26 Marzo 2021
di Interviste, Recensioni
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26 Marzo 2021

Pagelle ai nuovi singoli italiani in uscita il 26 marzo 2021

Ornella Vanoni, Mario Biondi, Amedeo Minghi e tanti artisti emergenti

Pagelle nuovi singoli
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Pagelle Nuovi Singoli del 26 marzo 2021.

E quest’anno tarda ancora la ripresa delle uscite italiane importanti. Presto detto il motivo, è che semplicemente i brani di Sanremo stanno funzionando come ai bei tempi e quindi nessuno rischia, a parte gli emergenti che camminano su binari a se, e da cui spesso solo uno, se va bene, arriva a destinazione, di bruciarsi un nuovo pezzo. A parte la Vanoni e Minghi, questa settimana anche se, alla loro veneranda età possono altamente fregarsene se le radio li appoggiano o meno.

Ecco quindi a voi le nuove pagelle…

Paolo Audino – Pane

E’ un invito a guardare alla vita con occhi buoni, perché si sta meglio a sentirsi buoni, anche semplicemente dando da mangiare ad un uccellino che si poggia sul davanzale per aspettare del pane. Il pezzo non esce però da quell’atmosfera un po’ da oratorio, soprattutto nell’inciso.
Quattro


Simone Barotti – Amami da ora

Un po’ dance, un po’ reggaeton, la base, un po’ troppo trattata la voce con quel continuo e fastidioso effetto “flattante”. Ma perché dobbiamo continuare ad ascoltare cantanti che non sanno cantare? Sorvoliamo poi sul racconto, banalissimo.
Tre


Mario Biondi & Incognito – Lov Lov Love

Pur conoscendo Mario, non ho mai avuto occasione di chiedergli se gli Incognito sono tra i suoi miti, ma diciamo pure che non ne ho bisogno; lo do per scontato. Qui sono assieme per un pezzo che suona molto nel modo proprio della band, che Mario fa suo, con la sua voce cavernosa e che inspessisce tutto. Il pezzo funziona di brutto, ma per palati notturni e per cui la musica è una compagnia irrinunciabile, non certo per chi la usa come riempitivo dei momenti buchi.
Sette


Pier Cortese – E’ per te

Seguo Pier e lo apprezzo da sempre. Trovo però questo nuovo singolo una proposta che non ha nel mondo radio e tv il suo motivo di esserci se non in contesti specifici. La coralità dei bambini, così come il finale recitato, ad esempio lo rende adatto ad essere proposto in situazioni benefiche. Ora, non è che uno debba fare per forza cose adatte alla promozione, ci mancherebbe, ma allora perché farle uscire in radio?Senza Voto


Patrick De Luca – Voglio dirti qualcosa

Pezzo semplice, di positività, di cambiamenti di stagioni senza cambiare come persone. Inciso orecchiabile ma anche un filino infantile, come infantile è la presenza vocale, nonostante si vada per i trenta. Ci vorrebbe un po’ più di presenza, pur mantenendo questa solarità generale.
Cinque ½


Serena Di Palma – Tic tac

Non sarebbe male nemmeno l’idea del pezzo. Non capisco però questo tenerla tutta un po’ schiacciata, soprattutto nell’inciso dove la voce dovrebbe esplodere, anche se le parole dello stesso, diciamo che potevano essere scelte con più cura. Se si vuole descrivere la relatività del tempo, di quanto possa essere velocissimo o lento, a seconda delle situazioni, si potevano trovare esempi migliori della farfalla o della tartaruga.
Cinque


Gabe – Afferrarsi

Ballata di buona costruzione però interpretata un po’ in maniera monocorde , persino nei toni usati per le parti parlate. Lascerei andare le basse poi, perché la voce diventa davvero impalpabile, perdendosi in una base che non è nemmeno così corposa da giustificare la cosa.
Cinque


Alex Guerrieri – Dimmi che c’è

Ascoltando questo pezzo, non riesco ad uscire dall’idea che manchi qualcosa. Forse è nella base, che è basata sulla ritmica ma che tiene le chitarre troppo basse per far spazio ad una voce che ha poco corpo e non riesce ad occupare gli spazi vuoti. Colpa anche della scelta interpretativa troppo impostata, come a volersi dare un tono.
Quattro


Guidobaldi – Ponte vecchio

La curiosità di sapere come lei parla di te dopo che vi siete lasciati. La canzone ha il velo malinconico dell’attesa di un ritorno dopo la fine. L’arrangiamento è piuttosto essenziale ed il cantato è molto libero, senza badare alla bella emissione, tanto da azzardare anche qualche nota più lunga e aperta che, live, potrebbe rivelare più problemi di quanti già non siano proprio nascosti nella versione disco. In linea con il cantautorato attuale, quello che mi piace definire svogliato.
Sei =


Hale – Perdere tutto

Ballata di importante presenza vocale, che gioca quasi a rimbalzo con la base pomposa e perfettamente in linea con la proposta. La voce è interessante anche se direi che acquista maggiore corposità quando si propone tenuamente rispetto a quando incalza.
Sei ½


Holy 420 – Sbatti

Cominciamo col chiudere un po’ queste “e”. Poi soliti discorsi, fumo, rapine, farsi… insomma, manca solo qualche firma, brand, e gli stereotipi ci sono tutti.
Quattro =


InArteAgnese – CocaCola e YouPorn

Partivo da un impulso molto negativo, dato dalle strofe costruite tutte con terminologie telematiche, quelle che ormai sono padrone dell’attuale gergo, mettendo proprio tutto il campionario in bella mostra. Poi invece arriva l’inciso che comincia con “Oggi fuori c’era il sole ma non c’eri tu” e cioè la denuncia poco velata di questo modo di vivere attaccati ad uno smartphone e simili, che non ci fa avere più voglia di uscire e stare con gli altri. Tutto proposto in maniera diretta ma con fare ironico.
Sette


J-Uno – Quanno tiene genio

Brano che ha molti già sentiti e con un testo che paradossalmente ha momenti incomprensibili quando è cantato in italiano anziché nell’inciso, invece in napoletano. Niente di nuovo, ma una sorta di mix tra Briga, nelle strofe, ed il conterraneo Ivan Granatino negli incisi. Orecchiabile ma non basta, anche perché è fin troppo facile esserlo quando somigli ad altro.
Quattro ½

Clicca su continua per l’ultima parte della pagelle nuovi singoli del 26 febbraio 2021.

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