di Direttore Editoriale
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Storia del disco d’oro e di platino: L’avvento della FIMI, le certificazioni ufficiali e i conteggi nell’era dello streaming

Quanti ascolti servono per ottenere dischi d’oro, platino e diamante nell'era dello streaming?

Certificazioni FIMI: conteggio degli ascolti per oro e platino
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La storia del disco d’oro e di platino, dalle origini ai primi successi in Italia. Il disco d’oro e di platino, e quello di diamante, sono da decenni simboli del successo musicale a livello mondiale. Ma come sono nati? E come sono arrivati in Italia? Ripercorriamo la storia di questi riconoscimenti, dalle loro origini negli Stati Uniti degli anni Quaranta fino alla diffusione nel nostro Paese.

Alle origini del disco d’oro: dagli Stati Uniti alla RIAA

Il disco d’oro nasce negli Stati Uniti nel 1942, quando Glenn Miller ottiene un riconoscimento speciale per aver venduto un milione di copie del suo 78 giri I Know Why / Chattanooga Choo Choo. Per celebrare il traguardo, la casa discografica decise di premiarlo con un disco dipinto d’oro, dando vita a quella che sarebbe presto diventata una tradizione.

Negli anni successivi, il disco d’oro venne ufficializzato dalla RIAA (Recording Industry Association of America) e si trasformò in un riconoscimento standard per gli artisti che raggiungevano determinate soglie di vendita. Con l’espansione del mercato musicale furono introdotti ulteriori premi, come il disco di platino (inizialmente assegnato a chi superava i 10 milioni di copie vendute) e il disco d’argento (per le 500.000 copie).

L’arrivo in Italia: il successo di Domenico Modugno e i primi riconoscimenti

In Italia, il disco d’oro fece la sua comparsa negli anni Cinquanta, diventando presto un simbolo del successo musicale. Tra i primi artisti a riceverlo ci fu Domenico Modugno, che nel 1958 ottenne sia il disco d’oro che di platino grazie al celebre Nel blu dipinto di blu. La canzone vendette 22 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 800.000 solo in Italia, consacrando Modugno come una delle figure più rappresentative della musica italiana nel mondo.

Negli anni Sessanta, altri grandi nomi seguirono le sue orme, tra cui Rita Pavone e Bobby Solo, che con le loro vendite consolidarono il valore del disco d’oro come simbolo di successo.

Prima delle certificazioni FIMI: le trasformazioni delle soglie italiane

Con il passare degli anni, le soglie per ottenere un disco d’oro o di platino in Italia subirono cambiamenti significativi per rispecchiare l’evoluzione del mercato musicale. Negli anni Settanta, il disco d’oro passò da un milione a 500.000 copie per i singoli e 300.000 per gli album, un adattamento necessario per tenere il passo con la realtà del mercato italiano.

Nel 1982, queste soglie furono ulteriormente ridotte a 300.000 copie per i singoli e 250.000 per gli album. Modifiche che dimostrano la volontà dell’industria musicale di adattarsi alle nuove dinamiche di consumo, destinate a influenzare non solo le certificazioni, ma la storia stessa della musica italiana.

Nel 1981 La voce del padrone di Franco Battiato cambiò il mercato italiano. Fu infatti questo il primo album a raggiungere il traguardo di un milione di copie vendute, diventando un simbolo di eccellenza e innovazione nella discografia italiana, e conquistando il disco di platino.

Da qui in avanti la storia cambia passo: con l’arrivo delle certificazioni ufficiali FIMI, dal 2009, e poi con il download e lo streaming, il modo di conteggiare le vendite si è trasformato del tutto. Come si è arrivati alle soglie di oggi, e quante copie servono adesso per l’oro e il platino, lo abbiamo raccolto in una guida a parte.

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