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Festival di Sanremo

Momenti iconici e controversi del Festival di Sanremo negli anni ’50: dal record di Nilla Pizzi alla prima hit mondiale

Gli anni ’50 di Sanremo: scandali, proteste e polemiche che hanno fatto storia.

di Redazione · 

Inizia oggi il nostro viaggio verso il Festival di Sanremo 2025: in 7 appuntamenti ripercorreremo la storia della kermesse nata nel 1951, riscoprendo gli eventi più iconici e controversi, i cambi di regolamento e gli scandali che hanno segnato questa manifestazione. Iniziamo con gli anni ’50, il decennio della nascita del Festival, dominato da Nilla Pizzi e consacrato dal successo di Volare di Domenico Modugno.

Gli anni ’50 del Festival di Sanremo: dove tutto ebbe inizio

Gli anni ’50 rappresentano il decennio della nascita del Festival di Sanremo, pensato inizialmente come un evento per celebrare la canzone italiana più che gli interpreti. La formula era semplice: al centro vi erano le canzoni e i pochi interpreti, tre nei primi anni, che le portavano sul palco fino alla proclamazione del brano vincitore.

In quegli anni si gettano le basi per un fenomeno culturale che avrebbe segnato la storia della musica italiana. Ecco, anno per anno, i momenti più significativi.

1951: Il debutto di un’idea ambiziosa

Il primo Festival di Sanremo si svolse dal 29 al 31 gennaio 1951, nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo. Concepito come una semplice gara canora, l’evento fu ideato da Pier Busseti, gestore del Casinò, con il supporto di Amilcare Rambaldi. La competizione vedeva i cantanti esibirsi tra i tavolini occupati dal pubblico, in stile café-chantant, mentre i camerieri servivano le consumazioni.

Con soli tre interpreti in gara — Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano —, le 20 canzoni furono votate direttamente dai presenti, che infilavano le schede di preferenza in urne portate dalle hostess, mentre cenavano.

Per le prime edizioni il Festival fu un evento trasmesso solo in radio. La vittoria della prima edizione andò a Grazie dei fiori, interpretata da Nilla Pizzi, che ottenne anche il secondo posto con La luna si veste d’argento.

La prima cantante icona della musica italiana l’anno successivo riuscì persino a battersi.

1952: Nilla Pizzi domina il podio

Questa edizione passò alla storia per l’assoluto dominio di Nilla Pizzi, che occupò tutto il podio: vinse con Vola colomba, seguita da Papaveri e papere, che divenne il vero successo dell’edizione, e infine Una donna prega. Fu la prima e unica volta che un singolo interprete riuscì in questa impresa, anche grazie ai cambiamenti nel regolamento degli anni successivi.

Dietro le quinte non mancarono tensioni: un acceso litigio tra Gino Latilla e il maestro Cinico Angelini, legato alla rivalità per la stessa Pizzi, diede vita al primo vero scandalo del Festival.

1953: La rivoluzione della doppia esecuzione

Viene introdotta la doppia esecuzione dei brani: ogni canzone veniva interpretata da due artisti diversi, con l’accompagnamento di due orchestre, una tradizionale diretta da Cinico Angelini e una moderna guidata da Armando Trovajoli. Le cronache dell’epoca non si lasciarono sfuggire l’opportunità di alimentare la rivalità tra i due maestri.

Un momento memorabile fu l’applauso record di oltre tre minuti per Acque amare, interpretata da Carla Boni. Tuttavia, il brano non raggiunse la finale, lasciando l’amaro in bocca a molti.

1954: Il “Vendicatore di Vercelli”

L’edizione fu animata dalla protesta di Serafino Dabbene, soprannominato Il Vendicatore di Vercelli, che minacciò di liberare gatti e conigli in sala per protestare contro l’esclusione di Nilla Pizzi. Sebbene la minaccia non si concretizzasse in quell’anno, Dabbene mantenne la promessa nel 1956, quando lanciò volantini in sala per manifestare questa volta contro la sua esclusione.

1955: Il Festival di sanremo sbarca in televisione

Per la prima volta, il Festival venne trasmesso in televisione, segnando un momento storico. Questa edizione vide anche per la prima volta l’introduzione del playback: Claudio Villa, colpito da una faringite, vinse con Buongiorno tristezza cantando su una base registrata.

Un’altra novità fu la presenza del primo ospite non in gara, o super ospite come verrebbe chiamato oggi: Odoardo Spadaro recitò i testi delle prime tre canzoni classificate.

1957: Marisa Allasio e le sue gaffe

Marisa Allasio, co-conduttrice dell’edizione, fu relegata dietro le quinte durante la serata finale dal conduttore, Nunzio Filogamo, a causa delle numerose gaffe commesse nelle serate precedenti. Il suo posto venne preso da Nicoletta Orsomando, mentre la Allasio apparve solo per la proclamazione del vincitore.

Il 1958 sarà l’anno che ci consegnerà la prima hit mondiale del Festival.

1958: “Volare” conquista il mondo

Nel blu dipinto di blu, meglio conosciuta come Volare, scritta da Domenico Modugno e Franco Migliacci e interpretata da Modugno in coppia con Johnny Dorelli, trionfò e divenne la canzone italiana più celebre di sempre. Il brano vendette oltre 22 milioni di copie e rimase per tredici settimane al primo posto nella Billboard Hot 100, un risultato eguagliato solo nel 2018 da Andrea Bocelli, con il suo album Sì.

1959: Lo scandalo di Jula De Palma

La sensuale interpretazione di Tua da parte di Jula De Palma scatenò un’ondata di polemiche. Considerata troppo provocante dai vertici Rai e dalle associazioni cattoliche, la cantante fu oggetto di una campagna diffamatoria e il brano venne censurato. Non solo: la De Palma ricevette più di cinquemila lettere di improperi e venne persino aggredita per strada.

Nonostante le critiche, la canzone si classificò al quarto posto e divenne un successo di vendite.

Insomma gli anni ’50 gettarono le basi per un fenomeno che avrebbe segnato la cultura italiana, trasformando il Festival di Sanremo da un evento locale a un appuntamento nazionale. Nel prossimo appuntamento, esploreremo gli anni ’60, un decennio segnato da grandi trasformazioni, controversie e un drammatico lutto che sconvolse per sempre la musica italiana.