18 Dicembre 2024
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18 Dicembre 2024

Rkomi: testo e significato di “Il ritmo delle cose”, brano in gara al Festival di Sanremo 2025

L'artista torna sul palco dell'Ariston a tre anni di distanza da Insuperabile

Rkomi il ritmo delle cose
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Rkomi Il ritmo delle cose testo e significato del brano presentato in gara al Festival di Sanremo 2025.

Non è questa la prima volta per Rkomi all’Ariston: l’artista l’abbiamo visto calcare il medesimo palco già nel 2022 con il pezzo Insuperabile, con il quale si è classificato in 17° posizione.

Rkomi il ritmo delle cose significato del brano

Rkomi ha così spiegato a Carlo Conti il significato del suo brano in occasione del format Sarà Sanremo:

“Torno dopo un anno di fermo obbligato da me stesso. Questo brano arriva dal mio bisogno di accogliere il disordine invece che evitarlo. Sentivo il bisogno di accogliere il mio ritmo”.

Poi, ha aggiunto: “Il Ritmo Delle Cose arriva da un grande bisogno di accettare e accogliere il disordine e, in qualche modo, farlo mio, dando un senso al tempo, al mio tempo. Se fosse un’immagine, vedremo una macchina di Rorschach“.

Rkomi IL RITMO DELLE COSE testo

(Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Jet Music Publishing/Doremi Corp./Thaurus Publishing/Honiro Label e Publishing)

Dove sono i soldi adesso?
Che sei rimasta sola?
Pornografia ma senza sesso?
Effetto senza droga?
Dov’è il tuo Dio? Pensavo poveri, poveri noi.
Non sono problemi tuoi, il caos non sciopera mai.
Ovunque prende forma.

Ultimamente fumo ed esco veramente poco.
Sto in mutande mentre fisso stupidamente il vuoto.
Ancora e poi di nuovo.
Finché l’alba va via dalla via
E non mi è più chiaro se sia musica o burocrazia
È questo caos che forma.

Il ritmo delle cose,
Il ritmo che ci muove,
Ci corre nella gola
E ci spezza le parole.
È il ritmo delle cose.

E ti stancherai come fai coi vestiti,
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti.
Quante cose distruggiamo costruendo?
È un violento decrescendo.

È un moderno decrescendo,
È un inferno a fuoco lento,
Amore senza sentimento,
È un violento decrescendo.

E ti stancherai come fai coi vestiti,
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti.
Quante cose distruggiamo costruendo?
È un violento decrescendo.

Si può fermare la pioggia,
Ma è inutile scomodare i cieli.
Se in quelle macchie di Rorschach
Ci vedo cose le più crudeli.

Buttati nel mondo, siamo alla prova,
Come si lancia per caso un bouquet da sposa.
Esco da un’altra festa, esco dall’algoritmo,
Ritrovo la bellezza solo dietro l’imprevisto.

Chaos che corre,
Che lento muore.

Il ritmo delle cose,
È il ritmo che ci muove,
Ci corre nella gola
E ci spezza le parole.
È il ritmo delle cose.

E ti stancherai come fai con i vestiti,
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti.
Quante cose distruggiamo costruendo?
È un violento decrescendo.

È un moderno decrescendo,
È un inferno a fuoco lento,
Amore senza sentimento,
È un violento decrescendo.

E ti stancherai come fai con i vestiti,
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti.
Quante cose distruggiamo costruendo?
È un violento decrescendo.

Forse è solo la stanchezza
Che ti porta dentro quella stanza
Che hanno chiamato libertà,
Di dire no, di dire basta.

Questo casino mi somiglia,
È il lato oscuro in piena vista,
O è forse merda di un artista.

È un moderno decrescendo,
È un inferno a fuoco lento,
Amore senza sentimento,
È un violento decrescendo.

E ti stancherai come fai con i vestiti,
Mi romperai come i tuoi giochi preferiti.
Quante cose distruggiamo costruendo?
È un violento decrescendo. 


Credits immagine di copertina: Ufficio stampa Rossana Moro