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Pagelle nuovi singoli

Le pagelle ai nuovi singoli italiani in uscita il 2 aprile 2021 a cura del critico musicale Fabio Fiume

Sfera Ebbasta, Matteo Romano, Virginio... ecco le recensioni ai brani in uscita in questa settimana

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

Pagelle Nuovi singoli 2 aprile 2021 a cura di Fabio Fiume.

E questa settimana comincia ad arrivare qualche big, tra le novità della settimana, compreso qualche uscita di ulteriori singoli da album già di successo. Non mancano come sempre le tantissime proposte giovani, ascoltate con attenzione e qui recensite.

Partiamo subito quindi…

Serena Di Bari – Love affair

Un po’ rap, un po’ urban, Serena mette in mostra una voce corposa che proprio sulle note piene arriva con la giusta personalità. Il pezzo ha un testo che procede per slogane proprio per questo è particolare tanto che potrebbe strappare anche un’attenzione speciale. Se accade, buon per lei.
Sei


Caparezza – Exuvia

Torna dopo un bel po’ di assenza il Michele Salvemini e, stranamente, non sceglie un pezzo immediatissimo, come in genere quando arriva ad anticipare un nuovo lavoro. Qui ha un sound che sembra arrivare dall’elettronica 90, tanto che alla parte musicale, proprio come in quegli anni, lascia ampi spazi. Potrebbe non partire a razzo, ma non è da sottovalutare affatto.
Sei


Cisco & Simone Cristicchi – Baci e abbracci

Un po’ di mondi che convivono, dal folk al rock, dal serio all’ironico, con cui spesso si dicono cose molto serie. I due artisti trovano questo modo per raccontare la pandemia, il distanziamento e quello che probabilmente verrà dopo, pur senza toccare mai davvero l’argomento. Lo lasciano intendere ed è sicuro la cosa più intelligente da fare.
Sette


Colombre – Il sole non aspetta

Discorso pop scorrevole e con un inciso che si lascia ricordare e canticchiare senza impegno, perché proposto delicatamente. E spesso si finisce con l’aspettare ma non bisognerebbe mai dimenticare che mentre noi aspettiamo, il sole continua il suo ciclo e sorge… senza aspettare noi. Finale affrettato.
Sei


Fabio De Vincente – Come nelle favole

Brano autobiografico che ha un precedente illustre nel titolo, ma che poco c’entra anche perché, diciamocelo pure, Fabio ricorda qui un po’ più il cantautorato alla Fabrizio Moro che quello del Blasco nazionale. Il pezzo comunque ha una sua dignità; De Vincente si racconta con verità e cade vittima solo della brevissima durata. Il mondo rock infatti non passa dalle costrizioni dei radio edit. Più che sufficiente comunque.
Sei+


Ianez – Minerva

Buonissimo impatto radiofonico che non percorre una strada molto solita per noi italiani ma si avvicina più a composizioni inglesi, soprattutto se andiamo un po’ indietro nel tempo. E lei, Minerva, come nelle leggende greche venne fuori dalla testa di Giove, così Ianez si augura che possa uscire dalla sua di testa, dopo che l’amore è finito. Buono lo special solo musicale, ma meno buono il fatto che conduca la canzone al termine senza che ci sia un’evoluzione o quanto meno un nuovo inciso.
Sei ½

Rocca Dalila Lo Giudice – Dance monkey

No, anche no! Un pezzo che già è cantato da una voce sottile ed infantile non ha davvero motivo per essere proposto da una bambina, col suo inglese piuttosto maccheronico. Ma non si capisce soprattutto la ragione di produrre una cosa del genere. Le diamo il tempo di maturare? Altrimenti facciamo un passaggio allo Zecchino D’oro e con canzoni appropriate all’età.
Due


Mille – I pazzi

La scelta interpretativa per questo pezzo della cantautrice è decisamente più impertinente e lo è anche nel testo dove le puttane sono scambiate per sante e l’esercito che arriva da noi è, se ho capito bene, l’insieme di tutte le personalità che ci si porta dentro. Voce di supporto che “liricizza”, rendendo più armonico il tutto. Interessante, perché personale.
Sei ½


Moreno Minelle – Come sei

Arrangiato malissimo, con la voce che si sdoppia come in un vecchio 45 giri degli anni 70 e che sembra andare su un’altra pista rispetto alla base. Il tutto sembra essere stato concepito veramente con mezzi di fortuna, una tastiera di quelle da pianobar, chiamata a riprodurre tutti i suoni. E per i fiati e la batteria è veramente un colpo gobbo.
Quattro =


Ninfea – Ad occhi aperti

Brano originale nella sua costruzione, strofa, inciso ma anche arrangiamento che include un sax ( probabilmente synth ) che gioca con la voce. L’errore è che vorrebbe propendere al rock ma è un po’ troppo plasticoso nel flottaggio di studio, voce compresa, e un po’ troppo “casto” nel testo per ambire a tali posizioni.
Cinque


Sarah Provitali – Mi fai stare bene

Il titolo mi aveva fatto pensare ad una cover di Antonacci, che non è. Eppure come parte, in realtà c’è una certa assonanza tra le due canzoni, almeno nelle strofe. La voce prende un colore personale solo quando sale, perché nelle basse è piuttosto anonima, come la mia vicina che strimpella con la chitarra. Pezzo comunque piuttosto innocuo.
Cinque =


Novies – Mille figure di plastica

Costruzione del pezzo basata sul suonare davvero, cosa che per una band è chiaramente essenziale, ma che non tutte le band fanno, soprattutto nell’ultimo periodo. Il punto forte del pezzo è l’apertura strumentale di chitarra e ritmica, . Più invece monocorde la parte vocale, almeno in questo brano che gira sempre sullo stesso giro melodico.
Sei =


Random – ( la musica dentro ) La musica fuori

Probabilmente ancora immaturo per la gara sanremese, da cui è stato fagocitato, adesso Random sembra più a suo agio con un pezzo del genere, in cui, dove rinuncia a note non proprie della sua gola. Qui si va più di gioco di tempi, restando su una tonalità piuttosto statica, ma sicuramente più sua. Non è il brano della vita, però è accettabile.
Sei


Rivaz & Botteghi – Easy lady

Lo storico pezzo di Spagna datato 1986 e che le diede notorietà e successo, rivive qui in versione funky e, seppur perdendo quella capacità ficcante che l’ha resa un evergreen, riesce a trovare una maniera positiva per avere un motivo per farsi ballare, senza scendere a paragone con l’originale.
Sette


Rokas & Edonico – Giorni stupidi

Il rapper pubblica questo singolo che ha sentori anni 70 nella sua costruzione e riesce a risultare comunque attuale. Un po’ tutto concentrato sull’inciso cantato, che ha chiaramente un appeal più commerciale, lasciando poco spazio proprio al rapper. E nonostante il pezzo funzioni, mica la cosa ha così senso?
Cinque


Matteo Romano – Case di specchi

La vena malinconica di un pezzo come questo, viene amplificata e resa veritiera dalle naturali inflessioni della voce di Matteo, che ha qualche suggestione british, alla Sam Smith per intenderci, senza cadere nei suoi falsetti pur belli, ma parecchio barocchi. Ha trovato una sua chiave ed i risultati non stanno tardando ad arrivare. Un pezzo del genere può aiutarlo nella marcia.
Sette


Sfera Ebbasta – Hollywood

Ci ha messo un po’ Sfera a decidere su quale terzo singolo estrarre dal suo pluripremiato album Famoso . Ed ha scelto alla fine il pezzo che maggiormente aveva strappato attenzione sulle varie piattaforme. E’ indubbiamente un brano accattivante, pieno di slang, ma rifugge da qualche stilema tipico che, in passato, ha contribuito a creare.
Sei +


Rio Tommasino – Sabato notte

Ce la ricordiamo ancora la vita del sabato notte? Se l’avessimo dimenticata, Rio prova qui a raccontarcela. Il testo è piuttosto grezzo, ma veritiero. Il pezzo cresce però quando entra davvero la batteria nella seconda parte, dando senso anche al tema che è chiaramente rock, di quello periferico, sporco e non vuole di suo edulcorazioni da studio.
Sei ½


Virginio – Rimani

Non è certo la prima volta che Virginio propone qualcosa di decisamente valido, anche se, probabilmente, non è mai stato così centrato come questa. Rimani è probabilmente il brano della vita per lui, o per lo meno glielo si augura per tornare in prima linea, dopo aver scritto tanto per altri. E’ un brano sincero, perché l’amore è un compromesso, un venirsi incontro, altrimenti non può funzionare. E poiché lui ha scritto per tanti, sono convinto che ascoltata questa ballata in tanti si mangeranno le mani per non averla avuta.
Otto ½