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Pagelle nuovi singoli

Le pagelle ai singoli dell’1 settembre: gli Ex-Otago raccontano l’amore perfettamente, Emma risoluta… a Tiziano Ferro mancano le belle melodie

Primo appuntamento dopo la pausa estiva con le recensioni del nostro critico musicale

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

PAGELLE NUOVI SINGOLI dell’1 settembre a cura del critico musicale di All Music Italia, Fabio Fiume.

Sono tornate le pagelle! Ebbene si. Oggi riparte la “stagione scolastica” per le canzoni, le novità lanciate sul mercato.

Devo dire che quest’anno si parte anche abbastanza forte, con diversi nomi importanti già alle prese con nuove produzioni. Tuttavia, come sempre nel nostro dna, proveremo a dare voce anche agli emergenti o a quegli artisti di cui si parla generalmente meno.

All Music Italia anche attraverso le pagelle e quindi per mia voce, cercherà di non venire meno mai a questa sua caratteristica ed anche oggi, ai nuovi nastri di partenza, potrete leggere di qualche bella speranza della musica italiana.

NOTA
Vi ricordiamo che i voti delle pagelle di Fabio che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone.

Andando avanti nell’articolo si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordiamo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere positivo o negativo ma variabile e spiegato nella recensione stessa.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 1 settembre

Popa – Deja vu

Cos’ è questa cosa? Sembra una di quelle canzoni cantate da attrici prestate alla musica, che so’ una Nadia Cassini qualunque su basi anni 70. Certe brutture inutili credevo fossero superate ed invece a quanto pare ogni tanto risorgono. Ma purtroppo per Popa, non siamo a Pasqua!
Tre
⭐⭐⭐

Cristiano Malgioglio & Bungaro – Vita porno

Forse Bungaro aveva bisogno di un successo di cassetta, come si diceva una volta per i film facili? Prendiamo per buona questa possibilità e teniamolo a parte in questa corriva ed inutile messa cantata di rime baciate in chiave danzereccia, alquanto inutile per una carriera di cantautore sognate come la sua. Mi arriva invece sempre più curiosa ad orecchio la voce di Malgioglio, sempre lavoratissima, passata al setaccio da interventi di studio, pur non essendo certo lui artista famoso per le note impervie.

E mi sono reso conto, riflettendoci, che nella sua cinquantennale carriera, di cui almeno di 30 ne ho memoria, non l’ho mai sentito cantare dal vivo. Un po’ come quelle cantanti degli anni 80, più modelle che cantanti vere e proprie. Una sorta di Mandy Smith qualunque, che non saprai mai davvero se le note enfatizzate dei suoi brani erano davvero sue o se, senza la protezione della superproduzione, un’aspirapolvere ingolfato sarebbe risultato più gratificante. Sempre ad orecchio s’intenda.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Anto Paga & Biondo – Vorrei dirti

Canzone di buoni sentimenti, creata al piano e poco altro, davvero troppo poco. Scorre senza sussulti, con una strofa che potrebbe essere quella di altre decine di canzoni ed un inciso che è cantilenato, quasi da istigazione allo sbadiglio. Le voci sono effettate come moda attuale quasi impone e, come se non bastasse, il brano s’interrompe in maniera tronca, con Biondo reso un “semplice lettore” della seconda strofa, dato che non “canta” nessuno dei due ritornelli. E ci si chiede allora: perché in duetto? Mah!
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Tiziano Ferro & J-Ax – Abbiamo vinto già

A Tiziano stanno mancando le belle melodie. E’ un paradosso che il re delle nostre ballate degli anni 00, abbia nell’ultimo periodo trovato negli up tempo le cose migliori e da ricordare davvero. Di sicuro “Addio Mio Amore” e “Destinazione Mare” vincono a mani basse lo scontro con brani come questo che si fermano a metà fra il discorso importante ed il non volerlo rendere pesante, finendo col farlo risultare però senza sfogo.

Qui c’è un testo significativo, che inneggia al positivo, ai buoni sentimenti; eppure non funziona, arriva pesante, ridondante nonostante non abbia praticamente strumentazione se non una drum machine che batte a mo’ di marcetta. E l’intervento di J-Ax si rivela piuttosto inutile, una sorta di variazione su tema, un diversivo e poco altro. E per uno come me, che Tiziano lo ha sempre amato, è troppo poco, troppo.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Mirko Bianca – Di nuovo

Pezzo elettronico che definirei ciclico, nel senso che si muove musicalmente come un cerchio chiuso, come fra l’altro ripreso anche dal suggestivo ed appropriato video. Manca qualche passaggio strumentale più veritiero o, che si voglia, qualche effetto elettronico di maggiore possenza, tanto da dare corpo al brano tutto che invece, pur orecchiabile e sostanzialmente carino, resta tutto giocato in assenza di bassi e questo a secondo ascolto pesa. Migliorie.
Sei=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

Angelica – Sos

Poco più di un interludio elettronico, simpatico all’ascolto soprattutto per l’arrangiamento vocale leggero ed approfondito da raddoppi e cori di sottofondo che tengono compagnia ai bit in stile videogioco anni 80. Si lascia ascoltare piacevolmente ma quando ci stai prendendo gusto termina, senza nemmeno aver raggiunto i due minuti e mezzo di durata. Direi che si può fare di più. Nel complesso comunque sufficiente.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Ligabue – Una canzone senza tempo

Roma protagonista nello sfondo di questo pezzo nuovo di Liga. Una saggia ballata rock che la sua voce rende in apparenza sempre un po’ troppo già sentita, ma che invece gode di un inciso che è oggettivamente, come canta la canzone, senza tempo. Come a dire, c’è sicuramente un po’ di maniera nella scrittura del rocker di Correggio, che ha perso la capacità di stupire, di tirare fuori delle potenti novità, ma non certo la sapienza di riuscire a costruire canzoni che si lasciano ricordare e che possono entrare con i loro testi nell’immaginario collettivo comune piuttosto facilmente. Però Lucià, voglio essere stupito! Non mi basta il compitino svolto correttamente.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Maninni – Graffi

Grintosa ed incalzante questa canzone riaggiorna e riposiziona il giovane artista fra le interessanti proposte pop del periodo. E non è che ci sia tanto di pop se ci guardiamo intorno, essendo tutti i giovani artisti votati al mondo urban. Maninni è credibile in ciò che canta, in questa storia di un sentimento da seguire, senza la paura di sbagliare. Il cuore si muove in maniera imprevedibile e spesso per star bene bisogna assecondarlo, senza farsi troppi problemi. Magari più in là con l’età meno, caro Maninni, ma tu hai l’impeto dei vent’anni e quindi…
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Federico Rossi – Fiore sulla luna

Invito al coraggio, un “ma si, ma dai” che ci spinge a tentare di prendere la strada, le decisioni, a seguire le nostre idee vincendo le paure. Questo è l’ipotetico e surreale fiore sulla luna del titolo di cui Federico canta. Quella cosa che ci sembra impossibile e forse lo è, ma se anche sbagliamo cosa sarà cambiato mai rispetto al non avere tentato? Il tutto su base clubbing suggestiva, basata sulla battuta e le atmosfere e su cui la sua voce, poco votata al virtuosismo, rende al meglio ed arriva ben inquadrata. Non imprescindibile ma comunque carina.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Emma – Iniziamo dalla fine

E’ un amore allo sbando, analizzato, ricordato nei momenti in cui ci si è fatti benissimo per poi esaurirsi e rendersi conto che no, non merita nemmeno le lacrime. Emma risoluta in questo brano a sua stessa firma assieme a Paolo Antonacci e Davide Simonetta e che nella scelta interpretativa l’avvicina anche al Nesli interpretato in prima battuta, quello di Dimentico Tutto qualche anno fa. L’artista pugliese è sicuramente in una nuova fase della sua carriera, piena di respiro, come se avesse trovato una nuova linfa per proporsi con vigore e forza rinnovata.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Maneskin – Honey

La missione rock dei Måneskin è passata per momenti migliori. Non sto dicendo che il pezzo sia brutto anzi; parlo solo di attitudine rock. Questo pezzo gira attorno ad un’orecchiabilità più pop, concedendosi il piacere di effetti sulla voce che gioca con una linea di basso bella potente in alcuni passaggi. Il progressivo crescendo verso l’inciso che è tirato ritmicamente, puoi però tranquillamente immaginarlo arrangiato anche in maniera più leggera. Questo è però un segreto per essere per tutti e su questo loro continuano a stare sul pezzo.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Filippo Perbellini – Antistar

Alla ricerca di una strada definita da quasi quindici anni forse Perbellini è riuscito finalmente a trovarla. Questo brano è originalissimo proprio nella misura di come riesce ad unire cose provenienti da epoche diverse e farle convivere in un unico brano in maniera misurata e ben amalgamata. L’arrangiamento musicale arriva dagli anni 80 elettronici, quelli che non si cantavano, mentre la linea melodica profuma di seconda parte di anni 70, dove invece il modo d’interpretare sembra figlio del movimento acid jazz degli anni 90. Ed il vestito calza a pennello. Bravo.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Giovanni Segreti Bruno – Ti voglio bene

Voce interessante al servizio di una ballata melodicamente impeccabile ed arrangiata in maniera curiosa, fra un piano guida ed elementi elettronici che sembrano quasi in contrapposizione con la voce appunto, capace di spaziare fra note basse piene ed importanti e falsetti puliti, forti. In divenire l’arrangiamento si arricchisce e riempie il brano, rendendolo appetibile anche per un discorso radiofonico. Può fare strada, anzi sinceramente deve.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Ex Otago – Con te

Ballata sentimentale per nulla scontata per la ritrovata band che celebra invece lo svegliarsi assieme a ancora ritrovarsi dopo anni. Non si tratta di una storia da nota marca di produzione di biscotti, ma un semplice saper render grazie di giornate, mesi, anni, trascorsi assieme, essere grati del giorno in cui ci si è incontrati. Perché essere una coppia per la vita non è una cosa semplice, ma nemmeno impossibile. Carucci e gli altri hanno solo trovato un modo perfetto per raccontarlo.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐