua, la nostra Palermo come città dove vivere un appuntamento con la donna amata che, nella sua attesa, fa venire in mente vari flashback d’infanzia.
Il percorso continua, speriamo con una nuova capriola e non con la corsetta classica.
Voto: ★★★★★★½
6½
ALFA, GIGI D’ALESSIO – GENOVA E NAPOLI
Chi vi scrive non è un fan di primo pelo di questo genere di canzoni, ma quello è un gusto personale e lo lasciamo nel cassetto perché, in realtà, questa canzone aveva un obiettivo molto più grande, sociale, e solo per questo merita rispetto.
Alfa è di Genova, Gigi D’Alessio di Napoli e le due città sono gemellate, un sodalizio che attraversa i confini marittimi e atterra sui campi di Marassi e del Maradona. L’intento era quello di rinsaldare questa unione cittadina e ci sono riusciti.
Parlando del brano, il punto focale su cui concentrarsi è che, ascoltandone i dettagli, c’è molta più Napoli che Genova, dunque non siamo di fronte a un organico 50 e 50 di influenze, cultura sonora e impatto. D’Alessio e la musica in salsa partenopea sovrasta l’aspetto genovese del progetto.
Alfa poteva portare molti più elementi cantautorali e musicali legati al proprio patrimonio e a quello della sua città, invece nonostante sia lui l’artista accreditato come principale resta un po’ sulle retrovie di un suono molto più campano.
Anche nel testo manca Genova, con un ritornello di D’Alessio nel suo dialetto che pone subito l’interrogativo sul perché non ci sia un contraltare ligure.
Insomma, da 50/50 siamo passati a 70/30 ma, tutto sommato, il brano non è male. Si lascia ascoltare e nel pop melodico brani del genere si incastrano molto bene con la nostra cultura moderna.
Voto: ★★★★★★
6
SHIVA – BUGIE
Ma quindi è iniziato il percorso verso la redenzione per andare a Sanremo? Bugie, questo nuovo brano, sembra andare nella direzione della cittadina ligure.
Nessuna parolaccia, nessuna parola strana, testo d’amore triste, nessun flex di borse, macchine, tatuaggi, soldi. Incredibile, Shiva sembra un trapperino come tanti altri che parla d’amore. E chi se lo sarebbe mai aspettato.
Musicalmente c’è pochissimo da dire, è una canzone con un classico beat trap senza nessun guizzo, un loop costante dall’inizio alla fine della medesima battuta e fine.
Da SMG, uno degli aborti musicali peggiori degli ultimi vent’anni della musica italiana, siamo arrivati fino a qui. Shiva è diventato grande, chissà quanto e se durerà.
Sarebbe curioso anche capire come l’abbia presa il suo fandom, sempre molto restio ad affacciarsi al poppettino sentimentale da radio.
Voto: ★★★★★★
6
PAGELLE NUOVI SINGOLI 4 SETTEMBRE 2026 – I BOCCIATI DA AMI
LAURA PAUSINI – SIAMO SOLI NELL’IMMENSO VUOTO CHE C’È
Finalmente una cover che non faccia pensare “ma perché?” da parte di Laura Pausini, questa fa parte del suo universo musicale e, infatti, la sua voce ne esce molto bene.
Il problema del brano è l’arrangiamento, come spesso abbiamo ribadito nei mesi passati. Paolo Carta, da crediti, è l’unico responsabile degli arrangiamenti dunque sappiamo con chi parlare.
Mentre si ascolta il brano si notano dei piccoli rumori molto fastidiosi di quelli che sembrano essere dei jam block che, per chi non lo sapesse, sono quei piccoli blocchi colorati che ogni tanto vengono suonati dai batteristi e possono essere in plastica o in legno (woodblock).
Risultano fastidiosi perché non amalgamati con il resto della base, troppo ma davvero troppo alti e ti fanno perdere completamente il filo dell’ascolto, così come anche è troppo alto il volume delle chitarre (ammesso che siano più di una). Sono tutte accortezze che, però, vanno oltre l’udito di un addetto ai lavori e risaltano anche a un orecchio poco allenato.
Sono i piccoli elementi che fanno la differenza e, in questo caso, c’è un oggetto letteralmente piccolo che fa la differenza ma in negativo e inficia il benessere d’ascolto dell’intero brano.
Per il resto, è una cover quindi nulla da dire sul testo mentre sull’interpretazione abbiamo la solita Pausini che spinge, spinge sempre con le uptempo fino a dare la sensazione (ovviamente a chi non conosce la materia) che quasi stia urlando ma non è così, solo che questo spingere non sempre è positivo.
E’ pur sempre Laura Pausini, alziamo le mani e rispettiamo la sua grandezza ma se possiamo essere utili a far notare degli aspetti tecnico pratici che potevano rendere il risultato finale migliore allora eccoci pronti a operare.
Voto: ★★★★★½
5½
RHOVE – PER TE (FOLLOW THE SUN)
I problemi di questa canzone sono due e non risolvibili, forse, neanche in ottica futura.
Il primo è il modo di stare sul brano di Rhove con il proprio timbro, troppo fotocopiato e mutuato da quello del suo vecchio amico Shiva. Se chiudi gli occhi e nessuno ti dice che stai ascoltando Rhove, puoi in tutta serenità pensare che Shiva abbia fatto un brano estivo dove parlare di bella vita, sole e mare. E invece…
Il secondo è la scelta del brano originario perché Follow The Sun è uno di quei brani che bisogna saper maneggiare con cura, ha una sua potenza espressiva e artistica che, ancora oggi, lo rendono uno dei brani più rappresentativi della stagione estiva nonostante siano passati tanti anni dalla sua prima pubblicazione.
Sia chiaro, Rhove ha avuto il permesso diretto del suo creatore, Xavier Rudd, per realizzare e portare avanti il pezzo ma all’ascolto l’operazione, per quanto simpatica, mette inevitabilmente a confronto nelle orecchie degli ascoltatori questa nuova versione e la prima.
Meglio la prima del 2012, senza dubbio.
Voto: ★★★★★
5
GIUSY FERRERI – VUOTO COSMICO
Il titolo potrebbe involontariamente dare un assist per spiegare tante cose della musica italiana e delle scelte che vengono prese e sono state prese in questi anni, totalmente sbagliate o fuori fuoco, come anche alcune di Giusy Ferreri, tra cui ostinarsi a fare canzoni pop di questo tipo che con il suo timbro non riescono a legare molto.
La Ferreri ha da sempre una spiccata propensione timbrica per le canzoni del mondo jazz, soul ma questo mondo, purtroppo, lo ha toccato solo marginalmente e in pochissime occasioni.
Questo è un nuovo esempio di brano con cui prova a reinserirsi in un mercato ormai chiuso per tutti quelli che appartengono alla sua generazione, purtroppo, non riuscendo però a far emergere appieno tutte le sfumature della sua voce.
Per quanto riguarda la canzone, ispirazione forte ai lavori di un Mark Ronson d’annata, dai tempi di Amy, con una sezione di fiati che prova a dare corpo a un ritmo quasi sincopato della batteria che tiene alta l’attenzione e non ti permette di prendere fiato.
Di certo è un passo in avanti rispetto ai precedenti brani che ha proposto ma siamo ancora lontani da un concetto di ‘hit’.
Voto: ★★★★★
5
SAL DA VINCI – FUGA D’AMORE
Una delle tante canzoni del nuovo album di Sal Da Vinci che riprendono la versione più basica del pop italiano e sempre nei ritornelli. In questo caso c’è un po’ di accenno a Mina, alla sua Ancora Ancora Ancora che non guasta mai, ma non soltanto.
Sal è così, gli ultimi suoi anni sono stati sfavillanti grazie alle reprise di Pensiero Stupendo di Patty Pravo ai tempi di Rossetto E Caffè, hit clamorosa, e ha continuato su quella linea perché oggettivamente funziona e anche tanto.
La cassa in quattro di questo nuovo singolo coinvolge, la sua voce è sempre pulita e il testo strappamutande fa sempre la sua figura su di lui, che ci ha vinto un Festival con una canzone da matrimonio.
Insomma, funziona tutto ma il problema è che la formula è ormai rodata da tre anni e inizia a stufare. Solo il tempo dirà se avrà avuto ragione lui a scegliere questa canzone come nuovo singolo o meno ma di certo, a primo impatto fuori dall’album, quel senso di stanchezza d’ascolto inizia a subentrare.
Voto: ★★★★★
5
LIGABUE – QUALCOSA PER TE
Ad un certo punto, subito dopo ferragosto, Ligabue sceglie di ribaltare il piattume del nulla estivo di pubblicazioni a causa degli uffici discografici chiusi per ferie e pubblica un nuovo singolo, Qualcosa Per Te, che fa anche da colonna sonora al suo documentario.
Purtroppo Liga sembra ormai incastrato nella sua stessa leggenda e non riesca più a uscire dal labirinto dei suoi pochi e ripetuti accordi.
Se svisceriamo la sua discografia, brani con questi accordi ne troviamo, minimo, una decina a star stretti ma il problema non è nemmeno quello. Il punto è che da anni, e questo nuovo brano ne è la conferma, Liga non riesce più a trovare un’idea innovativa sia nelle progressioni sia nei testi.
E’ come se fosse entrato in quel loop di pensieri che gli fanno credere che raggiunto un certo status non importi più cosa si proponga al pubblico, tanto qualsiasi cosa può andare bene perché basta il curriculum.
Vero, ma fino a un certo punto perché questo è tutto credito ma, alla fine dei giochi, il credito finisce e il loop creativo diventa una prigione. Anche solo una volta, Liga, fai qualcosa di diverso rispetto agli ultimi anni di carriera che hai proposto al pubblico.
Voto: ★★★★
4
LIL KVNEKI – QUESTA CANZONE NON È PER NESSUNO
Titolo palesemente ironico per 1/2 degli Psicologi che torna con un brano solista e la voglia di citare anche La Gatta di Gino Paoli per sottolineare la leggerezza di tutta la sua canzone.
Fin qui tutto ok, se non fosse che il brano abbia una durata di 2 minuti e 46 secondi ma, per la pesantezza di tutta la sua composizione, dell’arrangiamento unito alla sua voce sbiascicata come se gli scocciasse, sembra che duri 10 minuti in loop senza via d’uscita.
Ecco, il problema maggiore di questo brano che affonda palesemente le radici nella bella musica italiana degli 50 e 60 è proprio la pesantezza della voce del suo interprete e autore.
Cantare così ti rende riconoscibile, forse, ma fa cadere le palle da golf in una buca piena d’acqua e risollevarle diventa impossibile.
Voto: ★★★★
4
WAX – CHE SENSO HA
Prendete una qualsiasi canzone pop di Alfa o Bresh, togliete le loro voci per mettere quella di Wax ed ecco qui un brano che ti fa pensare “ok, la novità dove sta? Qual è l’elemento armonico, testuale o semplicemente d’impatto artistico che dovrebbe spingermi a riascoltare il brano?”
Per molti tratti sembra di stare ascoltando una speed up version del brano sanremese di Bresh, ma speed up neanche di tanto perché i bpm saranno più alti di pochissimo.
Per quanto concerne il testo, canzone con un testo semplice e senza nessun guizzo grammaticale, lessicale. Resta tutto molto in superficie, non si scava e non si approfondisce, non si studia per tentare un cambio di paradigma, di linguaggio, di racconto.
Si usano sempre quelle parole, a rotazione, senza cercarne di nuove. Eppure la lingua italiana ha miliardi di parole e i libri aiutano a scoprirle, chissà perché alla fine si usano sempre le stesse come in questo caso.
Voto: ★★★★
4
ADRIANA – MENEINTENDO
Era il 2020 quando, personalmente, conoscevo per la prima volta questa cantante e ne apprezzavo le doti, c’era il germoglio di qualcosa che poteva diventare enorme e che, invece, è rimasto sempre nelle retrovie e chissà come mai.
C’era un’identità specifica, un suono che le stava cucito addosso molto bene e lei, in più, sapeva e sa cantare davvero.
Cosa è successo in questi sei anni? Cosa ha investito la mente di Adriana a tal punto da farle pensare, oggi, che creare un singolo facendo esattamente le stesse cose che fa Beba potesse essere una buona idea?
Adriana è entrata nel giro del rap per tentare di restare a galla, magari ci crede davvero e voleva fare questo fin dal principio, ma per chi come il sottoscritto la conosce artisticamente da svariati anni come fruitore risulta davvero un peccato sentire un downgrade identitario del genere.
Poi, attenzione, nel testo ci sono anche degli spunti interessanti come la dipendenza dal mondo digitale che è un tema su cui porre tanta attenzione. Il problema, qui, non è il testo. Il problema è come sia stato cantato e interpretato.
Voto: ★★★★
4
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