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Pagelle nuovi singoli

Le Pagelle ai nuovi Singoli italiani in uscita Venerdi 17 Dicembre: Arisa, Deddy, Jovanotti, Gabbani…

Nuovo appuntamento con le recensioni a cura del nostro critico musicale, Fabio Fiume

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

Pagelle Nuovi singoli italiani in uscita venerdì 17 settembre.

Ed ecco qui, un po’ in ritardo per dei problemi tecnici, ma comunque presenti. Si tratta dell’ultima pagella dell’anno, giacchè settimana prossima saremo tutti immersi nelle vacanze natalizie. Le pagelle vi aspettano puntuali però nel 2022 per essere sempre uno degli appuntamenti fissi di All Music Italia a cui avete dimostrato a più riprese di esser particolarmente affezionati.

Partiamo subito.

Arisa – Cuore

Sicuramente l’artista è tante cose e ultimamente lo sta dimostrando alla grande. E’ anche vero però che Rosalba quando schiaccia sull’acceleratore della ballata sentimentale trova sempre il modo per farsi largo nei cuori della gente. Cuore fa esattamente questo, s’insinua, ti lascia pensare, ti schianta con le frasi ad effetto e ti lascia cullarti sulle note sinuose che l’artista prende e che sanno di perfezione, sanno di buono.
Otto


Deddy – Mentre ti spoglio

Ballata poggiata un po’ troppo sulle rime baciate per quel che riguarda le strofe; le cose migliorano con l’inciso, dove si fugge da tutto questo. Avrei imbrunito l’apertura vocale, nel senso che la seconda linea vocale l’avrei scelta più bassa, per togliere quel fare un po’ troppo adolescenziale. Serviva a dare spessore ad una voce che proprio sulle alte lo perde. Solita.
Cinque


Adolfo Durante – Giorni sospesi

Ancora un pezzo che parla di Covid e situazioni derivanti. Il testo si snocciola partendo da tutti termini o modi di dire che abbiamo imparato ad usare in questi due anni, come “Manteniamo le distanze” oppure la mai così di moda Amuchina , giusto per rendere l’idea. Ho trovato tutto un po’ pruriginoso e a livello musicale un po’ assente di bassi e con più di un riferimento musicale abbastanza obsoleto nell’arrangiamento.
Quattro


Eugenio In Via Di Gioia – Umano

L’ironia è sempre la cifra stilistica più evidenti della band, che pure suona, eccome suona. In questo caso il pezzo fa un po’ effetto sigla da cartone animato degli anni 70/80, anche proprio per la coralità dell’inciso. Andando al di là però del senso allegro di arrangiamento ed interpretazione, il testo ha una sua morale che non merita certo posto di retrovia.

Ed il finale, che poi è il finale della vita che viene inteso come uno spoiler, è in realtà l’unica cosa che è già spoilerata nelle nostre vite… sin dal momento della nascita.
Sette


Fiordaliso & Serena De Bari – Indimenticabile

Nuova occasione stilistica per Marina che qui si lascia vestire da un abito swing/jazz, accettando lo stilista che invece è più solito per Serena. Il palleggio fra le due è riuscito e nonostante siamo su un terreno più comodo per Serena, l’idea del pezzo, il cassetto che lo custodiva era quello di Marina. E’ stato ascoltando quel provino che Serena se n’è innamorata convincendo la Fiorda a tornare in sala. Chiaramente non è da radio, ma da palchi in cui polvere e fumo si confondono e le luci fanno più fatica ad illuminare.
Senza voto


Franco 126 – Fuori programma

Sound che pesca da un black suadente e tipico di artisti degli anni 70 che sono a proprio agio con piastrelle che compongono figure geometriche ai muri. Vi ho dato una vera e propria scenografia, tipo quelle che attualmente sta usando Bruno Mars per il progetto Silk Sonic.

Saranno queste chitarre o il corpo base basso e batteria, però Franco è qui centratissimo e merita spazi che già ha nel mondo dello streaming, ma che dovrebbe avere anche in quello mediatico… ammesso li voglia, s’intenda.
Sette 1/2


Francesco Gabbani – Spazio tempo

Già famosa grazie ad una fiction a cui fa da lietmotiv mostra un’altra faccia di Gabbani che in genere, ad oggi, si era limitato a due: il simpatico mascalzone ed il romantico mai troppo serio. Adesso invece c’è una versione filosofa, di lettura dell’essere che si prepara alle varie possibilità della vita che sono sii varie ma anche imprevedibili. Funziona nelle sue parti, sottolineando quanto l’autore sia un perfetto incisore pop che sa mantenere il proprio stile pur rispettando una forma canzone che, diciamocelo, non c’è un vero motivo per tradirla.
Sette


Ivan Granatino – Mentirosa mia

Cavalca tutte le possibilità musicali Ivan e la cosa che colpisce è che, a parte i gusti personali, non si può mai dire che sia inadeguato. Qui ad esempio il bit è assolutamente dance e con pause e ripartenze su cui l’artista gioca di dinamiche con padronanza. Orecchiabile e stavolta anche quasi totalmente in lingua nazionale che gli potrebbe aprire qualche possibilità in più, anche se va detto che anche con la lingua napoletana è riuscito a fare passi importanti.
Sei 1/2


Jovanotti – La primavera

Base alla Bluvertigo degli anni d’oro e cantato tenuto più su una tonalità bassa che ben cammina con la base. La Primavera è intesa come l’inizio di qualcosa di bello e gli inizi sono sempre qualcosa da celebrare. Bella l’evoluzione. Insomma questo brano mi riconsegna Jovanotti che amo e che Il Boom mi aveva un po’ ammaccato.
Sette

Manitoba – Pesci

Originalissima e anche singolare grazie con un inciso che non può che restare in mente giocato su una base che sembra strappata alle ultime cose di Kylie Minogue…che non si capisce manco perchè in Italia non funzionino più ed altrove si. Unico neo è la durata che fa apparire il pezzo non completo. Avrebbe potuto avere non solo un’evoluzione, magari anche solo musicale, ma anche un ulteriore inciso finale.
Sei


Mobrici – Cantautore

Sicuramente rispetto al singolo precedente perde quella componente personale che lo rendeva più riconoscibile. Questo pezzo, pur non brutto, melodicamente mi fa ad esempio pensare ad un Cremonini ripulito dal suo accento bolognese e le “e” aperte. A livello d’arrangiamento dire invece che è poco originale; è qualcosa che è abbastanza tipico nelle ballate italiane e nemmeno solo italiane. Tuttavia si può cantare che è un piacere. Accettabile nell’insieme.
Sei


Christian Panico – Salvaci

Voce molto bella, capace di diverse esposizioni. Il pezzo però, per quanto con un messaggio piuttosto importante, un messaggio che può esser per tutti, è arrangiato in maniera troppo classica, aspettando un po’ troppo per un ingresso ritmico. La cosa lo rende obsoleto per ogni tipo di promozione se non quella personale, durante i live. Come singolo però…
Cinque


Tommaso Paradiso – La stagione del cancro e del leone

Intro 80 che sembra proprio figlio di quegli anni. Anche la voce di Tommaso, qui enfatizzata, piena di echi e perfettamente incastonata nella base richiama quegli anni di cantate in playback e spettacoli forse un po’ plasticosi ma perfetti e soprattutto molto ricchi.

Forse da quando è solista questa è la sua prova migliore; dico questo considerando proprio l’ensemble, come viene fuori il tutto. Per risultare più 80 ci manchi solo che duetti con lui, che so, Kim Wilde! Credo sia la prima volta che lo promuovo.
Sette +


Psicologi – Sui muri

Il duo scopre il pop, abbandonando la urban con cui si era fin qui proposto. La linea del piano che conduce il tutto fa un po’ Eppure Sentire di Elisa. I due, dal punto di vista dell’impressione, sembrano aver conquistato maturità espressa con un testo intimo che ha più di un passaggio ad effetto. IL sound è più d’atmosfera che altro, però è un buon cuscino per il tipo di racconto che i due riescono a portare a termine con… maturità, ecco, lo trovo il termine più giusto. Larga sufficienza.
Sei 1/2


Matteo Romano – Testa e croce

Live ci sono stati un po’ di problemi, soprattutto nelle dinamiche tutte sbagliate (si sentiva che c’erano problemi tecnici sul palco, questo va detto). Questo non gli ha impedito di staccare il biglietto per Sanremo. Il pezzo è oggettivamente carino e chiaramente in disco i problemi non ci sono, anzi. Canta cose giuste per la sua giovane età che non è tradita nemmeno dal viso. Interessante che la base sia motlo strumentale in un periodo in cui…
Sei 1/2


Tananai – Esagerata

Ha una sua originalità che gli ha permesso un accesso piuttosto facile fra i big a Sanremo. Il pezzo è sicuramente contemporaneo nei suoni ed anche un perfetto cross fra un cantato soft rap ed un’apertura pop di quelli senza badare troppo alla precisione delle note. Anche la base unisce atmosfere dance senza grandi sottolineature con elementi tipicamente popolari. Forse avrei solo inserito una batteria reale in divenire.
Sei+


Tazenda & Matteo Desole – Oro e cristallo

I Tazenda uniscono un altro stile alla loro commistione di suoni che già univa, pop, rock, tradizione popolare sarda, inserendo ora anche una partitura tenorile che non stona però col tipo di produzione che han messo su. Chiaramente è un progetto, un pezzo più da salotto televisivo dove strappare applausi facili che non da radio. Credo che però non ci volessi io per suggerirlo ai Tazenda. Ne saranno sicuro consapevoli.
Senza voto


Tecla & Alfa – Faccio un casino

L’inciso si apre con un accento sbagliato che è proprio cosa deleteria. Possibile che quando si scrive un testo non si sappiano trovare parole che caschino bene, senza bisogno di deturpare la nostra lingua? Il pezzo è scorrevole, orecchiabile ma anche non identificativo per nessuna delle due carriere. Scorre senza lasciare un motivo per esser ricordato e per due artisti emergenti, in cerca di un posto al solo che non abbia nuvole a coprire è troppo poco.
Cinque =


Yuman – Mille notti

Ci ha vinto Sanremo giovani con questo pezzo e così sarà big al prossimo Sanremone. A mio avviso c’erano pezzi più originali, migliori di questo. Quel che però arriva e che rende Yuman speciale è una personalità proprio vocale, uno spessore vocale che ha pieghe speciali piene di pathos, senza bisogno d’esagerare anche se s’intuisce che potrebbe spinger di più. Grazie a questo, il pezzo fondamentalmente molto semplice, poi funziona.
Sei 1/2