Folcast nell’Ep “Tutti i miei piani” canta l’ineluttabile bellezza delle relazioni
L'Ep, prodotto da Tommaso Colliva, è stato anticipato dai singoli “1+1” e “Manifesto Egoista” feat. Carlo Amleto
Tutti i miei piani è il nuovo Ep di Folcast, disponibile sulle piattaforme digitali dal 4 ottobre 2024. Il disco (etichetta: Laboratori Testone – distribuzione: Warner Music Italy) è stato anticipato dai singoli 1+1, rilasciato il 7 giugno 2024; e Manifesto Egoista feat. Carlo Amleto, pubblicato il 26 luglio scorso.
L’Ep, prodotto da Tommaso Colliva, è composto da 7 tracce. Si tratta di un lavoro autobiografico nel quale Folcast esplora il conflitto interiore tra solitudine e incontro. Le canzoni parlano dell’eterna lotta tra il desiderio di isolamento e il bisogno di connessione. Raccontano di come le relazioni e le esperienze possano modellarci e guidarci nella ricerca di un nostro posto nel mondo. Riflettono sull’importanza di alcuni eventi che possono trasformare radicalmente la vita, come la nascita di un figlio; ciò che è successo proprio a Folcast.
Sotto l’aspetto musicale, le tracce dell’Ep attraversano mondi differenti: dal pop all’R&B, dal soul al flow rap e al funk.
Ecco la tracklist di Tutti i miei piani:
01 – Tutti i Miei Piani
02 – Manifesto Egoista (feat Carlo Amleto)
03 – Nuovo anno
04 – 8 di Mattina
05 – Non ci passa più
06 – Se scoppiassi tu
07 – 1+1

Tutti i miei piani contiene un approccio profondamente autentico alla vita. Affronta il tema del potere delle parole, spesso in grado di infliggere ferite profonde se non pronunciate con attenzione. Evidenzia la bellezza della solitudine, quale punto di partenza per nuovi incontri. Celebra l’amore e le passioni, capaci di sconvolgere la vita. Contiene un inno alle persone che incoraggiano a guardare al futuro con ottimismo. Ed ancora, racconta il coraggio di sbagliare, la curiosità di meravigliarsi e la resilienza nell’affrontare le ferite. Folcast non si sofferma sul dolore. Al contrario, mostra come in ogni esperienza ci sia un’opportunità per riflettere e crescere, in un cammino di arricchimento personale.
FOLCAST presenta “TUTTI I MIEI PIANI”
Ecco come l’artista presenta il suo nuovo lavoro discografico: “Se mi dovessi fermare a pensare al percorso, a tutto quello che mi ha portato fino a qui, mi dico che in fondo la maggior parte delle volte sono stato meglio quando sono stato solo, da solo. Ma poi ci ripenso e rimetto tutto in discussione: credo di star insieme agli altri, ma non sempre di star bene con me stesso. Se penso a quello che c’è dentro, immediatamente mi ritrovo fuori, in mezzo a tutto, a tutti. E combatto con questa continua precarietà.
“Tutti i miei piani” è la mia resa.
È il luogo dove mi prendo un po’ in giro. Mi chiedo se valga la pena avere una connessione con l’esterno, perché in fin dei conti è un processo complicato e faticoso. Poi mando all’aria tutto, faccio pulizia, e mi ricompongo lasciandomi travolgere dall’ineluttabilità della condivisione.
Questo disco parte da quello che nasce dalla pancia ma che, per forza di cose, deve uscire e confrontarsi con l’esterno. Parla di rapporti, relazioni, giudizio, nascita e ricostruzione. Parla di me, degli amici, dell’amore che salva e non lascia pezzi. Parla soprattutto di mia figlia e di come la sua nascita abbia sconvolto tutto per poi riposizionarlo nel migliore dei modi, riempiendo i vuoti, le crepe e le distanze. Mia figlia è la rivelazione che mi ha reso più forte, duro, tenace e sicuro di me. Lei mi ha restituito tutto intero e mi ha fatto conoscere un nuovo modo di stare insieme“.

Clicca su Continua per scoprire le singole tracce del disco attraverso le parole di Folcast.
“TUTTI I MIEI PIANI”, TRACCIA PER TRACCIA
Folcast descrive così la traccia che dà il titolo all’Ep: ““Tutti i miei piani” è l’amore smisurato che provo per mia figlia, un sentimento devastante e perentorio. Si piazza lì, dentro di te, e non se ne va più. Porta con sé un disordine di cui non sapevi di aver bisogno e rimette tutto ciò che c’è intorno al suo posto, al suo valore reale. Non si perde il senso delle cose, anzi: tutto acquista un peso maggiore e ogni momento viene vissuto a pieno. Ho iniziato a scrivere questa canzone quando mia figlia aveva 3 mesi e l’ho ripresa quando aveva 2 anni, rendendomi conto di quanto ogni minuto per lei rappresenti un passo in avanti e di quanto noi, già da piccolissimi, iniziamo a imparare e a capire. Mia figlia ha sconvolto tutti i miei piani ed è stato bellissimo“.
La seconda traccia è Manifesto Egoista, “un brano che ho scritto pensando a quanto io a volte mi senta bene nella solitudine. Proprio per questo è un primo passo verso la condivisione. Capire che so stare da solo e che mi piace farlo è il punto di partenza per aprirsi e accogliere l’altro. Insieme a me in questo brano la genialità di Carlo Amleto in un cameo prezioso“.
La canzone ““Nuovo Anno” è dedicata a quelle persone positive che ti fanno innamorare di loro e ti curano come fossero delle pillole. Quelle che magari incontri per caso, mentre stavi tornando nella tua zona di comfort, ma che ti fanno pensare di poterti fidare e lasciare andare. Che ti fanno pensare all’anno che verrà come a un nuovo inizio, con lo sguardo acceso verso un orizzonte pieno di novità“.
L’importanza delle parole e delle relazioni
A proposito di 8 di mattina, Folcast dice: “è dedicata all’amico che riesce a ferirci, che deve sempre dire la sua. Quello che però dovremmo tutti tenere a mente è che non sappiamo niente delle battaglie che sta vivendo chi ci sta davanti e che un giudizio buttato là con leggerezza, a volte, può ferire profondamente. Mi è capitato di avere serate e intere giornate rovinate da un commento dato a cuor leggero e percepito da me come una pugnalata. Spesso poi quando si parla di musica. Alla base magari ci sono buone intenzioni, ma davvero, questa spinta non è sempre richiesta. Mi rendo conto che le ferite più grandi sono causate dalle persone a cui vogliamo più bene, come se la lama del coltello delle parole fosse direttamente proporzionale all’affetto che nutriamo per loro“.
La quinta traccia è Non ci passa più: “è un incontro fatale, di quelli che ti restano addosso e negli occhi per un lungo periodo. È l’incontro che ti fa perdere la testa e il contatto con la realtà, facendoti apparire distante da quello che stai vivendo. “Ma io ritornerò a inseguire il sogno di fare la spesa senza pensare a te” credo rappresenti perfettamente questo stato d’animo“.
““Se scoppiassi tu” è la canzone del funambolo, colui che è in bilico a metà strada tra il rischio di proseguire e la tentazione di tornare alla confortevole solitudine da cui si è partiti. L’incontro con l’esterno può essere rivelatorio, ma durante il percorso c’è la possibilità di cadere e farsi molto male. Quando siamo noi a scegliere di stare soli, stiamo bene, ma quando sono gli altri a lasciarci, tutto fa schifo. Se scoppiassi tu, che alba sarebbe? Se scoppiassi tu, affogherei“.
L’ultima traccia è il primo singolo lanciato
L’album si chiude con il brano 1+1, che è stato il primo singolo lanciato da Folcast. ““1+1” è un calcolo che ogni volta dà un risultato diverso, a seconda del periodo in cui lo si affronta. Non avevo mai capito il senso di questa cosa. Se la matematica non è un’opinione, il risultato dovrebbe essere ovvio e senza possibilità di interpretazione. Ma noi, esseri – a volte più, a volte meno – umani, riusciamo a calcolare l’indecifrabile e a rendere gigante un numero potenzialmente minuscolo. Negli ultimi due anni che questo calcolo è diventato per me sintesi di tutta la dolcezza che a volte faccio fatica ad esprimere. In quei numeri c’è il passaggio da 1 singolo a 1 multiplo, il primo passo verso un futuro inaspettato e rivelatore. Quel risultato è cambiato da quando l’ho concepito: se prima l’esito era puramente matematico e scontato, ora non lo è più“.


