10 Marzo 2022
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10 Marzo 2022

INTERVISTA a NASHLEY: “Ho rifiutato Amici e punto a Sanremo con Osiride, la mia nuova libertà musicale”

Una lunga intervista per parlare dell'evoluzione musicale dell'artista, del nuovo disco e delle collaborazioni

Nashley
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Oggi spazio al racconto di Nashley, giovanissimo artista (classe 2000) capace di imbarcarsi in una burrascosa traversata che in pochi anni lo ha portato dalla trap più cruda alla declinazione di una personalità urban pop forte di energici contrasti tra grinta e malinconia, sensazioni che abbondano nella tracklist di Osiride, il suo nuovo progetto composto da 13 tracce e  uscito lo scorso 4 marzo.

Un disco dove trovano spazio ospiti d’eccezione, da Jack la Furia ad Anna Tatangelo, passando per Tancredi e Fasma.

Di questo e di molto altro ci parla Nashley in questa intervista. Buona lettura

Nashley Intervista

Ci incontriamo stretto giro dall’uscita del tuo disco Osiride. Come si vivono le ore che seguono la pubblicazione del frutto del proprio lavoro?

Sono felice, molto contento e soddisfattissimo del risultato: non vedevo l’ora di buttarlo fuori.

Stranamente non ho ansie, solitamente sono un tipo ansioso ma sono convinto che andrà come deve andare. Quello che dovevo fare l’ho fatto.

Un idillio. Non dirmi che non butti un occhio compulsivo agli streaming del disco …

Si (ride ndr), ma molto meno che in passato. Forse perché ormai so che i miei brani richiedono di essere ben digeriti. Quindi non sono qui attaccato allo schermo. In passato lo facevo, ora sono convinto che se le cose sono davvero buone, andranno bene…

A pochi giorni dall’uscita del disco qual è la cosa che ti ha fatto più piacere 

Il fatto che stia piacendo molto – oltre a Senza vertigini – anche Amsterdam, l’altro pezzo sul quale eravamo in dubbio per la scelta del singolo. Mi conforta molto che venga apprezzata anche questa traccia, vuol dire che ci avevo preso…

La scelta del singolo, appunto. Immagino sia sempre difficile, ancor di più in occasione del lancio di un intero disco. Come si fa?

Si fa litigando proprio, ci si prende a pugni praticamente… a parte gli scherzi, passi settimane a ragionare: io lo faccio con il mio manager, con il mio editore e anche con la label. Poi di fatto è un continuo ascolto del disco io vado a istinto, provo a capire quale funziona di più e resta in testa… poi ci sono anche strategie e altro… in questo caso la rosa era di almeno 5 pezzi, che ritengo più forti del resto.

A spuntarla è stato Senza vertigini, con il featuring di Fasma. Perché?

L’abbiamo scelta perché è un po’ diversa dal resto, molto più carica e grintosa a livello musicale. Poi c’è Fasma: il fatto che fino ad oggi non abbia collaborato quasi con nessun altro artista è un valore aggiuntivo per me e per la canzone.

Qualcosa che invece ti ha infastidito?  

Per il momento no.

Non ci sono stati appunti negativi?

In realtà non vivo bene le persone – per fortuna sempre meno – che ad ogni occasione mi scrivono “smettila di far sta musica da radio e torna a fare la trap, il rap…” Capisco anche quel tipo di fan affezionato a quel tipo di musica, che si ritrova un artista che non riconosce più. Capendoli ho smesso di arrabbiarmi.

I cambiamenti musicali

In effetti in pochi anni Nashley fatto un cambiamento radicale… dalla trap più “cruda”, al pop urban…

Me ne sono accorto da Instagram: smesso con la trap ho perso un sacco di follower e poi ne sono arrivati altri, pubblico nuovo… qualcuno è rimasto, ma il mio seguito è cambiato con me.

Un bel rischio. Mai avuto paura che stessi andando nella direzione sbagliata?

Un pochino sì. Poi mi sono guardato indietro e vedendo che i 3 pezzi con i maggiori riscontri, con dischi d’oro e platino, erano comunque già in questa direzione stilistica (Nuovi Jeans, Cenere e Ancora in piedi) è stata la prova del nove che ha confermato la bontà della scelta.

Un rischio ben calcolato o un salto nel buio quindi?

Diciamo un salto nel buio ma con una candela in mano, che era il riscontro avuto con questi brani. Di fatto è stato comunque un bel salto, perché non sapevo davvero cosa aspettarmi.

Hai detto “hanno cercato di convincermi di creare un personaggio che non sono”. In concreto, cosa non hai accettato di essere?

Non accetto la superficialità che c’è nei social. Quella che porta a mostrare cose che in realtà sono lontanissime dalla realtà degli artisti italiani. Non capisco il senso di far vedere sui social quello che mi sono comprato, i vestiti, i tatuaggi che mi faccio…

Evidentemente se molti artisti invece lo fanno – vero o falso che sia – aiuta…

Sì aiuta… ma per quanto? Tutto è in evoluzione e secondo me il pubblico si sta rompendo anche di queste cose… Quando vedo queste cose mi faccio semplicemente una domanda: che lavoro faccio? Faccio il musicista, punto.

Dubito tu creda davvero che questo possa bastare…

Ci vuole sicuramente un contorno, ma dev’essere il più vero possibile. Quando inizi a fare interviste, magari poi ne esce qualcosa che non sei… per me quello sarebbe un dramma vero, voglio arrivare per quello che non sono.

Non credo sia una verità assoluta, ma è stata la mia scelta perché è l’unico contesto nel quale sono tranquillo.

Una scelta forse in contrasto con le logiche di promozione più diffuse. Hai dovuto battagliare per difenderla con gli addetti ai lavori?

Le persone con cui lavoro se ne erano accorte prima di me. Anzi mi hanno aiutato nel percorso e non sono mai stati contro. La parte difficile alla fine è stata convincere il pubblico e i colleghi.

In che senso i colleghi?

Vieni un po’ escluso da certi ambienti, cambiando la musica che fai vedi che alcuni intorno a te cambiano, con tentennamenti nell’accoglierti in situazioni che prima erano la normalità.

Ti mancano quelle situazioni?

Ma no, anche lì alla fine chi è vero resta qualsiasi cosa tu faccia. Chi sparisce perché cambi la tua musica, forse è una fortuna che sparisca.

Restiamo sulla traversata dalla trap all’Urban pop percorsa da Nashley. C’è qualche ascolto che ti ha influenzato o ispirato in questo percorso?

Io ho sempre ascoltato musica più vecchia di me. Sono cresciuto con mio nonno e mia mamma che mi facevano ascoltare musica anni ‘60/’70.

Ad esempio?

Dal lato di mia mamma Battisti, Battiato, Bennato arrivando anche poi fino a Vasco Rossi. Lato mio nonno più band inglesi: Beatles, Rolling Stones, Queen.

Dopo lo svezzamento musicale come hai proseguito?

Ho iniziato a suonare la chitarra a 12 anni Oasis, Green Day, i Blink (182 ndr). Nell’ultimo periodo sono tornato ad ascoltarmi proprio gli Oasis. Un ascolto che ha aiutato molto il mio cambiamento musicale.

Un ex trapper digiuno di ascolti rap/trap?

No no, ascolto anche il rap, ci sono artisti che spaccano. Però non mi gasa più farlo, ecco.

 I tuoi rapper preferiti?

Guè e Marra (Marracash ndr).

Anche qui andiamo sul classico più che sull’innovazione…

Mi piacciono i contenuti. Sarà quello.

Contenuti che negli artisti della tua generazione non ritrovi?

Gira e rigira sono sempre quelli: i soldi, la bella vita…

 “Morirò giovane e triste come Kurt Cobain”: citi un artista che tu non hai vissuto direttamente. Tralasciando l’inarrivabile simbolo Cobain, chi potrebbero diventare le musicali italiane vissute da un ragazzo nato nel 2000?

In maniera sicuramente diversa, c’è Sfera. Tra vent’anni mi immagino di poter dire: io ascoltavo Sfera, io ho iniziato a fare musica grazie a Sfera.

Nashley, senza nulla togliere a Sfera, in passato c’era molta più scelta…

È vero, ma non so perché… forse perché il mercato non era così saturo e si riusciva ad emergere meglio…

Nashley parla di osiride

Passiamo ai tuoi contenuti. Nel disco c’è tanto di te. Qual è la canzone di Osiride che ti rappresenta meglio oggi?

Oddio, forse Senza vertigini. È quel mix di tristezza e grinta che mi rappresentano. Sono carico e ho voglia di prendermi la scena, ma al tempo stesso mantengo la malinconia e la tristezza che al centro della mia musica.

Oltre ad esserci tanto di te ci sono numerose collaborazioni, ti chiedo un aggettivo per ognuno di loro, per cavalleria partiamo da Anna Tatangelo.

Elegante.

Come arriva un artista con il tuo background a collaborare con Anna Tatangelo?

La collaborazione è nata da un’amicizia in comune che è il produttore del pezzo, Giordano Colombo. Cercavamo una voce femminile per il ritornello. Lui mi ha proposto Anna, io ho risposto “caz*o, magari!!”, Non pensavo accettasse, anche perché non la conoscevo: in realtà si è dimostrata disponibilissima, bravissima e velocissima.

Un aggettivo per Fasma?

Determinato, sa bene quello che vuole fare.

Jack La Furia

Maestro, anche se non è propriamente un aggettivo lo rende al meglio!

Irbis 37

Innovativo.

Infine abbiamo Tancredi…

Pazzo, in senso assolutamente positivo… iperattivo, iper creativo …

Tancredi è stato lanciato da un talent, Amici. Fasma ha raggiunto il grande pubblico dal palco di Sanremo. Sono due percorsi ai quali hai mai pensato?

Sono due cose molto diverse…

Partiamo dal talent, Amci nello specifico…

Non lo farei mai, fino allo scorso anno me lo hanno proposto ogni edizione. Ho sempre rifiutato e non lo consiglierei a nessuno: non mi appartiene cercare questi percorsi facilitati, sono dell’idea che se si vuole costruire qualcosa ci si deve sbattere. Poi per come sono fatto io, non ce la farei mai a vivere l’aspetto televisivo, essere ripreso, stare attento a quello che si dice…

Vibes migliori per Sanremo?

Assolutamente, Sanremo è un obbiettivo futuro. È bello vedere come abbia aperto le porte ai giovani.

I giovani sul palco a Sanremo ci sono sempre stati, mancavano forse in “platea”…

Oggi, a livello di mainstream non è mai stato così forte. Negli ultimi due anni Sanremo ha assunto un valore diverso, molto più forte anche per il pubblico giovane.

Prima di puntare al palco di Sanremo parliamo dei tuoi di palchi, dei palchi che affronterà Nashley. Avresti dovuto presentare il tuo progetto con alcuni concerti a febbraio, rimandati a maggio. Come sarà tuo spettacolo?

Sarà per la prima volta con una band… di fatto è il mio primo tour nei Club… vi assicuro che farò di tutto perché possa essere qualcosa di memorabile per chi verrà a vedermi!

 

Per testare l’essere effettivamente memorabile dei live di Nashley potete andare ad ascoltarlo il 17 maggio  2022 al LARGO VENUE di ROMA. Il 18 maggio 2022 alla SANTERIA TOSCANA 31 di MILANO, il 27 maggio 2022 al NEW AGE di RONCADE (TV) e il 31 maggio 2022 all’ HIROSHIMA MON AMOUR di TORINO.