Pagelle ai nuovi Singoli italiani del 7 ottobre: i Maneskin tornano potenti, rock e delicati ma Sangiovanni smette di osare
Ecco le consuete pagelle del nostro critico musicale. Quale e quanti brani avranno conquistato il titolo di "Golden Song"?

Nuovi singoli le pagelle del 7 ottobre a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.
Settimana piena d’uscite, ma anche piena di lavoro per me, tanto che non ho potuto ascoltare proprio tutto. Ho dovuto, come spesso accade in Autunno specialmente, affidarmi un po’ al caso, soprattutto per i tanti emergenti ed andare letteralmente ad estrazione.
Ne viene fuori però una settimana senza particolari insufficienze o per lo meno non gravissime. In compenso sono diverse le canzoni che, per motivi molto diversi fra loro, sono andate oltre il sette.
Si ricorda che i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana.
Nuovi singoli le pagelle del 7 ottobre
Hill Maza X Killjoy – Niente di Nuovo
Sebbene la base abbia qualcosa di particolarmente cinematografico, il pezzo in sé scorre tutto troppo uguale, così come anche l’interpretazione rap, che non gode di nessuna crescita o decrescita. E’ tutta tenuta con lo stesso tono e per percepire una leggera variazione bisogna attendere dopo i tre minuti. Sembra un po’ svogliata e sapendo che sicuro non è così, lascia un pochetto d’amaro in bocca.
Cinque=
⭐⭐⭐⭐⭐=
Sangiovanni – Fluo
Sarà probabilmente un grande successo, ma questo nuovo brano di Sangiovanni non regala assolutamente nulla di nuovo alla sua carriera ed in generale al mondo musicale. La base è un insieme di già sentiti e la parte vocale continua ad essere troppo lavorata, come un passaggio al setaccio in cui si vuole trovare l’effetto migliore per ogni singola porzione della canzone. Resta il solito pezzo che scorre ma che lascia poco.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Marco Carta – (Forse) Non mi basti più
Nuovo singolo per Marco che torna all’abito ballata. E gli calza bene addosso nelle intenzioni anche se nell’arrangiamento c’è un effetto ridondante nella base dell’inciso che fa troppo vintage, ma non di quelli rielaborati, ma vintage e basta, proprio tipo annata 93/94. Distoglie un po’ l’attenzione. Senza quest’effetto la canzone sarebbe risultata più cruda e la scelta d’interpretarla con vigore ma al contempo con dolcezza, avrebbe portato al centro la voce di Marco con maggiore forza.
Sono stato poi un po’ per capire cosa mi ricordasse sempre l’inciso e diciamo che proprio io, da napoletano, avrei dovuto arrivarci prima: la linea melodica è vicinissima a “Na Cosa Sola“, il pezzo lanciato quest’estate dalla coppia napoletana Marsica & Rosario Miraggio.
Sei=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=
Andrea Faccenda – Prigione
Voce interessante ma proposta in maniera un po’ troppo ansiolitica, troppo carica. Inoltre ci sono molti inflessioni su ogni nota minimamente lunga, come se prendesse una pausa per ricaricarsi. Tuttavia, se appoggiato mediaticamente, potrebbe funzionare, perché comunque ha una sua originalità espressiva.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Valerio Mazzei – Che male fa
E’ l’ardua rivalutazione, rilettura dei pensieri, dei ricordi, delle frasi pronunciate quando un amore arriva al capolinea. E se hai amato veramente quell’amore anche a distanza di tempo può fare male allo stesso modo del giorno della fine. E’ un peccato la mancanza di uno special, perché se l’ascoltate bene, la canzone lo pretendeva proprio. Sarebbe stato un crescendo chiamato che invece suona come un canto sordo, e tutto questo d’improvviso, dopo il secondo inciso. Peccato davvero.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Voodoo Kid – Guardare giù
Pezzo pop molto moderno, che ha una bella costruzione nelle strofe che includono cambiamenti d’intenzione e anche d’approccio interpretativo. Un po’ più povero l’inciso su base clubbing e un cantato più spinto ma meno espressivo. Il tutto è tenuto piuttosto minimal nell’insieme, con suoni d’atmosfera che impreziosiscono la ritmica synth. Qualche ritocchino strumentale reale avrebbe impreziosito comunque.
Sei+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Baby K – Easy
E poi ecco che la Claudia ( il suo vero nome per chi non lo sapesse ) ti sfodera pure un falsetto. Dalle canzoni super facili pian piano Baby K sta pian piano alzando l’asticella. Questa Easy è sicuramente un pezzo super leggero, come titolo recita, easy, facile. La base è piuttosto costante, un filo noiosetta, ma il cantato stavolta è una prova di diverso colore rispetto a quello a cui ci ha abituato. Non si grida al miracolo, ma stiam crescendo… finalmente.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Dargen D’Amico – Patatine
Non siamo abituati a sentire Dargen così riflessivo. Certo non poteva essere sempre caricato a pallettoni, altrimenti ne avremmo detto che qualcosa non quadrava. In “Patatine” c’è l’evasione da se stessi e da una vita che forse non era così a posto, anche toccando rapporti personali, dove chissà, magari provare altro non è che ci abbia resi più felici. La voce è molto stretta, chiusa in uno spazio note troppo piccolo per poter chissà che variare. Eppure lui arriva preciso, comunicando il suo mondo con una personalità così marcata che lo riconosci subito.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Franco Mussida – L’oro del suono
E’ questo uno di quei pezzi che ti devi fermare, prenderti il tuo tempo ed ascoltare quanto possa esser bella la musica, soprattutto quando può raccontarsi fuori dagli stereotipi di una moda. Mussida incanta con una chitarra che giunge persuasiva; se chiudi gli occhi puoi viaggiare e pensare. Diversi cambi e i momenti di attesa fra una parte e l’altra, tutti con il comune divisore rappresentato proprio dalla chitarra, che poi conduce ad un ritornello, non ritornello, o per lo meno, una parte che si ripete e può essere intesa come tale.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Susanna Parigi – Io sono il meno
Io sono una mancanza… la sottrazione come un taglio netto. Io sono il meno… lo zero, racconta Susanna in questa canzone che potrebbe sembrare un’ammissione di colpe, ma invece è un sincero sguardo in profondità di se stessi e il riconoscere che il ritratto possa non essere lusinghiero. La base è poco lavorata, gira attorno alla porzione ritmica, eppure non sembra servire altro. La pulizia del suono senza enfasi alcuna, permette al discorso di arrivare nitidamente; permette all’anima di denudarsi.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Coma_Cose – Chiamami
Up tempo retto da un sound di chitarra che guida la base tutta. E’ un discorso di coppia che chiede di andare oltre le impossibilità e sfidare tutto per far si che alla fine .. c’eri sempre tu! Si mormora che i due coniugi stiano pensando di tornare a Sanremo… ecco, pur non conoscendo con quale brano eventualmente abbiano pensato di presentarsi, io su questo qui un pensierino ce l’avrei fatto. Funziona anche nella divisione delle parti ed è proprio il racconto che, cantato in questo modo, giunge preciso assai.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Emanuele Dabbono – Cerezo
Pezzo dedicato ad uno dei grandi interpreti del calcio di tre decenni e più fa. Emanuele riesce però attraverso questa dedica a raccontare anche una vita, la sua, ed il suo amore per il padre scomparso. Molto bella melodia, che richiama anche certe sue composizioni per Tiziano Ferro ed anche un certo fraseggio dimostra che l’averci lavorato assieme è stato uno scambio proficuo per entrambi. Tutti hanno ricordi degli abbracci di un padre, di cosa e quando si scatenavano. E’ il saperlo raccontare senza cadere nella retorica che rende però il messaggio diverso, Bravo Emanuele.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Mille – Monsieur Malheur
Partita la base ho subito pensato ad alcune cose anni 80, stile Amore Disperato di Nada, e l’idea mi si è rafforzata ascoltando anche la scelta interpretativa, la chiusura di alcune vocali, che forse da quel mondo lì ha preso più di uno spunto. Il brano è allegro ma senza cadere in banalità letterarie. Mille conferma anche qui la sua originalità colta, quella che sa prendere dal passato, probabilmente un passato che l’è piaciuto assai, ma riattualizzarlo con grande metodo. Forse è arrivato il momento per lei di venire fuori dal mondo delle belle speranze e conquistare la prima linea.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
La Golden song della settimana è…
Måneskin – The Loneliest
Quando Damiano scava in se e si propone in maniera dolce, delicata, assume per paradosso una potenza ancor più forte di quando spinge. La band aggiunge una nuova ballad alla propria lista di hit pronte a fare il giro del mondo, dove ormai sono attese al pari dell’Italia. In particolare in questo brano è la batteria che mi colpisce, perché è potente come da rock band si conviene, ma con un’educazione rispettosa che l’ambientazione ballad pretende. Anche l’assolo di chitarra nello special è identificativo della canzone e dello stato di grazia in cui naviga la band che ha sia idee che il non trascurabile vezzo di saperle rendere per tutti, anche per chi il rock lo ama meno.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐





