10 Maggio 2022
di Blogger
Condividi su:
10 Maggio 2022

Intervista a CLEMENTINO, ritorno all’hip hop puro con Black Pulcinella: “Grazie alla TV non ho più bisogno di sporcare la mia musica”

Il rapper ci racconta la genesi del suo, nuovo, disco di puro rap. Ma non solo...

clementino
Condividi su:

A distanza di 3 anni, Clementino torna a pubblicare un disco. Proprio in occasione del lancio – ridimensionato dalla positività al Covid dell’artista campano prop –  di Black Pulcinella lo abbiamo incontrato per farci raccontare questo progetto, dove l’hip hop “di sostanza” è al centro della scena.

L’occasione per scoprire i contrasti umani e musicali di un personaggio come Clementino: un racconto senza filtri che spazia dalle luci del solare personaggio Tv, alle ombre dei momenti più difficili della sua carriera.

INTERVISTA A CLEMENTINO: Black pulcinella

Con Black Pulcinella sembra tu voglia marcare il territorio e rivendicare la  forza della tua musica in maniera molto decisa. Da dove nasce quest’esigenza?

Credo che tra tutti questo sia il mio album più hip hop. Ho cercato di fare quello che mi mancava: “Il ca**o che mi pare!”. Non avevo ancora fatto un disco come Dio comanda, a livello di Hip hop.

Era il momento giusto  per essere meno “leggero” ?

Adesso era il momento di farlo. Una persona che ti parla di alcol da ubriaco o di droga da drogato, non lo saprà mai fare bene. Dopo aver visto l’oscuro, puoi parlare anche con la luce. Oggi ho la maturità esatta per affrontare un album del genere.

Perché solo ora sei riuscito a fare “il ca**o che ti pare” ?

Solitamente molti miei colleghi arrivati ad un certo punto della carriera – specialmente i rapper – cercano il mainstream per assicurarsi oltre al divertimento, anche una sicurezza lavorativa solida. Io la mia sicurezza, il mio commerciale, l’ho trovato con la TV.

Il mio commerciale è Rai1, The Voice, è Made in Sud. Appena mi sono reso conto di poter portare a casa ciò che mi serve per vivere con la TV, ho capito che non avevo bisogno di “sporcare” la mia musica.

In passato credi di aver “sporcato” la tua musica?

Per tanto tempo ho portato  pezzi “pop” cercando di piacere a tutti. Un percorso che mi ha fatto crescere tanto e portato cose straordinarie come le collaborazioni con Jovanotti e Pino Daniele, ma che non sempre mi rappresentava.

Mi sono accorto che anche il pubblico che cercavo di conquistare con offerte più “pop”, in realtà preferiva il Clementino “spacc’ vetrin” e quello di Cos’cos cos. Questa per me è stata una grande notizia: la gente vuole quello che io voglio e cioè fare il rap!

Immagino che questo non valga per il pubblico di The Voice senior, che vedo molto lontano dagli appassionati del tuo freestyle…

All’inizio, vedendo il riscontro dei miei brevi freestyle a The Voice ho creduto potessero essere più vicini di quando sembrasse. Quindi ho fatto un test: ho provato a fare uscire un singolo (Partenope ndr) la sera della finale di The Voice. Mi sono detto: “con 5 milioni di telespettatori almeno1 milione di copie le vuoi vendere….”

Il risultato è stato che non ho venduto mezza copia in più rispetto a quando non facevo TV.

È stata la conferma che non avevo alcun interesse a mischiare le due cose. Cerco di fare due attività completamente diverse, se poi in TV riesco a portare qualcosa della mia musica lo faccio volentieri.

Appurato che il tuo seguito musicale non è influenzato dalla tua attività televisiva, non ti sei mai sentito “guardare storto” da colleghi o addetti ai lavori  “puristi” per questo?

No e sai perché? Basta che prendo in mano un microfono e faccio freestyle: beh  i puristi si mettono in fila per chiedermi l’autografo… Io sono nato nei centri sociali, sono tra i pochi MC italiani… non ho bisogno di far vedere collane d’oro, macchinoni, soldi o like…

Una sottile critica alla nuova generazione di rapper che sfila su Instagram?

Chi mette in mostra queste cose non sa fare rap e vuole nasconderlo con l’immagine. Nel 2022 io metto la musica davanti a tutto.

Ti infastidisce vedere tanta attenzione su progetti musicali più solidi nella forma che nella sostanza?

Non mi infastidisce assolutamente. Negli anni ho visto cambiare le cose tante di quelle volte, ormai non sono più Clementino, sono zio Clemente! Ho visto nascere e morire una scena rap più commerciale, quella rap reggaeton, quella rap dubstep, quella rap trap,… ogni volta su cento che partono, se va bene vanno avanti in tre.

Non troppo entusiasmo sul futuro del rap?

Al contrario, oggi si sta tornando al rap originale, fatto di contenuti, metriche e flow. Un esempio lo vedi nelle nuove leve napoletane che ho invitato nel disco, fortissimi proprio a rappare.

In Black pulcinella tornano infatti numerose collaborazioni. L’ultima volta che ci siamo sentiti, era il 2015 (QUI l’intervista) , ti immaginavi un futuro da produttore di giovani talenti. Sei ancora dell’idea?

Sarebbe stato fattibile se fossi rimasto ”solo” rapper. Oggi non avrei proprio tempo, non riesco quasi a produrre me…  e poi devo pensare alla mia fidanzata…

A proposito, c’è ben poco amore in Black Pulcinella. Anzi racconti belli forti, anche improntati al libertinaggio come Crazy Shit (VM 18), a casa tutto a posto?

In realtà il pezzo con Nello Taver, che è bello crudo, è nato più di 5 anni fa a Vietri sul Mare. Tutti i miei amici mi dicevano mettilo che spacca: avevano ragione! In questo brano c’è la mia parte più cinematografica, sembra quasi Una notte da Leoni.

Però nel disco ci sono anche canzoni che parlano di sentimento come Amore Lo Fi, quella con Madame.

In una filastrocca Pulcinella si definisce così “son specialista in bastonate: quante ne ho prese, tante ne ho date!” Tu credi di averne più prese o più date?

Eh eh ne ho prese, ne ho prese…

L’ultima vera bastonata che hai preso?

Beh, sicuramente quando sono stato in comunità… (nel 2018 per liberarsi dalla dipendenza da cocaina ndr)

Una bastonata che immagino sia però stata essenziale per la tua consapevolezza odierna

Porca miseria si! Prima ero una bestia.

Hai mai pensato di abbandonare la musica?

Non ho mai pensato di abbandonare però ho avuto tante di quelle bastonate che non immagini. Altre bastonate sono state leggere su tutti i giornali “Clementino choc droga” ma anche vedere titoloni “Clementino ultimo posto a Sanremo”: ti assicuro che per un giovane professionista che ci crede tanto non è bello.

Un passato turbolento che hai raccontato solo recentemente…

Oggi mi fanno ridere quelli che vogliono far passare la loro come vita da Rockstar quando non hanno capito un ca**o.

Ne ho passate di cotte e di crude: la gente non lo sa ma io ho avuto davvero una vita fuori di testa, alle 5.00 del mattino in giro per Napoli con la macchina… quello che posso dire ai ragazzi è che non è per nulla figo fare questa vita e considerarla da rockstar… non è figo tornare a casa alle 7.00 del mattino, è figo svegliarsi alle 7.00 del mattino.

Un boss del rap è chi fa 20 concerti di fila senza perdere la voce, non certo chi si ubriaca e si droga. Oggi tanti pseudo rapper fanno un concerto gridando così tanto che il giorno dopo non riescono a farne un secondo… c’è bisogno di gavetta, concerti.

Per te immagino non sia mai stata una novità la necessità di disciplina e gavetta, avendo fatto tanta formazione in ambito spettacolo…

Parto con 10 anni da animatore turistico, una laurea tecnica recitazione 110 e lode, tutte le gare di freestyle italiane vinte, gavetta in tutti i locali underground e i centri sociali. Da lì arrivo a Milano dove esco con una major, collaboro con Fabri Fibra, Jovanotti, Pino Daniele

Però proprio all’apice questa solidità te la sei quasi giocata…  

Ho iniziato a dare tutto per scontato e non è stata per nulla una bella cosa.

Ringraziamo Clementino e vi lasciamo al video di ATM, primo estratto da Black Pulcinella.