Le Pagelle ai nuovi singoli italiani in uscita il 24 Settembre. Fedez, Alfa, Elodie, Random, Sangiovanni e molti altri
Continuano ad aumentare le nuove uscite e sei nomi grossi aumentano gli emergenti hanno il loro spazio, come sempre, nelle nostre recensioni

Pagelle nuovi singoli italiani in uscita il 24 settembre a cura di Fabio Fiume.
Ed ecco che settimana dopo settimana crescono le pubblicazioni del Venerdi, soprattutto da parte dei big. Questa settimana ci sono delle pubblicazioni importanti, dei ritorni dopo qualche tornata di assenza e udite udite ci sono alcuni brani davvero molto buoni, uno in particolare a sorpresa!
Se mi leggete spesso, capirete a chi mi riferisco. Non manca qualche delusione o prodotto non rimarcabile quanto il nome di chi lo propone. Ad ogni modo ecco a voi le pagelle settimanali. Cominciamo subito
Alcunelacune – Gioco di prestigio
Singolare prodotto pop che non è in realtà propriamente pop: c’è qualcosa di “tanghero” al suo interno ed una teatralità d’insieme non facilmente rintracciabile nelle proposte attuale. Le linee melodiche hanno richiami 60, l’interpretazione misurata e l’arrangiamento caldo e strumentale, altra cosa poco rintracciabile nelle attuali produzioni.
Sei ½
Alfa – Ci sarò
Cambio passo per Alfa con una base che fa un pochetto Of Monster And Men; poi inizia a cantare e lo stile suo torna prepotente. E’ una canzone che è pura energia ed anche quando la base non ha battuta s’intuisce dove andrà a parare. Carina nell’insieme, ma molto figlia del periodo e di questo modo di cantare.
Sei
Barreca – Tempo da aspettare
Cantautorato pulito, piuttosto monocorde nella base ed il suo andamento e nella voce che non ha grandi sfumature però ha dalla sua un’importante cifra di riconoscibilità. Si racconta delle ansie, di come questo male crescente ai nostri giorni impedisca ad alcune vite di vivere letteralmente. Discorso alto ma troppa attesa per l’esplosione.
Sei =
B3n & Bella Thorne – Up in flames
Ballata di tipologia americana; sembra quelle cose che potrebbero cantare assieme Ryan Tedder dei OneRepublic e Taylor Swift e farne un mega successo. Forse sarà meno mega cantato dai due, però questo non vuol dire che non lo meriterebbe.
Mascolo ha trovato la sua dimensione ( finalmente ) in questo tipo di proposta e le loro voci assieme, coppia anche nella vita, sono ben combinate e non giocano alla prevaricazione. Giusti.
Sette +
Matteo Bocelli – Solo
Progetto internazionale per Bocelli figlio, lontano dalle italiche arie proposte dal padre ma non dal bel canto. Il pezzo che presenta è proprio un esempio di ballad al maschile tutta poggiata sulla voce, con un accompagnamento piuttosto rarefatto con qualche accento elettronico qui e lì a creare movimento.
Inciso importante, di quelli che se ben sostenuti live, strappano applausi. Nello special però ci mancava solo che ci mettesse un “eh”, “eh” ed era proprio Hola di Marco Mengoni, già Halo di Beyonce. Come prova comunque merita la promozione a Giugno, senz’altro, ma può fare di più.
Sei
Boccanegra – Gorilla
Intelligente forma cantautorale, che racconta la storia di Giovanni ed Anna che dalla provincia s’imbattono in un grosso gorilla. L’intelligenza sta nella ripetitività metrica interrotta non da un inciso ma da un giro musicale di ritmica e basso e poi a seguire fiati. Personale.
Sette
Fred Branca – Come un animale
La chitarra di fondo nelle strofe ha parecchi riferimenti noti e tutti rock. Il pezzo ha una buona evoluzione però dal punto di vista pop, nel resto che riesce a prendere una piega facilmente ricordabile. L’animale del titolo è la parte più naturale di sé da recuperare, quella che non ha filtri. Sicuramente accettabile.
Sei
Coez – Wu-tang
Spiazzante Coez in questo ritorno che però lo mostra diverso da ciò che ha sempre proposto fino ad oggi. Tutto è frutto di elettronica sia nella base che sugli effetti sulla voce, tutta flattata ed in gara costante con la ritmica.
Non capisco l’idea di chiuderla così in fretta; nemmeno 2 minuti e mezzo, c***o. E m’innervosisco si, perché mi stava piacendo ma nel momento in cui doveva tirarmi dentro al suo trip, con uno special ed un altro inciso, boom, fine, coito interrotto, anzi Coez interrotto! E no, non si fa così.
Cinque
Elodie – Vertigine
Ci sono Elisa, Tropico ( Petrella ), Abbate e Dardust dietro a questo nuovo singolo di Elodie che diventa sempre più interprete simbolo per le tendenze di tempi musicali.
E quando poi c’è il pezzo, come in questo caso, l’interprete diventa davvero fondamentale ed Elodie lo è: qui perfetta, giusta nelle misure, nelle dinamiche vocali e nel timbro che ha pasta personale, speziata al punto giusto da risultare saporita senza disturbare al secondo morso/ascolto.
Sette ½
Mario Ermito – Ti porto in TExas
Voce più bella, e di molto, di quello che canta che è di sconcertante banalità e per altro arrangiato in maniera per nulla originale. Per emergere una voce così importante ha bisogno di una canzone che non sia una corriva riproposizione di cose trite e ritrite.
Quattro
Fedez – Meglio del cinema
Canta davvero Fedez in questo pezzo che è una sentita dedica alla moglie, riconfermando un sentimento spesso già mostrato via social. Ed alla fine posso dire che min stanno simpaticissimi? Non mi fanno antipatia come a tanti detrattori, perché sono belli e felici ed è bello vedere che al mondo c’è anche qualcuno che è felice e non solo brutture e disperazione.
Ma detto questo, il pezzo è deboluccio; ha un inciso che richiama altre cose e poi Federico deve imparare a chiudere quelle “e” perché davvero, non si possono sentire.
Quattro
Luca Fogliati – Vertigine
Voce troppo impostata, posta con troppi manierismi su un brano che confonde l’intenzione rock con alcuni suono più danzerecci. La canzone cerca di appoggiare il proprio baricentro su una frase del bridge ripetuta più volte, che però al fine non è che abbia questo grande significato nel contesto del testo. E’ solo funzionante foneticamente.
Quattro
Rocco Hunt & Boomdabash – Fantastica
Due forze da tormentone unite assieme per produrre un pezzo che praticamente è un frullato di Estate di Jovanotti, I’m Yours di Jason Mraz e pure un terzo pezzo che però non mi viene in mente come si chiami. Certo, non è brutta e sicuramente farà battere i piedini ed ondeggiare disordinatamente, ma l’originalità sta da un’altra parte.
Cinque
Ioz – Luna
Velocissimo ed anche abbastanza comprensibile nel suo rap Ioz è qui aiutato anche da una base dance piuttosto pulita e quindi non da ostacolo. Pezzo lungo come il sapore di una bubble gum, riesce tuttavia a risolversi nei suoi scarsi 2,40”.
Sei
Maxi B – Facci caso
Rap un po’ piatto e prevedibile nell’arrangiamento che tuttavia non ha un testo malvagio, anzi, fondamentalmente dice crude verità su quanto spesso la gente ti faccia domande ma non ascolti le risposte, e di come un “come va”? sia più una frase di rito, che una reale voglia di sapere come stai. L’inciso però è un po’ sprecato nelle ripetizioni e la durata del pezzo è veramente irrisoria.
Cinque
Simona Molinari – Davanti al mare
Cambia stile qui Simona, parcheggiando per un attimo la sua straripante anima swing e vestendosi di delicatezza per una ballata soffusa, in cui riflettere di se stessa, di decisioni e scelte, di analogie con ilm movimento del mare, che come lei è segreto e trasparente.
E tutti in fin dei conti siamo segreti e trasparenti, specchi in superficie e scuri nelle profondità dove forse a nessuno permetteremo mai di arrivare. Ed in esso Simona lavora di sottrazione, rinunciando alle note perfette ed impegnative che sa toccare per essere di servizio ad una canzone che ha nella riflessione del testo la sua forza. Ben tornata.
Sette 1/2
Random – Mi sento bene
Nuova proposta per Random che sceglie questo singolo che è un buon racconto d’amore fresco, inteso come giovane. Usa modi d’esprimersi garbati, forse un po’ anacronistici per le mode, ma sicuramente personali. L’arrangiamento ritmico delle strofe però dà lo stacco a quello dell’inciso che si appiattisce inspiegabilmente. Accettabile comunque.
Sei
Daniele Rotondo – Bipolare
Tutti abbiamo un altro io al nostro interno con cui spesso facciamo pure a botte. Rotondo prova a raccontare questo con un incipit blueseggiante che poi però procede un po’ troppo pulito rispetto alle intenzioni iniziali. Forse è un problema di voce, troppo pulita, perché poi le chitarre sanno confermare l’idea.
Cinque ½
Luca Rustici & Andrea Sannino – Change the world
Il suono di partenza, che resta poi di sottofondo è 5 ‘o clock in the morning dei Village People, poi però diventa nell’insieme un’altra cosa. Rustici canta con il tono sporco della Napoli dei vicoli, mentre Sannino armonizza ed apre le finestre su panorami aperti. Belle le chitarre ed anche la combinazione fra le due voci, così diverse eppur così amalgamate,
Sette
Sangiovanni – Raggi gamma
Un po’ meno effettato sulla voce Sangiovanni si conferma sano portatore di un messaggio positivo. E non guasta! Però se devo essere sincero non mi viene altro che pensare di questo pezzo, se non che è orecchiabile ed in linea con quanto prodotto fin qui. Nella sua media, ecco.
Sei
Andrea Sannino – Ciento rose
Dalla colonna sonora del film Benvenuti In Casa Esposito, questo brano mette a confronto la veracità della voce passionale di Sannino con un sound che fa pensare ad alcune cose Mowtown, di quelle con i video fatti in studio, seduti su uno sgabello ed il microfono dall’alto con i cuffioni old style.
Poi le chitarre sul finale ricordano un po’ gli anni 90 di Pino. Insomma bei mentori per rendere un pezzo classico “d’ammore”, meno vetusto
Sei +
Jack Savoretti – Too much history
La sabbiatura della voce di Jack mi ha ricordato in alcuni tratti qui quella di Rod Stewart. Questo brano, molto suonato nonostante il suono compatto, + stato un lavoro realmente casalingo per Savoretti, giacché ci cantano anche moglie e figlia.
Meno incisivo dal punto di vista emotivo, rispetto alla sua capacità di essere particolarmente addentro quando si esprime con dei tempi meno up. Come abito pop è comunque di buona fattura.
Sei 1/2
Tropico – Geniale
L’arrangiamento mi porta verso l’attuale Bruno Mars, che va di suo a ripescare fra i classici della black music. Poco black è la voce di Tropico, che però ha una fortissima componente di riconoscibilità. Rispetto al singolo precedente, uscito non troppo tempo fa, forse questo brano è meno efficace, però riesce a rivelare un’altra facciata dell’artista, confermando autore variegato e completo.
Sei
Greta Zuccoli – Sopra un filo
Bel canto, pulito, preciso e molto delicato sulle note alte e che trova in aggiunta punti preziosi anche sulle note basse. La costruzione del pezzo è ben ripartita nelle sue parti strofa/inciso ed ha anche alcune intelligenze che rompono la liturgia, in cui lei gioca fra effetti vocali, e cambi fra nasse ed alte. Indubbiamente brava e padrona della sua vocalità.
Sette






