Sanremo 2023 prima serata: cosa hanno in comune Mattarella, Ferragni e Blanco?
Come raccontare la prima serata di Sanremo 2023 utilizzando una sola parola.


Sanremo 2023 prima serata. Il palco dell’Ariston non è un palco qualunque e anche se non finirà mai la questione Sanremo sì lo guardo, Sanremo non lo guardo ma ne parlo male cerchiamo una narrazione che si spinga aldilà del condannare o meno qualcosa ma che apra nuovi confronti.
Ogni giorno proveremo a raccontare la serata del Festival attraverso i simboli che leggiamo sul palco .
Proviamo a definirli con una parola che tocca i punti salienti.
Oggi la parola che scegliamo è libertà.
Partiamo citando l’articolo 21 della Costituzione ricordato da Roberto Benigni.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Libertà parola su cui si è fondata la costituzione italiana. Questa parola è la chiave per i padri fondatori della Costituzione Italiana.
Mattarella simbolo e garante della costituzione quindi anche della libertà di espressione.
Libertà di esprimersi e di raccontarsi: Pensati Libera è la scritta che compare sul primo vestito di Chiara Ferragni alla prima uscita
Libertà di esprimersi con il proprio corpo, Vestito finto nudo alla seconda uscita di Chiara Ferragni.
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Libertà di indossare gli insulti, terzo abito di Chiara Ferragni.
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Libertà di contestare il sistema essendoci dentro: Salmo canta 90 minuti.
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sanremo 2023 prima serata
Libertà di distruggere il palco con tutte le sue conseguenze: Blanco La vie en rose finita male. Oggi ha chiesto pubblicamente scusa (qui l”articolo)
Libertà di mostrare i sentimenti. I Come Cose che raccontano la loro intimità.
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Libertà di riprovarci dopo un periodo buio. Gianluca Grignani e la sua rivincita.
Libertà di portare le proprie idee sul palco. Il braccialetto blu contro il bullismo di gIANMARIA, i cuori LGTBq+ di Gianluca Grignani.
Libertà di raccontare il passato guardando al futuro. I Cugini di Campagna che cantano una canzone scritta da La Rappresentante di Lista.
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Chiudiamo citando Giorgio Gaber sperando che questa parola acquisti sempre più spessore
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Aggiungiamo come augurio per il futuro:
Libertà di sbagliare e ricominciare.
Quanto AMI Coma_Cose?
I voti dei lettori fanno la Top 20 di AMI Charts, che esce ogni sabato.





