Pagelle Nuovi Singoli in Uscita Venerdi 3 marzo: splendido ritorno per Diodato superato solo dalla “Let it be” di Marco Mengoni
Questa settimana ci sono ben quattro canzoni che superano il 7 e mezzo nelle pagelle del nostro cattivissimo critico

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 3 marzo a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.
E a tre settimane dal Festival di Sanremo si riparte con le novità settimanali anche da parte dei cosiddetti big della musica. In questa settimana infatti artisti importanti si lanciano con l’uscita di nuovi singoli, andando a sfidare l’egemonia fin qui dettata dall’ottimo responso avuto dai brani in gara presso la riviera ligure. Non mancano chiaramente anche parecchi artisti emergenti o in rampa di lancio da un po’. Vediamo come è andata.
Vi ricordo i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere negativo ma è variabile in base alla canzone.
Cliccate in basso per la prima parte della pagelle nuovi singoli del 3 marzo 2023.
Pagelle nuovi singoli 3 marzo 2023
Lolita – Comprami
Ma che senso ha fare una cover di cui riscrivi il testo, ( per altro al limite della prostituzione d’alto borgo ) ma lasci motivo della canzone ed interpretazione assolutamente uguale? Se devo sentirmi il pezzo mi vado a risentire la Valentino sinceramente, mi vado a sentire l’originale. Cover a mio avviso assolutamente inutile.
Tre
⭐⭐⭐
Kid Yugi – Minaccia
Che brutta scelta questa di proporsi con questo tono fastidioso, scuro. Sarà pure adatto al tipo di proposta, ma sinceramente ne ho fin sopra i capelli di giovani proposte che cantano, rappano, trappano, solo di brutture, in un modo brutto, scuro, nervoso.
Quattro
⭐⭐⭐⭐
Leon Faun – Vestito male
La canzone si muove su una base tutta giocata su un paio di note messe in croce, in cui l’artista si destreggia a metà fra rap e qualche momento cantato che però è tutto un po’ monocolore. La parte finale poi è addirittura un po’ confusa a causa dell’enfasi con cui viene vestita la base, concludendosi poi di colpo, senza nemmeno toccare i due giri e mezzo di orologio.
Quattro 1/2
⭐⭐⭐⭐✨
Liberato – ‘O Dj
Il misterioso artista partenopeo qui si piega alla modalità dance ed anche la sua voce, l’unica cosa di cui potevamo almeno essere sicuri, si piega all’artificialità. Il brano però è solo una nuova versione di un mood già sentito che sta sinceramente iniziando a risultare ripetitivo. Forse ripiegare sulla dance era il modo per variare un po’ sul tema. Però arriva tutto un po’ plasticoso.
Cinque =
⭐⭐⭐⭐⭐=
Numa – Il futuro è degli ingenui
Brano molto classico nella sua esposizione, sembra quasi figlio degli anni 90 musicali. Si mettono assieme cose italiane tipo cantanti sanremesi di quegli anni nelle strofe, con un inciso che ricorda aperture alla band irlandese dei Corrs. Bella voce, potente e chiara ma pezzo tutto sommato un po’ fuori tempo massimo, figlio di un periodo musicale che, come le mode, potrebbe anche tornare, ma in questo momento è chiuso dentro i ripostigli del tempo.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Rea – Blu
Blu, nel senso inglese del termine, ovvero tristezza. In una base piuttosto prevedibile, c’è l’intelligenza di una chitarra che si diverte a punteggiarla qui e li per un testo che dice in maniera però piuttosto leggera che quando uno vuole stare da solo, vuole stare da solo, c’è poco da fare. Mi sembra tutto un po’ leggerino, che non lasci chissà quale segno.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Giorgieness – Eclissi
Ho spesso definito la voce di Giorgieness come impertinente; qui l’artista spariglia però le carte e si veste di una delicatezza che arriva inconsueta e per questo sorprendente. Quando facciamo l’amore ci guardano tutti è una frase che può aprire a mondi voyeuristici che però poco invece c’entrano col brano, volutamente retto da una chitarra e qualche gioco d’atmosfera che poi in alcuni passaggi risucchia fra i suoi echi anche la voce. Avrei lasciato esplodere l’inciso però, giacché il pezzo, così come proposto, rimane tutto troppo sulla stessa corda.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨
Miriam Masala & Foresta – Frastuono
Un brano di ripartenza per entrambi gli artisti, qui uniti assieme. Tuttavia il pezzo, pur ben cantato, soffre un po’ di quella sensazione di attesa continua; sembra che debba esplodere da un momento all’altro ma questo non avviene. E con due voci come le loro è un estremo peccato.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨
Vale Lambo – U & me
Testo semplicissimo, mi verrebbe da dire quasi neomelodico nel senso non nobile del termine, anche nell’uso dell’inglese di cui vengono prese frasi molto facili, di uso comune. La base però ha una buona produzione e scosta un po’ dalla tipologia di musica succitata e che personalmente lo avrebbe affossato. Non arriva comunque ad una sufficienza sicura.
Sei=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=
Davinci & O’Tsunami -Si Te Ne Vaje
Francesco, figlio d’arte di papà Sal e nonno Mario, torna cambiando leggermente il suo nome d’arte, usando solo il cognome e scegliendo una strada stilistica urban che musicalmente non ha grandi punti di novità e che ha parecchi momenti vuoti, dove però lui riesce a fornire una potenza melodica con la sua voce che quegli spazi li riempie. La seconda strofa è ceduta completamente al rapper O’ Tsunami ma dopo il secondo inciso il pezzo si tronca, comunicando con estremo peccato, senso d’incompletezza. Poteva andare oltre la sufficienza ed invece li si ferma.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Lovegang126 & Gemitaiz – Marciapiedi
Brano scorrevole che unisce un sentimento rap che profuma di anni 90, quello fatto da artisti come Sottotono e simili, con soluzioni più vicine al mondo trap, quindi attualissimo. Il collettivo che mette assieme un po’ di vecchi amici, tutti suffissati col 126 numerico, s’allarga qui alla partecipazione di Gemitaiz, finendo col rappresentare un bel po’ di scuola romana, almeno quella urban. Ninete di nuovo nell’insieme, solo un’orecchiabilità spiccata. Ci sarebbe però voluto un inciso di chiusura.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Narciso – Stringimi forte
Non mi piacciono molto alcuni manierismi del modo d’interpretare dell’artista, che ha anche qualche richiamo “mengoniano” nel suo cantare. Il brano è fortemente teatrale, anzi, mi verrebbe da dire quasi da colonna sonora di una pellicola noir. Tuttavia nell’insieme funziona, e pur non piacendomi alcune sfumature, come detto prima, esse sono però assolutamente giuste e calibrate per il tipo di proposta, che si rivela quindi d’insieme accettabile.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Bais & Galeffi – Venezia
Venezia come scenografia di questa storia che va e viene come l’alta marea. La linea melodica è di quelle che si possono ricordare facilmente pur senza essere banale. La base avrebbe dovuto essere però più potente, magari con una strumentazione ritmica di maggior presenza, rispetto a soluzioni synth piene di echi e quindi meno reali, meno sicure. Sicuramente nell’insieme molto accettabile.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Måneskin – Baby said
La band romana che si è spinta sulle vette del mondo, viene fuori adesso con un singolo uptempo particolarmente orecchiabile e la cui matrice rock è contenuta in un binario educato. C’è un po’ meno imprevedibilità 70’s e un po’ più di mestiere 90’s. Tuttavia colpisce non poco lo special del pezzo, che rallenta i ritmi e poi, con la guida della chitarra di Thomas ricresce e si trascina verso un finale ben tenuto a livello di tensione, come nella migliore tradizione di stile.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Nitro – Control
Il tema del brano mi ha ricordato un po’ l’interrogativo lanciato da Bracco Di Graci nel lontano 1993, tu da che parte stai, Guardia o Ladro? Cambiano i toni, cambia la potenza dell’espressività rispetto ad un’edulcorazione di 30 anni fa, ben superata oggi. La base è bella carica ed è ottimo appoggio anche per la potenza che l’artista ci mette nel proporre il suo messaggio.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Matteo Paolillo/ Clara – Origami all’alba
Brano che ha trovato già il suo “posto al sole” grazie alla sua presenza nella colonna sonora della serie di successo “Mare Fuori“. Il pezzo conosce due interpretazioni diverse. Quella di Matteo Paolillo è più chiara nel testo anche se la voce è molto lavorata e potrebbe invece anche farne a meno.
La versione femminile, proposta invece da Clara, è un po’ mangiata nelle parole, con sillabe che si accavallano rendendo un po’ meno comprensibile il testo, anche se con maggiore personalità interpretativa. Il brano è comunque una moderna ballad basata su piano ed accompagnamento, che ha un potere evocativo non indifferente e non a caso è già diventata una hit per i milioni di fans della serie.
Sette ( per entrambe le versioni )
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Nashley – Per starci in due
“Quando avrò un figlio proverò a fare meglio”, “io che non ho avuto mai niente…“. Sincero discorso di un figlio verso un padre probabilmente andatosene troppo presto, reso in chiave rap, ma con una rabbia sana, una rabbia di ricerca verso una stabilità non avuta quando senti, da bambino, dovrebbe esserti garantita. Qualche accento messo un po’ a caso, male di questi anni, perdonabile nel contesto di un brano invece che merita un ascolto in più.
Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Erio – Avere fede
Il particolarissimo artista apprezzato già a X-Factor, torna sulle scene con una brano che gli permette di lavorare d’interpretazione, lavorando di delicatezza, di sussurrati che si alternano a voce piena e falsetti. Testo molto intimo, profondo, che grazie ad una base eterea, piena di pathos su cui le note cangianti di continuo, nella scelta d’emissione, come prima detto, dell’artista arriva dritto, preciso e assolutamente corretto nel suo messaggio.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Tiziano Ferro – Addio amore mio
E’ uno dei brani migliori del controverso ultimo album di Tiziano Ferro. E’ la perfetta congiunzione delle due anime dell’artista, quella dal sapore elettroblack ma con grandissime influenze 80/90 e le possibilità melodiche di cui è sempre stato padrone e che spesso ha saputo esprimere in ballate bellissime e che qui invece vengono declinate all’up tempo. In questo ritmo serrato, vince la capacità dell’artista di riuscire a parlare di un tema importante quale la depressione, argomento delicato che è stato protagonista purtroppo anche della sua vita. Questo è il Tiziano che vince. Sarà sufficiente per riprendere le sorti di un album andato così così?
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Diodato – Così speciale
C’è una potenza espressiva in Diodato che è la sua caratteristica maggiore e che arriva all’ascoltatore in maniera del tutto naturale. Qui l’artista racconta delle insicurezze che la paura di vivere a volte può lasciarci, anche perché le cose più semplici, una abbraccio, un altro bacio, o semplicemente la vita non è mica detto che resti immutabile e sempre possibile? E spesso ci si rende conto di cosa abbiamo avuto di così speciale solo quando l’abbiamo perso. Solo che lui lo sa dire in maniera diretta, solo voce e piano iniziale, e poi potente con tutto il resto dell’accompagnamento.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
E la Golden song della settimana è…
Marco Mengoni & The Kingdom Choir – Let It Be
Li abbiamo ascoltati nella quarta serata del Festival di Sanremo appena passato, dove si sono aggiudicati il premio come miglior cover. Marco acchiappa tutto ha dato qui magistrale prova della sua duttilità vocale, capace di tenere testa ad un coro gospel di pregevole preparazione e resa. Il brano è un classico beatlesiano che è stato riarrangiato rafforzando la coralità a cui si è sempre facilmente prestato, basti ricordare la versione benefica del 1987, realizzato da star inglesi, tutte assieme. Marco qui vola letteralmente con la voce.
Otto 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨





