Lorenzo, il film su Jovanotti: la radio, la famiglia, la bici e Rick Rubin
Il film documentario di Zonta e Zoratti racconta la carriera e l'uomo oltre l'artista.
di Chiara Tebaldini ·

LORENZO – L’incredibile avventura di Jovanotti è il film documentario sulla carriera e sulla vita di Lorenzo Cherubini, diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti e distribuito da Plaion Pictures. Dopo l’anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma del 16 ottobre, arriva nelle sale come evento speciale dal 26 novembre al 2 dicembre.
Il film intreccia il dietro le quinte dei grandi show dal vivo di Jovanotti con il racconto dell’uomo oltre l’artista, dalla piccola radio locale alle folle oceaniche.
Gli esordi in radio e in TV
Nel docufilm la musica è per Jovanotti un rifugio: “Da quando ho 18 anni ho smesso di vivere nel mondo reale”, ammette l’artista ripercorrendo la sua storia.
La svolta arriva a 14 anni, in un sottoscala adibito a radio locale, con il fratello Umberto. Il proprietario della stazione gli dice di provare a parlare al microfono e Lorenzo scopre la sua vocazione: “Mi sentivo nel mio elemento, come se avessero preso un pesce e l’avessero buttato in acqua”.
Da lì alla televisione il passo è breve. Nel film compare Raffaella Carrà che lo presenta in tv: Lorenzo porta il rap davanti a tutti, parlando in italiano e in inglese a tempo di musica. Qualcuno pensa a una moda passeggera, ma Vasco Rossi lo difende: la vera carriera di Jovanotti è appena iniziata.
Il rapporto con la famiglia
Il docufilm racconta le origini romane di Lorenzo. Dalla finestra di casa il padre, che lavorava in Vaticano, gli mostrava la cupola di San Pietro e gli raccontava dei pappagalli regalati al Papa e lasciati liberi di volare: “Ogni volta che passo da Roma e guardo il cupolone… penso che siano ancora lì che girano”.
In casa Lorenzo è sempre stato molto attento alla madre e alla sua inclinazione alla malinconia: “La mia missione era far stare allegra la mia mamma, portarle spensieratezza”.
Il legame con il fratello, pilota di aerei e sua guida nella musica, è fortissimo. Umberto era talmente orgoglioso di Lorenzo da scrivere sulla propria macchina “Jovanotti’s brother”, prima di morire in un incidente aereo nel 2007.
Nel film emergono anche la moglie di Lorenzo, Francesca Valiani, sua fan fin da ragazza quando lo ascoltava alla radio, e la figlia Teresa, con i ricordi di quando da piccola guardava il papà in televisione.
L’incidente in bici e la forza di lottare
Una parte del docufilm è dedicata all’incidente in bicicletta avvenuto in Repubblica Dominicana. Tra mesi di fisioterapia e due interventi chirurgici, Jovanotti ha trasformato il periodo difficile in una sfida personale, con il suo motto “Avanti tutta”.
Il lavoro con Rick Rubin
Nel film c’è spazio anche per la crescita artistica e per il lavoro in studio con il produttore americano Rick Rubin. Lorenzo racconta con umiltà la sensazione di sentirsi piccolo entrando in uno studio frequentato da artisti come Johnny Cash, Mick Jagger e Jay-Z.
Il produttore lo invita a mettere sempre in discussione le proprie canzoni e a togliere il superfluo per trovare l’essenziale, un metodo opposto a quello di Jovanotti, abituato a comporre “per accumulo”.
A 60 anni Jovanotti dice nel film: “I mostri ci sono, ma sono metà della storia… l’altra metà è che si possono vincere”. Il racconto diventa così una riflessione sul continuare a sognare, amare e crescere a qualsiasi età.
Quanto AMI Jovanotti?
I voti dei lettori fanno la Top 20 di AMI Charts, che esce ogni sabato.







